i-lang Inviato 22 Maggio 2003 Segnala Condividi Inviato 22 Maggio 2003 Andrea hai ragione...non volevo essere scortese, solo hai involontariamente colpito una mia vecchissima passione.......e so che mi capirai....... Sui 10 euro sto con te![][] Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
ilragno Inviato 23 Maggio 2003 Segnala Condividi Inviato 23 Maggio 2003 Io scommetterei 10 euro che "lui" non è in grado di provare alcuni sentimenti così come li intendiamo comunemente o forse non li prova affatto Tra quelli che hai citato tu: Gratitudine:sottostà un gesto disinteressato da parte di Y(fare qualcusa per qualcuno) il ricoscimento da parte di X dell'atto di Y(essere riconoscenti): in natura per quel poco che ho visto non accade mai nulla che porti alla gratitudine.Un gesto disinteressato di un gorilla,come donare una banana ad un altro,metterebbe infatti a rischio la vita del donatore. Antipatia:anche qui è come per la gratitudine,con la differenza che Y compie un gesto interessato(o no) e lesivo(quasi sicuramente) nei confronti di X,il quale,serberà in futuro del rancore per Y E anche qui mi riesce difficile credere ad un animale che serbi del rancore verso un altro animale,a prescindere dal gesto.O che si compiano tali gesti apparentemente mossi da motivazioni non strettamente correlate all'esistenza. Di fronte ad un atto spontaneo che sottindenderà gratitudine o antipatia crederei piuttosto che neanche venga riconosciuto,perdendo del significato che noi(uomini)vi attribuiremmo.Ci potrà al massimo essere gioia(per il cibo ad esempio)o frustrazione che se tirata all'estremo sfocierà in ira;beninteso però che anch'essa sarà generata dall'interesse verso qualcosa,e non dal gesto in se stesso. Noia:per una animale cresciuto allo stato selvaggio credo non ci sarà mai noia;negli uomini tale sentimento è la conseguenza delle milioni di azioni che una persona potrebbe compiere ma che per qualche motivo non compie oppure esse stesse in quel momento non sono richieste o necessarie.(non ho niente da fare) Un animale non ha tutte queste azioni "in potenza",bene o male la sua vita si svolge sempre uguale giorno dopo giorno. Amore e affetto:sono simili anche se amore è gia un "concetto umano".Mi piace pensare che molti animali provino tali sentimenti. Ultimo,irritazione:dipende quasi per la sua totalità dallo stato d'animo in quel preciso istante,non vincolato ad un azione specifica.Non ho motivo di pensare che gli animali non provino tali sentimenti. Tutto ciò per dire cosa?niente. In realtà trovo inapplicabile qualsiasi argomentazione a tema "sentimenti" riferita agli animali;in quanto,oltre al linguaggio,ciò che ci differenzia da essi(gli animali) credo siano proprio quegli stessi sentimenti,così "approfonditi"(anche quelli negativi!) e così "necessari" nel rapporto quotidiano con quella realtà,presente e passata,che ce li"generò",e che è ben diversa da quella di qualsiasi animale. Ciao, Loris Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
nausea Inviato 23 Maggio 2003 Segnala Condividi Inviato 23 Maggio 2003 e qui si va sullo spinoso e sul filosofico chè di scientificamente falsificabile a questo livello c'è davvero poco. il nostro punto di vista non è ovviamente obiettivo, ma falsato da almeno due tipi di lente: quella individuale (io con un mio peculiare carattere e predisposizione percepisco i fatti secondo la mia sensibilità) e quella di specie (io essere umano percepisco le cose secondo il punto di vista della mia specie facendo giocare un ruolo importante alla mia autocoscienza e alla mia autoreferenzialità, entrambi tratti peculiari dell'homo sapiens). alcuni tipi di comportamento sono sicuramente umani e non condivisi da altre specie (l'onanismo mentale che ci spinge a questo tipo di discorsi e che ha ispirato i filosofi di ogni tempo, ma ha anche fatto sì che stratificassimo sapere pratico durante i secoli, ad esempio), ma anche qui non mi sento di parlare di minore o maggiore complessità di comportamento; più che altro ancora una volta parlerei di peculiarità (che nella fattispecie creano punti di forza e di debolezza: siamo gli unici animali a suicidarsi, ma riusciamo a sopravvivere anche senza zanne ed artigli). per quanto riguarda altri 'sentimenti' comunemente