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Solifugae: condivisione esperienza


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salve, come anticipato in un altro post, apro questa discussione per rendervi partecipi di questa ardua esperienza, sicuramente la mia più difficile

Ancora non ho molto da dirvi, in quanto è veramente poco che è in mia compagnia(3giorni), comunque voglio riferirvi tutto, così da poter vedere come comportarmi, magari correggendo subito eventuali errori etc etc

 

partiamo dalla specie:

 

purtroppo non ho notizie in merito, so che proviene dalla Tanzania, so che è un grande problema non sapere la specie, sto cercando di capirlo, ho visto delle tavole dicotomiche, ma vi assicuro che andarlo a verificare su un esemplare vivo è difficile.

suppongo comunque Galeodes sp.

 

stabulazione:

 

per ora ho optato per uno spazio abbastanza ristretto, così da poterlo monitorare meglio e avere una temperatura molto più omogenea.

ho posizionato un tappetino laterale(il quale fornisce la maggior parte del calore) e un tappetino sopra, poggiato sul coperchio, per rispecchiare l'irraggiamento dall'alto(questo tappetino non è molto forte, inteso come produzione di calore)

 

temperatura:

 

per ora ho circa 28 gradi diurni, mentre di notte stacco quello posto sopra e la temperatura cala a circa 24-25 gradi

 

umidità:

per ora penso sia veramente bassa, se raggiunge il 50% è tanto

 

substrato:

 

sabbia fine mista con torba, il tutto rigorosamente secco, sterilizzato e asciugato in forno per ben 1h per togliere tutta l'umidità che avevano assorbito

 

ho messo 4 dita abbondanti di substrato

 

altro:

 

ho messo un rifugio in superficie in sughero, sapendo che nelle ore diurne più calde, cercano riparo sotto qualsiasi rifugio d'occasione!

per ora ho volutamente evitato di mettere il classico tappino con l'acqua, pensavo di metterlo una volta a settimana per 1/2 giorni, altrimenti se lo lascio tutta la settimana ho paura di far salire troppo l'umidità, date le temperature e lo spazio non eccessivo in cui è stabulato.

 

resoconto di questi 3 giorni:

 

giorno 1

 

-appena preso, l'ho portato a casa e sistemato nel nuovo alloggio, dato lo sbalzo termico subito durante il trasporto, nonostante le precauzioni prese, non ho voluto metterlo a 28 gradi, in quanto mi sembrava un ulteriore sbalzo termico, sono partito da 22 gradi e ogni ora salivo di un grado fino ad arrivare a 25(non 28 visto che ormai era notte)

 

cosa posso dire, se sottoposto a temperature medio basse rallenta moltissimo la sua attività, diventa molto statico, reagisce pochissimo agli stimoli esterni....ERA così

 

appena messo nel nuovo alloggio ha subito sfruttato il rifugio che avevo preparato, e ha chiuso ogni entrata(come avviene spesso con i Theraphosidae in muta) e da li non è più uscito

 

giorno 2

 

sistemo le temperature e tappetini come scritto nella stabulazione sopra citata, di giorno non accade nulla, non esce e non fa una piega, mentre sulle 22 e 30 lo vedo uscire.

 

ho provato anche un attimo ad abbassare le t notturne di un paio di gradi...semplicemente allontanando il contenitore dal tappetino, sembrava non gradire, visto che dopo un' ora era fermo immobile appiccicato nel lato del contenitore rivolto verso il tappetino, come in cerca di calore, allora ho riposizionato tutto com'era e le cose sono andate meglio!!

 

giorno 3

 

visto il brutto tempo che c'è qui da me, il sole praticamente non c'è infatti sta mattina gironzolava un po, ma appena accendi la luce scappa come un missile.

posso dire che si è ripreso dal viaggio e dallo sbalzo termico, in quanto nei 2 giorni precedenti era molto lento nei movimenti, non agile e non aggressivo....oggi sembra posseduto, cattivo come la peste, veloce e non esita a fare il classico stridolio non appena lo guardi ;)

 

la posizione di difesa è molto simile a quella delle migali, in più "suona" come un ambulanza ;)

 

per ora è tutto, spero possa farvi piacere, sono molto ben accetti qualsiasi consiglio e critica costruttiva!!!

 

i miei dubbi principali sono:

 

- c'è chi consiglia di ibernarli(letto su Arachnoboards ) ma non specifica quali specie...

