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Balme (TO) - Araneus diadematus


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Ciao a tutti, un mio amico mi ha mandato questa foto chiedendomi di che ragno si tratti, come da titolo vorrei sapere se appartiene o meno a quel genere :mah:

 

DATA: agosto 2012

LOCALITà: Pian della Mussa (TO), 1850 m.s.l.m., valli di Lanzo

MICROHABITAT: tela nell'angolo di una cisterna, ambiente umido

DIMENSIONI: sconosciute

 

P7260222.jpg

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Piergy, anche in questo caso Araneus diadematuse è piemontese ed arriva da alte quote, anche in questo caso presenta una colorazione "dark", esattamente come quello che ti avevo fatto vedere in privato (come molti altri osservati).

 

Comincio a pensare che la differenza di tonalità sul pattern di A. diadematus non sia casuale ma dipenda davvero dall'altitudine: tutti gli esemplari che ho osservato in montagna sono "dark form" mentre tutti quelli osservati in pianura sono "red form". (volendo ho degli esempi fotografici)

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Credo che questa variazione dipenda anche dall'etologia differente, in pianura costruiscono ragnatele tra gli arbusti e si creano un riparo vicino alla tela avvolgendo una foglia a mo' di sigaro dentro la quale si riparano.

 

In alta quota invece nn ci son molte piante e li si vede filare tra le rocce, ho notato che in questo caso non costruiscono nessun riparo ma stazionano sulla roccia nuda, la colorazione grigiastra li rende perfettamente mimetici.

 

img2671k.jpg

 

Un altra differenza che ho notato è che ad alta quota diversi esemplari creano molte ragnatele ravvicinate, talvolta usando i tiranti di tela del vicino come appiglio di partenza dal quale far partire i propri creando così dei siti con 4 o 5 esemplari adulti in un paio di metri quadri.

 

I loro parenti di pianura sono son sempre molto ben distanziati, difficilmente si riescono a vedere così tanti A. diadematus in un unico posto.

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Pontifico un po' con alcune ipotesi, che chiaramente senza dati precisi alla mano vanno prese per quelle che sono...

 

Non è strano che le popolazioni montane, isolate, possano presentare caratteristiche diverse da quelle di pianura: motivi possono essere ricercati nella minore variabilità genetica che limita il range di colorazioni possibili e nel fatto che in tali ambienti ci sono spesso situazioni ambientali più ostiche e selettive; è infatti piuttosto frequente che le popolazioni montane di molti animali ectotermi siano ad esempio più scure, poichè in montagna sono spesso presenti temperature più rigide e una colorazione scura permette di riscaldare il corpo più in fretta. Se, come mostra la foto di Tiziano, ci sono altri vantaggi come quelli criptici associati a una certa etologia, va da sé che la selezione favorirà i geni di quella varietà cromatica rendendola quella dominante e più diffusa in quell'habitat.

 

Sulla maggior densità di popolazione, penso che possa essere ricercata nella maggior disponibilità di prede e rifugi. Ho notato che spesso i prati erbosi montani nel periodo estivo strabordano di ortotteri di svariate specie, se ne vedono saltare decine ad ogni passo....

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Mi era scappato questo post, mannaggia! :angry:

Scorrendo i vari messaggi in effetti come non pensarla come Piergy...solo che l'unico esempio che mi veniva in mente erano gli esemplari melanici o melanotici ( correggetemi se non si dice più così, sapete che ho una certa età!) di Vipera aspis e V. berus presenti sulle nostre montagne che sfruttano la colorazione più scura per accellerare la termoregolazione....

Non sapevo se fosse possibile applicare tale "regola" anche agli artropodi!

Ovvio tralasciando gli altri aspetti sottolineati dal Piv!

Ah, Grazie come al solito ragazzuoli! :4fuu9h1:

E ancora un complimento a Blasfemia per le foto che spara! :ph34r:

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Le ipotesi di Piergy e Tiziano sono valide secondo me ma bisogna sempre studiare caso per caso. Faccio un esempio sciocco: un animale che vive permanentemente sotto un sasso potrebbe presentare, in una popolazione geneticamente isolata, una livrea piu scura del normale. Sarebbe sciocco dire in questo caso che il colore scuro ha la funzione di migliorare la termoregolazione. Probabilmente ha funzioni mimetiche, o è dovuto a pigmenti ingeriti con un'alimentazione non varia, o, ancora piu banalmente, è un carattere diffusosi perche dominante rispetto ad altre colorazioni e non dannoso. L'esemplare immortalato da Tiziano poi non è certo scuro, rispetto ai rossi, aranci, marroni che si vedono sovente, tanto da ottimizzare l'accumulo di calore. In questo caso, effettivamente, nonostante l'alta quota è piu probabile che la colorazione abbia un ruolo mimetico a discapito della termoregolazione (meglio scaldarsi piu lentamente che farsi predare da un uccello o una lucertola).

In questi interessanti frangenti il difficile è trovare risposte certe, tutto rimane un'ipotesi...

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Ma certo, tutto è possibile, e una cosa assolutamente non esclude l'altra!

 

Nel dettaglio, il motivo dei pigmenti ingeriti con un'alimentazione non varia non mi sembra reggere per il genere Araneus, esemplari di A. diadematus e A. quadratus prelevati in natura e che ho cresciuto solo a camole della farina avevano una colorazione pressochè identica a quelli che si sono sviluppati in libertà in quelle popolazioni, che si nutrivano principalmente di ortotteri e lepidotteri.

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Credo che l'ipotesi della termoregolazione sia ancora valida parlando di A. diadematus d'alta quota, visto che in questo caso stazionano sulla roccia in bella vista e sarebbe sconveniente lasciarsi scappare i primi raggi di sole del mattino, considerando che lì in piena estate di notte morivo di freddo. (non sto escludendo il mimetismo, anzi!)

 

Effettivamente nella foto che ho postato io l'esemplare è parecchio chiaro, posso assicurarvi che è un eccezione, la maggior parte degli esemplari son come quello che ho immortalato qui sotto, ed in questo caso il pigmento scuro potrebbe effettivamente fare la differenza parlando di termoregolazione.

 

img2618lf.jpg

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