Vai al contenuto

EffeCi

Utenti
  • Numero contenuti

    1770
  • Iscritto

  • Ultima visita

Tutti i contenuti di EffeCi

  1. Bravo Kaiser, concordo.... Qualcosa di costruttivo, invece di rompere le spermateche... Scherzo come sempre, ragazzi, però solo per stavolta (non bis in idem...) Kaiser ha proprio ragione.....
  2. Ad occhio e croce (a meno che tu non abbia dei badilazzi al posto delle mani ) direi una massimo due...
  3. Il "quercio"? Io ai miei, per problemi squisitamente geografici e logistici (a Milano le querce non abbondano, soprattutto in inverno, e di eucalipti non ce ne sono proprio...) sono costretto a dare rovi, con qualche puntata sui lamponi in estate-autunno... Mangiano comunque come delle fogne....
  4. Ma è latino... come la nomenclatura scientifica, del resto...
  5. EffeCi

    Umidità

    Eurycantha calcarata non sembra risentire particolarmente dell'umidità dell'aria, poichè trascorre le giornate nascosto sotto una foglia (da neanide di prima-terza età) o sotto ripari di natura varia sul terreno (dopo la terza-quarta). In entrambi i casi si tratta di microambienti ad umidità più elevata rispetto all'ambiente circostante, per motivi diversi. Durante la notte escono dai ribari e si cibano... Ho notato però che sembrano gradire in misura notevole una "pioggia" serale-notturna di una ventina di secondi (che ha oltretutto lo scopo di mantenere umido il substrato del fondo). Nel caso non siano ancora attivi, la nebulizzazione ha un effetto del tipo "si aprono le bare e si levano i defunti...": gli Eurycantha si svegliano di botto e si arrampicano sulle pareti e sui rovi per bere da qualche goccia d'acqua e quindi iniziano a nutrirsi voracemente... Se la pioggia tarda, gli insetti escono comunque allo scoperto per nutrirsi, ma lo fanno in modo più tranquillo, uno-due alla volta... Anche Medauroidea entra in agitazione se nebulizzato ed ama molto bere dalle gocce sospese alle foglie (o a un dito... ) Extatosoma mostra di gradire le nebulizzazioni, ma non ho notato differenze sostanziali di comportamento o variazioni del suo formidabile appetito...
  6. EffeCi

    Partenogenesi

    Confermo Ramulus partenogenetico... Per l'incubazione al momento sto usando dei "Betta Box" (vaschette per Betta splendens) con uno strato di vermiculite bagnata sul fondo, uno strato di scottex, le uova in una scatolina e un rametto fresco di rovo (con quell'umidità si mantiene per giorni) come prima provvista di cibo per i nuovi nati... Di solito sposto le neanidi dopo un paio di giorni, quando si sono "stabilizzate". Ho notato infatti che se le sposto prima c'è un considerevole aumento di mortalità...
  7. Tieni presente che, fra i pesticidi usati nel settore ornamentale ci sono prodotti con azione translaminare (ovvero in grado di attraversare la lamina fogliare), ed altri ancora aventi proprietà sistemiche... praticamente vengono assorbiti per via diversa e circolano all'interno dei tessuti.... Hai voglia a lavare....
  8. E' una domanda pelosa... la risposta è sì e no... In teoria sì: sulle foglie sono presenti sostanze che, in seguito a lungo accumulo, possono risultare tossiche... però, considerata la durata media dei fasmidi... mi sembra improbabile... "Derive" di pesticidi escluse, ovviamente. Ma è abbastanza difficile... La pratica del lavaggio dovrebbe eliminare oltretutto una piccola frazione di questo genere di rischio... ma io, anche per mancanza di tempo, i rovi non li lavo mai... Ti racconto una cosa strana: durante il mio periodo come borsista presso l'Istituto di Entomologia Agraria, ho avuto modo di assistere da vicino (filavo l'incaricata... ) ad una indagine comparata sui dati analitici dei mieli della provincia di Milano ed alcune provincie confinanti. Fra i vari campioni ve n'era uno proveniente dall'arnia "didattica" posizionata sul tetto dell'Istituto. Tradizionalmente, ogni anno il miele veniva (e credo venga tutt'ora) diviso fra i vari componenti dell'Istituto, professori e non. Tutti si aspettavano, un po' preoccupati che il miele di Città Studi contenesse chissà quali nefandezze chimiche. Il responso delle analisi fu stupefacente: non solo il miele conteneva inquinanti (per es. metalli pesanti, particelle carboniose, etc) in quantità sorprendentemente esigue... ma risultava essere uno dei meno contaminati entro un raggio di qualche decina di chilometri... In nessun caso, comunque, nel miele risultavano presenti inquinanti di origine urbana in quantità più che microscopiche... Le teorie si sono sprecate... personalmente credo che esista comunque una notevole capacità di "autodepurazione" da parte delle api, che funzionano come una sorta di "filtro" biologico... La presenza di concentrazioni di inquinanti maggiori nell'ambito extra-cittadino (curiosamente la quantità di metalli pesanti più "alta" è stata rilevata nelle prealpi lecchesi...) è spiegabile tenendo presente l'evoluzione cittadina verso il settore terziario (più uffici e meno fabbriche), le correnti d'aria che sposterebbero gli inquinanti dalla periferia cittadina verso l'esterno, e non ricordo più quali altri fattori concomitanti. Resta il fatto che la Natura, ancora una volta, ci ha stupito...
  9. Hai un terrazzo mooolto grande? Hai idea di quanti rovi mangiano alcuni esemplari cresciutelli di Extatosoma? E l'inquinamento, tanto, non puoi evitarlo... Se vuoi un po' di uova, non fare complimenti... però c'è da aspettare parecchi mesi... per la schiusa (sono tutte uova partenogenetiche) Ciao Franco
  10. EffeCi

