i-lang Inviato 29 Ottobre 2004 Segnala Condividi Inviato 29 Ottobre 2004 Sbagli, era sensibilmente più basso , 1,65 cm per i maschi adulti. Era però più massiccio (alla Mike Tyson). Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Kaiser Scorpion Inviato 29 Ottobre 2004 Segnala Condividi Inviato 29 Ottobre 2004 Grazie Ilic, sei più veloce del fulmine a rispondere! Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Anubis Inviato 30 Ottobre 2004 Segnala Condividi Inviato 30 Ottobre 2004 Se era davvero intorno ai 380 cc come dicono, era messo peggio delle australopitecine (che tra forme gracili e robuste avevano, in media, 430-440 cc) pur essendo contemporaneo del sapiens. infatti, questo aspetto è molto interessante..se davvero aveva una capacità cranica così ridotta secondo voi come avrà fatto ad arrivare sull'isola?un collegamento naturale tra l'isola e la terraferma? p.s. anche a me affascinano molto la paleantropologia e più in generale l'antropologia fisica, peccato che queste materie vengano trascurate troppo nelle facoltà di archeologia..o almeno nella mia, un misero corso di 15 ore.. ! Elena (se mi cercate sono a scavare con Tim White) ma LoL! Se c'è posto vengo anche io, ghghghghgh Mara Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
i-lang Inviato 30 Ottobre 2004 Segnala Condividi Inviato 30 Ottobre 2004 Non so inserire i quote, mannaggia....help!! La capacità cranica non è un valore assoluto, bensì un dato che va comunque rapportato alla massa corporea complessiva. Un Paranthropus robustus del peso di 60 kg e della massa cerebrale di 380 cc , ha un rappotro encefalo/massa corporea decisamente inferiore all' ominide (?) in questione, molto più piccolo (non solo meno alto...meno massiccio). Poi in che modo dobbiamo pensare al legame fra massa encefalica e capacità di vivere su un'isola o di arrivare su un'isola? I tempi geologici di avanzata e ritiro delle acque lasciano tutto il tempo anche a scimmie di vivere tranquillamente in isole senza dovere costruire barche od altro. Anzi. le popolazioni isolatesi (LOL) su un'isola , spessissmo vanno incontro a fenomeni di nanismo (vedi elefanti nani) dovuti al bisogno di adattarsi a risorse comunque più limitate che in terreno aperto. Insomma i tempi geologici consentono che si instaurino fenomeni di elezione naturale paralleli, dove l'isolamento gioca un ruolo determinante nell'individuazione di vie alternative di evoluzione delle specie. L'Australia, con la sua fauna assolutamente singolare non è altro che l'evidenza della srada parallela che l'evoluzione puuò prendere grazie all'isolamento. Ciao............... Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Matteus Inviato 2 Novembre 2004 Autore Segnala Condividi Inviato 2 Novembre 2004 Non so voi, ma a me piace moltissimo l'idea di condividere il pianeta con un'altra specie umana... Si parla tanto di "multietnicità", sarebbe veramente fantastico scoprire ed accettare anche la "multispecificità"... Putroppo penso che se si scoprisse una qualche altra specie di Homo ancora vivente non so quanto sarebbe accettata come "essere umano..." Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Kaiser Scorpion Inviato 2 Novembre 2004 Segnala Condividi Inviato 2 Novembre 2004 Putroppo penso che se si scoprisse una qualche altra specie di Homo ancora vivente non so quanto sarebbe accettata come "essere umano... Secondo l'ottica occidentale il livello socio-culturale raggiunto da una popolo rappresenta la soglia della accettabilità. Tutt'oggi in Australia le popolazioni aborigene sono isolate e maltrattate. Gli indiani americani vivono confinati nelle riserve. Se davvero venisse scoperta una nuova specie di Homo non credo che verrà mai considerata al nostro livello. Condivido le tue preoccupazioni. Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