considerati umani beh nel mio piccolo penso di aver avuto modo di osservarli anche nel regno animale. ad esempio l'antipatia: chi non ha mai notato come un cane docilissimo e giocherellone con tutti ringhi sempre e soltanto ad una data persona? se poi ci mettiamo a 'psicanalizzare' (dai lasciatemelo usare sto verbo) il cane magari scorpiamo che tale comportamento è derivato da un trauma infantile che quella data persona gli riporta alla mente (il che sarebbe anche evolutivamente corretto); ma in fondo non è lo stesso meccanismo a creare le antipatie anche tra gli uomini? e parlando di gratitudine: io ci andrei pianino a definirlo un comportamento disinteressato: se andiamo ad analizzare questo tipo comportamento in maniera più approfondita ci possiamo rendere conto che si tratta di un 'do ut des' complesso: ci si comporta in maniera generosa con qualcun altro perchè questo atto ci procura/procurerà piacere o almeno ci eviterà sofferenza (ho una mela-> la mela è buona; b ha fame e vede la mia mela; considero importante per una serie di ragioni il mio rapporto con b; non sto morendo di fame; do la mela a b-> il mio rapporto con b è salvo e rafforzato). sì sono contusioni da pugno. e sì la cosa mi va benissimo. sono illuminato. Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Ospite Shelob Inviato 23 Maggio 2003 Segnala Condividi Inviato 23 Maggio 2003 su un punto vi do ragione, nelle mie peregrinazioni mi è capitato spesso di vedere gorilla o scimpanzè e la cosa che più mi ha colpito di loro è la straordinaria somiglianza del loro volto e delle loro espressioni con le nostre...sono più volte rimasto scioccato dinnanzi a questa omologia. non starò qui a ribattere in quanto le posizioni espresse da me da nausea da ilang e da ilragno mi sembrano abbastanza chiare e ben caratterizzate, sinceramente non saprei cos'altro dirvi per sostenere la mia tesi. concordo sul fatto che un qualsiasi avvenimento catastrofico porrebbe fine anche alla nostra "perfettissima" specie e supremazia. concordo che alcuni viventi presentano peculiarità e caratteristiche di molto superiori se paragonate singolarmente alle nostre...ribadisco che secondo me nel suo insieme l'uomo formi un qualcosa di più delle singole caratteristiche...come dire l'intero non come semplice somma delle parti. lasciatemi però precisare una cosa, ovvero, dite pure che il mio è antropocentrismo (è vero!) ma per favore non associatemi mai mai mai visioni cristiane o cristianeggianti, già so che purtroppo per motivi storici e culturali dovrò convivere a vita con questo punto di vista e immancabilmente proprio per essere nato e vissuto in italia non posso che essere infarcito anche indirettamente di cultura cristiana...ma per favore non ricordatemelo...con questo che nessun credente si senta offeso, per carità, è solo la mia posizione di non credente. im ultimo grazie per gli incoraggiamenti a diventare un buon medico...sarà molto dura! Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
ilragno Inviato 23 Maggio 2003 Segnala Condividi Inviato 23 Maggio 2003 Vorrei rispondere a Nausea Voglio muovere alcune critiche al tuo ragionamento,dei chiarimenti. Perdonami,frequento filosofia e adoro la dialettica. Tu dici che il nostro punto di vista non è ovviamente obiettivo ma falsato sia dalla nostra individualità che dalla nostra percezione come appartenenti ad una specie,sono d'accordo.Ma allora,se non ho capito male però, tu dici che a livello scientifico di falsificabile(ovviamente se con ciò intendi il non poter muovere critiche alle "certezze" gia acquisite dalle scienze)non c'è nulla.Ma tali certezze scientifiche non sottostanno anch'esse al problema della "distorsione" delle lenti di cui sopra?(Cartesio? e il suo onanismo metodico?