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Chris LXXIX

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  1. Fantastico! Sublime! Uno dei miei genus preferiti 🙂
  2. No, questo non è possibile, mi spiace 🙂 Sono e restano animali mossi dall'istinto, imprevedibili. Termini come 'mansueto' e 'docile' sono errati, esattamente come il paragone, che da decenni si sente, con la puntura di vespa/ape, in caso di morso da parte di certe specie. Detto questo, quanto detto sopra da Zero è giusto, è sempre cosa buona e giusta iniziare con le Theraphosidae più lente, meno difensive, e (a livello di parametri) molto più facili da curare. Il mio consiglio? Un classico senza tempo: Grammostola pulchripes. Le femmine raggiungono dimensioni interessanti e, a differenza della G.rosea, danno più soddisfazione quando si tratta di mangiare. In tutta onestà, se non si ha "paura" di quel filino di velocità in più, per me anche C.cyaneopubescens è una Theraphosidae perfetta per iniziare.
  3. No, sai cosa? Poi ognuno ha le sue teorie ecc e per carità, ci mancherebbe altro. Premetto anche che non allevo più questo genus da anni (ma anni 🙂) a parte una G.pulchripes femmina che mi è stata 'tirata' addosso (la solita storia... c'è chi compra certi animali perchè 'fa figo', e poi un bel giorno si stufa) un po' di tempo fa. Ok, detto questo, Theraphosidae come G.rosea ecc praticamente odiano il substrato anche quando questo è solo un filino umido, quindi si arrampicano. Ora, adesso la tua è ferita quindi c'è da considerare anche questo ma, a ogni modo, personalmente IMO è sempre meglio ospitarle in teche in cui, da padrone, la fa la larghezza e non l'altezza. Questo anche perchè sono abbastanza 'goffe' in fatto di agilità, e, se cadono, e magari ti volano su roba 'dura' presente all'interno, è un dramma (c'è gente che come sai mette in teca di tutto: teschi, rocce ecc). Certo, si può ovviare (limitando gli eventuali danni) aggiungendo più substrato, ma personalmente preferisco teche larghe ma più 'bassine'. Giusto cosi, un mio consiglio. Auguri per il tuo ragno.
  4. Mi dispiace per quello che ti è successo, ma io proprio non ce la faccio a sentire 'Grammostola' (specialmente nel caso di esemplari adulti) e 'umidità' combinati insieme 😢 Io ne ho lette di ogni, a riguardo, per episodi simili. Chi ha perfino usato un certo tipo di 'colla speciale' (in America) ecc ma, se la ferita è grave, il ragno muore. A ogni modo, io personalmente lascerei il ragno nella teca, con una ciotolina d'acqua piena. Ah, tra parentesi, tenere la teca in un ambiente poco illuminato è sempre un must, indipendentemente. I miei sono sempre in penombra, dal '92 🙂
  5. Aspetta, io ho parlato solo di 'curare', quindi di mero allevamento, e mi riferivo ad esemplari juve/adulti. Spiderlings (comunque più delicati) riproduzioni ecc è tutto un altro discorso. Detto questo ho portato a termine giusto un paio di anni fa il 'travaglio' della mia S.subspinipes (ok, d'accordo, non è una Theraphosidae) senza problemi, a 23/24°C giorno, con un drop notturno sempre a 19/20° C, su (tanti cm) di substrato per la maggior parte umido. Risultato: una trentina di pedelings. Quello che intendevo e intendo dire con 'parametri assurdi' è che (guarda l'esempio che ho fatto prima, con la Megaphobema robustum) mai nessuno dice che il substrato (per certe specie) dovrà essere umido, perche senti (quasi) tutti dire: "umidità al 70/80/ ecc %", e, questa cosa, è secondo me uno degli 'incubi' maggiori dei principianti. Ho visto troppe T's vivere dentro dei veri e propri 'laghi', con condensa dappertutto ecc proprio perchè si inseguivano questi parametri, laddove sarebbe bastato semplicemente... del substrato umido. Pazzesco 🙂
  6. Purtroppo non ci sono 'rimedi segreti' e/o miracolosi per questo genere di cose, ma, secondo me, sempre e solo un certo tipo di prevenzione per evitare questo genere di situazioni - io parto dal presupposto che il ragno si è arrampicato ed è caduto, naturalmente, e non che ti è 'volato' dalla mano 🤐 Dipende sempre dall'entità della ferita, ma purtroppo l'opistosoma è estremamente delicato. Prova se puoi a postare un paio di foto, comunque.
