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Allevare Formiche


Diana

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Visto che ultimamente se ne parla abbastanza, volevo condividere con voi le mie ultime esperienze con le formiche.

Agli interessati segnalo che, anche se in questa discussione sono presenti gli aggiornamenti più importanti, potete trovare qui la storia completa della mia colonia, con altre foto, VIDEO (!!!), osservazioni e aggiornamenti più frequenti.

Queste due regine di Camponotus vagus sono state catturate, ancora alate, agli inizi di aprile:

2016_02_24-17_43_26_54c62.jpg


Sono state subito poste in provette appositamente preparate con camera d'acqua, cotone e tappo bucato molto finemente, e lasciate indisturbate in un posto buio per tre settimane. Durante questo periodo, le regine si sono strappate le ali e hanno iniziato a deporre.
Raggiunto un certo numero di uova, i loro addomi mi sono sembrati un po' troppo diminuiti; così ho inserito nella provetta un mini-batuffolo di cotone impregnato di acqua e miele, da cui si sono immediatamente alimentate riportando l'addome a dimensioni più rassicuranti.

La nascita delle prime operaie è molto suggestiva da osservare, perchè include la partecipazione della regina. La regina aiuta l'insetto ad emergere dal sacco pupale usando le possenti mandibole con accortezza chirurgica, effettuando un taglio perfetto e infine cibandosi dei resti del sacco. Da quello che ho potuto osservare, una volta raggiunto un certo numero di operaie la regina inizia a disinteressarsi delle larve e delle pupe, dedicandosi solo a deporre e mangiare (soprattutto per trofallassi, quasi mai in maniera indipendente). Il lavoro nella "nursery" viene totalmente demandato alle operaie. Diventerà sempre più raro vedere una regina che sposta un uovo o che mangia da sola.

Riguardo al cibo, ho offerto loro mosche, drosofile, camole, batuffoli con acqua e miele... in breve tempo l'acqua delle provette è diventata gialla e il cotone da bianco è diventato nero di muffa, a causa della loro abitudine di ammassare i residui dei pasti sul cotone. Per fortuna trasferire la colonia in una provetta pulita è semplicissimo: basta preparare una provetta identica alla prima e unirla all'altra con dello scotch. Se lasciate tranquille, entro qualche ora le formiche si trasferiscono da sole nella provetta pulita, portandosi dietro tutte le uova, larve e pupe.

Per cercare di diminuire il problema muffe, ho iniziato ad alimentarle con le gelatine proteiche per coleotteri che sembrano gradire molto:

2016_02_24-17_43_32_cd229.jpg

(sono quei grumi bianchi a sinistra)
Comunque non mi illudo che questa alimentazione possa sostituire del tutto le drosofile o le camole, che continuerò a somministrare anche se ad intervalli meno ravvicinati.

Spero di riuscire a trasferire le colonie in nidi più spaziosi entro breve tempo, per farle adattare al nuovo nido prima del riposo invernale.

Mi sono procurata il "calcestruzzo alveolare aerato autoclavato" detto anche "Y-Tong" oppure "GASBETON" e nei prossimi post documenterò la realizzazione di un nido con questo materiale.
A presto!

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Miglior contributo in questa discussione

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Già, molto utile per chi si avvicina al mondo delle formiche... Se vorrai e in seguito completerai il topic descrivendo anche come costruire e gestire il nido definitivo, magari aggiungendo altre foto, potrebbe diventare un'ottima scheda di allevamento... :lol:

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Continuerò a tenervi aggiornati. Intanto a chi volesse provare ad allevare formiche consiglio di tenere gli occhi aperti: si trovano ancora parecchie regine alate in giro!

Una regina di Camponotus vagus comprata nei negozi online costa 25 euro + spese di spedizione; una passeggiata in un prato incolto è totalmente gratis :lol:

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Brava Diana!!! :D Io nel mio terreno ho C.vagus a profusione, lo dicevo qualche giorno fa a Piergy. Proverò a interessare mia sorella... :P

 

Ti sei segnata gli intertempi tra lo strappo delle ali, la deposizione e la nascita delle prime operaie? 

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Si Carlo, e devo dire che mi sento di sconsigliare Camponotus a qualsiasi persona che non sia dotata di una pazienza olimpica.

