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Darko

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  1. Ma non è che non le condivido, è che secondo me parti dal presupposto che un individuo possa sviluppare più mutazioni contemporaneamente, ma credo che questo sia veramente molto improbabile. Purtroppo i miei studi di zoologia sono ormai troppo lontani per cui potrei assolutamente sbagliarmi su questo. Se partiamo invece dal presupposto che queste mutazioni possono sviluppare soltanto singole caratteristiche, e non multiple, allora il ragionamento mi sembra ineccepibile. Se una specie si divideva in individui con caratterista "A" e individui senza caratteristica "A" e ad oggi esistono solo individui con la caratteristica "A" significa che quella caratteristica ha decretato il successo della specie, altrimenti non si spiegherebbe l'assenza di individui senza quella caratteristica. Quindi non mi convince il discorso del successo "trainato" da altre mutazioni perché non penso sia possibile che si sviluppino più caratteristiche contemporaneamente.
  2. Ciao Luigi, interessante discussione. Espongo le mie osservazioni di seguito: Non capisco bene a cosa ti riferisci. Quando avviene una mutazione genetica, la mutazione può avere 3 esiti: mutazione incompatibile con la vita mutazione compatibile con la vita ma l'individuo è sterile mutazione compatibile con la vita e l'individuo è fecondo Nei casi 1. e 2. non ha ovviamente senso parlare di successo riproduttivo, nel caso 3. il successo riproduttivo è al 100%. Non esistono successi "parziali". Quando un gene subisce una mutazione, quella mutazione si troverà in tutte le cellule dell'individuo, in ogni filamento di DNA. La mutazione potrebbe poi essere ereditata dalla prole se nel patrimonio genetico è stato copiato il gene mutato, ma questo credo che avvenga in maniera del tutto casuale, quindi ancora una volta non parlerei di buon successo riproduttivo. O la mutazione viene replicata, o non viene replicata. Forse banalizzo troppo la questione ma io la vedrei in maniera molto più "meccanica" e quasi semplicistica. Il successo di una singola mutazione deriva da quanto quella mutazione ha aumentato le possibilità di sopravvivenza di una specie. Prendiamo il caso dell'aposematismo, ovvero di avere una colorazione che metta in guardia eventuali predatori. Probabilmente alcune mutazioni o variazioni di colore inizialmente casuali hanno portato una sopravvivenza maggiore per gli individui con le colorazioni più efficaci nel dissuadere i predatori. Quindi banalmente una specie mutata, che sopravvive più facilmente rispetto ad altri individui, ha più possibilità di sopravvivere e pertanto più possibilità di riprodursi e quindi infine di trasmettere il gene che ha permesso questo vantaggio di sopravvivenza. Non credo che la ricerca voglia trovare "LA" caratteristica vincente, ma UNA delle caratteristiche vincenti, senza escluderne altre. Anche perché noi possiamo basarci sullo studio degli animali di cui possiamo avere dei campioni o dei fossili pertanto credo non sia possibile sapere quanti e quali altre mutazioni una specie possa avere messo in atto nel corso di milioni di anni. Credo sia molto improbabile che possano svilupparsi contemporaneamente più di una mutazione compatibile con la vita. Credo che invece, e mi riaggancio quindi a quanto dicevo prima, che le mutazioni siano avvenute in successione, nel corso di un'eternità di anni. Quindi è possibile che le orecchie lunghe del Fennec abbiano avuto successo ma soltanto grazie al fatto che prima di quelle aveva avuto successo la caratteristica di essere di piccole dimensioni. Mentre trovo sia improbabile che ci sia stato un periodo in cui c'era una popolazione variegata di Fennec grandi e piccoli con orecchie lunghe e corte. Infine, credo pure io che ci siano state mutazioni nè vantaggiose nè svantaggiose (penso a certe caratteristiche morfologiche) ma non penso che gli studiosi le considerino come quelle mutazioni che hanno permesso il successo della specie.
  3. Non ti preoccupare, per la prossima identificazione sai cosa fare. Io comunque sono imbranato in un sacco di altre cose... Mi fa molto piacere che trovi il sito interessante!
