RE scorpione 86 Inviato 3 Novembre 2009 Autore Segnala Condividi Inviato 3 Novembre 2009 Mi ha risposto: Dear Enrico, as far as I know Mesothelae do not have venom glands either (there is a monograph by J. Haupt 2003). In my new edition I will state that Uloboridae and Liphistiidae (and even another small family) apparently do not have venom glands.... Poi continua con altro.. Rainer Foelix Ho provato a cercare il lavoro di Haupt e contattarlo privatamente, ma la sua mail non funziona.. Foelix si è basato sul lavoro di Haupt, non specificando se Liphistius è un'eccezione. Quindi io direi (anche se ci fosse il dubbio), che tutti i Mesothelae non hanno ghiandole velenifere. Inoltre sul documento del Trotta leggo: Nei Liphistiidae (eccetto Liphistius) e negli Uloboridae le ghiandole del veleno sono assenti (Kaston, 1948; Forster, 1967; Foelix, 1996; Barth, 2002). Quindi il viene citata come fonte Foelix, il quale però nella mail non mi accenna a questa eccezione. Proverò a contattarlo nuovamente o cercare altre informazioni da altre parti. Quindi direi che puoi prendere come vere queste dichiarazioni; nel caso che ci fossero dei cambiamenti te lo dirò. Proprio stamani mi è arrivato il libro "Biology of spiders" seconda edizione di Foelix. Nel terzo capitolo (metabolism) primo paragrafo (poison glands and toxicity) afferma: "All spiders except the family Uloboridae possess a pair of poison glands located in the prosoma..." Parla poco dei Mesothelae e mi sa che il pezzo che ho citato, riguarda solo gli Opisthothelae... Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Henry Inviato 3 Novembre 2009 Segnala Condividi Inviato 3 Novembre 2009 Infatti nella terza edizione che completerà (si spera) entro la fine dell'anno, modifica inserendo anche i Liphistiidae Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Henry Inviato 5 Novembre 2009 Segnala Condividi Inviato 5 Novembre 2009 Ha risposto: Dear Enrico, to my knowledge Mesothelae lack venom glands - since I never examined any species myself I dan't tell you for sure whether Liphistius is an exception or not. Ha detto anche che se trova l'articolo di Haupt in pdf me lo manda.. Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
RE scorpione 86 Inviato 5 Novembre 2009 Autore Segnala Condividi Inviato 5 Novembre 2009 ok, capito... per adesso si può dire che i Mesothelae in generale non hanno ghiandole velenifere... Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
aracnojak Inviato 15 Novembre 2009 Segnala Condividi Inviato 15 Novembre 2009 Straordinariamente interessante tutto ciò. Grazie a tutti due ( domanda e risposte ) per il contributo ; anche io lo ignoravo assolutamente. Non solo Uloboridae dunque ! che scoperta ! Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Henry Inviato 15 Novembre 2009 Segnala Condividi Inviato 15 Novembre 2009 Dovrebbe arrivarmi a breve a casa l'articolo di Haupt mandatomi da Foelix. Appena arriva cercherò di tradurlo e capire se parla o meno in merito al veleno Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Henry Inviato 16 Maggio 2010 Segnala Condividi Inviato 16 Maggio 2010 Ho letto l'articolo di Haupt... e devo dire che dopo averne discusso con il Prof Foelix mi sono reso conto che non è un lavoro perfetto ma presenta inesattezze ed imprecisioni. Foelix mi ha mandato alcune foto di Liphistius visto che ha eseguito ultimamente uno studio su questo genere; Le foto mostrano una piccola apertura nei cheliceri, sfuggita evidentemente ad Haupt. Inoltre la dissezione di un chelicero mette in evidenza una piccola sacca. Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
