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Andricus

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  1. Grazie veramente Enrico! Sentirmi dire queste parole da qualcuno con la tua esperienza è veramente un grandissimo piacere ed è sicuramente uno sprono a continuare queste mie osservazioni su questi magnifici animali. Purtroppo non mi è possibile tentare la riproduzione per questioni di spazio, visto che dovrei prendere almeno altri due sling per avere una probabilità adeguata di fare la coppia, e date le dimensioni non proprio contenute dell'adulto dovrei preparare terrari abbastanza capienti. Se però in futuro dovessi trovare adulti certamente sessati potrei fare un tentativo. Posso però in parte consolarmi con il tentativo di riproduzione che voglio portare avanti con una bellissima specie di Eresus proveniente da Sidi Ifni e che presenta una meravigliosa colorazione blu, a giorni dovrei ricevere gli esemplari e aprirò una discussione a riguardo. Approfitto dell'occasione per aggiornare la situazione sull'esemplare. Nonostante l'addome gonfio continua a correre in cerca di prede alla minima vibrazione della tela, anche quando apro il contenitore per nebulizzare. Inoltre si è costruito una "casa su due piani", aggiungendo al primo strato di tela un ulteriore strato soprastante tirato tra le pareti del terrario, collegandoli poi tramite un cunicolo in un angolo. Si sta quindi rivelando un ottimo costruttore, alla pari di Linothele megatheloides, sebbene avessi letto che generalmente crea una tela molto meno organizzata.
  2. Io trovo foto di esemplari così colorati sotto il nome di Eresus guerinii, potrebbe essere corretto?
  3. L'esemplare ha finalmente mutato ed ha iniziato a mostrare la colorazione propria dell'adulto, grigio-nero con il cefalotorace rosso.​ Ho provato a identificarlo osservando l'exuvia e seguendo le chiavi presenti sul sito Dipluridae.de. Purtroppo al momento mi ritrovo con un problema all'oculare del microscopio, che a 40x sdoppia le immagini, quindi non è per niente facile riuscire a vedere caratteri microscopici come la presenza di una o due file di denti sugli artigli tarsali superiori che permette di riconoscere facilmente le sottofamiglie. Dando però per scontato che si tratti di un Diplurinae sono andato a controllare la presenza e l'eventuale conformazione della lyra sulle maxillae. Ho provato ad osservare le maxillae in tutti i modi, sia con luce riflessa che trasmessa, e non mi sembra di notare la presenza delle setole ispessite della lyra, tranne un paio che non saprei se possono essere ritenute parti della lyra. Per questo direi di poter escludere senza dubbio il genere Trechona che presenta una folta macchia nera di setole. Ora il dubbio rimane tra gli altri tre generi: Linothele, che non presenta lyra, e Diplura e Harmonicon, che presentano lyra ma con setole di forma differente. Mi sentirei però di poter escludere Linothele per l'habitus generale, che sembra abbastanza diverso. A questo punto spero che con la prossima muta possa avere un'exuvia abbastanza grande da poter osservare facilmente la lyra.
  4. A questo punto direi che si tratti di differenze nell'indole tra i vari esemplari, non mi vengono in mente altre spiegazioni plausibili Certo che uno Pterinochilus così tranquillo fatico un po' a immaginarlo, soprattutto dopo aver visto che 4 esemplari su 5 a Fiano si mettevano in posizione intimidatoria solo avvicinando la mano al contenitore. Spero di trovarne uno così tranquillo anche io quando deciderò di prendere questa bellissima specie, che è uno dei miei sogni nel cassetto. Tornando all'argomento principale della discussione, sto iniziando ad avere qualche dubbio sull'identificazione. Uno dei caratteri tipici di H. oiapoqueae è la forma della fovea, che è fortemente ricurva e ricorda una U rovesciata. A detta della chiave presente nella descrizione questo carattere è visibile anche nei giovani, ma dalle foto il mio esemplare sembra la presenti non ricurva. Se così fosse si tratterebbe di H. audeae o H. rufescens, in quanto H. cerberus presenta tre paia di occhi fuse a formare un singolo paio a forma di C. Tutto questo tenendo per buono che almeno il genere sia corretto. Non appena l'esemplare muta provo a vedere se dall'exuvia riesco a osservare i caratteri diagnostici.
