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00xyz00

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  1. Giusto quanto detto da Xaint, il nostro sistema di caricamento foto di profilo non ha avuto modifiche e sei l'unico che ha segnalato il problema. Per quanto riguarda il modulo upload immagini, benchè sia ancora da migliorare in qualcosa, funziona senza problemi con piu browser. Credo quindi sia proprio un problema della tua installazione o dei tuoi browser. Ecco, immagine caricata senza problemi con Chrome ​
  2. Ci tengo a ringraziare Luca (Bomba) per aver ricercato tutte le sue foto mancanti e per avermele mandate. E cosi un'altra buona fetta di foto è stata salvata dall'oblio!
  3. Ovviamente la vicenda ha avuto degli strascichi... il gruppo di cittadini che ha avvistato il pupazzo ha segnalato la cosa a numerose testate giornalistiche locali, cartacee o online, alcune delle quali hanno pubblicato la notizia giusto per dovere di cronaca. Tra queste, anche la direttrice di fuoridalcomune ci ha contattati per avere chiarimenti e, come nostro solito, non ci siamo sottratti e abbiamo spiegato minuziosamente il "perchè" quel ragno è un pupazzo. Ringrazio Giorgia Magni per aver voluto approfondire la vicenda senza soffermarsi troppo sul solito sensazionalismo e per aver rettificato con un ulteriore articolo online il primo in cui si avvertiva dell'avvistamento. Qui troverete la pagina dedicata al ragno gomma e alle nostre conclusioni http://www.fuoridalcomune.it/2015/07/21/brugherio-increa-perche-il-ragno-avvistato-e-finto-e-perche-lavvistamento-no/ In merito a quanto recentemente scritto sulla pagina di un social nertwork da parte degli avvistatori mi viene solo da ridere Certo, magari è in polietilene tereftalato
  4. AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH Questa me l'ero persa, andato a nascondersi in mezzo alle erbacce.... Se non muoio per il caldo muoio per le risate. Stando alle numerose lettere ai quotidiani locali riportate sul loro sito, per argomenti a volte nobili, forse cercano solo visibilità come gruppo. Dovremo farlo anche noi... Attenzione cari utenti, ci vedrete ai tg e in prima serata, su tutte le reti, intenti a parlare della recente invasione della pericolosa Macrothele gommosa, ragno nuotatore, criptico tra le erbacce, 20cm di zampe e raccapriccio per tutti i barboncini a passeggio nei giardini pubblici.
  5. Yeeeee!! Hai visto? Uomo di poca fede LOL Non rimane che attendere la prossima goduriosa muta che li renderà autonomi
  6. 00xyz00

    le foto piú belle

    State sfornando un sacco di belle foto, grandi!!
  7. Giusto per completezza allego la mail che ci è arrivata stamattina Sembra quasi incredibile che in un "gruppo di cittadini" nessuno si sia reso conto che il ragno è di gomma, ma risulta ancora più assurdo che, dopo il "consulto con un allevatore locale", ci si sia orientati verso Macrothele calpeiana. LOL Spero che questo allevatore ci legga e si palesi perchè un appassionato che sostiene una somiglianza tra Macrothele gommosa e Macrothele calpeiana non s'era mai visto finora. :D
  8. E le serate a caccia.. ​​​ ​ ... ​ ​ Ma che vuole questo? Io non lo conosco eh....​ ​​​ ​ Ahhh, nemmeno io... ​ ​​ ​ ​​ ​ ​ ​ Dai Alvi, basta co ste foto... ​ ​ Coma​ ​
  9. ​Sabato La piccola ma interessante conferenza ​ ​ Foto varie dallo stand Heterometrus mysorensis ​ ​ ​​ ​ Euscorpius aquilejensis in tana ​ ​​​ ​ Link ad alta risoluzione: https://farm1.staticflickr.com/356/19536301391_c83ce33bfd_o.jpg
  10. ​Allestimento completato ​​​ ​​ ​ ​​ ​​ ​ ​ ​​ ​ Panoramica link alta risoluzione: https://farm1.staticflickr.com/412/19344401219_b2f7547c53_o.jpg
  11. Qualche foto di Alvise Tappa a ferrara, con atti di ordinaria nerdaggine nonostante tutto ​ ​​ ​ ​ ​ ​ El cudulin... ​ ​Un salto in albergo ​​​ ​ Ed infine Capranica ​ ​ Link alta risoluzione: https://farm1.staticflickr.com/354/19344774739_8fee518d4e_o.jpg L'allestimento​ ​ ​ ​​ ​ E proprio un rapper... ​ ​
  12. A quanto pare gli avvistamenti proseguono, interessante. Avevo detto tempo fa che avrei aperto un'apposita discussione sul tema ma non ho mai avuto tempo e mi è passato di mente. Credo a questo punto che dovrò ritagliarmi un'ora per raccogliere tutte le segnalazioni. Macrothele gommosa colpisce ancora... Benvenuto Luca