- visto comunque lo sbalzo termico tra giorno e notte a cui sono sottoposti, sarebbe meglio portare la t a 15 gradi circa??

-sempre dato il notevole sbalzo termico, nelle prime ore del giorno l'umidità non dovrebbe essere elevata?? circa un 80%

 

comunque ho visto il clima presente il Tanzania, ha sbalzi termici e d'umidità notevoli(più sull'umidità che sulle temperature)

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grazie palla ;) , anche se per ora la mole di informazioni non è elevatissima, possono già essere utili! Riguardo al rumore che producono non ho capito bene, stridulano proprio? Quali parti anatomiche sfregano per produrlo, i cheliceri?

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Purtroppo l'etologia della maggior parte dei Solifugae, a mio avviso, non è neanche lontanamente adatta alla vita in cattività. Dico purtroppo perche la passione nei confronti degli aracnidi, e poi dei ragni, mi è nata proprio grazie ad i solifughi.

Prima di tutto dovresti postare qualche foto. Dall'habitus generale e da alcune caratteristiche si puo capire sicuramente qualcosa di piu (cerca di fare foto ravvicinate ai tarsi, sopratutto ai tarsi IV).

Come avrai potuto capire leggendo in giro se ne sa veramente poco da un punto di vista terraristico. Quelli che si trovano sul mercato sono sempre, per forza, catturoni, e questo di certo non aiuta molto. Se ne sa molto poco anche da un punto di vista ecologico. Come hai giustamente detto, specie diverse vivono in ambienti diversi e richiedono, quindi, parametri terraristici teorici diversi. Non sapendo assolutamente niente sul tuo esemplare, capisci che consigliarti qualcosa diventa molto difficile.

 

L'unica cosa che puoi fare è provare e tentare, perche è di questo che si tratta quando si parla di solifughi in cattività. Personalmente ti avrei consigliato di fare quello che hai gia fatto, dare spazio senza eccedere, qualche riparo e tentare qualcosa con il substrato. Purtroppo non saprei dirti di piu. Ci sono specie che vivono in ambienti sabbiosi (fossorie, che richiedono molto substrato, e non), specie di ambienti sassosi (per lo piu non fossorie), specie che vivono nel sottobosco (si non sono tutti "deserticoli").

La questione umidità anche diventa complicata. Il concetto del solifugo come animale perfettamente adattato ai parametri estremi del deserto non è veritiera per tutte le specie. Sopratutto per quanto riguarda specie proveniente dalla Tanzania, dove ambienti deserticoli (nel vero senso della parola) non ce ne sono. Inoltre, la stragrande maggioranza delle specie presenti in Africa centrale e meridionale sverna durante il periodo invernale (ovvero, quello piu secco). Compaiono in grande abbondanza, invece, durante il periodo estivo, o meglio, il periodo umido delle piogge (spesso proprio dopo grandi temporali). Ma anche qui, molto probabilmente, ci sono eccezioni, con alcune specie attive d'inverno che estivano.

Parecchi anni fa ho avuto anche io un esperienza con un solifugo proveniente da ambienti sassosi dalla Tanziania. Era un Galeodidae che mi duro' piu di un anno. Piu della metà, pero', lo passo in uno stato di ibernazione all'interno del suo riparo sotto ad una roccia. Dopo svariati mesi, al suo risveglio, mutò. Purtroppo qualcosa ando' storto durante il processo di ecdisi che lo lascio' con un dei due cheliceri leggermente deformato. Duro' qualche altro tempo prima di morire definitivamente.

 

Per ora sembra che il tuo si sia ripreso. Considera che non sono animali longevi. Aggiungi il fatto che sono tutti catturoni, che sono animali fragili, e che spesso sono adulti quando vengono raccolti.

Hai provato a nutrirlo? Di che dimensioni stiamo parlando?

Posta qualche foto e vediamo. :)

Molto probabilmente si tratta o di un Galeodidae o di un Solpugidae.

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intanto ti ringrazio molto per la risposta, si hai ragione non sapere la specie è un grosso problema, adesso scatto qualche foto e vediamo, allìinizio ho detto Galeodes sp. dopo aver visto le chiavi per le identificazioni, però il sito a cui ho fatto riferimento non era molto chiaro, dava la famiglia e il genere ma non la specie...