 

Come ho detto, sono state catturate ancora dotate di ali. Io speravo con tutto il cuore che se le strappassero, perchè solo le regine effettivamente fecondate lo fanno: le altre si lasciano morire.

Una delle mie C. vagus si è strappata le ali durante la notte successiva alla cattura, l'altra un paio di giorni dopo.

 

Dopo aver verificato che fossero fecondate, le ho abbandonate a loro stesse per tre settimane, in un posto buio e totalmente indisturbato: alla fine di questo periodo avevano entrambe deposto 4-5 uova.

A questo punto le ho di nuovo "dimenticate" in fondo a un cassetto per un altro mesetto.

Quando ho offerto loro il batuffolo di acqua e miele, erano al 55esimo giorno dalla cattura e avevano una decina di uova, 3-5 larve e 3-4 pupe in procinto di nascere.

La prima operaia è nata il 56esimo giorno. Da uovo a imago il periodo minimo (a 30 °C) è 40 giorni.

Camponotus è una specie caratterizzata da uno sviluppo iniziale abbastanza lento: oltre a deporre poche uova (Tetramorium nei primi 55 giorni deporrà almeno 100 uova) è anche abbastanza delicata. Le regine smettono di deporre al minimo disturbo, anche per diversi giorni; e le prime operaie sono molto timide. Inoltre, Camponotus è un genere di formiche che (con pochissime eccezioni) si ritrova sprovvisto della ghiandola metapleurale. Questa ghiandola secerne sostanze che aiutano le formiche a combattere muffe e batteri, sempre in agguato nei loro nidi: allevare Camponotus significa doversi impegnare il doppio per evitare proliferazioni indesiderate.

 

Mentre con generi come Tetramorium, Lasius o Pheidole si osserva uno sviluppo molto più rapido e entro pochi mesi si può già arrivare ad avere un "vero e proprio" formicaio, per ottenere una colonia ben avviata di Camponotus serve almeno un intero anno con un riposo invernale in mezzo. Nel secondo anno, se tutto è andato bene si verrà finalmente ricompensati, con le prime nascite di operaie major (1,2 cm di lunghezza) e possenti soldati.

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Ospite Gabriele79

pure il miele a questi mostriciattoli... Già che non si riproducono abbastanza da soli, chi spende soldi per sterminarli e chi per farli moltiplicare :P

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chi spende soldi per sterminarli e chi per farli moltiplicare :D

:uups:

 

Complimenti per il resoconto Diana, ignoravo molte di queste cose. Grazie per avercelo fornito ! :P

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Le gelatine per coleotteri sono abbastanza gradite, ma mai quanto una mezza camola:

2016_02_24-17_44_00_4a150.jpg

 

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Le nuove nascite stanno rendendo le provette sempre più affollate. Le foto degli allevamenti commerciali di formiche ritraggono provette totalmente nere di formiche, con fino a 100 esemplari all'interno; è anche possibile far svernare una colonia in provetta. Io invece spero di riuscire a terminare al più presto i nuovi nidi perchè non mi piace vederle costrette in così poco spazio, e vorrei che si ambientassero nei nuovi nidi entro la fine dell'estate.

L'obiettivo per il futuro è riuscire ad avere una colonia di più di mille individui, in cui tutte le caste siano rappresentate, ospitata in un grande nido il più possibile naturale (legno e/o terriccio); ma per adesso, viste le esigue dimensioni della colonia, credo che sia più appropriato utilizzare un nido provvisorio di accrescimento.
Una cosa che ho imparato dalle varie storie di allevamenti pubblicate sui forum tedeschi e olandesi è questa: piccola colonia in grande nido = nicht gut, niet goed... non bene. E' molto meno rischioso procedere per gradi, e anno dopo anno fornire alla colonia nidi proporzionati alle sue effettive esigenze.

Primo tentativo di intaglio del gasbeton, effettuato con un cacciavite:

2016_02_24-17_44_20_1941c.jpg

Il materiale è molto friabile (fin troppo) e per riuscire a lavorarlo senza romperlo bisogna stare molto attenti; per fortuna costa davvero poco, quindi in caso di errori si può sempre buttare via il mattone e ricominciare l'intaglio su di un altro (cosa che credo farò) :sisi:

L'ytong (detto anche gasbeton) è il materiale più usato nei nidi artificiali: nell'impasto di questo tipo di mattone la presenza di numerosissimi alveoli consente all'umidità di filtrare ed espandersi. A differenza del gesso, un tasso di umidità costante non lo degrada, inoltre è anche meno soggetto a muffe.