    incubatrice uova

    Perchè così l'atmosfera interna raggiunge valori molto più elevati di UR, mentre le uova comunque consumano poco ossigeno, e l'aria si cambia durante le operazioni di controllo...
  11. EffeCi

    incubatrice uova

    Molto semplice, elegante e funzionale... Penso che l'adotterò anch'io... magari trasparente.... e bravo Luca.... Comunque le mie uova di Aretaon, pur avendo "fatto la muffa", si sono schiuse lo stesso senza problemi...
  12. I sintomi descritti fanno effettivamente pensare ad una intossicazione da pesticidi... tanto i tremiti quanto il rigurgito di materiale gastrico fanno pensare ad una perdita di controllo sulla muscolatura in generale... Ci sono diverse famiglie di prodotti insetticidi in grado di fare ciò, interferendo sulla trasmissione degli impulsi tra i vari assoni di una fibra nervosa: gli insetti intossicati cominciano a muoversi in maniera sempre più scomposta, quindi perdono la capacità di reggersi in piedi e di camminare, ed infine muoiono per paralisi di tutti i muscoli... Escluderei la depressione da inbreeding... tre esemplari contemporaneamente? Personalmente evito appena posso di dar da mangiare rose ai miei fasmidi, perchè il rischio di contaminazione da pesticidi è piuttosto alto. Con i rovi, soprattutto se provenienti da aree incolte o marginali, il rischio è teoricamente minore. Esiste sempre comunque la possibilità, sebbene assai remota, di una contaminazione accidentale, o di un effetto di "deriva" di pesticidi da piante vicine trattate, per esempio a causa del vento... La distanza da giardini, coltivazioni, alberature e quant'altro dovrebbe essere indice di sicurezza... Io, vivendo a Milano, devo affrontare questo problema una-due volte la settimana... anche se ho scoperto che le massicciate ferroviarie sono estremamente proficue... Per quanto riguarda aereazione ed umidità... io allevo praticamente tutti i fasmidi in terrari di plexiglass con coperchio a ghigliottina... il ricambio di aria avviene solo tramite un foro di circa 10 cm di diametro praticato sul tetto e protetto da zanzariera... Tengo in ogni terrario un fascio di rovi dentro un barattolo capiente ma con il collo non troppo largo, pieno d'acqua che sostituisco quando cambio i rovi. Ogni tanto, ogni uno-due giorni, do' loro 20 secondi di "pioggia" vaporizzando acqua. Agli Eurycantha vaporizzo per bene lo sfagno del substrato. Ogni tanto pulisco il fondo (nel caso di Sypiloidea e Baculum... butto tutto ) Mai avuto problemi di muffe o morìe di neanidi e, per ora (da qualche anno...) si riproducono allegramente... E' estremamente improbabile riuscire ad ottenere un ambiente che sia contemporaneamente molto aereato e molto umido, soprattutto all'interno di una abitazione... e poi le muffe si sviluppano comunque se l'umidità è elevata. Personalmente ritengo che un bel mazzo di rovi, con abbondante acqua a disposizione, costituisca l'umidificatore naturale più economico esistente. Le foglie infatti liberano in continuazione vapore acqueo attraverso gli stomi, mantenendo una sorta di "velo" di vapore su tutta la foglia... questo vapore tende, seguendo le leggi sulla diffusione dei gas, a diffondersi appunto nell'ambiente, cercando di saturarlo... Se il ricambio d'aria non è eccessivo si forma comunque all'interno del terrario un ambiente con umidità relativa più elevata di quella domestica. Il sistema tende a regolarsi da solo (e le foglie, si sa producono ossigeno... ) Gli insetti non dovrebbero soffrire affatto per una aereazione non eccessiva...il consumo di ossigeno è modesto, e la concentrazione di quest'ultimo tenderà a rimanere costante, sempre per leggi naturali...