[] ) Se esiste un rigore scientifico,una metodologia, non è forse anch'esso frutto della mente umana e ai suoi errori soggetto? In scienze gia "affermate" e corroborate da secoli di esperienza tali errori sono al minimo ma per quelle relativamente recenti o non ancora del tutto formate io non mi sentirei così sicuro degli enunciati. Un gorilla,un cane che provano gratitudine,fino a prova contraria,per me non è vero. Se un gesto non è disinteressato direttamente diviene interessato nei confronti di un tale oggetto,di conseguenza quest'oggetto regalo non verrà più donato.Se si ha un interesse per qualcosa lo si tiene.Ecco perchè dico che è disinteressato il gesto di un ipotetico Y. Tu proponi un esempio,io ora enuncio il mio: -Ho una mela(percezione sensibile,elementare)->la mela è buona(anche qui mi pare tutto molto elementare,normale)->B vede la mia mela(e qui arrivano i guai:prova a dare un biscotto a due cani,anche gia sazi o uno sazio e l'altro affamato)->considero importante il mio rapporto con B(questo mi sembra un ragionamento tipico umano.Un animale considera il rapporto con un suo simile talmente fondamentale da rischiare potenzialmente la propria vita(è un esagerazione lo so,ma cede del cibo alla fine)per l'altro?Lasciando perdere le cure parentali in cui l'istinto gioca un ruolo tutt'altro che secondario)->do la mela a B(per il punto sopra,dò la mela solo di fronte ad un obbligo)->non sto morendo di fame(altro ragionamento umano-molto elastico,si fa solo quanto non si è di fronte alla necessità o alla possibilità di morire di fame:noi abbiamo infinite possibilità per nutrirci,loro no.Prova anche a pensare a due individui su un'isola deserta,pensi davvero che il primo si lascerà morire di fame per il secondo.Se il primo avesse cibo nelle sue proprie scorte in eccesso,lo nasconderebbe per i tempi futuri di "magra")->il mio rapporto con B è salvo e rafforzato.(E' un rapporto inutile.L'unico valore che conta in natura è la sopravvivenza.E il cibo è sopravvivenza.Non c'è l'amicizia,nessuno ti difende se stai per essere sbranato o anneghi o muori di fame. In definitiva:io ho una mela->o la mangio o la nascondo per "dopo"->B vede la mia mela->B deve lottare con me per averla L'amore...ma amore non è solo il rapporto con un partner unico per tutta la vita,così come non è strettamente connessa all'atto sessuale.Ammetterai che si possa essere innamorati e non corrisposti oppure agli estremi innamorati di una persona che si conosce a malapena.Inoltre si compiono azioni,spesso scellerate,per amore.Ripeto,mi pacerebbe che gli animali provassero simili emozioni,tuttavia ritengo non le provino.Tuttalpiù un affetto verso i piccoli,i figli. Ultima cosa:il discorso sull'antipatia del cane.Per me non prova antipatia per quella tale persona;essa gli ricorda tuttavia un evento spiacevole tale da porlo sulla difensiva.Ma nei riguardi dell'evento non della persona.Non credo abbia intelligenza sufficiente da poter considerare l'eventualità che quella tale persona possa essere stata il fattore scatenante di quell'evento più o meno,per lui-il cane,nefasto,pur ben rammentando l'accaduto in se stesso. Ho sentito dire che il cane riconosce il "padrone"come "il capobranco".E' vero?Se così fosse ecco spiegata la sua lealtà. So che la maggior parte di voi se non tutti non saranno d'accordo ma è ma opinione ritenere che: non amicizia e non certo gratitudine spingono il cane al rapporto con l'uomo.Questi sentimenti possono essere anche "in potenza" ma quel che mosse e muove il cane,agli albori così come oggi,è il vantaggio che ad esso deriva grazie al rapporto con l'uomo stesso. Virtualmente esso è il più intelligente tra tutti gli animali. Scusate la prolissità e magari la noia arrecatavi.Ciao Loris Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
i-lang Inviato 23 Maggio 2003 Segnala Condividi Inviato 23 Maggio 2003 Caro Shelob, il mio era solo un ragionamento affettuoso e completamente laico. L'accenno al diverbio fra evuluzonisti e creazionisti era solo un inciso storico-filosofico e non voleva assolutamente indicare di più. Dico solo che l'antropocentrismo darwiniano coincide con l'antropocentrismo creazionista cristiano DAL PUNTO DI VISTA FILOSOFICO. E' solo un dato storico. Mi spiace se ciò ti ha in un qualche modo contrariato.