  7. Non lo fanno solo i 'Sud Americani' 🙂 Ho notato la stessa cosa da parte di specie Asiatiche e Africane (tutte rigorosamente fossorie, le mie preferite). La mia teoria è che, loro, vogliono allontanare il più possibile eventuali predatori (logicamente non potendo sapere di essere tenute in cattività) dal 'burrow' (questo spiega anche perchè 9 volte su 10 le exuviae finiscono per diventare 'tappezzeria interna' dei tunnel in cui vivono). Resti di cibo giusto lì fuori, muta ecc sono un boccone troppo invitante per i loro predatori. Varie ed eventuali, a ogni modo, IMO questo è un altro valido motivo per offrire la ciotolina d'acqua, sempre. Rende più facile la pulizia 😘
  8. Il problema è questo. Un buon 70% (ma forse anche più) di tutti 'sti igrometri ecc che io chiamo 'da pet store' sono inutili. Li vedi dentro le teche, appiccicati alle pareti, con le loro lancette farlocche. Sono in vendita perchè loro devono vendere. Utilità zero. Fanno danni e basta 🙂 Se andiamo a leggere le più svariate schede che troviamo in giro sui più disparati siti ecc online, possiamo notare che queste % cambiano quasi sempre. Come dico sempre (non finirò mai di dirlo) curare le Theraphosidae è veramente facile, laddove rincorrere parametri assurdi e impossibili da mantenere, sbagliato. Detto questo, una buona strumentazione 9 volte su 10 viene a costare più di tutto il resto (Theraphosidae, teca, substrato ecc). Per me quello che davvero conta è il set up (ovvero fornire al ragno quanto di più vicino si possa offrire al suo ambiente nativo) e, nel caso di specie Asiatiche, Africa dell'Ovest (tipo Hysterocrates spp.) o provenienti dalle foreste Sud Americane (Ephebopus spp. ecc) substrato sempre umido (mai bagnato). So di essere controverso, ma mai avuto problemi 😘
  9. Anche se questo Thread è ormai vecchio come il mondo mi sento in dovere di correggerti. Mai sentita una stupidaggine simile. Bisognerebbe finirla con 'sto paragone della 'puntura d'ape'. 1) Chi è allergico alla puntura d'ape ecc non è per forza allergico anche ad altro. 2) Il veleno di Theraphosidae Africane, Asiatiche ecc non è minimamente paragonabile - a livello di dolore - con quello di una puntura d'ape. Scherziamo? Il veleno di una S.calceatum, P.murinus, P.ornata ecc può mettere in ginocchio un uomo adulto, tanto è intenso il dolore. Evitiamo di sparare schiocchezze.
