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Solifugo Tanzania identificazione


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Ciao,

il nostro primo incontro con i solifugi è stato veramente entusiasmante...

Tanzania, Lake Natron (http://it.wikipedia....iki/Lago_Natron), sul fondo della rift valley, ambiente fortemente basico a causa delle eruzioni carbonatiche e delle acque termali che sgorgano del vicino vulcano Oldoinio Lengai (la montagna di dio, in lingua Masai) che erutta "bicarbonato".

Suolo poverissimo di vegetazione, quasi solo adenium obesum (in fiore), al tramonto il primo avvistamento. Catturato subito e fotografato (e poi ovviamente liberato).

Cena sotto una tenda con DECINE di solifugi che ci correvano in mezzo ai piedi.

Le foto purtroppo non sono gran che.

l'esemplare è stato ucciso da un francese (sigh) e quindi me lo sono portato a casa, ma purtroppo l'addome è compromesso.

Rispetto alle foto che ho visto su internet, questo ha le chele (si chiamano così?) molto più massicce e lunghe.

 

A voi! grazie per l'identificazione

 

Località: Lake Natron, Tanzania

Ambiente: arido, desertico, estremamente caldo anche nella stagione più fredda, pochissima vegetazione, suolo fortemente basico, piogge praticamente assenti in tutte le stagioni

dimensioni corpo: 5 cm e oltre senza zampe (ma includendo i cheliceri...?)

 

http://imageshack.us...es/89/vot8.jpg/

http://imageshack.us...es/22/ucpx.jpg/

libero in habitat: http://imageshack.us...es/43/ti66.jpg/

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Che bello vedere discussioni di questo interesse! Complimenti!

 

 

Sì, è un solifugo sicuramente. Quelle che chiami chele in realtà sono i cheliceri, che come avrai notato, nei solifugi sono molto sviluppati in tutte le specie.

 

Sulla tassonomia non sono preparato; credo che l'unico in grado di dirti qualcosa sia Pepsis.

 

 

Posso solo aggiungere che i solifugi hanno un alto valore commerciale, infatti un esemplare secco come il tuo può valere abbastanza...

Peccato che tu non ne abbia raccolti anche altri.

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Complimenti, deve esser stato un bel viaggio, perche non apri una discussione in off topic con un pò di foto che hai fatto e ci fai sognare di esserci stati anche noi?! ;)

 

 

Posso solo aggiungere che i solifugi hanno un alto valore commerciale, infatti un esemplare secco come il tuo può valere abbastanza...

Peccato che tu non ne abbia raccolti anche altri.

 

Andrea ti devi sempre far riconoscere...ti tante cose che potevi dire vai a pensare che si vendono bene! Ma che penseranno del di questo forum eh!! :054: :cop:

:P

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Questo solifugi appartengono alla famiglia dei Rhagodidae, ed hai tu stesso notato il loro habitus tipico, diverso da quello "solito".

Il nord della Tanzania, ad oggi, rappresenta proprio il limite meridionale di questa famiglia nel continente africano. Le uniche specie segnalate per questo paese sono due, entrambe appartenenti al genere Rhagodes ed entrambi descritte dalle cosidette Masaai Steppes, un area geografica vicino ad Arusha comprendente i parchi nazionali del Tarangire e del Lago Manyara, quindi poco piu a sud del Lago Natron.

Detto questo, vi sono altre specie appartenente al genere Rhagodes ed anche ad altri generi, segnalate per quell'area del continente africano, e quindi presenti in paesi come Somalia, Eritrea, Etiopia, Uganda ecc.

 

Le differenze tra un genere e l'altro non sono macroscopiche, ma si presentano a livello delle spinazioni tarsali. Aggiungi il fatto che si tratta di un gruppo di aracnidi molto poco studiato, sopratutto in quelle regioni e capisci che diventa difficile dirti molto con sicurezza. L'unica cosa certa è la famiglia. :)

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grazie infinite per le preziose informazioni...

 

la prossima volta me ne porto a casa uno vivo?

se non ho letto male non hanno veleno, anche se i morsi devono essere piuttosto dolorosi..

non ho potuto "maneggiarlo" in quanto era estremamente aggressivo :-)

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Visto che fai molti viaggi in Africa, ti potrebbe capitare di imbattersi in Aracnidi di qualche interesse scientifico.

Per cui sarebbe doveroso conservarli in alcool anziché a secco, perché molti particolari (a volte fondamentali) potrebbero deteriorarsi.

 

 

Ho detto che i solifugi "valgono tanto" perché se uno volesse acquistarne qualcuno secco (quindi, comunque, mal conservato) per motivi di studio, costano parecchio, generalmente ben più degli scorpioni.

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No, non sono in CITES. Tuttavia attenzione, a prescindere che un animale sia o non sia protetto, si possono passare guai anche nel prelievo di esemplari morti. Sarebbe fin troppo facile uccidere uno scorpione, un solifugo o tanti altri, per portarli via. Certi paesi sono molto severi, altri meno o per niente specialmente per animali di questo tipo, comunque il problema può essere dato anche solo al rientro in Italia.

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