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Dopo 28 anni, capolinea di una passione.


lightside

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Onestamente non so cosa mi stia succedendo, raggiunti i 50 anni, ma molte delle cose che mi appassionavano da una vita mi sono scemate, inclusa, ahimè, anche quella dell'allevamento di migali. 
Mi è morta da poco una Grammostola rosea, che mi fu regalata dai miei genitori nel '96, ed ha tirato davvero un tempo da record: 27 anni! Nel mentre ho avuto 3 Brachyplema hamorii (che negli anni hanno cambiato nome mille volte), che ha seppellito tutte, una Poecilotheria metallica morta dopo due giorni da sling (non so se qualcosa che ho sbagliato io forse, da neofita di arboricole), e una Grammostola pulchra, che è ancora con me. Di questi 27 anni, 21 li ho fatte su questo forum, anche se da quando sono nati i social sono passato sempre più di rado (talvolta anche a distanza di anni).

L'idea che mi sono fatto è che forse è una passione che non mi è davvero mai partita per i propositi giusti. Intendiamoci, ho voluto molto bene ai miei animali, soprattutto alla Grammostola rosea, essendo la prima entrata in casa, ma più passa il tempo e più mi rendo conto che il motivo per cui quella migale mi è entrata in casa fu frutto di una distorsione, e non di una passione reale. 
Fin da piccolo, mio padre mi portava a vedere film di fantascienza anni '50 con mostri giganti, di cui lui era appassionato, e io vivevo un misto di ribrezzo/fascino verso questi animali, prevalentemente insetti e aracnidi giganti ,tanto da disegnarli sui quaderni e i diari, portando maestre a preoccuparsi della mia sanità mentale. 
Poi uscì il film "Mamma ho perso l'aereo", e quando vidi la migale nel terrario, posseduta dal fratello maggiore di Kevin, pensai "ne voglio una anche io", anche se pensavo che fosse illegale in Italia detenere quel tipo di animali (erano metà anni '90 e la 213/2003 non esisteva ancora), ma lo pensavo perchè da un lato ho sempre trovato cool fare ed avere cose che fanno e che hanno in pochi, e dall'altro per quel fascino che avevo sempre avuto fin da bambino. Mai mi sarei sognato infatti di allevare un ragno comune, doveva essere gigante come quelli che tanto mi avevano spaventato ed affascinato da piccolo.
Così, il 2 aprile del 1996, i miei genitori cercano sulle Pagine Gialle di Milano un negozio di esotici (l'ormai fu Banchi Corallini) e mi si presentano a casa con un pacco cubico di 30cm che conteneva terrario e migale, mandandomi al settimo cielo. 
Però avevo 20 anni... e man mano che crescevo sentivo dentro di me il fanciullo allontanarsi sempre di più (mai del tutto, com'è normale che sia) e con lui anche tutte quelle passioni natemi durante l'infanzia. Per far capire cosa intendo: sono ormai 3 anni che non tocco un videogioco, pur avendoci passato praticamente tutta la vita sopra in modo passionale, e talvolta anche esagerato (non dico quanti soldi ci ho buttato). 
Ora sto curando l'ultima migale che mi è rimasta: la Grammostola pulchra, e più volte ho avuto l'idea di cercarle un nuovo proprietario. Ogni tanto sussulto con interesse se sento che vicino a me c'è una fiera di esotici, o mi passa sotto un video che parla di migali ed allevamento, ma tempo che passa il sussulto e mi torna quel senso di colpa di aver fatto tutto per il motivo sbagliato.
Mi chiedo sempre se tornando indietro con l'esperienza che ho oggi chiederei ancora di poter avere una migale, e spesso mi rispondo di no.

 

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Ciao Daniele, ho letto con attenzione il tuo post. Il tuo sfogo.
Grazie per averlo pubblicato!

Credo sia esperienza di tutti vedere scemare le passioni. Quando si prende uno strumento in mano, o si inizia uno sport, si è tutti gasatissimi e quasi "fissati", ci si informa e si approfondisce, si legge e si cercano video... per poi sperimentare un affievolimento della spinta propulsiva. Una fase di stagnazione o crescente disinteresse.
Sapessi quanti sono i miei amici che suonavano con dedizione e passione, anche insieme a me, e ora non lo fanno più da anni. Non lo faccio più nemmeno io :D
Spesso questo affievolimento lo si addita all'età che avanza. Io credo che non sia tanto l'età di per se, quanto il fatto che crescendo aumentano le cose da fare, si ha meno tempo libero, si scoprono cose piacevoli che prima non c'erano, si prendono degli impegni che prima nemmeno passavano per la testa, ci si dedica ad altri progetti, si è generalmente più stanchi...

