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EffeCi

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Tutti i contenuti di EffeCi

  1. Solo esposizione e ben poca anche di quella... Vedi il mio topic negli off-topics...
  2. EffeCi

    TROPICALIA

    La scolopendra non era compressa contro il vetro. Il fondo del terrario era fatto a pan di zucchero, per cui, non volendo restare esposta, la bestiola aveva la sola alternativa di andare a "rifugiarsi" tra fondo e vetro, rimanendo comunque ben visibile... Un esemplare stupendo, tra l'altro, veramente gigantesco....
  3. Praticamente gestisci un centro di accoglienza ofidi.....
  4. EffeCi

    TROPICALIA

    Passi per il maltempo, passi per il parcheggio a un chilometro di distanza, passi per la mezz'ora di coda disordinata sotto la pioggia per fare i biglietti (prevedere una pensilina no, eh?). Passi anche per i soldi del biglietto...9 euro gli adulti e 7 i ridotti... Dopo il martellante battage pubblicitario televisivo mi aspettavo di vedere una mostra davvero in gamba... E invece... Poche vasche squallide e molto mal arredate, senza ripari e rifugi perchè altrimenti gli animali non si vedono... Ragni tenuti in terrari con rocce, sabbia e una illuminazione da Centro di Abbronzature...U.R. da profondo inferno... Vasca con Pandinus temporizzata... 30 secondi di luce normale, 30 con la luce di Wood, così gli scorpioni brillano e gli spettatori si cremano gli occhi...anche qui ripari zero e umidità meno ancora. Scorpioni del deserto (non ricordo la specie) in un'altra vasca arredata con cemento sabbiato e illuminazione da interrogatorio di polizia... Nella zona degli insetti c'erano 2 Dynastes, un terrario di Baculum, uno di Extatosoma,2 Phyllium, 1 Sphodromantis, 1 Hymenopus, un'altra mantidina mimetica e qualche Gromphadorina (mio figlio di anni 8 ha commentato, scuotendo la testa, che c'è più roba sul tavolo di casa nostra...) Una enorme scolopendra (specie non indicata) in un terrario astutamente congegnato in modo costringere l'animale a sostare perennemente in prossimità del vetro, in primo piano. Rifugi? Nada... Un enorme teju con il muso orrendamente deformato (una grossa ciste?) Una Ceratophrys di medie dimensioni alloggiata all'interno di un ceppo d'albero dal quale non potrà mai scendere (almeno 20 cm...) Poche specie, tendenzialmente comuni, maltenute e malpresentate. Una folla da incubo, che sgomita per vedere il più possibile, che batte sui vetri dei terrari per stimolare qualche reazione in animali stressati e terrorizzati... MI curioserebbe di sapere chi è il veterinario che ha dato l'Ok per quanto sopra, chi è lo spostato criminale che ha curato le ambientazioni e perchè bisogna pagare una media di 8 euro per vedere animali reperibili in qualsiasi negozio un po' fornito dove, oltretutto, sarebbero sicuramente alloggiati in condizioni migliori... A conti fatti, decisamente un pomeriggio da buttare... CI è andato qualcun altro fra voi? Attendo commenti...
  5. Comunque il polistirolo non serve a veicolare il calore ma, al contrario, ha la precisa funzione di evitare che il calore si disperda troppo nell'ambiente esterno, essendo un ottimo isolante...
  6. EffeCi