  13. Sono stati 4 giorni molto faticosi. Partiti con il furgone da Trieste, tappa a Mestre, a Ferrara e a Roma Tiburtina per raccogliere materiale e volontari. 12 ore di viaggio e altrettante al ritorno. Un museo piccolo, in un paesino molto caratteristico costruito sulla pietra e con la pietra, raggiungibile solo con una tortuosa strada. Una sala espositiva che niente ha a che vedere con i grandi spazi fieristici e museali a cui di solito siamo abituati, una sala nel palazzo principale del paese in cui ci sono stati assegnati cinque tavoli e sei panche, unite queste a tre per formare altri due tavolinetti bassi. Abbiamo dovuto allestire la nostra esposizione comprimendola nel poco spazio disponibile, non è stato possibile separare bene i terrari degli esotici da quelli dei locali, non è stato possibile allestire una postazione con stereomicroscopio come era negli accordi, è stato necessario appoggiare parte delle teche tassonomiche sui tavoli dell'esposizione di rettili non nostri. La mostra era infatti organizzata su due aree tematiche, gli aracnidi, curata da noi, e i rettili, "curata" da un negozio molto noto della capitale. Ci tengo a tal proposito ad evidenziare che tutti i terrari di rettili, tartarughe, ma anche della Grammostola pulchripes (indicata sul cartellino come G.rosea) e degli scorpioni (Heterometrus e Hadogenes) portati in museo dall'azienda della capitale avevano lo stesso setup indipendentemente dall'esemplare ospitato: lampada accesa, ciotolina, scaglie di corteccia o 2 millimetri di sabbietta sia per specie deserticole che per specie da umido substrato di foresta. Di certo non il miglior modo per far vedere alla gente come vivono le varie specie... Abbiamo subito manifestato disappunto per questa scelta, facendo notate come alcuni animali fossero stressatissimi o non fossero molto in forma, ma nonostante questo nulla si è potuto fare per migliorare la loro condizione. E' stato detto che il contratto prevedeva un'esposizione "a teche chiuse" ovvero che non si potevano apportare modifiche o spostare gli esemplari.... Il sabato mattina si è tenuta una piccola ma interessante conferenza i cui relatori voglio ringraziare per le parole rivolte ad Aracnofilia e per il contenuto preciso, interessante ed educativo dei loro interventi: Mauro Grano e Stefano Alcini. Grazie! Il primo, noto erpetologo di fama nazionale, ha esposto con cura e con numerosi esempi la ricchezza dell'erpetofauna dei monti Prenestini e le modalità di conservazione delle specie più delicate, in opposizione alle modalità di ripristino ambientale erronee che solitamente le amministrazioni pubbliche approvano nella piena ignoranza naturalistica. Alcini invece, psicoterapeuta ma erpetologo e allevatore di prim'ordine nella scena esotica nazionale e internazionale, ha brillantemente spaziato sulle problematiche dell'allevamento in cattività degli esotici, sulle opportunità che questo concede in casi di specie fortemente minacciate in natura, sull'inutilità dell'allevamento fine a se stesso, della spettacolarizzazione e della ricerca di sempre nuovi morphs, di come invece ci si dovrebbe orientare verso un allevamento etico dell'esotico, accurato e consapevole. Due interventi apprezzabili sotto ogni punto di vista, e un'evidente passione che merita solo rispetto. Peccato che poi, durante i giorni espositivi, alcuni non abbiano seguito le indicazioni date in conferenza, maneggiando esemplari, serpenti attorno al collo,facendo far foto ai bambini etc.. cose che purtroppo si vedono sempre... Da qui in poi è partita la vera e propria esposizione, con noi aracnofili in divisa dietro lo stand e in attesa di visitatori. Molte persone della zona, famiglie prevalentemente, sono arrivate nel corso dei due giorni. Ci sono stati momenti di assoluto vuoto, la mattina principalmente e nelle ore del pranzo, e momenti di piena nella seconda metà dei pomeriggi. Non ci si può certo vantare dei numeri fatti dal museo visto che il posto e il weekend assolato non erano gli ideali per avere migliaia di visitatori. Nonostante ciò, soprattutto la domenica, siamo stati presi d'assalto da numerosi curiosi che con le loro domande ci hanno fatto andar via la voce come ogni volta del resto. Un numero consistente di bambini è stato indirizzato nella maniera giusta verso il rispetto e la conoscenza degli aracnidi, giovani ragazze hanno mitigato il loro terrore arrivando anche ad