EegaBeeva
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Il ragno Tarzan
EegaBeeva ha risposto a EegaBeeva nella discussione RAGNI ITALICI/EUROPEI – Conoscenza e Allevamento
La parola "bestione" con la quale il Maestro vesubia chiamava la Meta menardi (ho fatto un semplice cerca in questo sito) si attaglia al ragno da me avvistato, in caccia sulla sua tela. Certo, la mia Meta non era in grotta (particolare NON trascurabile) e nemmeno in taverna, bensì in un luogo riparato e con una umidità elevatissima. Il fatto che Daniele ne abbia fotografata una in aprile e io ne abbia trovata un'altra in agosto mi fa sperare che, fra i ragni non cribellati presenti nel mio giardino, ci sia anche la Meta. Che poi sia menardi o merianae non so. Purtroppo non riesco a trovare alcuna checklist. Buona giornata (e scusate l'ostinazione). Lidia -
Grazie infinite anche per la gentilezza di aver segnalato indirizzo e numero di telefono della casa editrice. Mi metto subito alla ricerca del volumetto, che si rivelerà preziosissimo, visto che oltre al Procambarus clarkii, nel *mio* lago lombardo vive un'altra specie di gambero (che non ho mai visto) nostrana, di dimensioni inferiori e di colore diverso. Ancora grazie e buona giornata.
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Lycosa ambigua - nuova specie spagnola
EegaBeeva ha risposto a tongi nella discussione RAGNI ITALICI/EUROPEI – Conoscenza e Allevamento
Grazie, professore! -
Sì, Alex, immaginavo. Ho trovato difficoltà io, che ho molti più anni di te e non abito in un condominio. Ancora ciao.
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In Italia, forse, ha anche meno predatori... Mi domando, sulla terraferma, quali animale nostrano selvatico possa essere interessato a un carroarmato semovente che, in pratica, si nutre di tutto e "assaggia" tutto.
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Mi stava succedendo la stessa cosa, per la mia casa al lago. Un vicino premuroso voleva spruzzare sulle pareti di casa nostra e qua e là nelle piante non so quale porcheria, per contrastare le zanzare (che, al lago, sono ahinoi numerosissime). Gli ho risposto che l'insetticida forse ammazzava le zanzare ma anche altri insetti che rappresentano il cibo per gli uccelli e l'altra microfauna del posto. Perciò, no-grazie, avremmo aumentato il fatturato dell'industria Autan e dei produttori di zanzariere. In un condominio, la cosa è più difficile da attuare. A Milano, non ho visto spruzzare nelle piante, bensì nei tombini e dove c'è acqua stagnate. Auguri, Alex. Ciao. Lidia
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Il ragno Tarzan
EegaBeeva ha risposto a EegaBeeva nella discussione RAGNI ITALICI/EUROPEI – Conoscenza e Allevamento
Qualche cavità deve esserci, nei pressi di casa mia, perché la sera abbiamo anche i pipistrelli. Grazie, migdan, per il link. Il mio ragno sembra avere i colori della Metellina merianae e le dimensioni della Meta menardi. Tanto mi basta (ma mi bastava anche prima, per la verità). Grazie. * * * Perché Metidae nei Tetragnathidae? Fossi una Meta, mi offenderei (scherzo). Costruiscono tele identiche. Ma per questo mi fido dell'Atlas (e di migdan). Ogni pomeriggio, nello stesso punto e quasi alla stessa ora, una Tetragnatha sostava lunghe ore, a testa in giù, immobile sul muro bianco della casa, a livello occhio umano: le prime due paia di zampe allungate in avanti, il quarto paio allungato indietro e il terzo paio allargato ai lati. La sua tela non l'ho mai vista (se costruisce una tela simile a quella della Meta, è praticamente invisibile). Ciao. -
Il ragno Tarzan
EegaBeeva ha risposto a EegaBeeva nella discussione RAGNI ITALICI/EUROPEI – Conoscenza e Allevamento