[] Caro Ragno, ho letto con estremo interesse i tuoi post.... Dopotutto rischierei di perdere 10 euro[8D]... non tantissimo! Li perderei volentieri, perchè ,dato per scontato che siamo nel campo più speculativo che esista, preferirei nettamente che svariati animali potessero veramente provare sentimenti "alti". Non tutti forse, ma se ci guardiamo attorno, qualche segno forse lo troviamo. Sentimenti come la simpatia e l'antipatia fra i grandi primati sono ben documentati da lavori della Fossey , di Daltron ed altri. L'amore (soprattutto nel rapporto fra madre e figlio) è difficilmente negabile,concordo che ci gioca un ruolo importante l'istinto, ma il rapporto di sostegno, solidarietà ,abnegazione che lega i partners di specie sociali (licaoni, lupi ecc.) come lo definiamo?E' così distante e diverso dal comportamento umano? O è solo meno"intenso"...? E se negli animali superiori certi comportamenti sono fortemente legati all'istinto, sono meno nobili? E i sentimenti umani sono così slegati dall'istinto? I miei amici psichiatri dicono di no....e parlano di superIo... Cambia il modo di manifestare i sentimenti, non l'essenza. Gowley studia il comportamento dei bonobos per comprendere dai pochi elementi che ha, quello degli ominidi nostri diretti progenitori.. L'homo habilis aveva una cultura non dissimile dai bonobos, perchè lo chiamiamo homo? E non Scimia? Il genere Homo comprende anche animali?(estinti...) Sicuramente la cultura ODIERNA dell'uomo moderno è lontanissima dalle culture animali , ma in ciò quanto comta la sovrastruttura culturale stessa? Per me è una raffica di domande con risposte affatto scontate.... Valgono il rischio di "giocarsi" 10 euro,...... pur apprezzando sinceramente la logica che hai mostrato nel ragionamento. Ciao ! Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
nausea Inviato 23 Maggio 2003 Segnala Condividi Inviato 23 Maggio 2003 loris mi inviti a nozze: tu filosofo, io semiologo. stesso amore per la dialettica. andando con ordine: per la falsificazione mi riferivo al fatto che le teorie scientifiche non si 'verificano', ma eventualmente si 'falsificano': così funziona. sono daccordissimo che anche la scienza è partecipe delle distrsioni di cui sopra: ma la scienza è un linguaggio (una langue per usare il termine tecnico suggerito da saussure) come lo sono la matematica e l'italiano (sì sto tirando la corda, ma così i concetti rimangono chiari e stringati); e questo è il linguaggio che stiamo usando per questo tipo di discorso con i suoi pregi e i suoi limiti. purtroppo l'espressione pura, priva di rumore sul canale, non esiste o almeno non è raggiungibile dai nostri cervelli limitati da animali; e qui mi fermerei se no dovremmo tirare in ballo concetti quali l'assoluto che non sono adatti a essere trattati in questa sede. l'analisi che tu fai sul discorso gratitudine mi pare completa ed esatta. ma. un discorso del genere sembra voler dichiarare a priori che ciò che viene comunemente definito 'emozione' esuli dai comportamenti analizzabili e rientri in un regno 'altro', 'spirituale e insondabile. nel mio precedente post non volevo attribuire agli altri animali tali eteree caratteristiche, bensi analizzare i comportamenti emozionali, smontarli e vedere se era possibile ridurli a un meccanismo razionalizzabile (non che io sia il pioniere di questo approccio: sono stati fatti esaustivi studi in questa direzione). se io oggi ho paura dei coniglietti bianchi è probabilmente possibile IN TEORIA (ci tengo a scriverlo bello grosso) tracciare un percorso di esperienze, ragionamenti e fatti casuali che mi hanno portato a questa situazione. tu mi dici: ma se si trattasse di un comportamento irrazionale o peggio contro la sopravvivenza di individuo e/o specie? e io ti risponderò: bias! mica siamo perfetti. e tu allora tornerai a chiedermi: vorresti dunque definire come un bias, come un volgare difetto una cosa bella come l'amore? e io, leccandomi le ferite, ti risponderò cavoli, SI!!! scherzi a parte penso di aver espresso il mio punto vista; punto di vista che non pretende ovviamente di avere l'articolo determinativo (dubito esista IL punto di vista), ma si accontenta di essere stato per me una valida 'macchina di pensiero' in svariate situazione e tale rimarrà finche non verrà, appunto, falsificata da un'altra macchinetta più economica e maneggevole (non parlare mai di giustizia e verità a un semiologo: ti riderebbe in faccia; siamo degli schifosi disillusi opportunisti noi). l'uomo è un animale intelligente, il più intelligente di tutti: usa la sua intelligenza per sopravvivere, privo di zanne e artigli, in un mondo ostile, per dibattere del sesso degli angeli e per definire