Nei prossimi giorni proseguirò con la costruzione dei nuovi nidi. Vi terrò aggiornati...

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  • 1 mese dopo...

Rieccomi con gli aggiornamenti promessi.

Una delle mie due colonie è stata regalata ad un appassionato mirmecofilo di provata fiducia, quindi mi è rimasta una sola colonia di Camponotus vagus.

La mia regina e tutte le sue figlie sono in ottima salute: al momento sono poco più di 40 e sono già nate due operaie major, cosa abbastanza inconsueta già al primo anno. Molto probabilmente ciò è dovuto alle particolari attenzioni che sto loro dedicando, alimentandole assiduamente e con grande varietà.
Oltre a miele, camole, drosofile, grilli, falene, frutta matura e gelatine per coleotteri, sto sperimentando con successo la "dieta bhaktar" la cui ricetta potete trovare qui:
http://www.formicarium.it/index.php/cura-della-colonia/77-la-dieta-bhatkar

Il nido che sto costruendo in y-tong sta diventando molto grande e molto, diciamo, "decorativo", visto che dovrà essere esposto al pubblico dando l'illusione di ricreare un'ambientazione naturale (terra, corteccia, muschio, etc.). Sto fotografando le varie fasi di lavorazione quindi potete contare sul fatto che quando sarà ultimato ne documenterò la realizzazione passo per passo.
L'unico "problema" è l'eccessiva grandezza del nido: sarà sicuramente adatto a ospitare le formiche durante l'esplosione demografica che vivranno al risveglio dal letargo nella primavera 2011, ma non mi sembra adeguato come nido per il riposo invernale.
Ecco perchè abbiamo messo mano al portafogli e abbiamo comprato un paio di nidi in pietra ricostituita dal sito francese fourmis.fr, modello "Biorama". La spesa è stata giustificata dalla riutilizzabilità del nido, che ci consentirà di poterci ospitare in futuro anche altre colonie di formiche, oltre alla necessità di acquistare diverse altre attrezzature risparmiando così sulle (esosissime) spese di spedizione. Il comitato scientifico dell'Oasi sta infatti realizzando una "aula didattica mirmecologica" nella quale saranno esposti MOLTISSIMI generi di formiche nostrane: il progetto molto probabilmente partirà la primavera prossima e naturalmente quando sarà il momento vi informerò per invitarvi a visitarci.

Tornando alle "mie" Camponotus, ecco come si presenta normalmente il loro nido:

2016_02_24-17_45_10_405ab.jpg

i fogli di carta copiativa impediscono alla luce di penetrare nel nido, facendo sentire le formiche più al sicuro. Quando rimuovo il foglio per osservarle, immediatamente si innervosiscono...

Veduta laterale con le altre camere del nido bloccate da batuffoli di cotone:

2016_02_24-17_45_23_f2fd0.jpg

Altra veduta laterale, oltre alle camere abitate si osserva l'altra camera bloccata e il tubo per le future espansioni; si osserva anche il serbatoio inferiore di acqua che fornisce un ottimo gradiente di umidità al nido:

2016_02_24-17_45_37_881a6.jpg

Ed ecco l'ultima foto in cui si possono osservare le C. vagus riposare nelle loro camere:

2016_02_24-17_45_50_b325b.jpg

Continuerò a tenervi aggiornati, e spero di poter postare anche qualche video prima o poi, perchè alcuni avvenimenti come ad esempio la deposizione di un uovo o la nascita di una major sono davvero molto affascinanti da osservare.

A presto!

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Dimenticavo: il coperchio è stato cosparso con olio minerale, (in alcune foto se ne intuisce la presenza) che è un ottimo anti-fuga. Tuttavia durante il letargo invernale ricoprirò comunque l'apertura con una fitta rete metallica, non tanto per impedire alle formiche di uscire (per quello, l'olio anti-fuga è già sufficiente) ma piuttosto per impedire a eventuali predatori di entrare!

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