tongi Inviato 2 Novembre 2004 Segnala Condividi Inviato 2 Novembre 2004 Intanto c'è chi propone di classificare in un'unico genere l'uomo (genere Homo) e lo scimpanzè (genere Pan) dal momento che le due specie condividono all'incirca il 98% dei geni e che sul piano molecolare la distanza è molto minore di quella che in genere è ritenuta necessaria per considerare due specie come appartenti allo stesso genere o a due generi diversi. Sulle grandi scimmie antropomorfe e quanto esse esibiscano comportamenti, sentimenti etc. che in genere riteniamo esclusivi della nostra specie consiglio leggere : "Il progetto grande scimmia: eguaglianza oltre i confini della specie umana", a cura di Paola Cavalieri e Peter Singer, Roma-Napoli, Edizioni Theoria, 1994. tongi Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Ospite Aramis Inviato 3 Novembre 2004 Segnala Condividi Inviato 3 Novembre 2004 Non so inserire i quote, mannaggia....help!! La capacità cranica non è un valore assoluto, bensì un dato che va comunque rapportato alla massa corporea complessiva. Giustissima l'osservazione sulla capacità cranica. Considerandola un valore assoluto se ne dovrebbe dedurre che i neandertaliani erano più intelligenti dei sapiens... Riassumendo, il nuovo ominide scoperto ha una capacità cranica inferiore a quella delle australopitecine, una morfologia del cranio vicina a quella del sapiens (da quel poco che si riesce a vedere dalle foto, di sicuro niente a che fare con il cranio di un australopitecus) ed è in grado di produrre manufatti (quindi manifestazione di cultura nella sua forma più primitiva) simili a, anzi più evoluti di, quelli di un Homo erectus. Un vero rebus :-) Io sarei solo contenta se inserissero gli scimpanzè nel genere Homo. Ma temo che i tempi non siano ancora maturi... il piedestallo su cui troneggia l'uomo si abbasserebbe un po' e questo darebbe fastidio a troppi. Però è già qualcosa che questo concetto lo si proponga, anche solo come ipotesi, in alcuni testi - quelli su cui ho studiato io lo riportavano. Mara, ma come solo 15 ore di paleoantropologia alla facoltà di archeologia! Ma cosa vi fanno studiare, vi stordiscono con l'industria litica? Se ne fa molta di più a scienze naturali scegliendo l'indirizzo antropologico, e ci sono corsi di biologia scheletrica, biologia delle popolazioni umane, paleontologia umana, paleopatologia, antropologia molecolare... Elena PS: io so inserire i quote, ma non so spezzettarli (vedi messaggio di Mara)... come si fa? Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Anubis Inviato 4 Novembre 2004 Segnala Condividi Inviato 4 Novembre 2004 Giustissima l'osservazione sulla capacità cranica Si, giustissima..presa dalla foga dell'argomento ho postato senza rifletterci più di tanto..grazie nonno ed Elena per le spiegazioni Mara, ma come solo 15 ore di paleoantropologia alla facoltà di archeologia! Ma cosa vi fanno studiare, vi stordiscono con l'industria litica? La seconda che hai detto..ma anche con quella non più di tanto.. Se ne fa molta di più a scienze naturali scegliendo l'indirizzo antropologico, e ci sono corsi di biologia scheletrica, biologia delle popolazioni umane, paleontologia umana, paleopatologia, antropologia molecolare... aaargh...ti prego, non infierire, soffro già abbastanza così..ora che devo affrontare una tesi interdisciplinare (archeologia/antropologia fisica) mi sto massacrando tra laboratori e libri per documentarmi il più possibile! PS: io so inserire i quote, ma non so spezzettarli (vedi messaggio di Mara)... come si fa? io copio e incollo la frase da quotare, la seleziono e clicco QUOTE..poi non so se ci siano metodi meno contori ciao! Mara Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
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