Occorre dire che una passione per sopravvivere ha bisogno di essere alimentata e magari condivisa. Incontrando continuamente nuove cose da imparare, o da osservare, parlandone con gli altri, l'interesse può rimanere vivo.
Certo, l'allevamento delle migali non aiuta in questo. E' un'attività estremamente statica dove le sorprese si circoscrivono ai primi anni di esperienza, o alle prime settimane in cui si alleva un esemplare nuovo. Poi è solo un'attività meccanica di osservazione e manutenzione.
Da quello che dici hai avuto poche specie per lunghissimi periodi, in cui magari più che guardarle e dargli cibo non facevi. Non so se hai mai tentato accoppiamenti o se hai mai avuto il desiderio di prendere specie diverse per comportamento.
Sono tantissimi gli appassionati di migali che dopo alcuni anni si annoiano. Ci sono anche le eccezioni ovviamente.
La media in generale vede un acquisto fatto un po' a caso come è stato per te, una successiva fase di apprendimento, e poi la voglia di comprare decine e decine di ragni, di fare un po' di mercato, magari con un tavolino in fiera, e sentirsi allevatori tanto da iniziare a fare riproduzioni, i cosi detti "progetti".... poi passano gli anni, quello che era da fare è stato fatto, e tutto scema gradualmente. Potrei citare tanti nomi!

Uno dei problemi è che chi alleva migali di solito non si vuole interessare in maniera approfondita agli aracnidi. E' appassionato di migali, anzi, di allevamento di migali e magari altri esotici, ma non di ragni in generale. Non ha curiosità di leggere e studiare la biologia e la sistematica, i lavori biogeografici su questi animali. Spesso non è nemmeno interessato ad allevare altri ragni non migalomorfi, molto più reattivi, scattanti, con comportamenti particolari ed interessanti. E cosi si perde tantissime possibilità di alimentare la propria passione.
Perché alla fine, quando un allevatore acquisisce esperienza con le migali, queste sono quasi tutte uguali da tenere e far crescere, quindi non ci sono più molti stimoli. Sempre con le dovute eccezioni di specie che vivono in ambienti particolari e che hanno bisogno di qualche accortezza in più. Ma in genere si perde entusiasmo proprio per la mancanza di novità: quello che prima ci stupiva e ci faceva dire wow diventa una cosa normale, vista e rivista; il ragno che prima lo si stabulava in un terrario di vetro ben allestito ora lo si mette in uno scatolotto di plastica, perché non è possibile comprare decine e decine di terrari in vetro; il grillo che prima si offriva alla migale preferita rimanendo a guardare i momenti del pasto, oramai viene gettato rapidamente in ogni contenitore quando si fa il giro di cibo per tutti i ragni. L'entusiasmo svanisce.

Questo quadro che ho fatto è comunissimo. Non sentirti in difetto per questo graduale disinteresse.
Allevare gli esemplari che hai avuto è comunque stato utile per farti scoprire qualcosa su questi animali. E queste conoscenze potresti trasmetterle ad un figlio, ad un amico o a qualcuno in rete. Quindi non è stato un periodo inutile.

Se può consolarti, molti di noi dello staff hanno ridotto drasticamente le proprie attività di allevamento. Io in primis che 10-12 anni fa avevo centinaia di migali ora non ne ho nemmeno una. Non perché non mi piacciano ma perché preferisco fare altro. Da tanti anni ormai ho iniziato insieme agli altri a fare ricerca aracnologica, pubblicazioni scientifiche. Il tempo che prima passavo a guardare le migali mangiare ora lo passo al microscopio, spesso fino a notte fonda. O a fare macrofotografia in natura. E poi con l'Associazione facciamo tanta divulgazione, nelle fiere e nelle scuole, teniamo in piedi la baracca, gestiamo i social etc. Attività queste che assorbono molto tempo ed energie ma che sono sempre focalizzate sui nostri amati aracnidi. 
Proprio in questi giorni abbiamo avuto il nostro consueto raduno invernale a Roma e, come sempre è stato un weekend fantastico durante il quale noi vecchi amici abbiamo potuto conoscere i nuovi appassionati, parlare di ragni, berci una birra e fare 4 risate. Legna per il fuoco della nostra passione.

Carlo

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