Mettiamoci anche che il web non offre moltissimo, nonostante abbia cercato informazioni in tutte le lingue e provando in tutti i modi...ma poca roba!!!

 

quello che ti posso dire è che apprezza molto le temperature alte, infatti non appena accendo il tappetino posto in alto, si mette nel posto più alto del contenitore come se "prendesse il sole"....

 

è abbastanza statico, come una migale diciamo, ma non appena provi a muovere la scatolina diventa una furia e questo mi sembra un buon segno

non lo definirei fossore, in quanto non accenna a scavare, ma usa semplicemente il riparo barricando ogni volta che entra tutte le entrate....

 

comunque sia vi posto le foto....non so come verranno perchè appena apro è inavvicinabile, non ne verrà neanche una decente!!! ci provo comunque

 

ah dimenticavo, ieri ha mangiato, da quel punto di vista è abbastanza vorace, non si fa problemi, attacca subito etc....non voglio sovralimentarlo, in quanto già hanno un metabolismo veloce e non sono molto longevi quindi....

posso dirti che non è adulto visto che ho preso la/lo più piccolo, e rispetto agli altri si notava una certa differenza di dimensioni, quindi se muore non è certo per la vecchiaia!!!

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in che modo barrica l'entrata del rifugio? Lo stai alimentando con grilli o blatte?

 

quando usa il riparo da me fornito(sughero lungo), entra poi spinge la sabbia verso qualsiasi pertugio, tanto che è impossibile vederlo dall'esterno, si mura vivo ;)

per adesso ho provato con una preda meno movimentata, camola del miele, la prossima volta proverò sicuramente con una blatta, il mio intento è anche quello di provare a variare il più possibile l'alimentazione....non si sa mai!!

 

riprodurli....per ora direi che è un utopia!!! mi accontenterei di farlo morire di vecchiaia e sarei più che soddisfatto, già così

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L'ideale sarebbe vedere esattamente il clima...o meglio il microclima della Tanzania e del suo luogo di cattura.. per poterlo riprodurre al meglio...

su Arachnoboards, un asiatico che lo aveva preso nel deserto del Gobi disse che per riprodurre l'estremo sbalzo termico del posto, utilizzava di giorno il classico tappetino...e di notte lo metteva in freezer tra -4 e -10°C!... e gli è vissuto un annetto...

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Dubito fortemente che questo esemplare possa venire dalla Tanzania. Le informazioni sulla località arrivano da una fonte affidabile (dubito anche di questo a priori)?

Si tratta sicuramente di un Galeodidae, il che escluderebbe in automatico una provenienza tanzaniana. Questa famiglia è diffusa principalemente nell'Africa sahariana e nel Medio Oriente, ed arriva fino all'Asia centrale (in Europa si possono trovare sia nell'area meridionale dei Balcani e sia, di provenienza asiatica, in Ucraina). In Africa, il limite meridionale a cui arrivano alcune (pochissime) specie di Galeodidae è quello etiope-somalo.

L'habitus è lo stesso dei tipici Galeodes che si trovano nel giro da anni, ovvero colorazione generale chiara e bande scure sui pedipalpi. Potrebbero essere Galeodes granti, che provengono dall'area nordest dell'Africa sahariana (es: Egitto). Purtroppo cè pochissima chiarezza e molti dei Galeodes sp. proveniente da quell'area (Sahara-Medio Oriente) sono estremamente simili.

 

Comunque, personalmente escludo l'ipotesi Tanzania e credo fortemente che venga dalle aree desertiche dell'Africa sahariana o del Medio Oriente.

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  • 7 mesi dopo...

scusate se riesumo questo post ma volevo aggiornarvi:

 

una settimana fa l'avevo trovato in posizione normale ma con tutte le zampe rivolte verso l'alto, al che ho pensato che era passato a miglior vita, comunque l'ho lasciato nel suo terrario visto che comunque ogni tanto una zampina si muoveva(pensavo fossero spasmi post mortem ;)) fatto sta che qualche giorno fa ha completato la mutaaaaaa!!! non potete immaginare la mia sorpresa e felicità nel vedere che era ancora vivo, ormai è un po' che è con me, non me lo sarei mai aspettato che vivesse così tanto!!

 

l'umidità al momento della muta non era molto alta, non avevo nebulizzato, visto che pensavo fosse morto, inoltre erano ormai mesi che non si alimentava(ora capisco che era il normale stop da muta, prima invece ero abbastanza preoccupato)

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