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..ma sette anni dopo sui forum dei principali siti di aracnofilia si offrono a dieci euro l'uno la "Cyclosternum fasciatum", grosso ragno dell'America centrale dai peli urticanti, la Poecilotheria Regalis, "tarantola ornamentale indiana", e la Pterinochilus murinus, "imprevedibile, veloce, aggressiva e con un veleno da non sottovalutare".

 

E dire che l'articolo non lo avevo proprio letto perchè già sapevo che era la solita solfa....

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Facile ironia a parte, è sconcertante quanto l'articolo sia scritto male e poco documentato,

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E' triste constatare come questi articoli appaiano ogni giorno su argomenti diversi sulle testate nazionali.

Il titolo per scrivere è "essere giornalista" e non "essere un esperto".

Tutt'al più il giornalista contatta l'esperto e poi ne travila le dichiarazioni...

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A me invece non ha meravigliato affatto.

Repubblica, ovviamente, in un contesto del genere si pone dal lato degli "animalisti" (che agli occhi della massa sembrano i giusti, in questi tempi in cui tutti si battono per far finta di essere i più buoni...!) ed è chiaro che questo articolo è stato scritto con quello spirito, al di la dell'informazione vera.

Ciò che proprio non va giù sono le castronerie scritte compresi gli attacchi a questo forum!

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Perdonatemi, non voglio fare politica o discorsi politici, non è e mai sarà nello stile di questo forum ma mi permetto di andare solo per un secondo fuori dalle regole e prendendomi la responsabilità di quello che dico in prima persona.

Repubblica è un giornale notoriamente di Sinistra andi è il giornale del PD se vogliamo dilra tutta allora la mia perplessità quale è ? Come puo un giornale di sinistra scrivere male di un'ambiente che ha anche i suoi risvolti scientifici e che è all pari livello dell'ambiente animalista che ha anche lui i suoi risvolti positivi in modo cosi palesemente schierato...

Ci siamo forse diemnticati delle parole

-RICERCA

-INSTRUZIONE

-CULTURA

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Al di là di animalismi vari... se ci si vuole armare di parole come "istruzione" e "cultura" bisogna farlo con cognizione di causa.

L'acquisto di un animale di cattura (wild caught) è un atto ignorante: proprio perchè siamo "istruiti" e "acculturati" al riguardo, dovremmo tutti essere contrari all'impoverimento del patrimonio faunistico mondiale, perpetrato solo ai fini del commercio più indiscriminato.

 

Quanti degli animali di cattura finiscono effettivamente nelle mani di "ricercatori" o di persone, comunque, "istruite"? E quanti, invece, nelle mani di ragazzini col gusto dell'esotico, che tratteranno l'animale come un costoso giocattolino?

Ciò che la terraristica dovrebbe fare per redimersi agli occhi del mondo, è schierarsi dalla parte dei PROTETTORI e conservatori della fauna, non da quella dei ladroni senz'anima: incoraggiare lo scambio e la riproduzione di esemplari nati in cattività (captive bred) e CONDANNARE moralmente l'acquisto di esemplari sottratti alla natura.

 

L'articolo di Repubblica purtroppo tramanda il solito errore sulla distinzione fra "velenoso" e "pericoloso": niente di nuovo, ormai dovremmo averci fatto il callo... ciò che fa innervosire in questo articolo è la presenza di una cosa sbagliata (e che ci riguarda direttamente) in mezzo a cose giuste; il pericolo è che l'errore, a forza di stare a contatto con cose vere, possa travestirsi a sua volta da verità.

 

Eppure, per tranquillizzarsi, basterebbe soffermarsi un attimo a riflettere su quell'ultima frase:

 

"Alcuni collezionisti e organizzatori di mostre dove si è potuto vendere aracnidi poi sequestrati sono stati chiamati come membri della commissione ministeriale che avrebbe dovuto stilare l'elenco degli animali pericolosi".

 

Molto bene, verissimo, e come mai sono stati chiamati proprio loro? Perchè gli esperti erano, e sono, loro: dunque sono quelle le persone a cui credere quando si parla di aracnidi pericolosi, non certo gli scribacchini di qualche giornale.

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