  10. No, per me non lo è affatto, e ti spiego perché con un esempio perfetto 🙂 C'è questo tizio (non farò nomi, ma comunque non è uno del Forum e nemmeno uno degli 'addetto ai lavori') che, un giorno, decide di comprare ben tre Theraphosidae in un colpo solo. Premetto anche che, di tre, due di quelle Theraphosidae acquistate (non so dove) non erano oggettivamente la miglior scelta per un principiante (quindi figuriamoci per uno che - parole sue - nemmeno sapeva cosa fosse una muta) dato che, una, era una 0.1 C.fimbriatus, e, l'altra, una 0.1 M.robustum. Ora, questo tizio, nella teca inadeguata (una sorta di abbastanza piccolo acquario con tanto di rocce finte a far da sfondo!) in cui decise di mettere la M.robustum, aveva anche, alla parete di 'sta 'teca', la classica e inutile rotellina plasticosa e colorata per misurare (ah ah) l'umidità. Ventilazione quasi zero. Inutile dire che l'umidità, all'interno, non raggiungeva mai il parametro % che lui voleva (e che qualcuno magari gli aveva anche consigliato, tra parentesi). La lancetta 'segnava' 60 ma dentro era una palude... roba eccessiva perfino per un paludarium. Poi (fortunatamente) un bel giorno, com'è come non è, lui si stanca e, il sottoscritto, riceve ben tre T's in regalo 😘 Ricordo ancora la fatica fatta per trasferire la poveretta in una teca adeguata (quella sorta di acquario era davvero scomodo per lavorare) e con parametri 'umani'. Sono passati quasi 5 anni, la M.robustum è ancora con me, mangia, muta, scava (in continuazione). Non c'è umidità o marchingegni plasticosi per misurarla che tengano, ci sono solo i miei occhi, la mia esperienza e 40 cm di substrato sempre leggermente umido, con una ciotolina d'acqua, sempre piena. Curare le Theraphosidae (parlo dei parametri, non di gestirle a livello di temperamento ecc) è molto facile, purtroppo molti si complicano la vita inseguendo numeri assurdi (roba da giocarli al lotto) per quanto riguarda temperatura e umidità. Io non ho mai, mai, mai e dico mai offerto riscaldamento extra (la mia casa è molto ben isolata e riscaldata, sono fortunato) e non ho mai misurato l'umidità. Tengo solo un occhio di riguardo per gli spiderling, molto più delicati, come sappiamo, ma per quanto riguarda gli esemplari juve/adulti basta conoscere la zona da cui provengono e regolarsi, quindi, di conseguenza (esempio: Theraphosidae fossorie Asiatiche, tanti cm di substrato umido o leggermente umido - dipende da più fattori; Theraphosidae 'Baboon' tipo P.murinus (juve/adulti) tanti cm di substrato mediamente secco... e cosi via). Mai avuto un problema ❤️
  11. Prima, l'ultimo atto del suo 'letargo' 🙂 v Pappa trovata v Macchiolina di 'ketchup' di B.dubia 1.0 v ❤️
  12. L'umidità? Ma scherziamo? A volte mi domando se sono davvero l'unico che da 25 anni (ho iniziato a fine '92) non ha mai e dico mai usato 'igrometri' o altre cose simili. Tutto il genus Grammostola, da juve/adulti, stravive su substrato 'secco'. Basta una ciotolina d'acqua sempre piena e voilà 🙂 'Misurare' l'umidità non è solo una sciocchezza, ma anche dannoso per certe Theraphosidae.
  13. Io amo definire Harpactira pulchripes il 'cugino ricco' del caro, vecchio, 'roccioso' (ed economico) Pterinochilus murinus
  14. E come darti torto? Il tempo delle 'Fanzine' è terminato da anni (ah ah, ai miei tempi c'erano Fanzine di ogni tipo... sono vecchio ormai) e, i prezzi di carta, lo stare sul mercato in generale ecc sarebbero insostenibili. Senza nemmeno contare che, in Italia, ad allevare in maniera "intensiva" (quindi non un ragno tanto per...) Aracnidi ecc siamo, come direbbero gli Inglesi, "four cats" -- quattro gatti Un progetto del genere potrebbe farlo un miliardario appassionato che, di un discorso puramente economico, del "perderci" ecc se ne fregherebbe altamente, perchè sarebbe ripagato dalla libidine di uscire in edicola con in copertina "ragnoni" colorati di ogni tipo, magari vicino a riviste politiche, religiose ecc ah ah
  15. Si, la BTS si... ma è ancora attivo il suo giornale, il BTS Journal? Non ho più saputo niente di nuovo, la pagina dedicata sembra non aggiornata da tempo :-/
  16. Potrei sbagliarmi ma in Italia (e in Italiano, ovviamente) credo non esista nulla in tal senso dedicato a Theraphosidae ecc Fastidioso ma logico, purtroppo, dato che in questo paese gli Aracnidi a 360° non erano, e non sono mai stati, proprio al primissimo posto (con buona pace di Giacomo Doria, che tra parentesi ebbe ospite un certo Tamerlan Thorell, a Genova). Ora, se non vado errato, so che fino a un po' di tempo fa c'era il BTS Journal (BTS: British Tarantula Society) ma non so se esce ancora in forma cartacea o solo online (sempre che esca ancora, naturalmente).