Ilic, hai ragione. Avevo scartato la merianae, perché dalla foto sull'Atlas (una femmina, come la menardi di pagina 101), l'addome era diverso e le dimensioni più elevate. Nella merianae, sempre a giudicare dalla foto, mi sembra che abbia addome ovale, in linea con il resto del corpo. Il ragno della tela verticale che avevo a un palmo dal naso, aveva l'addome ricamato e reclinato come la menardi. E riflessi argentati, davvero splendidi. Si trattava di un grosso esemplare, assolutamente visibile che, a zampe raccolte, si poteva definire "massiccio". Ma le menardi vivono nelle caverne, perciò non può essere. Se l'avessi fotografata, il risultato (meno buono certamente) sarebbe stato come la terza foto di pagina 101 dell'Atlas, quello della Meta menardi. Che, comunque, è diversa dalla foto di Daniele. Il mio ragno estivo aveva una segmentazione più marcata nelle zampe e una distinzione netta fra cefalotorace e addome (ovoidale, reclinato e ricamato). E una dimensione ragguardevole, al punto che ogni volta che lo vedevo al centro della sua tela, mi domandavo come una tela tanto evanescente potesse "reggere" un proprietario così "massiccio". I raggi erano numerosi, ma non si potevano contare, perché... invisibili. Ma le menardi vivono nelle caverne, perciò non può essere. Un'atra cosa mi è venuta in mente, a proposito della "total darkness", che può fare sorridere, ma non è detta tanto per dire: dopo il tramonto, la mia casa al lago è avvolta da "total darkness". L'unica luce che accendiamo è quella all'ingresso del cancello. Per il resto teniamo tutto spento, perché qualsiasi luce richiama migliaia di zanzare, insetti, moscerini e farfalle notturne. Il buio è totale, non essendovi alcun'altra luce nei dintorni. Ma solo la sera e la notte. Di giorno, il posto è aperto e assolato, ovviamente. Buona giornata. Ciao. Lidia -
Il ragno Tarzan
EegaBeeva ha risposto a EegaBeeva nella discussione RAGNI ITALICI/EUROPEI – Conoscenza e Allevamento
Aneddoto in OT. La sera della prima serata aracnofila in quel di Milano lo scorso aprile è stata seguita da una gitarella alla mia casa del lago, con esplorazione diurna e notturna dei dintorni, collecting e fotografie. Nella notte, il nostro sciur president avvista una bella Meta in un anfratto fra le pietre di un muro della casa, la osserva (la osservano tutti) alla luce di una torcia e poi la lascia dov'è. Altri giri, altre foto, poi tutti a nanna, al piano superiore. Alle prime luci dell'alba, presa da sete incontenibile, scendo giù per andare in cucina a bere e, dopo qualche minuto, mi si para davanti quello che spero passi agli annali della storia come l'"incubo migdaniano": era il prode migdan in tenuta da nerd improvvisato, boxer, maglietta e giaccone, scalzo, macchina fotografica in mano. "Buongiorno, Lidia!", esclama l'incubo ignudo in giaccone e Coolpix (facendomi sobbalzare) "Ma che ci fai a quest'ora, alzato?" "Ho fotografato la Meta!" "Quella che era fuori?" "Sì. Sono uscito a prenderla, l'ho fotografata e l'ho rimessa dov'era." "Buonanotte, Daniele. Io ritorno a dormire!" Ora, chiunque non dotato di passione aracnofila, vedendo tale spettacolo, avrebbe cominciato a nutrire seri dubbi sulla sanità mentale dei frequentatori della mia casa (specie quella del migdaniano), poiché vi posso assicurare che la visione del migdan all'alba in siffatto abbigliamento avrebbe potuto sconvolgere qualsiasi certezza. Ma, tant'è. Incurante dell'umidità e del freddo mattutini, dell'oscurità e dei visitatori notturni striscianti e volanti che numerosi frequentano casa mia (e incurante del suo look men che professionale), Daniele ha fotografato la Meta sp. (la vedete). Grazie, Daniele Fine dell'OFF TOPIC Lidia -
Eh! Eh! Ma figurati!!! :rolleyes: Ancora tanti affettuosi auguri!
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Il ragno Tarzan
EegaBeeva ha risposto a EegaBeeva nella discussione RAGNI ITALICI/EUROPEI – Conoscenza e Allevamento
Appunto, Matteus. Non solo non era "total darkness", ma - come dicevo anche a Ilic per telefono - non ho grotte in giardino . Se si trattava di una menardi, era davvero fuori posto. Ribadisco però che era, è il solo tassello che non combacia. L'osservazione del ragno, va detto e sottolineato, è stata solo "visiva". Immagino che a uno studio più approndito, le cose che non combaciano possano essere mille e più. Grazie infinite, cordiali e gentili come sempre. Buona serata. Lidia -
B U O N C O M P L E A N N O W I L D ! ! ! Lidia PS Ehm... quanti sono?
