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00xyz00

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  1. Sulle pareti rugose si, come in questo caso.
  2. Qui un approfondimento sul ragno violino Loxosceles rufescens http://www.aracnofilia.org/aracnologia/il-ragno-violino-e-cosi-pericoloso-loxosceles-rufescens-in-italia/
  3. Concordo con Nicola. Sistemando le curve delle foto pubblicate da @Irene Gasparini si vedono distintamente le bande bianche sull'addome e i puntini dorsali. Quindi Pirata sp. La zona di rinvenimento è ricca di fossi e corsi d'acqua, e ci sono anche risaie nell'area. Non è quindi cosi fuori ambiente.
  4. Uppo questa discussione che mi è passata oggi sotto mano. Fino ad alcuni anni fa, quando incontravamo nelle cantine o nei posti umidi ragni come quello in foto, dicevamo che erano ragni morti e coperti di muffa. Una delle cose che non tornava, era il fatto che fossero morti appesi alla loro ragnatela, e una seconda stranezza era vedere sempre quei ringrossi globosi in corrispondenza delle articolazioni delle zampe. Ricordo ancora molte richieste di identificazioni di "ragni bianchi" qui sul forum Negli ultimi anni si è chiarito, con molte foto online, che non trattasi di muffa. La morte dell'esemplare è dovuta infatti ad un fungo patogeno: famiglia Clavicipiceae, genere Torrubiella (o Cordyceps, genere affine). Quando una spora di questo fungo raggiunge un ospite idoneo, e questi funghi sono patogeni sia di ragni che di altri artropodi, dalla cuticola inizia a diffondersi internamente per tutto il corpo. Lo fa tramite dei filamenti che si insinuano tra i tessuti (ife fungine) e che di fatto paralizzano e uccidono l'esemplare. In alcuni casi, per funghi specifici di alcuni insetti, la posizione in cui l'animale muore è proprio dovuta all'azione di queste ife, voluta dal fungo per ottimizzare l'efficacia di dispersione delle spore. A questo punto il fungo produce i propri ascocarpi, i corpi fruttiferi, che sono le parti che si vedono all'esterno degli esemplari e che produrranno nuove spore. Ci sono tantissime specie di funghi in questi generi, anzi nell'intera famiglia dato che sono tutti patogeni a danni di altri animali, ma non è semplice identificarli. Nel caso dei nostri ragni bianchi, bisognerebbe raccogliere dei campioni e poi controllarli al microscopio elettronico. Se vi capita di incontrarne ancora, conservate il ragno in un sacchettino ermetico (o barattolino). https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0953756208002232
  5. Ciao Angela, purtroppo come dice Luigi non si vede molto e sembrerebbe un giovanissimo Loxosceles. Sicuramente però non è un Oecobius.
  6. Messaggio di servizio Enzo viene bannato. Non è consentito sfruttare il forum per farsi pubblicità.
  7. Ciao @Danillu86 Il problema delle persone non addette ai lavori è che pensano sempre di trovarsi di fronte a qualche specie esotica mortale, qualche mostro che viene a minacciarci, senza un vero motivo. Non ci sono segnalazioni di Atrax robustus nel nostro paese. Non è una specie che può arrivare con facilità in Europa e fino ad oggi non risulta che sia arrivata mai. L'esemplare che hai incontrato è un maschio adulto di Cteniza sauvagesi, un migalomorfo molto diffuso in Sardegna e che generalmente vive la sua vita sempre sotto terra, in un cunicolo chiuso da una porticina di tela e terra. I maschi adulti, come in questo caso, abbandonano la tana per andare in cerca di una compagna E' una specie del tutto innocua, quindi nulla di cui preoccuparsi. Liberalo dove l'hai trovato così che possa dare un senso alla sua vita, riproducendosi.
  8. In genere lo fanno anche quando si nebulizza il substrato. Per ora cerca di non disturbarla così che si ambienti al meglio. Qui trovi una nostra guida completa su come allevare le migali, leggila con attenzione http://www.aracnofilia.org/i-ragni-esotici/lallevamento/ Tienici aggiornati P.S Il venditore ti ha dato il certificato di cessione ai fini CITES? Le Brachypelma necessitano di documentazione Leggi qui https://www.aracnofilia.org/aracnologia/la-normativa-cites-migali-scorpioni-convenzione-di-washington/
  9. Cerca però di fare attenzione. I ragni sono animali particolari e vanno gestiti sempre con la massima attenzione. Facci vedere come la stai allevando, così potremo darti altri consigli utili.