  17. Uhm... per l'amor di Dio, non metto in discussione opinioni e gusti personali ma, come eleganza, secondo me sono il Top Quando le vedi "arrotolate" sulla corteccia, in attesa della preda, padrone del loro mondo con quella sorta di corazza a scaglie e le antenne che si muovono lentamente... che belle sono? Io ho tunnel e "buchi" in tutta la teca, ah ah... mi fa gli agguati stile Vietcong, una volta è saltata fuori con la testa e ha preso al volo una B. dubia I prezzi? Dipendono, ovviamente, dalla Scolopendridae in questione. Ad esempio, negli Stati Uniti, una Scolopendra cingulata, estremamente rara, la si pagherà cara e salata (se si riesce a trovarla, logicamente) mentre, di contro, in Italia, è a... costo zero, perchè la si può benissimo trovare se la si cerca nei posti/luoghi giusti. Per lo stesso motivo, Scolopendridae Americane... da "deserto", come S. heros, qui in Europa costano un piccolo patrimonio (stesso discorso, rare da trovare ecc). Ora -- e questo dettaglio è davvero importante IMO -- il punto è che, a differenza delle Theraphosidae dove, a livello mondiale, un buon 70% sono CB (cattività), per loro è completamente diverso, è l'opposto. Non avendo (per molteplici ragioni) tanto "mercato", si va direttamente sul WC (cattura). Quindi le Scolopendridae Asiatiche come S. subspinipes e S. dehaani non costano poi cosi tanto... Io onestamente non pagherei più di 25 max 30 Euro un esemplare juvenile. Un pedeling max 10 Euro. Poi certo, le varianti "colorate" tipo 'Mint Legs' o la 'Cherry' (Malesiana) costicchiano di più Ribadisco comunque due cose fondamentali: 1) Le Scolopendridae non sono Aracnidi, e, quindi, non rientrano nella maniera più assoluta nella 213. E che Io sappia, ad oggi, nell'anno del Signore 2017, nessuna legge vieta o limita in Italia l'acquisto di tali animali. Quindi si possono acquistare tutto l'anno. 2) Non sono secondo me animali adatti a tutti o da vendere a cuor leggero (specialmente le Asiatiche). Non parlo di te, eh... o di altri allevatori qui, ma in generale. Hanno un veleno brutale, lo dico senza mezzi termini... e un morso in aree sensibili come testa, petto ecc è da considerarsi (seppur scenario raro, ok) altamente pericoloso. La riproduzione? Vengono vendute non sessate (salvo rare, anzi... rarissime eccezioni) perchè il sessaggio non è cosi semplice come con le Theraphosidae. Molte femmine "arrivano" già gravide... sarà quindi estremamente importante fornire loro tanta "roba" per nascondersi (più pezzi di corteccia di sughero, tanto substrato, fogliame ecc) e poter essere tranquille... altrimenti la femmina mangerà i pedeling La mia ne ha "buttati" fuori un bel 27, ah ah :-s
  18. Ah ah, beh, mettiamoci nei suoi panni: arriva un gigante che, tutto d'un tratto, ti prende dal sicuro della tua dimora per portarti chissà dove Le Theraphosidae "accettano" la presenza dei "giganti" solo quando essi rimuovono il 'tetto' per gettare dentro le cibarie: ah magari capitasse anche a me di avere un gigante per amico (tipo quelli di Drangleic) che, dopo aver rimosso il tetto di casa mia, getta giù polli arrosto, fritto misto, vino d'annata ecc gratis, invece, tocca lavorare... cosa che debilita nel lungo termine e che, specialmente, toglie tempo prezioso alla scientifica e religiosa osservazione delle Theraphosidae