    Prime Macro

    Dunque... sicuramente una neanide di Rincoto Eterottero Pentatomide... insomma una cimice delle piante... Ma la specie....boh...mi verrebbe in mente Euridema brassicae...ma non sono per niente sicuro... Buone le foto però, se accetti un consiglio, cerca di fotografare i soggetti con uno sfondo scuro, perchè risaltano di più... E, magari, prova a "tagliare" l'inquadratura con un qualsiasi programma di fotoritocco....
  7. Se vuoi un consiglio... quando ne sono nati una decina...butta via tutte le altre uova... non sai cosa ti aspetta...eheheh Oppure se preferisci vieni a trovarmi, così te ne appioppo un centinaio dei miei, più tutte le uova che vuoi... .... e quanto mangiano.....
  8. Credo che il record di tossicità spetti agli anfibi... si parla di milionesimi di grammo, se non erro... ovviamente sottocutanei... ...c'è di buono che non mordono....
  9. Gli anfibi adattati alla vita acquatica (xenopus, tritoni, etc) non vanno tanto per il sottile e, dovendo spesso procacciarsi il cibo in condizioni di non perfetta visibilità, si basano più sull'olfatto e sul tatto che non sulla vista... Del resto anche molti pesci, come ad esempio le trote, cacciano a vista in presenza di acqua limpida, mentre se il liquido si vela usano la linea laterale (vibrazioni sonore) e l'olfatto... Gli anfibi terrestri cacciano a vista, ma non sono capaci di discernere una preda viva da un oggetto qualsiasi in movimento... questo spiega come mai si possano catturare le rane "pescandole" con un piccolo ammasso di filo bianco mosso ad arte... In pratica, ciò che è di dimensioni accettabili e si muove può essere mangiato, mentre gli oggetti di grosse dimensioni in movimento sono potenziali minacce...
  10. EffeCi

    Sorex Araneus

    idem.... Dieci anni fa mi capitava, girando l'Italia per lavoro, di trovarne qualcuno finito per sbaglio nelle trappole adesive per il monitoraggio delle blatte...del resto in quelle trappoline ci ho trovato di tutto in dodici anni... gechi,lucertole, piccoli serpenti (di solito Coluber viridiflavus), scorpioni, ovviamente ragni, grilli domestici, etc... oltre a tantissimi topi e, appunto, qualche toporagno...
  11. Uff... Kaiser.... un po' di inventiva....dai....
  12. Credo che l'ipotesi più valida sia quella del punto di riferimento... Nel senso che la mosca vola in cerchi regolari attendendo qualche stimolo (visivo o chimico) che indichi la presenza di cibo. Il lampadario funge da radiofaro... del resto, per essere sicuri di percorrere una circonferenza, bisogna per forza cercare un centro qualsiasi, meglio se "evidente" come un lampadario che sporge in modo deciso dal piano del soffitto... Le mosche non hanno invece necessariamente bisogno di un piano d'appoggio... in Puglia, d'estate, se scendi dalla macchina anche in posti senza muri, alberi o altro, in un attimo sei assalito da un nugolo di mosche a caccia del tuo sudore da bere... Il corpo umano non è sufficientemente "caldo" da attirare le mosche in cerca di calore... qualsiasi oggetto scuro è assai più funzionale a questo scopo... possibilissima invece la risposta agli odori corporei dovuti al pH della pelle, al tipo di alimentazione, ai farmaci assunti, al corredo genetico e a quant'altro... Il difficile è capire a cosa siano dovute le reazioni... la sensibilità della mosca agli stimoli chimici (odori) è infinitamente superiore alla nostra... A questo riguardo si sa, per esempio, che le zanzare non apprezzano le prede contenenti un elevato livello di una vitamina del gruppo B nel sangue...
  13. ma li hai visti i raschia alghe che ci sono ora? Tengono su ban altro che il termostato...
  14. Pensavo che quelle peripatetiche fossero le fannie (Fannia canicularis)...o sbaglio? Comunque neanch'io so come mai lo fanno... chiederò lumi al Prof. Suss la prima volta che passo da Entomologia Agraria...
  15. Puoi usare il silicone sulle ventose, così non si staccheranno più... Altrimenti puoi comprarti un raschia alghe magnetico e attaccare il termostato alla calamita interna... così puoi anche spostarlo....
  16. EffeCi