  10. Gli ultrasuoni non servono a niente. Le zanzariere invece sono ottime, come sarebbe bene sigillare tutte le aperture a muro (passaggio tubi) o gli spifferi sotto le porte di ingresso. Sullo spargere veleni in giro per casa invece, soprattutto se con bambini o animali domestici, non si può che essere perplessi: per limitare animali che non fanno niente, si spargono prodotti che invece sono potenzialmente pericolosi. Scelta discutibile. Per il resto, i ragni non sono idioti. Non hanno alcun motivo di passeggiare su un altro animale immensamente piu grande. Evitano di certo di salire su qualcosa di caldo e che russa Se capita è per puro caso, involontariamente, e non certo per farci qualcosa.
  11. In genere i ragni sono animali solitari. Non fanno nidi come i topi, non infestano come le blatte. Il fatto però è che i ragni sono animali molto diffusi e vivono a stretto contatto con l'uomo da sempre. Li si trova nei garage, nei giardini, in campagna come negli appartamenti di città. Pensare di vivere in una casa senza ragni è un po' utopistico Ma dato che non c'è alcun motivo di preoccuparsi, anche se in una stanza ci fosse un ragno papà gambalunga in un angolo del soffitto non sarebbe certo un problema. Pensaci, non può nuocerti quindi perché non entrare nella stanza
  12. Ciao @silvia_frr, benvenuta. Sono tante le persone che negli anni si sono rivolte a noi per problemi di "aracnofobia". Metto le virgolette perchè in realtà si passa da semplice schifo e repulsione a situazioni più impattanti come la tua. Le cose da capire per affrontare il problema non sono molte. Intanto è necessario mettere un punto fermo. I ragni non sono esseri malvagi, non si nutrono di persone, non saltano addosso alle persone, non le aggrediscono, non le inseguono e soprattutto non causano morti o sofferenze atroci, non compiono stragi di persone Questi concetti devono essere recepiti con convinzione. NON c'è alcun motivo di aver paura, o essere terrorizzati, dai ragni. Animali migliaia e migliaia di volte più piccoli di noi, dotati generalmente di scarsa vista e il cui morso, evento raro, non causa problemi. In secondo luogo, occorre convincersi che l'uomo ha diffidenza e magari paura di quelle cose che non si conoscono. Nelle fiabe, nei film, nella cultura popolare, spesso i ragni vengono descritti erroneamente, rimarcando caratteristiche negative del tutto inventate o esagerate e celando invece le grandi capacità e la loro utilità ecologica. Questo immancabilmente direziona le paure delle persone predisposte ad essere spaventate. Iniziando ad informarsi, a scoprire la biologia di questi animali, a guardare foto online, magari a riconoscere qualche specie caratteristica del nostro territorio, la diffidenza si attenuerà. In alcuni casi, nascerà anche la curiosità verso questi animali. Infine, nel caso in cui la fobia non sia sola e magari sia accompagnata da altre manifestazioni simili come forte ansia, come paura di altre cose, persone o oggetti, o nel caso ci siano attacchi di panico in altri contesti della vita quotidiana, allora non sarebbe male chiedere l'aiuto di un terapeuta che possa aiutare ad affrontare queste paure, ad ammorbidirle. Ti lascio la lettura di questo nostro articolo sull'aracnofobia. Leggendolo scoprirai la storia di questa nostra amica che non solo ha superato la paura dei ragni ma ha iniziato ad appassionarsi, fino a diventarne una brava conoscitrice. E come questa storia ne potremmo raccontare molte altre. https://www.aracnofilia.org/aracnologia/aracnofobia/ Dopodichè se vorrai approfondire la materia, torna a scrivere su questo post. Cercheremo di aiutarti se ti farai venire un po di curiosità
  13. La colorazione del tuo esemplare, colori brillanti, bande bianche larghe e nette, macchia lanceolata sull'addome, fa pensare subito a Dolomedes fimbriatus. Dato che è un giovane e dato che anche D. plantarius può avere le bande chiare e i puntini bianchi, rimarrei al genere.