  13. Boh... a me queste cose sembrano tutto sommato naturali... Bisogna tener presente che si tratta, soprattutto in tema di anfibi e rettili, di animali estremamente longevi per natura, che in teoria non smettono mai veramente di crescere, anche se con incrementi via via minori... Un individuo che abbia avuto la fortuna di sopravvivere per un numero elevato di anni può in teoria raggiungere taglie molto maggiori rispetto alla norma... Ricordo di essermi stupito per un cadavere di Natrix natrix, "arrotato" da un camion, che ricomposto sommariamente (e qualche pezzo mancava...) superava i 180 cm... poi ho scoperto che esistono casi di esemplari ancora più grandi... Probabilmente la "fòla del màgalass" modenese è una leggenda rurale che deriva proprio dall'avvistamento di un esemplare di dimensioni eccezionali... Dove andavo in vacanza io sul Lago Maggiore, invece, esiste secondo i "vecchi" locali una sorta di "vipera pelosa" crestata (dal morso ovviamente letale), che puzza come una carogna ed è in grado di ipnotizzare gli incauti avventori... Una sorta di Basilisco miniaturizzato, peloso e fetente...
  14. Fantascienza, e di bassa lega per giunta... A parte il fatto che mi lascia un po' perplesso l'impiego di ormoni sulle fragole... che per crescere in serra hanno bisogno solo di caldo, acqua, fertilizzanti e, purtroppo, insetticidi e fungicidi... Poi, le sostanze aventi effetto sulla crescita delle piante sono di solito ininfluenti sul metabolismo degli insetti (con la possibile eccezione di alcune sostanze aromatiche prodotte dalle conifere in grado di interferire con lo sviluppo post-embrionale, analoghe a neotenina, ecdisone, etc), in quanto chimicamente assai differenti. A loro volta, difficilmente gli insetti risulteranno in grado di influire sulla taglia e sullo sviluppo di un anfibio come Bufo bufo, basato su una biochimica a sua volta differente... Comunque, sempre in tema di ricordi non "annebbiati", durante una vacanza pasquale a Castagno d'Andrea (FI), sull'appennino, ho visto una coppia di rospi il cui maschio (comodamente agganciato alla compagna) rientrava nelle dimensioni standard, mentre la femmina era decisamente King Size, superando abbondantemente i 30 cm (misurati). In tempi più recenti (20 anni fa... ) ho catturato un maschio di Vipera aspis che mancava per poco i 120 cm.... quasi un record, no?
  15. Io ho parlato di effetto "lente".... non di effetto "microscopio".... E' vero che non sono mai stato un grosso esperto di ragni, purtuttavia ne ho sempre incontrati parecchi nelle mie indagini entomologiche "in erba", sicchè è abbastanza improbabile un errore di valutazione così marchiano... Altrimenti dovrei ricordare stercorari grossi come Goliathus, luscengole come anaconde e via esagerando... Cosa che non è.... Tenete anche presente che, annebbiamenti a parte (Kaiser...stavo scherzando...suvvia...), i miei ricordi d'infanzia (soprattutto quelli riferibili ad animali, ma non solo) sono, a differenza di quanto spesso accade, estremamente vivi e nitidi... Le dimensioni del ragno in oggetto possono non essere precise, ma se non fosse stato davvero "grosso", non sarebbe finito in un "cassetto" particolare della memoria, ma sarebbe stato archiviato tranquillamente insieme alla miriade di altri incontri di aracnidi non eccezionali (tegenarie, argiopi e compagnia briscola)... Capito, caro il mio Pandinus petroselinum?
  16. EffeCi