    Aretaon

    Uno pari..... e gli Eurycantha baby sono più di dieci...
  17. EffeCi

    ali mantide

    Prova con un terrario col coperchio trasparente, magari evita di appendervisi...
  18. EffeCi

    compleanno

    Saggezza? Comunque auguri di cuore....
  19. Bisogna tener presente che comunque, a livello generale, una checklist è soltanto un elenco di quello che è stato trovato fin'ora... niente di più e niente di meno. Lo Stato dell'Arte della fauna di un paese è soggetto a continue variazioni, correzioni, aggiornamenti, e costituisce perciò soltanto uno dei punti ai quali fare riferimento. Come tutti sapete io non sono un aracnofilo DOC, ma mi sono capitate esperienze analoghe identificando le specie di orchidacee spontanee italiane, di cui sono un cercatore/fotografo molto appassionato. Persino le "bibbie" del settore offrono solo dati solo parzialmente esatti riguardo alla distribuzione geografica, al periodo di fioritura, piuttosto che alla rarità o meno di una determinata specie, come ho potuto spesso constatare personalmente. Ciò non vuol dire che le checklist siano da buttare a mare, tutt'altro... ma non hanno, nè avranno mai valore assoluto, immutabile o incontestabile. Quel vento che soffia così forte... chissà fin dove condurrà i piccolissimi leggeri semi di orchidea e i microscopici ragni appesi ad un filo sericeo?
  20. EffeCi

    ali mantide

    E' un fenomeno che a me capita spesso di osservare nei coleotteri adulti di Tenebrio molitor, le cui pupe sono spesso circondate dal substrato di allevamento, il quale può a volte ostacolare la distensione delle ali neoformate. Mi succede talvolta anche con i Fasmidi Sipyloidea sipylo, e in questo caso credo che la causa possa risiedere nel sovraffollamento, nel senso che la neanide di ultima età non riesce a conquistare una posizione favorevole per mutare.
  21. EffeCi

    Tegenaria al pub

    Non mi sembra un caso strano... è abbastanza normale fare un salto al pub prima o dopo la discoteca... Quando ho fatto il militare, una sera a momenti succede una strage per colpa di un pipistrello entrato nella camerata... alcuni stavano ben pensando di sparargli con la pistola...
  22. EffeCi

    ali mantide

    Negli insetti alati adulti, la distensione delle ali dopo l'ultima muta o dopo la metamorfosi ( a seconda ch'essi siano Eterometaboli o Olometaboli) rappresenta sempre e comunque una fase piuttosto delicata e rischiosa. Le ali neoformate sono assai morbide, flosce e spesso arrotolate o ripiegate per occupare meno spazio. Quando l'insetto abbandona la muta, la pupa o la crisalide, comincia a pompare aria "gonfiando" le ali come un materassino da spiaggia (o una bambola gonfiabile ). Contemporaneamente l'esposizione all'aria provoca un progressivo e rapido indurimento delle stesse (come avviene con la cuticola dei ragni, giusto?) che le fissa nelle loro forma e posizione definitiva. A questo punto l'insetto è pronto per spiccare il volo, ma durante la fase precedente risulta particolarmente esposto ad avversità, predatori, etc. Se questa fase di spiegamento ed indurimento avviene in una posizione sbagliata, o lo spazio a disposizione non è sufficiente, le ali non assumono la forma corretta e l'indurimento le fissa così come sono. Uno dei miei Phyllium, in effetti, ha le ali un po' convesse invece che piatte, appena più corte e con un bordo leggermente arricciato... capita... Oppure, ma è molto più infrequente, potrebbe trattarsi di una leggera tara genetica...
  23. EffeCi