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Il ragno Tarzan
EegaBeeva ha pubblicato una discussione in RAGNI ITALICI/EUROPEI – Conoscenza e Allevamento
Una vicina di casa della Agelena è stata per breve tempo un bell'esemplare di Meta menardi, che alla luce del tramonto - quando si metteva esattamente al centro della sua grande tela verticale - sembrava essere d'argento. Tanto robusta, fitta e orizzontale è la tela della Agelena, tanto diversa, verticale ed elastica è quella della Meta. E' talmente fine ed evanescente che, anche a pochi centimetri, non riuscivo a distinguerla. Così, ogni mattina mi dicevo: "La pioggia l'ha distrutta", poi, cercando la luce giusta, si riusciva a vederla (e qui sarebbe interessante capire come si fa a fotografare una tela di questo tipo). E' una tela con numerosi raggi, vuota al centro. Di giorno, la Meta se ne sta al riparo sotto una foglia, al tramonto - invece - la si trova nel centro della casa. La cosa interessante è l'uso che fanno altri ragni della tela della Meta in assenza della proprietaria. Francamente, è successo solo un paio di volte che un altro ragno (un Pholcidae? comunque un ragno assai diverso dalla padrona di casa), si avventurasse rapido sulla tela della Meta, predasse il malcapitato rimasto impigliato e se ne fuggisse con grande velocità, con la preda attaccata a un filo. Senza che la padrona di casa facesse una piega. Ho visto la Meta cacciare solo due o tre volte, ma la cosa mi è sembrata buffa. Allora, un insetto si impiglia sulla tela. Mi aspetto che la Meta accorra veloce, camminando sulla sua tela evanescente. Invece eccola arrivare appesa a un filo, come a una liana, darsi una piccola spinta, centrare la preda, afferrarla, staccarla e portasela via penzolante sotto di sé attaccata a un filo e sparire fra le foglie con il suo bottino. Sia nella fase di avvicinamento alla preda sia in quella di allontanamento con la preda, il ragno non usa la sua tela, bensì altri fili, come se la sua tela avesse il solo scopo di adescare e di irretire e null'altro (ben diversa è invece la tela della Agelena, che ha una vera e propria casa, con ingresso, camera da letto, sala da pranzo e dispensa). Un'altra volta, invece, l'ho vista consumare tranquillamente il suo pasto, piazzata al centro della sua tela. Tela che un violento acquazzone ha poi definitivamente distrutto. Ma per sincerarmene ho dovuto quasi ficcare la testa nel cespuglio, là dov'era sempre stata la tela. Sparita la tela, sparito il ragno. Peccato. Era un bell'animale, identico a quello ripreso nella terza foto a sinistra di pagina 101 dell'Atlas, stessa posizione a testa in giù e stessa posizione delle zampe, con l'addome un po' reclinato e le zampe a strisce. Intorno ai 2 cm di body length. Lidia PS Comunque, noto con un filo di piacere che anche la tela della Meta nella foto dell'Atlas non è visibile granché... PS1 Dico Meta menardi perché ho avuto la fortuna di avere sotto mano una foto che la ritraeva in modo perfetto, ho potuto confrontare le dimensioni e ho visto la sua tela. Ma ho tuttora moltissimi dubbi, poiché il posto dove si era costruita casa non corrisponde alle descrizioni. Ma sarebbe l'unica cosa che non "quadra". Che ne dite? Considerate che sono state avvistate altre grosse Meta, a casa mia. Potrebbe davvero trattarsi di una menardi? Grazie. -
Mi accorgo adesso che è stato aperto un novo topic di complimenti a Francesco. Glieli ho fatti già altrove, li ripeto qui (li merita ).
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Grazie per il chiarimento In effetti, avevi detto "verso la coda". Mi scuso per non avere interpretato bene.
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Sì, conciso ed efficace. Anche telegenico (il che non guasta). Apprezzabilissima l'idea di nominare Aracnofilia nella prima parte del discorso. Grazie, Francesco.
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Patrick, hai sicuramente molta più esperienza di me, che ne ho nessuna. Tuttavia, i tre esemplari che ho trovato si sono mostrati poco propensi allo spavento, nel senso che si sono lasciati avvicinare con molta facilità, indietreggiavano - questo sì - e *prenderli per la coda* non mi è sembrata cosa facile da attuare, perché al minimo scarto laterale l'animale rispondeva con un immediato aggiustamento della sua posizione, fronteggiando sempre il "nemico". Fronteggiava persino il braccio, issandosi e spalancando le chele (alzavi il braccio e l'animale si issava; abbassavi il braccio e l'animale si abbassava). Dopo avere visto con quanta tenacia si è afferrato al bordo dello scolapasta, non mi sarei certo azzardata a prenderlo per la coda, che d'altra parte teneva ben custodita nell'erba, pena l'assaggio di una delle sue chele. Sulla terraferma sarà anche lento, ma credo che la sua forza resti intatta. Lascio volentieri ad altri il compito di *prenderli per la coda*, avendo appurato che il retino (o, in mancanza di retino, uno scolapasta e un retino piatto) funziona a meraviglia (sempre grazie, Ilic!).