  4. Confermo che anche gli esemplari nelle prime 2 foto sono Loxosceles rufescens, la terza non saprei. Comunque per la prossima volta richiedi le identificazioni nella sezione apposita: https://forum.aracnofilia.org/forum/29-identificazioni-e-segnalazioni/ Qui un approfondimento sul ragno violino Loxosceles rufescens http://www.aracnofilia.org/aracnologia/il-ragno-violino-e-cosi-pericoloso-loxosceles-rufescens-in-italia/
  5. Ciao, è una muta ammuffita, per la prossima volta richiedi le identificazioni qui: https://forum.aracnofilia.org/forum/29-identificazioni-e-segnalazioni/
  6. Non diffondiamo terrore inutilmente. Il ragno violino è un comunissimo ragno presente in tutta la penisola. E' un ragno sinantropico per cui è dove c'è l'uomo, c'è spesso anche lui (in Italia), facciamocene una ragione. Detto questo, non voglio assolutamente sminuire le preoccupazioni di @Vincenzo Rizza ma cerchiamo di razionalizzare. Un singolo avvistamento non significa che hai un'infestazione. Quello che ti possiamo consigliare è: leggi le discussioni su questo forum usando lo strumento "Cerca", troverai decine di post in cui abbiamo dato consigli, anche se fondamentalmente il consiglio principale è: fai una pulizia più approfondita, facendo attenzione in particolar modo a: fessure vare (zoccolini, stipiti, ecc.), sotto e dietro i mobili, dietro i quadri, sgabuzzini, ecc.
  7. Loxosceles rufescens, credo maschio. Qui un approfondimento sul ragno violino Loxosceles rufescens http://www.aracnofilia.org/aracnologia/il-ragno-violino-e-cosi-pericoloso-loxosceles-rufescens-in-italia/
  8. Grazie @Pepsis Continuo a non capire quali elementi indicano con certezza la specie. Pensavo le dimensioni ma in una discussioni saltò fuori che non è sufficiente.
  9. Qui si vede abbastanza bene la croce, non dovrebbe quindi essere un riflesso:
  10. Femmina di Zoropsis sp. è un innocuo e utile ragno presente pressoché su tutto il suolo italiano.
  11. Certamente, tranne alcune specie, tutti i ragni sono dotati di ghiandole velenifere.
  12. Non si vede bene ma sembrerebbe Parasteatoda tepidariorum.
  13. Direi Araneus diadematus ma attendiamo conferme, non ho familiarità con gli Araneidae.
  14. Eh già Tra l'altro anche le sue "zanne" (cheliceri) sono piuttosto grosse ma, a meno che tu non lo maneggi in malo modo (tipo premendolo con le dita) non ti morderà e, anzi, farà il suo dovere cibandosi di insetti magari anche fastidiosi per l'uomo.
  15. Direi un maschio di Icius sp.
  16. Aggiungo: Ragno salterino - famiglia Salticidae Ragno ballerino - famiglia Pholcidae Falsa tarantola - Genere Zoropsis Io la penso esattamente come Luigi eccetto che... ho scoperto da poco una certa utilità dei nomi comuni, ovvero la didattica rivolta ai bambini, diciamo fino ai 10 anni. Vedo che infatti mio figlio di 5 anni è diventato bravo nel riconoscere i Salticidae, i Pholcidae e alcuni Thomisidae e li chiama appunto "salterini", "ballerini" e "ragni granchio", perché a questa età è più facile per loro ricordare dei nomi che siano anche divertenti o che comunque abbiano un significato. Ciò non toglie che magari tra un paio d'anni inizierò ad usare con lui i nomi scientifici, ma per adesso sono ben contento che abbia imparato a riconoscere queste famiglie pur usando nomi comuni.
  17. Femmina di Zoropsis spinimana. Puoi leggere una scheda su questa specie qui: https://www.aracnofilia.org/i-ragni-locali/zoropsis-spinimana-zoropsidae/
  18. @Simone Pasquali le identificazioni vanno richieste qui https://forum.aracnofilia.org/forum/29-identificazioni-e-segnalazioni/
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