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Origine della classificazione.


Guest jena assente
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Guest jena assente

Una domanda di base.

Premessa:

1) si considera specie un raggruppamento di esseri viventi in cui la riproduzione fornisce generazioni fertili (e' giusto?)

2) si considera genere un raggruppamento di esseri viventi in cui la riproduzione fornisce generazioni non necessariamente fertili (e' giusto?)

 

Ora, come fanno i naturalisti a determinare specie e generi? Intendo glii insiemi, non l'appartenenza di un singolo individuo alla specie. Con un cavallo, un asino ed una zebra, o con un Phodopus spp (criceto russo) e' relativamente facile. Come si fa con un aracnide? Le caratteristiche esterne sono sufficienti?

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Una domanda di base.

Premessa:

1) si considera specie un raggruppamento di esseri viventi in cui la riproduzione fornisce generazioni fertili  (e' giusto?)

2) si considera genere un raggruppamento di esseri viventi in cui la riproduzione fornisce generazioni non necessariamente fertili (e' giusto?)

 

Ora, come fanno i naturalisti a determinare specie e generi? Intendo glii insiemi, non l'appartenenza di un singolo individuo alla specie. Con un cavallo, un asino ed una zebra, o con un Phodopus spp (criceto russo) e' relativamente facile. Come si fa con un aracnide?  Le caratteristiche esterne sono sufficienti?

rispondere alla tua ultima domanda (le caratteristiche esterne sono sufficienti) è abbastanza semplice.

Se come caratteristiche esterne intendi il pattern o l'aspetto tout court, no. E' la forma dei genitali sia maschili sia femminili (e questo risponde in parte anche al punto uno).

Questo per gli araneidi.....

Gli aracnidi ormai sono, per molt ordini distinti in specie, dall'esame del DNA. Gli scorpioni ad esempio. Che possiedono una riproduzione esterna.

Per gli araneidi, invece , si guardano gli organi genitali.

l'isolamento riproduttivo e geografico di un genere, aiuta la speciazione (allontanamento di popolazioni progressivo, fino al raggiungimento di una distanza sufficiente a rendere impossibile la riproduzione di figli fertili).

Riguardo ai generi, in diverse specie con fecondazione esterna, la convergenza evolutiva può portare ad appartenenti di generi diversi , di riuscire a comunque riprodursi. Sempre con prole sterile. Ad esempio nel lago Eire c'è stato un esperimento involontario che ha coinvolta la carpa (Cypirinus carpio) ed il pesce rosso (Carassius auratus), appartenenti a generi diversi, ma che hanno "dimenticato" gli impedimenti a riprodursi e , appunto nel lago EIRE , hanno dato origine ad un ibrido sterile infestante, con drammatico calo delle popolazioni fertili dei due generi.

Vi sono quindi eccezioni alla schematica definizione di genere che hai dato.

Ciao.

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in realtà la questione è complessa: anche la definizione di specie non è così netta...

Esempio: L'Euscorpius germanus una volta comprendeva tra le altre, due sottospecie, L'E. germanus germanus e l'E. germanus alpha... quindi, apparteneti alla stessa specie.

Ora le due sottospecie sono diventate specie separate, ed abbiamo E. germanus ed E. alpha... sono morfologicamente identiche, solo che analisi molecolari fanno pensare che gli esemplari di una specie non si accoppiano con quelli dell'altra specie... e il motivo è il fiume Adige: una specie sta ad est, una sta ad ovest... quindi, anche se con ogni probabilità le due specie sono perfettamente in grado di incrociarsi con prole feconda, in natura questo non succede mai... e quindi han pensato bene di dividere le due popolazioni come due specie differenti, perchè di fatto è impossibile che si accoppino, e le analisi del dna sembrano confermare...

Ora, ovvio che una interpretazione di specie come "popolazione di individui in grado di dare prole interfeconda" in un caso del genere può essere ambigua...

Questo per dire che il concetto di "specie" non è affatto ovvio, in certi casi (non rari, soprattutto in animali molto diffusi e comuni, come possono essere insetti o aracnidi)

 

e la situazione dei taxa superiori (genere, famiglia ecc...) è ancora più confusa, in quanto non esiste una definizione che possa dare un'idea di "genere"... sono sostanzialmente raggruppamenti convenzionali...

Per poter stabilire una classificazionemci si basa su caratteri prevalentemente morfologici che possano essere significativi... tipo "i ragni con i cheliceri a movimento trasversale li mettiamo tutti insieme e li chiamiamo labidognati"... poi un bel giorno un aracnologo arriva e dice "no, secondo me la posizione dei cheliceri non è importante per stabilire la "parentela" tra due ragni", e allora bisogna rivedere tutto...

 

Ed ecco spiegato perchè molto spesso abbiamo ragni che cambiano genere, famiglie che si creano, famiglie che si distruggono, specie che nascono e specie che vengono soppresse... è il divertimento dei tassonomisti! E ovviamente si potranno avere anche opinioni (e quindi classificazioni) discordanti, se ci si basa su criteri diversi...

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