RE scorpione 86 Inviato 17 Maggio 2010 Autore Segnala Condividi Inviato 17 Maggio 2010 Questo farebbe pensare alla presenza di ghiandole velenifere nel genere Liphistius. Mi sa che dobbiamo rivedere quello che abbiamo precedentemente ipotizzato Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Bomba Inviato 17 Maggio 2010 Segnala Condividi Inviato 17 Maggio 2010 Interessante Henry, Grazie! Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Henry Inviato 25 Dicembre 2010 Segnala Condividi Inviato 25 Dicembre 2010 Finalmente si risolve l'arcano.. Recentemente ho sentito il Prof. Foelix e tramite mail mi ha allegato un suo lavoro pubblicato da poco dal titolo: "Mesothelae have venom glands"... Più chiaro di così Praticamente l'articolo smentisce quanto detto da Haupt nel 2003 che a sua volta rivedeva la posizione di Millot 1933. Rainer Foelix e Bruno Erb hanno analizzato in primo momento al microscopio elettronico a scansione (SEM) le zanne di Liphistius (nello specifico L. bristowei, L. desultor, L. niphanae, L. yamasakii, L. endau) al fine di trovare una piccola apertura che indicasse la presenza di una ghiandola velenifera. Contrariamente agli araneomorfi e similmente ai migalomorfi, Liphistius presenta una piccola apertura sul dorso della zanna. L'apertura è molto molto piccola, circa 5-10 micrometri di diametro e visibile solo se si pone la zanna con la giusta inclinazione; Probabilmente per questo Haupt non trovò nulla. Dopo aver trovato l'apertura su una zanna hanno controllato anche sull'altra avendo riscontro positivo. Un'altra operazione difficile dice, è stato dissezionare il chelicero per trovare la ghiandola velenifera. La ghiandola velenifera è racchiusa in più strati densi di fibre muscolari. Una volta rimosse le fibre muscolari si può scorgere la ghiandola velenifera che è avvolta da uno strato muscolare. Lo strato muscolare è striato, il che fa capire che la sua contrazione è per forza volontaria. La ghiandola misura 1,5 mm in lunghezza e 0,5 mm in larghezza. C'è da dire che gli esemplari esaminati da Foelix e Erb sono tutti femmine e giovani. E' possibile che Haupt non avesse trovato nulla perchè stava analizzando dei maschi: infatti è possibile che con l'ultima muta gli esemplari maschi riducano o perdano completamente le ghiandole velenifere. Questo processo è comune in anche molti altri ragni, come i maschi di ragni cribellati perdono cribellum e calamistrum). Il suo articolo si conclude dicendo che quindi la presenza di ghiandole velenifere si può definire come carattere plesiomorfo (antico), e non come carattere derivato negli ophistothelae come suggerito da Haupt 2003. Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Bomba Inviato 30 Dicembre 2010 Segnala Condividi Inviato 30 Dicembre 2010 Non sai da quanto aspettavo la risoluzione di questo dubbio... per giunta con una nota finale di cladistica!! Grazie mille Henry Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
aracnojak Inviato 2 Gennaio 2011 Segnala Condividi Inviato 2 Gennaio 2011 Finalmente si risolve l'arcano !! Molto, molto interessante, Enrico. Grazie mille per il contributo e per averci aggiornato Sono molto interessato alla mutazione che subirebbero i maschi adulti : è più probabile che la ghiandola velenifera si riduca o che venga del tutto persa ? Anche a tuo parere Ciao Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Henry Inviato 4 Gennaio 2011 Segnala Condividi Inviato 4 Gennaio 2011 Non saprei proprio E' un argomento freschissimo di cui non se ne sa molto purtroppo (comunque non è sicuro che si riduca o che scompaia; forse Haupt aveva solo controllato male). A rigor di logica penserei possa ridursi (ma anche no, mantenendo le dimensioni standard) Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
aracnojak Inviato 6 Gennaio 2011 Segnala Condividi Inviato 6 Gennaio 2011 E' un argomento freschissimo di cui non se ne sa molto purtroppo (comunque non è sicuro che si riduca o che scompaia; forse Haupt aveva solo controllato male) Capisco, grazie mille lo stesso Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Henry Inviato 17 Giugno 2012 Segnala Condividi Inviato 17 Giugno 2012 Aggiorno il topic: Per chi è interessato ecco l'articolo: http://www.americanarachnology.org/JoA_free/JoA_v38_n3/arac-38-03-596.pdf Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
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