    Specie di Phyllium

    Beh...il concetto di "solito insetto stecco" è relativo...ogni specie ha le sue particolarità, comportamenti. tempi di sviluppo, etc... Certo, Extatosoma è particolarmente spettacolare, ma un bell'Eurycantha calcarata fa anche lui il suo effetto... Anche Aretaon asperrimus, in scala minore, non è niente male... Io sto allevando *Sypiloideaa sypilo *Medauroidea (Baculum) sexdentata Carausius sp. (solo neanidi) Ramulus artemis (idem) *Eurycantha calcarata *Extatosoma tiaratum Aretaon asperrimum (3 neanidi in tutto ) Phyllium celebicum (solo uova...speriamo in bene) Delle specie segnate con * ho a disposizione uova da spedire (possibilmente scambiando, ma non è tassativo... ) agli eventuali interessati... Più altre specie in arrivo in futuro, almeno spero... Se ti interessa qualcosa, mandami un messaggio...
  17. L'ideale sarebbe un contenitore con una grata (zanzariera metallica o fiberglass) a metà strada... le uova passano di sotto e le camoline idem...dopodichè sono al sicuro... Un altro modo per evitare che gli insetti adulti mangino le uova consiste nel fornir loro (con parsimonia) qualche pezzo di carota o di mela, in modo che abbiano una fonte di acqua a disposizione... Io le allevo in box da frigo con una finestrella di rete... come substrato uso farina bianca, farina gialla, biscotti sbriciolati, pane secco, croccantini vegetali per cincillà, muesli, fiocchi d'avena e quant'altro mi capita sottomano... Sono anni che le allevo senza grossi problemi... Per i caimani, più o meno lo stesso discorso...ma un po' più di cibo "fresco" a disposizione... Per altre informazioni: www.amiciinsoliti.it
  18. No, intendo proprio una specie di "sella" sospesa contro una parete....a metà altezza...
  19. "annebbiato" sarai tu.... scherzi a parte, gli anni sono quasi 35.... la forma dell'addome proprio non me la ricordo... Però ho guardato le foto di A.lobata... e non corrispondono per nulla... Ehr... ho controllato (riflessi lenti...l'età...) anche Araneus diadematus... e direi che forse ci siamo... possibile che fosse così grosso?
  20. Ho dimenticato la localizzazione geografica... Pianura padana, provincia di Varese, verso il confine novarese... La tela era a cerchi concentrici....
  21. é normale che una giovane Lasiodora parahybana si costruisca un'amaca a metà altezza del suo piccolo fauna box e ci si installi dentro? D'accordo che è un ragno sudamericano... Per inciso, la sua sorella nel fauna box attiguo (condizioni ambientali identiche, appena più piccola) si guarda bene dall'imitarla... Illuminate un povero entomologo, please...
  22. Quando avevo 9-10 anni (quindi trenta e passa anni fa ) ricordo di aver trovato, in un vecchio frutteto inerbito (il classico paradiso degli entomologi ) un grosso ragno, che ora passo a descrivervi... Dimensioni notevoli (BL >=35 mm LS non meno di 55 mm ma giurerei di più), credo sia a tutt'ora uno dei ragni nostrani più grossi che ho osservato, quantomeno all'aperto Colore tra il grigio ed il marrone, , con un disegno chiaro tipo "fiordaliso" (in senso araldico) sull'opisostoma non particolarmente peloso, con peli più grossi ed ispidi sulle zampe tessitore, con tela di grandi dimensioni, assai resistente alle sollecitazioni meccaniche (per intenderci, tipo filo di baco da seta) Abbastanza aggressivo e estremamente deciso sulle prede (beh, con quella mole...), che comunque avvolgeva immediatamente nella seta Nascondiglio e "casa" al margine della tela, sotto alcune foglie... Che dicono i guru? ne viene fuori qualcosa a livello di identificazione? (sulle dimensioni può aleggiare il dubbio di quell'effetto "lente" che, tipicamente (e anche magicamente... ), affligge i nostri ricordi di bambini... quand'anche entomologi... ) Se fosse una cosa improponibile... beh... ci ho provato e grazie comunque per l'attenzione
  23. Aspetteremo pazientemente la prossima generazione.....prenoto fin d'ora...
  24. EffeCi

    Auguri a...

    E sia... Auguri!!!
  25. Ci mancherebbe.... Tu pensa che io sono laureato in Agraria e il 70% delle volte digito "folgie" invece di foglie... :rolleyes: E che ora ho dovuto correggere perchè avevo sbagliato di nuovo....
×
×
  • Crea Nuovo...

Informazioni importanti

By using this site, you agree to our Terms of Use and Privacy Policy..