il concetto di 'intelligenza' (ebbene sì, sono un provocatore). il coniglio invece ha grossi incisivi e lunghe orecchie: non l'ho mai sentito di persona, ma penso che nella loro intimità i conigli si beino con ragionamenti di questo tipo: 'dunque siamo noi conigli la specie dominante sul pianeta: nessuno ha denti e orecchie come le nostre' e tutti ad annuire soddisfatti. scusate le boiate in salsa analitica, ma devo dire che mi son divertito. vostro 'intelligentissimo' nausea ps: ho letto in ritardo l'ultimo post di i-lang e vedo che abbiamo detto cose in definitiva simili. beh vada per questi 10 euro. paf, sul piatto anche i miei sì sono contusioni da pugno. e sì la cosa mi va benissimo. sono illuminato. Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
ilragno Inviato 23 Maggio 2003 Segnala Condividi Inviato 23 Maggio 2003 OT:Caro Ilic,ricordi il topic sui "riflessi condizionati e incondizionati delle tarantole"?Ecco sto procedendo qui come feci allora:a braccio,praticamente[],senza sostegni alcuni,tantomeno scientifici. E' davvero bello trovare qualcuno(e siete tanti,me ne rendo conto) con cui possa "sbizzarrirmi" nelle mie teorie,senza ipocrisie e con la voglia di discutere. E anche Nausea sono sicuro mi perdonerà per le critiche mosse nei confronti del suo ragionamento,per "amore di dialettica" Per tornare al topic,Ilic:le tue domande valgono proprio il rischio di giocarsi 10 euro:se giocare a favore o contro è il problema. Io ho gia scelto ed è contro,anche se devo ammettere che piacerebbe molto anche a me che gli animali(anche solo alcuni di essi)potessero godere delle sensazioni "alte" proprio come noi. ---------------------------------------------------------------------- Nausea sono arrivato un minuto dopo il tuo post! Solo una cosa:chiedo scusa per l'analogia tra verificazione e falsificazione.Un mezzo sofisma Forse hai ragione a trovare nei miei post "un che di spirituale"(il fortino inespugnabile di alcuni filosofi[]) E' vero,ragioniamo sul sesso degli angeli:devi ammettere che è però estremamente divertente Loris Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Ospite Shelob Inviato 23 Maggio 2003 Segnala Condividi Inviato 23 Maggio 2003 mi lasciate senza parole tutti e tre...quel poco che so di filosofia l'ho imparato al liceo...e devo dire che l'ho sempre odiata...la considero parlare di aria fritta...salvo però pochi aspetti e uno di questi è la dialettica...va faccio i miei umili complimenti siete tre campioncini nel vostro genere. è un piacere discorrere con voi, veramente piacevole leggere i vostri interventi, certo uno deve avere del tempo, ma non è un problema. aspetto nuovi ed entusiasmanti argomenti che mi vedano partecipe! ve la butto lì, il presente ed il futuro che ci vedono capaci di modificare l'ambiente, anche drasticamente, in cui viviamo;i progressi tecnologici, astronomici, modifichiamo le altre forme di vita, riusciamo addirittura a prescindere dai normali meccanismi riproduttivi; c'è chi già parla di clonazione umana, prolungamento della vita a tempo indefinito e terapia genica per migliorare la specie o comunque condizionare le caratteristiche del nascituro, e l'elenco scandalo della moralità potrebbe continuare... ...ecco tutte queste sono eventualmente prove della nostra superiorità e del nostro progressivo discostarci dai limiti impostici dalla natura, oppure sono semplicemente espressione della nostra propria naturalità? sono quindi tutte iniziative da incoraggiare in quanto la natura non può peggiorare se stessa? vanno biasimate perchè ci mettono in pericolo? mettono in pericolo noi come specie e l'attuale ecosistema naturale ma sono finalizzate ad un ordine superiore? mi farebbe veramente piacere ricevere la vostra posizione, ripeto siete molto eleganti nelle vostre posizioni...ovviamente non c'è bisogno che vi dica il mio semplice parere in questo campo.... Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