  14. Ciao, capita che in alcune abitazioni, o meglio in alcuni quartieri, ce ne sia una sovrabbondanza. Spesso questa è legata al periodo estivo in cui le temperature sono più calde. Dipende anche da quanti rifugi, e quindi quanto spazio superficiale questi animali trovano nella casa. Una stanza vuota sarà molto meno ospitale di una soffitta piena di scatoloni, libri, tessili e altre robe ammassate. Ma prima di parlare di infestazione, dato che bisognerebbe prima considerare se un ragno può o meno essere infestante, prova a fare una pulizia approfondita dell'ambiente casalingo. Non tanto lavare i pavimenti o disinfettare, quanto passare aspirapolvere sotto e dietro i mobili, dietro i radiatori, librerie, dietro i quadri, nei ripostigli delle scope dove spesso si ammassa roba, in tutti quei pertugi in cui questi ragni possono nascondersi. Ogni angolo nascosto andrebbe passato e gli esemplari riscontrati andrebbero eliminati. Altri luoghi chiave sono i locali tecnici, gli armadietti contatori, i cassettoni degli avvolgibili, i battiscopa se questi sono mobili e non ben fissati al muro. Una pulizia approfondita è piu che sufficiente per eliminare gli esemplari eventualmente presenti. Poi però occorre fare attenzione anche a non farli tornare. Se un ragno come Loxosceles è diffuso nel condominio, o nel quartiere, ecco che potrà facilmente tornare anche nell'abitazione appena disinfestata. Per impedirlo è meglio perdere un po di tempo a sigillare in autonomia tutti i potenziali passaggi: porta di ingresso che solitamente sotto offre uno spiraglio, infissi e cassoni avvolgibili che spesso non sono ben coibentati e siliconati, passaggi con l'esterno come ad esempio passaggi tubi acqua, passaggi di intercapedini, come ad esempio avviene spesso nei condomini dove i tubi acqua calda centralizzata arrivano da un'intercapedine tecnica che corre per tutta l'altezza dello stabile, o le prese d'aria della cucina.... Per farlo sarà sufficiente stucco o silicone a seconda dell'intervento da fare. Per il resto, come ormai è noto Loxosceles morde raramente e, anche se morde, altrettanto raramente vengono a verificarsi lesioni problematiche. Quindi è buona pratica interessarsene e monitorarlo, ma senza avere eccessiva ansia. Aggiornaci nel caso riscontrassi problemi causati dal morso, per qualsiasi cosa siamo qua.
  15. Sono andato a guardarmi la letteratura ma dalle tue foto non c'è nulla che ci dia indicazioni sicure. Senza vedere l'epigino non si va da nessuna parte temo. Rimarrei al genere. Che poi anche qui.... ci sono alcune specie, come Ozyptila claveata, che somigliano molto. Se consideriamo poi che la differenza morfologica tra Cozyptila e Ozyptila è questa..... Members of this genus are differentiated from all Palaearctic true Ozyptila by lack of tegular apophyses in male and lack of epigynal hood in female. Ecco che senza vedere i genitali non si dovrebbe nemmeno scegliere con sicurezza tra i due generi.
  16. E' quello che serve invece. Ad ogni modo propendo per C. nigristernum ma devo verificare due cose.
  17. Identificare un Heliophanus da foto, per giunta giovane Si resta al genere.
  18. Sono A.similis, non A.perita. Con le solite incertezze delle Arctosa.
  19. Probabilmente tu mi hai mandato foto di una femmina appartenente alla stessa specie. Dopo consulto con Gasparo, ne è uscito che è un Dysdera del gruppo ninnii. Purtroppo non si può dire altro. Anzi, Fulvio mi dice che è un grosso problema anche lavorare con questi esemplari e che bisogna prediligere esemplari grandi per osservare la vulva (che va espiantata e diafanizzata) e compararle durante le analisi con esemplari di altre specie prese nella zone limitrofe. Quindi Dysdera cf. ninnii
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