  19. Appena posso, si Nel frattempo (sperando di non violare nessun regolamento... mi scuso in anticipo, se si) vi posso postare un link immagine con una fauna box, più o meno simile, che uso (il modello 'Dragon' XXL, alta quasi 60 cm). Ecco qui, è la più grossa e alta che c'è, la vedete dietro alle altre. http://www.tropic-shop.de/images/PetPlazas.jpg Per quanto riguarda invece Scolopendridae (ma anche Theraphosidae fossori) uso questi... quelli IKEA non mi ispirano troppo http://www.kis.it/singola-variante?id=26798
  20. Ah ah ok, appena posso si :-) Ma per quanto riguarda P. murinus o altri 'Baboon' "piccolini" come (genus) Ceratogyrus (con piccolini comunque intendo se paragonati alle 0.1 di P. muticus, H. gigas ecc) niente di eclatante da parte mia: uso normalissime (ed economiche) fauna box della 'Dragon' per le mie femmine. Nome a parte, le classiche fauna box larghe 30, alte 30, profondità più o meno un 25.
  21. Ah, scusa non avevo capito bene, ero in fase "rincojo" (alla Tomas Milian). Penso la stessa cosa anch'io. Anche che nel caso di M. mesomelas... ora Io non ne ho mai allevata una (abbastanza rare in generale e, di concerto, un filo costose quano disponibili) ma conosco allevatori che, nel Regno Unito (Scozia e Inghilterra principalmente) non hanno riscontrato differenze significative.
  22. Purtroppo sono molto 'lazy' con le foto non avendo sottomano smartphone, macchine fotografiche ecc infatti, tutte le foto che ho postato, le aveva fatte mio fratello Ah, il set up comunque è minimalista (Io sono uno che per le Theraphosidae sostiene la causa del "meno roba dentro, meglio è per lavorarci", a parte ovviamente quelle che amano intelare di brutto). Praticamente un botto di substrato (leggermente umido solo in fondo, poi via via "più secco" in superfice), una bella corteccia di sughero (che amo offrire ai fossori indipendentemente dal fatto che comunque scavano) e una ciotola dell'acqua leggermente più grossa, e voilà Nel mio avatar puoi vedere (nonostante la qualità sia bassina) P. muticus vicino all'entrata del burrow (sotto la corteccia) prima di ghermire una B. dubia.
  23. Mah, sostanzialmente sono d'accordo ma ti dirò che alla fine credo siano un po' esagerate tutte quelle voci a riguardo di M. robustum e le temperature "basse" da ottenere a tutti i costi. Ho visto la mia (0.1) mutare, mangiare e (per quanto possano essere 'attive' le Theraphosidae) essere attiva tranquillamente anche con caldoni infernali. Io continuo a sostenere che l'essenziale siano offrire tanti cm di substrato umido e una corteccia (sempre ben accettata) più delle temperature.
  24. No, non proprio... solo qualcosa giusto ai lati. Non ricordo il nome della marca (credo forse nemmeno esista più), acquistata anni fa in Germania. Un modello XXXL, simile forse per dimensioni alla fauna box 'Dragon' XXL ma comunque è diversa.
  25. In effetti... e come direbbe il Duca Conte Barambani "un bel settecento Africano Coloniale, Fantocci" ah ah
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