shjva Inviato 23 Maggio 2003 Segnala Condividi Inviato 23 Maggio 2003 ilragno ha scritto: "Antipatia:anche qui è come per la gratitudine,con la differenza che Y compie un gesto interessato(o no) e lesivo(quasi sicuramente) nei confronti di X,il quale,serberà in futuro del rancore per Y E anche qui mi riesce difficile credere ad un animale che serbi del rancore verso un altro animale,a prescindere dal gesto.O che si compiano tali gesti apparentemente mossi da motivazioni non strettamente correlate all'esistenza." mi spiace contradirti ma studi antropologici dimostrano il contrario. frequentando un corso universitario di linguistica studiai la struttura del ragionamento nelle scimmie antropomorfe. due antropologi vissero nella giungla osservando la vita di un gruppo di scimpanzè (mi pare). ad un certo punto accadde un lutto: una femmina aveva ucciso la figlia di un'altra. dopo alcuni giorni trascorsi in lutto da Tutto il gruppo, la madre che aveva perso il piccolo uccise la figlia della scimmia che l'aveva privata del cucciolo. ne abbiamo dedotto che queti animali non solo hanno il sentimento di vendetta, ma anche il concetto di esprimere questo sentimento verso il "figlio di" o comunque verso il "parente di". Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
shjva Inviato 23 Maggio 2003 Segnala Condividi Inviato 23 Maggio 2003 altra prova. se leggi il libro di steven pinker "l'istinto del linguaggio" a pagina 61 trovi un altra prova del genere. " i cercopitechi verdi vivono in gruppi stabili di maschi e femmine adulti con la loro prole. i primatologi d.cheney e r. seyferth hanno notato che le famiglie estese formano alleanze come i montecchi e i capuleti. in un'interazione TIPICA che osservarono in kenya, una scimmia giovane buttò a terra un'altra urlando. venti minuti dopo la sorella della vittima avvicinò la sorella dell'animale aggressore e senza nessuna provocazione le morse la coda. per identificare l'oiettivo appropriato, la vendicatrice aveva dovuto risolvere la seguente proporzione: A (la vittima) sta a B (io) come C (l'aggrssore) sta a X, usando la relazione "sorella di"..." Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
nausea Inviato 23 Maggio 2003 Segnala Condividi Inviato 23 Maggio 2003 rispostina veloce veloce a shelob: tutti gli elementi in campo nelle attività da te citate sono naturali: di conseguenza le loro intereazioni non possono che essere naturali. coloro che mi dicono che una data attività è contro natura dovrebbero provare a dare una definizione di natura prima di pronunciarsi. al massimo un'attività puù essere contro il loro folklore. al limite posso dire: questa attività mi/ci danneggia per favore astieniti dal farla. ma dire che contro natura non mi pare corretto. se poi andiamo sullo specifico di alterare i corpi, modificarli, renderli funzionali, beh non potete che trovarmi daccordo: sogno un mondo in cui si va dal dottore come da meccanico. non solo per farsi 'aggiustare' ma anche per farsi 'upgradare': dottore mi impianterebbe una dentatura più pronaunciata e gli artigli retrattili? dottore mi piacerebbe la pupilla verticale... scusate ma lo sapete che son fatto così.... sì sono contusioni da pugno. e sì la cosa mi va benissimo. sono illuminato. Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
ilragno Inviato 24 Maggio 2003 Segnala Condividi Inviato 24 Maggio 2003 Beh che dire Shjva,non vorrei giocare troppo con le parole ma i due esempi che tu porti espongono situazioni in cui è evidente vendetta,io parlavo di antipatia. Il secondo esempio invece l'interpreterei come il semplice tentativo di ripristino all'interno della gerarchia che è stata minata dall'aggressione.La scimmia giovane(senza dubbio sottoposta agli adulti)butta a terra un'altra(probabilmente più "importante" di lei).La sorella della vittima(magari ancora più importante)tenta di ristabilire l'ordine gerarchico attraverso la violenza.Questioni di "posizione sociale". Può essere così? Per Shelob:Tutto ciò che hai citato tu è mia opinione ritenerle un progressivo discostarci dai limiti impostici dalla natura.