accarezzare o prendere in mano qualche esuvia di migale, signore più o meno impaurite si sono ricredute e stupite di fronte al "ragno salvia", un esemplare di Heriaeus cf. hirtus posizionato ed estremamente mimetizzato su una piantina di salvia. La fluorescenza degli scorpioni seminascosti nella loro tana illuminati dalla lampada UV ha fatto spalancare gli occhi a molti, il terracquario di Dolomedes okefinokensis ha fatto capire quanto i ragni si siano adattati ad ambienti molto diversi. Loxosceles rufescens e Latrodectus tredecimguttatus, esposti uno in un terrarietto ad ambientazione naturale e l'altro come campione museale in alcool, hanno permesso di far conoscere in maniera tangibile quali sono gli unici ragni che in Italia possono arrecare danni di una certa rilevanza, quali sono le reali dimensioni delle "vedove nere" e perchè il "ragno violino" va conosciuto ma non temuto. La zona didattica, unita alla collezione di Alvise, ha infine dato la possibilità di parlare e far conoscere meglio l'anatomia, le caratteristiche fisiche particolari conseguenti a certi adattamenti, le dimensioni e le differenze geografiche tra le migali. Numerosi sono stati i complimenti ricevuti, i feedback positivi e le richieste di contatti, a riprova del fatto che il nostro impegno non è vano. Che la nostra didattica, sebbene la tematica sia ancora vista con molto sospetto, porta i suoi frutti. Saluto Filippo che è venuto a trovarci nonostante la giornata torrida e la distanza da casa sua, nella speranza di rivederti presto in una prossima occasione. Non posso che ringraziare anche qui i miei compagni di viaggio e di avventura, gli amici che, dopo giornate intere in piedi a parlare, hanno trovato la forza di vagare tutta la sera per Palestrina alla ricerca di una birra,.... o di Pritha. Pepsis, Gaborri, Alvise e i miei cari coadmin Henry e Piergy ​
  14. Sono contento che ti rivedremo Filippo, e spero che chi abita vicino trovi il modo di passarci a salutare. Manca poco e i preparativi fervono!!
  15. No no Luigi, non è cosi. Il world spider catalogue, oggi curato dagli aracnologi di berna (Nentwing in testa) e curato per 20 anni da Norman Platnick, è una di quelle cose che gli zoologi di altri gruppi tassonomici ci invidiano. Tutto partì dai vecchi cataloghi dei pionieri dell'aracnologia, poi il catalogo del Bonnet e poi di Brignoli in cui vennero elencate in maniera schematica tutte le specie valide, con relativa fonte bibliografica e cambi tassonomici avvenuti nella storia. Platnick ha portato avanti il lavoro aggiornandolo continuamente due volte l'anno. E il WSC è "la" fonte. Non ce ne sono altre. Da quando l'hanno preso in mano gli svizzeri è cambiato anche il metodo di catalogazione con tanto di ricerca su database e pdf scaricabili delle copie fotostatiche delle pubblicazioni citate. Insomma, ogni aracnologo fa riferimento al platnick per le questioni tassonomiche (e non ecologiche-etologiche) sui ragni. E i controlli ci sono eccome: addirittura si trovano situazioni in cui viene indicato il diverbio tassonomico e quindi si indicano i riferimenti con cui approfondire la tematica. Esempio Gen. Acantholycosa Dahl, 1908 [urn:lsid:amnh.org:spidergen:01583] N.B.: Wunderlich's (1984) synonymy of this genus with Pardosa C. L. Koch, 1847 has not been accepted by subsequent workers (see Buchar & Thaler, 1993: 328). A volte i casi piu complessi vanno di fronte ad una commissione della ICZN ovvero quelli che curano e proteggono il rispetto del codice di nomenclatura zoologica. E questa commissione dopo aver approfondito il caso, tramite una sentenza stabilisce qual'è il taxon valido e quale invece è sinonimo o nome nudo etc etc.. Il fatto da capire è che tutte le classificazioni, botaniche o zoologiche che siano, sono artifici umani e come tali non sono assolute ma variano nel tempo. A volte autori diversi e geograficamente lontani descrivono la stessa specie con due nomi diversi e dopo 100 anni arriva un altro specialista che nota la sinonimia e raggruppa le due specie in una sola. Oppure alcuni, per fare chiarezza in complex ostici, erigono generi nuovi basandosi su dettagli veramente minuti. Questi lavori permettono prima di fare una suddivisione anche eccessiva ma di mettere cosi in luce le reali e macroscopiche differenze tra le numerossisime specie individuate. Altre volte semplicemente si descrive