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Darko

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  1. La foto ovviamente è molto sgranata ma si deduce un innocuo Scytodes sp.
  2. La macchia è questa ma se vuoi un consiglio, lascia perdere le macchie. Sono tanti i ragni che presentano una macchia simile sul cefalotorace, quindi se ti dovessi basare solo su quello avresti tanti "falsi positivi". Guarda invece la posizione delle zampe, il colore, la dimensione, le zampe sottili e poco pelose, assenza di spine, proporzione corpo-zampe, ecc.
  3. È del tutto evidente, quindi direi morfologia in generale, posizione retrograda delle zampe, si intravede anche la macchia a violino sul cefalotorace e i palpi maschili.
  4. Atypus sp. dimensioni forse un po' sovrastimate?
  5. No, purtroppo è Loxosceles rufescens. Qui un approfondimento sul ragno violino Loxosceles rufescens http://www.aracnofilia.org/aracnologia/il-ragno-violino-e-cosi-pericoloso-loxosceles-rufescens-in-italia/
  6. Vedo che una delle zampe posteriori ha la stessa postura dell'esemplare che ho fotografato io: mi domando il perché.
  7. Confermo, ho preso anch'io la Raynox su suggerimento di Luigi, l'adattatore a molla funziona bene sulla mia Nikon D3500 e sono molto soddisfatto dell'acquisto. Prima della Raynox utilizzavo dei semplici tubi di prolunga, hanno il vantaggio di costare quasi 1/10 rispetto alla lente ma hanno il grosso svantaggio di diminuire la luce e di essere molto più scomodi nel montaggio.
  8. Mi sa che i colori di queste foto sono tutti falsati, alcuni esemplari giovani se non sbaglio possono avere una colorazione marroncina. Vediamo un po' che dicono gli altri.
  9. A me quelle zampe fanno pensare a Micrommata...
  10. Infatti il mio cervello è andato dritto su S. paykulliana perché mi ricorda l'unico esemplare che ho visto dal vivo: Però il colore rossiccio di @Genaux În Love mi lascia perplesso.
  11. Oddio... mi è venuto il dubbio anche per Steatoda grossa, ma non l'ho mai vista con macchie così definite. Attendiamo altri pareri.
  12. Non so rispondere alle tue domande ma sicuramente posso consigliarti di leggerti bene questa guida: https://www.aracnofilia.org/i-ragni-esotici/lallevamento/
  13. Parrebbe uno Gnaphosidae, tipo Scotophaeus... attendiamo pareri più autorevoli.
  14. Capito, grazie della testimonianza. Ho raccolto tante Zoropsis ma non mi era mai capitato di vederle in tanatosi, probabilmente perché non si sono mai sentite minacciate a tal punto.
  15. A me sembra una vecchia femmina di Zoropsis spinimana, però non è una specie che mette in atto la tanatosi @Fabri sicuro fosse vivo?
  16. Altra discussione così andrà ad alimentare correttamente il database delle identificazioni. E un giorno anche la mappa 🙄@00xyz00 non perdere le speranze, ce la faremo....!
  17. Magari Leptyphantes cristatus? Però vedo che non è segnalato in Italia .
  18. Ad ogni modo.. Questa colorazione è una variante oppure è così perché un esemplare giovane (se lo è)? Avevo visto S. grossa un po' sbiadite, ma mai con un pattern così definito.
  19. Nooooo signora Longari lei mi casca sulla Steatoda!
  20. No, non sono proprio d'accordo e l'esempio che porti mi conferma che tu immagini che singole, rare mutazioni portino a sviluppare diverse nuove caratteristiche, mentre io sono convinto che queste mutazioni abbiano effetti (quando ne hanno) che portano a lievi differenze tra la specie normale e la specie mutata. Quindi, riformulando il tuo esempio, se gioco 1000 partite con la stessa formazione e ottengo il 50% di vittorie e poi gioco altre 1000 partite con la stessa formazione eccetto per un giocatore (il gene mutato) in cui metto invece Ronaldo e ottengo il 90% delle vittorie, beh, la legge dei grandi numeri mi dice che quella differenza di vittorie non può non dipendere da Ronaldo. Penso esattamente l'opposto Riformulo: se fosse mai esistito un Fennec con orecchie corte ed oggi abbiamo solo Fennec con orecchie lunghe... beh, un motivo ci dev'essere e non può essere un caso che tra le due "versioni" solo una abbia avuto successo.
  21. Sono d'accordo. Ok ma cos'è il "successo riproduttivo"? Avere una colorazione più sgargiante potrebbe aver selezionato alcuni bruchi in quanto ha aumentato la loro sopravvivenza (riducendo la possibilità di essere predati), ad esempio. Tornando a questo credo che c'entri poco la genetica, credo piuttosto a fattori ecologici e ambientali.
  22. Uhm, non lo so se questo esempio sia calzante, sinceramente. Più che altro un campione composto da 2 esemplari è completamente insignificante. Se avessimo invece i dati di qualche centinaia di individui che delineano 2 comportamenti diversi si potrebbe allora iniziare a fare delle supposizioni (esiste un gene che regola il periodo di deposizione?) dopo di che confrontando i DNA degli esemplari si potrebbe trovare appunto il gene che differenzia i due gruppi. Avendo un campione ridotto i fattori esterni rendono impossibile ogni tipo di analisi. Magari, come dici tu, le tue Argiope sono state sfigate perché il tuo giardino ospita più Zygiella del normale, oppure quell'autunno è stato climaticamente molto diverso dalla media, oppure dal campo di fianco è volato del pesticida e via dicendo. Più è largo il campione (e il periodo temporale) e più si riduce l'influenza di fattori esterni che disturbano l'analisi.
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