(se essa ci è riuscita a porre dei limiti) Se ciò rappresenta un bene o un male io non lo so,nessuno di noi comunque se ne accorgerà. Chi vivrà tra 200 anni potrà tirarne le somme. Questa è grossa,preparatevi: Credo che la natura(sempre considerandola entità reale,autonoma,in chiaro possesso delle proprie finalità) abbia compiuto un grosso errore dotando l'Homo sapiens sapiens di una mente potenzialmente infinita.La situazione gli è "sfuggita di mano",tanto è vero che ad essa l'esistenza umana non è più così strettamente correlata come lo è quella di qualsiasi altro essere vivente.Essa viene sfruttata fino all'ultimo.Le potenzialità umane sono così sproporzionatamente grandi da rappresentare sia un vantaggio che un possibile,probabile,potenziale pericolo. Non riesco a prendere una posizione chiara in merito,perdonami non ne sono in grado. E' facile dire questo è sbagliato,quello no,vista la situazione attuale.Ma come sarebbe stato altrimenti?(ad esempio senza la rivoluzione industriale-generalizzo:evento positivo-e l'inquinamento da essa derivato-evento negativo) Chi lo sa? A meno di grossolani errori non biasimo nulla di ciò che è stato e che sarà(tecnologicamente scientificamente ecc)scoperto e fatto. Come dire,per gli eventi futuri,ai posteri l'ardua sentenza.(e non è uno scaricare la propria coscienza,ma mi mancano seriamente le basi per poter discutere di eventuali conquiste della scienza future,e,a parte il buon senso,anche di discutere quelle passate) Scusate eventuali boiate,l'ora è tarda[] Loris Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
i-lang Inviato 24 Maggio 2003 Segnala Condividi Inviato 24 Maggio 2003 Ragazzi, avete dimostrato credo in modo perfetto come sia possibile dare risposte contrarie allo stesso fatto..Non dicevo forse che vi erano interpretazioni divergenti dietro l'angolo, tutte plausibili e speculative? I 10 euro dovranno attendere per essere assegnati, e credo non dipenda da noi..... Caro Shelob tu hai posto un'altra "mattonata" sul terreno: il ruolo della tecnologia. So solo che l'uomo non è l'unico essere "tecnologico", nè l'unico "culturale". Fra i primati vi sono numerosi esempi di utilizzo di utensili tramandati da una specifica "cultura" di gruppo. E fra diverse famiglie di odontoceti è chiaro che si è sviluppato un linguaggio tipico del singolo gruppo, una vera lingua.. ( la torre di Babele non è di esclusiva pertinenza umana!). Ma l'uomo ,unico veramente in questo aspetto, sin dall'inizio ha basato la sua specie sulla "produzione" di cultura e tecnologia. Basta dire che dopo decenni di discussioni (Le Gros Clark, Leakey, Dubois e altri) si è assegnato l'Homo habilis (sempre lui!) al genere homo, non per SICURE caratteristiche fisiche , ma perchè produttore di una "cultura" chiamata dei chopping tools. La rudimentale LAVORAZIONE della pietra.... E la tecnologia ha preso una importanza sempre maggiore nei millenni, fino a toccare punti scabrosi negli ultimi decenni. E' "naturale" per l'uomo tutto ciò? Non lo so , ma è stato considerato il "marchio" biologico della specie....cammina su due gambe, ha un cervello relativamente grande, è onnivoro con dentizione moderna , vive in piccoli gruppi in ambiente aperto....è Lucy, un Australupithecus afarensis, cugino dell'uomo , ma NON un uomo. Idem, ma lavora rudimentalmente la pietra ("pebble culture"), è un habilis, antenato nostro, già UOMO. I paleantropologi hanno risposto (a torto o a ragione..) che la tecnologia è "naturale" per l'uomo. La tecnologia ha un problema: nata per garantire la sopravvivenza in un ambiente ostile ad un essere debole e circondato da nemici, ha pian piano preso un peso enorme nella società umana, producendo guasti terribili (pensiamo alle armi di distruzione di massa o all'inquinamento drammatico del pianeta), finendo con lo sfidare il nemico eterno, la morte. Lo fa con la medicina, lo fa con la genetica, lo fa con la clonazione. La lotta alla morte è uno stimolo naturale, anzi è legata all'istinto (tò chi si rivede!...) di sopravvivenza, il più ANCESTRALE degli istinti...Poi entra in ballo l'etica ,il senso del giusto, la morale, le regole che l'uomo si è dato... Ma qui siamo in un altro capitolo, infinito e che non ho proprio voglia di aprire... Ciao! Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
FabioDV Inviato 24 Maggio 2003 Segnala Condividi Inviato 24 Maggio 2003 Che dire...? Solo una cosa... I-lang sei il mio guru... :-) Io non mi ci metto neppure perchè mi limito solo a Ceratoryrus, Pterinochilus, Lasiodora, organi stridulatori, spermateche, scopula e bulbi palpali...ecc...ecc... *LOL* Fabio De Vita Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
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