un genere X basandosi su un carattere (spinatura particolare ad esempio): passano gli anni e si scoprono specie che hanno una spinatura differente da X ma a cui somigliano per un altro carattere piu importante o plesiomorfo(struttura delle trachee ad esempio) Ecco che in tal complessa situazione il genere inizialmente individuato verrà modificato enormemente in quantità di specie contenute e in caratteri diagnostici generici. Il WSC segue queste evoluzioni e aggiorna costantemente nomenclature, raggruppamenti tassonomici e raccoglie la bibliografia da cui questi cambi derivano. Faunaeur invece è palesemente non aggiornata e quindi da prendere con le pinze, come la checklist Pesarini (1994 mi pare) o, dopo 10 anni, anche il Trotta (2005). Ultima indicazione che ti do è che la nomenclatura binomiale, Genere specie, è un costrutto latino pur essendo spesso il genere di derivazione greca. Ciò significa che il nome specifico dovrà essere declinato con il genere che lo precede. Facciamo un esempio: Dolomedes spinimanus Dufour, 1820c: 204, pl. 76, f. 3 (Df). Zoropsis spinimana (Dufour, 1820) Z.spinimana che tutti conosciamo è stato descritto nel Genere Dolomedes nel 1820. Trasferito poi nel genere Zoropsis ha cambiato caso latino e quindi desinenza. Altro esempio Misumena spinifera (Blackwall, 1862) | m f | Madeira, Canary Is. [urn:lsid:nmbe.ch:spidersp:030572] Thomisus spinifer Blackwall, 1862a: 370 (Dm). Come si vede l'attuale Misumena spinifera era stata descritta come Thomisus spinifer e, trasferita nel genere Misumena, ha acquisito la a terminale. Altro Misumena vatia (Clerck, 1757) * | m f | Holarctic [urn:lsid:nmbe.ch:spidersp:030580] Araneus vatius Clerck, 1757: 128, pl. 6, f. 5 (Df). Esatto, la bella M.vatia era stata descritta agli albori dello studio aracnologico come Araneus e come tale all'epoca il nome specifico era accordato, Araneus vatius oggi Misumena vatia. Se due fonti o due checklist sono separate da un trasferimento di genere, anche i nomi specifici riportati possono quindi cambiare e creare confusione. Basterà studiarsi bene il WSC per dissipare ogni dubbio.
  16. Cari utenti, dopo alcune settimane di organizzazione possiamo annunciare che la nostra mostra ARACHNIDA, finalmente, tornerà in una collocazione diversa da una fiera. Infatti il 4-5 luglio 2015, dalle 9:00 del mattino alle 20:00, saremo presenti con la nostra esposizione didattica presso il Museo Civico Naturalistico dei Monti Prenestini di Capranica Prenestina (RM). ​ ​​ ​​ ​ Questo piccolissimo paese, immerso nei Monti Prenestini a 50 km da Roma, ci offrirà la possibilità di fare divulgazione su ragni e scorpioni, locali ed esotici, di esporre esemplari vivi in terrari appositamente allestiti e di illustrare l'araneofauna locale ai numerosi visitatori che, solitamente, accorrono per questo evento museale arrivato alla 5° edizione. ​ ​​ Speriamo vivamente nella presenza di tutti voi, soprattutto degli utenti del centro sud e di Roma che di solito non riescono a partecipare a fiere o eventi organizzati al nord. Noi dello staff saremo li già dal venerdì e rimarremo fino al lunedì in mattinata. Ancora stiamo pianificando l'esatto programma dei due giorni, e forse ci sarà anche una conferenza nella mattina del Sabato. Aggiornamenti ovviamente arriveranno su queste pagine, nel mentre organizzatevi per raggiungerci! Lo Staff
  17. 00xyz00

    Tanti auguri a giogio80

    Auguri Gioele!!!
  18. Da oggi siamo in regola anche noi con la normativa europea sui cookie. Questa stabilisce a grandi linee che chiunque visiti un sito web deve essere informato se dei cookie verranno salvati sul pc utente e che funzione avranno. Da oggi quindi vi apparirà una barra in alto nella home del forum che vi chiederà di accettare il fatto che Aracnofilia utilizza cookie per mantenere le impostazioni utente durante una seduta di navigazione. Basterà cliccare e via, tutto come prima. Se avete dubbi come al solito scrivete qui, grazie Lo Staff
  19. Benvenuta Chiara! Allora le mie mail non sono andate perdute, molto bene Spero ti troverai a tuo agio qui, ci sono molti ambiti da approfondire, identificazioni da fare e ogni sezione ha bisogno di persone appassionate e presenti. Sono certo che troverai l'occasione per dare il tuo contributo e condividere la tua evidente passione.
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