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La pazienza è la virtù dei forti
EegaBeeva ha pubblicato una discussione in RAGNI ITALICI/EUROPEI – Conoscenza e Allevamento
Per tutto il tempo trascorso nella mia casa delle vacanze, ho osservato le abitudini e il comportamento predatorio di una bella Agelena labyrinthica, che si era costruita una tela su un cespuglio basso, a circa 120 cm dal suolo. La tela: vasta, con molti fili ascendenti, ricca di numerose "appendici" ai confini (diresti che la tela è finita, invece - se la si segue con lo sguardo - si nota che continua in numerosi anfratti, collegati alla tela principale da stretti sentieri serici). Resistentissima, robusta, impermeabile. Il ragno se ne stava per la maggior parte del tempo all'ingresso del suo ricovero tubolare, ma al tramonto diventava particolarmente attivo. Quando le prede sono diventate numerose, ha costruito una sorta di seconda camera tubolare, accanto all'ingresso, che ha adibito a dispensa. Una mattina, abbiamo sentito un ronzio fortissimo provenire dalla zona nella quale l'Agelena aveva il suo appartamento. Un grosso tafano era rimasto impigliato nella tela e dava formidabili strattoni per liberarsi. Il ragno, appena fuori del suo ingresso, era in attesa. Non lo ha attaccato subito. Ha aspettato la bellezza di quattro ore a distanza di sicurezza. Quando credevo che il tafano fosse morto (era immobile), l'Agelena gli si è avvicinata fulminea e lo ha morso una o più volte, per finirlo, poiché - a dispetto di quanto credevo - il tafano non era ancora defunto. Era grande almeno il doppio del ragno e molto più forte. Ma la tela gli è stata fatale e il ragno ha saputo attendere. Poi, è cominciato il lungo lavoro di dissezione e di impacchettamento. Domanda: perché una attesa così protratta? Nel caso il ragno si fosse avvicinato prima, che danni poteva provocare un tafano al ragno? O, forse, il ragno temeva che una aggressione precoce avrebbe stimolato la sua preda a trovare le forze per fuggire, perdendo così un lauto pasto? In un'altra occasione, invece, una locusta di 5 cm si è infilata nella parte posteriore del fogliame e della tela e fra tela e foglie era in evidente difficoltà. I suoi timidi tentativi di fuga sono stati invece immediatamente fermati dal ragno, che in quel caso si è avventato subito su di lei, mordendola alla testa. Ma non è riuscito a predarla, perché la locusta è scivolata giù, in un punto dove la tela era scarsa e il fogliame più fitto. Domanda: non ha atteso, perché la posizione della locusta era poco favorevole al ragno e lui voleva avere la certezza di accaparrarsela subito? Inoltre, l'Agelena che ho osservato sceglieva le sue prede: se erano piccole e se restavano impigliate nella parte più lontana della tela, faceva due-tre passi fuori del suo ingresso, si fermava per poi rientrare, come se non fosse interessata. Ma il giorno dopo, la sua tela era pulita e non vi era più traccia degli sparuti insettucci della sera avanti. A un certo punto, l'Agelena osservata aveva un addome gonfio da scoppiare. Così, come a un certo punto, mi è parso di vedere due Agelena nel tubo serico. Tre giorni prima del mio rientro, della abile e paziente cacciatrice non ho avuto più tracce. Non la si vedeva più né di giorno, né al tramonto (che era la sua ora preferita). E' possibile che abbia fatto un cocoon e che si sia appartata nella parte più fitta del cespuglio, lontano dalla sua tela o costruendone una nuova altrove? Grazie. Lidia -
Matteus ha quotato a perfezione. Si dice che i siluri presenti al centro del lago superino i 50 chili (ho sentito pesi anche maggiori, ma il peso non ha importanza, trattandosi comunque di pesci molto grossi la cui alimentazione è proporzionale) e il gambero americano si nutre anche di uova di pesce. Kaiser Skorpion, leggevo ieri su un sito che il Procambarus clarkii ha una autonomia di circa un'ora fuori dell'acqua ed è un buono scalatore. Nella mia zona, in un'ora, anche viaggiando lentamente, si va ovunque, perché è ricca di canneti, zone paludose e corsi d'acqua. Buona giornata.