    Fitosminatori

    Ve la passo così come l'ho letta sul CorSera di qualche giorno fa, perchè mi sembra piuttosto interessante... Un gruppo di ricerca (credo americano) ha messo a punto un OGM assai particolare. Hanno in pratica inserito in una pianta infestante molto comune e cosmopolita un gene che provoca l'arrossamento della lamina fogliare in presenza di determinati composti, prodotti tipicamente dalla lenta decomposizione degli esplosivi di maggior impiego. La pianta in oggetto ha un ciclo vitale estremamente rapido, che si esaurisce nel giro di 15-20 giorni, ed è piuttosto adattabile a condizioni avverse. Morale: si semina la pianta su un terreno pieno di mine inesplose (un enorme problema in molte parti del mondo, come tutti dovreste ben sapere...), se ne osserva la crescita e si procede in seguito a localizzare le mine sottostanti le chiazze di vegetazione "arrossata". Bella storia...
  24. EffeCi

    Prede vive CB e pesticidi

    In teoria le tue osservazioni sono abbastanza corrette, devi però considerare che i prodotti usati attualmente non si accumulano nei tessuti, avendo struttura chimica completamente differente dai clororganici. Questi ultimi sono in realtà presenti, in dosi più o meno minime, nei tessuti di tutti gli organismi viventi, noialtri due compresi... , così come il mercurio e altre amenità del genere... Per quanto riguarda la possibilità di una infestazione di nematodi, so che zoonosi di questo tipo sono assai più frequenti in popolazioni artificialmente dense e viventi in condizioni non naturali. Le mie conoscenze in materia mi suggeriscono che, tra l'altro, i nematodi sono parassiti dotati di una certa qual specificità (pare che ogni essere vivente abbia almeno una specie di nematode che lo parassitizza...), e che quindi il movimento degli operatori (nella fattispecie coloro che allevano e vendono prede vive) tra la sede di produzione e i clienti (negozi di animali non sempre in condizioni ottimali, come tutti ben sappiamo) rappresenta secondo me una potenziale fonte di potenziale contagio molto più pericolosa. Con questo non intendo bocciare le prede di allevamento (io stesso consumo 50-100 grilli e una decina di locuste a settimana) in favore di quelle vive (cosa che tra l'altro, per la maggior parte di noi non sarebbe pratica nè tantomeno vantaggiosa), ma solo fare un po' di chiarezza, insieme a tutti voi, sulla questione... Il che (citando Guareschi) è bello ed educativo...
  25. EffeCi