  5. La Linothele circa un mese dopo averla presa ha mutato, ma credo fosse già adulta da prima della muta date le dimensioni imponenti. Data la discordanza delle esperienze ho fatto una prova stamani. Ho messo sulla tela tre camole, a distanze uguali l'una dall'altra. Dopo i primi movimenti delle camole la Linothele è uscita dalla tana e si è avvicinata alle camole, ma dopo essersi mosse tutte e tre insieme è tornata velocemente nella tana. Ha ripetuto l'azione per tre volte, poi ho tolto due camole, lasciandone solo una, a quel punto l'ha predata senza problemi. Avrò un esemplare particolarmente fifone? Per il video dell'Harmonicon vedo cosa posso fare non appena si sgonfia un pochino l'addome
  6. Purtroppo non ho assistito alla predazione in quanto ho gettato la larva sulla tela e poi sono dovuto andare a sbrigare delle commissioni. La prossima volta cerco di documentare il tutto, magari provando a fare anche un video. Nel caso della Linothele megatheloides invece ho notato una preferenza per prede con movimenti meno frenetici, ad esempio le blatte che riescono a camminare velocemente sulla tela senza impigliarsi a volte vengono rifiutate, i grilli che scalciano con le zampe saltatorie richiedono in genere almeno un paio di tentativi in quanto il ragno si spaventa (mentre grilli a cui tolgo le zampe posteriori vengono predati subito). Una volta ho provato a darle una falena, ha provato a predarla almeno una decina di volte, perché la preda sbattendo le ali la spaventava facendola rintanare. Le camole invece le preda più facilmente in quanto si muovono abbastanza da impigliarsi e creare molte vibrazioni, ma non abbastanza da spaventarla. Insomma, un ragno grande e grosso ma fifone Tu quali specie di Dipluridae hai allevato o hai ancora in allevamento?
  7. Come immaginavo la "cupola" era dovuta solamente all'istinto di tessere di questa specie, infatti la cupola è stata distrutta ma l'esemplare non ha mutato. In compenso ha aggiunto molta altra tela, sebbene il tappeto non sia bianco e compatto come si osserva in Linothele. Ho inoltre osservato che dopo il tramonto, e a volte anche in pieno giorno, l'esemplare si mette sull'entrata della tana in attesa di vibrazioni sulla tela, come riportato nelle note ecologiche nella descrizione. Ieri mattina l'ho nutrito con la camola più piccola che avevo, ma era comunque un po' più grande di lui e sorprendentemente è riuscito a mangiarla tutta. Nonostante ora si ritrovi con un addome enorme e con i tegumenti tesi, continua a mettersi sull'entrata della tana in attesa di prede (che non arriveranno per un po' per evitare indigestioni). È importante dire che si sta rivelando una specie che non si spaventa facilmente e a tratti pure abbastanza "combattiva" (credo che non si possa definire proprio aggressiva). Mentre toglievo un pezzo di esoscheletro della camola l'esemplare è corso verso le pinzette per poi alzarsi nella posizione d'attacco, non accennando però a mordere. Inoltre basta anche spostare leggermente il contenitore che corre fuori dalla tana con fare abbastanza minaccioso.
  8. Grazie anche a voi per l'accoglienza e per i complimenti per le pubblicazioni! Entrambi gli articoli potete trovarli sul mio account Academia.edu, al link https://independent.academia.edu/MarcoSelis
  9. Piccolo aggiornamento. L'esemplare ha aumentato notevolmente la quantità di tela e ora, con un'illuminazione adeguata, si vede bene un tappeto abbastanza omogeneo fatto da fili sottilissimi. ​ ​ Questo tappeto fluisce in un una struttura circolare leggermente sopraelevata fissata tra sughero e sfagno... ​ ​ ...che poi continua in un imbuto che in profondità ospita il padrone di casa. ​ ​ Sul lato posteriore della corteccia è inoltre presente una piccola uscita secondaria. ​ ​ Aggiungo anche un'osservazione sulla voracità e la persistenza di questa specie. Stamani mi sono ritrovato in casa un Coleottero Tenebrionidae del genere Lagria, quindi un animale abbastanza coriaceo e grande quanto lo sling, e ho provato a buttarlo sulla tela del piccolo Harmonicon. Alle prime vibrazioni l'esemplare è uscito fuori velocemente dall'imbuto fermandosi per un paio di secondi sull'ingresso, per poi iniziare a correre senza indugi verso l'origine delle vibrazioni. Il primo tentativo di attacco si è rivelato infruttuoso e lo sling si è ritirato subito nella tana, per poi tornare all'attacco immediatamente dopo. A questo tentativo riesce a infilare i cheliceri nelle elitre della Lagria, trascinandola dentro la tana. La preda però riesce a liberarsi e a uscire dall'imbuto, a quel punto l'Harmonicon ha mostrato un comportamento che mi ha incuriosito molto. Ha iniziato a inseguire la preda mordendola e prendendola con le zampe per rigirarla sul dorso e a quel punto ha assestato un morso nella membrana tra gli sterniti, sancendo così il successo della caccia. Dopo circa un'ora della Lagria restavano solo le elitre e dei pezzi di esoscheletro, portati fuori dall'imbuto. Dopo il pasto l'esemplare ha anche iniziato a tessere una "cupola" con cui ha sigillato la struttura circolare. Non so se questa azione indichi una muta imminente oppure sia dovuta semplicemente all'istinto di rimodellare continuamente la tela, comportamento che ho notato molto in Linothele megatheloides.