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Matteus, non c'è un vero e proprio fiume che alimenta il lago, ma piccoli e numerosi corsi d'acqua, che spesso originano sorgenti spontanee nei luoghi più impensati (come, per esempio, nel bel mezzo di un sentiero). Il lago è in qualche modo comunicante con il lago Maggiore, nella cui zona più a sud scorre il Ticino. Pesci siluro: mi sono informata sulla presenza dei siluri in un lago di dimensioni così modeste come il nostro e mi è stato detto che nelle vicinanze del lago c'era uno specchio d'acqua dove si praticava la pesca sportiva. L'acqua alta dell'estate 2002 ha messo in comunicazione i due bacini e alcuni pesci siluro sono passati nel lago, senza più potervi (o volervi) uscire. Concordo certamente con te, deprecando questo tipo di introduzioni. Ma non voglio incolpare l'amministrazione, perché non so se sono stati introdotti volontariamente oppure se si tratta di una infestazione che ha altre origini. Ciao.
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Sì, Kaiser Skorpion. Mi sto documentando e in alcuni siti si fa riferimento ai danni provocati dal Procambarus clarkii. Ignoro come possa essere arrivato al piccolo lago lombardo sulla riva del quale trascorro le mie vacanze, tuttavia con migdan si sono fatte delle ipotesi, che ho visto confortate in un sito per un altro specchio d'acqua italiano: in pratica, si introdurrebbero i gamberi americani per contrastare la ben più nociva crescita dei pesci siluri (presenti nel nostro laghetto). Non so se è questo il caso, ma è certo che l'estate scorsa non ho incontrato gamberi, e forse era tutto troppo secco, ma l'estate 2002 è stata piovosissima e neanche allora ne incontrai. Immagino però che già ci fossero, perché gli esemplari avvistati hanno già qualche anno. O, forse, sono stati introdotti quest'anno già adulti. Gli esemplari avvistati erano tutti blu scuro, ma è solo una variante di colore: in forma e dimensioni mi sembrano identici a quello rosso. Per quanto riguarda la popolazione presente nel piccolo lago delle vacanze, non ho alcun dato sottomano, ovviamente. Mi consola vedere stormi di grandi uccelli che sorvolano il lago e che soggiornano lungo le rive. Buona serata.
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Permettimi: mitico tu!
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Ciao a tutti e ben trovati. Due in particolare sono le persone che desidero salutare in modo speciale e ringraziare per l'aiuto e l'informazione che mi hanno dato: i-lang e migdan. Davvero notevoli entrambi, soprattutto i-lang. Il motivo ve lo racconto subito. Sono tornata oggi (con un po' di anticipo rispetto alla data prevista) dalle mie vacanze al lago. Che non mi hanno fruttato "incontri notevoli" come l'estate scorsa, ma che tuttavia mi hanno riservato una novità, poiché per la prima volta in dieci anni abbiamo trovato vaganti nel nostro giardino alcuni esemplari di Procambarus clarkii in due diverse date, a distanza di una settimana l'una dall'altra. Confesso che al primo avvistamento mi sono presa un bello spavento, perché l'animale era grosso sebbene lento. Poi, a dispetto del nome con cui viene definito in un articolo in PDF (che gentilmente mi ha passato l'onnipresente migdan), il "gambero rosso della Louisiana" di rosso scarlatto ha la pancia, le zampe e numerosi pallini su chele e corpo, che sono invece di un uniforme profondo blu scuro (questa è la variante di colore che ho visto io). L'impatto visivo in un prato è perciò inquietante, perché da lontano assomiglia a una montagnola di terra (simile a quella prodotta dalle talpe) in movimento. Se ci si avvicina, l'animale si issa sull'ultimo paio di zampe posteriori, spalancando le chele ai lati, mostrando ventre e zampe rossi e fronteggiando sempre il "nemico", anche se il movimento laterale è minimo e se non è direttamente minacciato (ero praticamente immobile, accovacciata e al telefono con Ilic, che mi diceva - nonostante la mia sommaria e agitata descrizione - che si trattava di un gambero americano, di un maschio adulto - chele di due diverse dimensioni - e che era tutto sommato innocuo, bastava non farsi "pinzare"). Emetteva anche un debole sibilo. Il mitico Ilic