    Prede vive CB e pesticidi

    Spesso, nei forum che parlano di alimentazione di animali insettivori in cattività, vengono dati severi ammonimenti a lasciar perdere il più possibile le prede di cattura in quanto "potrebbero contenere pesticidi". Siccome mi trovo a mio agio nei panni dell'eretico di turno, volevo contestare quest'affermazione e fare alcune considerazioni in merito. Premetto innanzitutto che i tempi sono cambiati: quando ho iniziato ad interessarmi delle problematiche ambientali correvano i primi anni '70 e gli insetticidi in uso erano i famigerati clororganici (DDT e compagnia bella). Questa classe di composti presenta la particolarità di accumularsi in alcuni tipi di tessuto (tipicamente quello adiposo). Quindi l'assunzione ripetuta di piccole dosi di pesticida portava nel tempo a raggiungere concentrazioni in grado di interferire nel metabolismo. In aggiunta il DDT nell’ambiente si degrada in tempi lunghissimi, e i prodotti che ne derivano sono altrettanto tossici. Tutti i pesticidi di allora erano prodotti estremamente potenti, a lunghissima persistenza e di scarsa o nulla biodegradabilità. Inoltre avevano poca specificità d'azione, ovvero risultavano tossiche per esseri viventi appartenenti a Regni diversi (generalmente molecole basate su metalli pesanti). Per anni, inoltre, il mondo agricolo è stato inquinato da un fenomeno inquietante: la consulenza in materia di fitofarmaci ai contadini veniva effettuata da tecnici specializzati stipendiati dalle Ditte produttrici , che non sempre hanno consigliato in maniera corretta. Immaginatevi che situazione... In effetti sono state immesse nell'ambiente (in maniera dissennata e del tutto arbitraria) quantità spaventose di pesticidi, provocando danni a non finire. I più vecchi si ricorderanno della "primavera silenziosa" di Rachel Carson... I tempi però sono cambiati, per una serie di motivi. La ricerca scientifica ha messo a punto prodotti estremamente più raffinati, basati su molecole che hanno un impatto a lungo termine sull'ambiente molto minore in quanto caratterizzati da minor persistenza, da una maggior biodegradabilità, e dal fatto di avere prodotti di degrado non tossici. Un classico esempio potrebbe essere rappresentato dai piretroidi di sintesi. L'elevato costo di questi prodotti ha portato ad una razionalizzazione ed ottimizzazione degli interventi, indirizzando gli utenti verso l'adozione delle tecniche di lotta guidata o integrata. Parlando poi in termini strettamente economici, spesso la perdita di una determinata quota di prodotto risulta più conveniente di un intervento di controllo. Per non parlare del recente sviluppo dei prodotti di origine biologica... Chiaro, non consiglierei a nessuno di nutrire i propri animaletti con insetti raccolti in città, perchè comunque rischierebbero di contenere sostanze tossiche di altro tipo... E' vero però che nella maggior parte dei tradizionali ambienti agricoli, di insetticidi se ne usano pochini, in quanto il grosso del consumo è rappresentato da fungicidi e diserbanti. Si tratta però di molecole ad azione altamente specifica, che generalmente sugli insetti non hanno effetto. Gli insetticidi sono ancora molto usati nell'agricoltura intensiva (colture protette, vivaistica, frutticoltura, orticoltura, floricoltura), in ambito zootecnico e, neanche a dirlo, nel settore domestico. Viceversa sono praticamente inutili, e quindi non utilizzati, nelle colture estensive, in selvicoltura (dove si usano eventualmente sistemi biologici, per ovvi motivi...), in praticoltura. Tenete presente poi che quasi tutti gli insetticidi di uso comune hanno azione piuttosto rapida e che un insetto comincia a mostrare alterazioni notevoli del comportamento assai prima di morire.... in altre parole, se ci sono tanti insetti non c'è l'insetticida. Negli ambienti che sono stati sottoposti ad un trattamento... nisba! Ha poco senso anche parlare di insetti “pieni” di insetticida… si tratta di sostanze che agiscono a piccolissime quantità, dopodichè l’insetto cessa di alimentarsi e passa a miglior vita. Quindi normalmente un insetto raccolto in un prato o in un bosco, piuttosto che nel giardino di casa propria (dove siete in grado di determinare se i pesticidi sono presenti o meno) ha scarsissime possibilità di risultare pericoloso per il vostro beniamino. Fate piuttosto molta attenzione a lavare bene frutta e ortaggi (soprattutto se fuori stagione) e ad usare con molta parsimonia e discriminazione i prodotti di libera vendita per l’impiego domestico, in quanto (paradossalmente) spesso sono basati su principi attivi assai energici e persistenti… In teoria le prede vive di cattura potrebbero presentare problemi di commestibilità, ci sono insetti che infatti contengono o producono per difesa sostanze tossiche o ripugnanti, spesso assorbite dalle piante di cui si nutrono. Quindi non è consigliabile fare una bella “sfalciata” con il retino e usare tutti gli esemplari raccolti. Le prede vive devono quindi comprendere soltanto specie che notoriamente non siano pericolose, velenose o tossiche. Questa restrizione consente comunque di utilizzare un sacco di insetti diversi, quali tutte le specie di grilli e cavallette, un sacco di farfalle e farfalline notturne, molte specie assai comuni di bruchi non pelosi , parecchi tipi di ditteri, etc Considerandone i vantaggi, le prede vive CB migliorano ed integrano la dieta, rendono più reattivi i predatori e, spesso, ne migliorano la colorazione. Last but not least, offrono il pretesto per studiare un po’ di entomologia “in campo” e fare un po’ di sano moto all’aria aperta... Statemi sani Franco
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