  10. Non sono affatto un esperto di Salticidi, ma questo mi ricorda un Icius sp.
  11. Sicuramente vi terrò aggiornati su ogni evento importante riguardante questo esemplare Stanotte ha aggiunto moltissimi fili alla tela, ricoprendo quasi completamente il sughero e collegando buona parte dei "rametti". Credo che entro una settimana dovrebbe iniziare a vedersi un bel telo completamente bianco. Inoltre l'esemplare ha iniziato a scavare il cunicolo, l'ho sorpreso proprio mentre portava fuori dalla tana una pallina di torba. Riguardo i parametri. Per ora la temperatura sto tenendo quella ambientale dato che ci aggiriamo sui 25°C di giorno e un paio di gradi in meno di notte, poi quando le temperature caleranno probabilmente mi munirò di un tappetino da mettere su un lato del terrario, anche se solitamente le temperature in casa non calano mai sotto i 20-21°C. Non appena viene l'inverno provo a misurare la temperatura nel terrario e mi regolo di conseguenza. L'umidità l'avevo misurata per un paio di giorni prima dell'arrivo dell'esemplare e variava dall'85 al 95%, quindi sto aggiungendo al coperchio una finestrella in zanzariera in modo da ridurre l'umidità a valori più adatti, intorno al 75-80%. Al momento ho preso solo questo esemplare per capire bene le esigenze, ma credo che in futuro prenderò almeno un paio di altri esemplari sperando di fare la coppia e riprodurre questa magnifica specie, magari distribuendo qualche sling a membri del forum interessati, così da diffondere negli allevamenti italiani questo bellissimo Dipluride ancora abbastanza raro
  12. Ciao a tutti ​ Spero di fare cosa gradita condividendo con voi la crescita di questo sling di terza muta di Harmonicon oiapoqueae, specie descritta molto recentemente* su una coppia adulta e un esemplare immaturo raccolti in Guyana Francese. L'esemplare misura circa 8mm di corpo e circa 20mm di legspan. Purtroppo dare misure precise di un animale così schivo e veloce non è affatto facile. ​​ ​ Il terrario per ora consiste in una scatoletta 15x10x8(h) cm. Per arredarlo mi sono attenuto alle note ecologiche presenti nella descrizione, secondo le quali questa specie costruisce un tappeto di tela attaccato ai rami di alberi e cespugli che confluisce in un tunnel centrale che continua per circa 15cm nel terreno. Di conseguenza ho messo nel terrario circa 5cm di torba in cui ho fatto una piccola buca, coperta con un pezzo di sughero, aggiungendo poi dello sfagno per fornire i supporti cui attaccare la tela e per mantenere l'umidità richiesta da questa specie. ​ ​ A quanto pare ha gradito molto la tana preparata sotto al sughero, costruendo però un ripiano di tela sospeso e non il tubo riportato nelle note ecologiche. Ha inoltre attaccato diversi fili di tela tra i "rametti" di sfagno, creando un abbozzo del tappeto di tela tipico di questo gruppo. ​ L'esemplare mi è arrivato ieri mattina e si è ambientato praticamente subito, predando già il pomeriggio stesso due piccoli maschi alati di formiche. * Drolshagen B. & Backstam C.M. 2011. Notes on the genus Harmonicon F.O.P.-Cambridge, 1896 (Araneae, Dipluridae) with description of a new species from French Guyana. ZooKeys 112: 89-96. ​
  13. Salve a tutti! Mi chiamo Marco, ho 19 anni e sono Viterbo. Ho un retroscena di quasi 8 anni di allevamento di insetti prevalentemente esotici (Fasmidi e Blattodei soprattutto), cui ogni tanto aggiungevo qualche specie nostrana di Aracnidi, riproducendo in cattività Segestria florentina, Agelena labyrinthica, Argiope bruennichi (ovviamente non tenuta in terrario, ma all'aperto su una siepe in giardino) e diverse altre specie. All'allevamento di Aracnidi esotici mi sono avvicinato solo in tempi recenti, comprando a novembre passato a Fiano Romano un minuscolo sling di Brachypelma albopilosum. Ad aumentare il numero di specie il passo è stato breve, tornando dall'edizione di Aprile di I Love Reptiles con una bellissima femmina di Linothele megatheloides e un esemplare L1 di Damon variegatus che ancora non ha deciso di fare una muta. Si sono poi aggiunti proprio oggi altri tre sling: un microscopico Cyriocosmus elegans che ha subito mutato, un Psalmopoeus cambridgei e un bellissimo esemplare di Harmonicon oiapoqueae (mi sembra di non vedere discussioni su questa specie, magari potrei provvedere). Osservare la Linothele e l'Harmonicon mi ha fatto nascere l'amore per la famiglia Dipluridae, che trovo davvero affascinante e che mi piacerebbe studiare dal punto di vista tassonomico, se non fosse che studio già gli Imenotteri della famiglia Vespidae, con all'attivo due piccole pubblicazioni in cui vengono descritte tre specie nuove, una uscita pochi giorni fa. Bene, direi che per gli argomenti che ci interessano questo è tutto quel che dovevo dire su di me. Spero di poter imparare molto dagli esperti di questo forum e magari di poter contribuire con le mie modeste conoscenze
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