mi ha suggerito poi il metodo di salvataggio, che ho approntato con scolapasta e retino piatto ("grazie, Ilic!!!"). Aveva piovuto abbondantemente il giorno prima e la notte. Da dove poteva venire? (dal lago? da un corso d'acqua interno al bosco? da qualcuno che li allevava per scopi culinari?). Tuttavia, era stato un unico esemplare e non avevo la coscienza a posto, perché l'avevo buttato nel lago e non sapevo se avevo fatto bene oppure no. Dopo circa una settimana, piove nuovamente e troviamo due nuovi esemplari a distanza di un'ora l'uno dall'altro, sempre nella parte alta del giardino, lontano dall'acqua. Sono più piccoli del primo (che superava i venti centimetri, mentre i due successivi misuravano uno circa 10 cm e l'altro intorno ai 15, senza la marcata distinzione nelle chele). Li libero nel lago ed ecco nuovamente le crisi di coscienza, poiché ignoro del tutto se vivono o no nel lago che delimita su due lati il giardino di casa nostra. Mi immaginavo già colpevole di un qualche disastro ecologico e ambientale e il mio dubbio non era insano. Però, davvero, non sapevo dove metterli, con cosa nutrirli e - non ultimo - il resto della mia famiglia ne era terrorizzata (è lecito pensare che certe invasioni di campo da parte di animali di provenienza diversa dipendano da situazioni di emergenza e di ignoranza, come nel mio caso?). Così leggo le 14 pagine di un articolo in PDF che mi ha mandato migdan, domando un po' in giro se vi sono stati avvistamenti come il mio (siamo in tre famiglie su una sponda del lago, lontane una dall'altra) e tutti mi dicono di avere avuto le medesime "visite" che ho avuto io. A notte fonda, esemplari particolarmente imponenti li si trova persino su un sentiero ghiaioso in salita, assai lontani dall'acqua, spesso dopo la pioggia, ma non necessariamente a essa legati. Ovviamente, si era sparsa la voce che fossero "scorpioni mordaci", nonostante l'evidente assenza di coda ricurva (e, comunque, ripeto: MAI visti scorpioni dalle mie parti) e l'imponenza dell'animale. Così, grazie all'aiuto di Daniele e di Ilic, ho fatto contro-divulgazione che mi ha fruttato l'annessione di un paio di volontari con i quali sono andata a fare sopralluoghi nel bosco (pieno di rovi e di ortica). Nessun gambero, arrivano dal lago (è un lago lombardo, in provincia di Varese, pochissimo frequentato). Il lato sud ne è invaso. Evitano solo una spiaggetta antistante un ristorante (che NON serve gamberi americani, mi sono informata, né alcun altro tipo di crostaceo), perché popolato da una famiglia di cigni, il cui maschio è notoriamente aggressivo e molto territoriale. Perciò, accanto agli altri animali che popolano il nostro giardino, adesso c'è pure il "gambero rosso - *che spesso è rosso, ma a volte è blu scuro* - della Louisiana". Preda di grandi uccelli e sua volta predatore di uova di pesce. Fine del racconto. Per i ragni di questa estate (pochi identificati con QUASI certezza, ma di grandi dimensioni) apro un altro post. Grazie per avere letto fin qui. Se doveste trovare altre informazioni sulla biologia e sulla etologia di questo animale (il gambero americano), ve ne sarei grata. Buona serata. Lidia
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BUON COMPLEANNO! ! ! Tanti affettuosissimi auguri al più gentile e simpatico romagnolo di Romagna (e ancora grazie infinite da una certa Sherlock Holmes ... ogni promessa è debito). Ciao, Ilic! Lidia
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E va bene! Phaet trova gli Euscorpius come fossero mosche (fortunato!), migdan è in procinto di partecipare a un congresso internazionale sull'aracnologia (yu-hù), Fabio e Teo volteranno le pietre di mezza Sardegna (salvo consegnare il 50% a chi di dovere)... io parto domani per il mio angolo di paradiso dei ragni locali e della microselvaticheria in genere. La differenza rispetto all'anno scorso ha tanti nomi (e me li avete forniti voi, GRAZIE!): Jones, Roberts, Atlas Spinnentiere, Collins e una mezza dozzina di altri volumi. Più qualche migliaio di messaggi letti, qui. Davvero buone vacanze a voi. Per chi non va, buona permanenza (ma non lavorate troppo :rolleyes: ). Ciao, ciao. Lidia
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