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Un filo verticale perfettamente in tensione mi suggerisce l'idea di un ragno che si cali dall'alto in basso, sfruttando la forza di gravità del suo stesso corpo, scendendo velocemente ed evitando in tal modo incontri poco graditi sul muretto popolato. Può trattarsi del primo filo di sostegno, poi, in basso, il ragno ha costruito la tela.

 

Un Araneus diadematus (tipico colore arancione-rosso) scende come un diretto dal balcone del primo piano di una casa (coprendo una distanza di circa 2,5 m) appeso a un filo di una bella consistenza, ben teso. Non riesco a immaginare lo stesso efficace risultato al contrario, da sotto in su.

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bene ho già raccolto un pò di idee diverse ... grazie a tutti e tre.

 

L'idea di PiErGy è valida in linea generale, ho visto anch'io tanti ragni fare fluttuare i fili nel vento per raggiungere punti lontani (ma casuali) anche diversi metri ... ma non ho visto mai un filo salire in perfetta verticale, cosa possibile solo con una corrente d'aria che va dal basso verso l'alto. Ma non la scarterei ancora, può darsi che il ragno in questione abbia anche conoscenze di correnti termiche. Oppure è stato un rapido cambiamento di direzione del vento a far tornare indietro il filo di seta ed agganciarsi a quel rametto sospeso sopra la siepe o perchè no un piccolo mulinello di vento causato dal scontro della massa d'aria con il muro stesso.

 

L'idea di Kaiser Scorpion è ancora più realizzabile ma fino a 3/4 del percorso di scalata del muro. Perchè poi quando si trattava di percorrere l'insidioso e intricatissimo rametto di aghi di conifera, temo che il ragno si sarebbe perso e difficilmente avrebbe raggiunto la punta dello stesso dove fissare il filo che si era portato in tensione fin da sotto. Riuscire in quello scopo avrebbe presupposto doti di intelligenza degne almeno di un ratto o un di cane.

 

L'idea di Lidia è la più logica in assoluto, ma forse le è sfuggito che il ragno è stato liberato da me sulla siepe di Pitosforo sottostante proprio in quel punto dove ha inziato a tassere la prima ragnatela che solo un paio di giorni dopo ha deciso di allargare verso l'alto ... poi visto che a Potenza non ci sono C.citricole e avendo memorizzato il pattern personalizzato sull'opistosoma di quel ragno ... posso escludere al 100% che si tratta di un altro ragno che proveniva dall'alto.

...CIAO

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Interessante. Ci penso. Mettendo insieme la fluttuazione di Piergy, il camminamento di Kaiser Skorpion e la mia forza di gravità, ipotizzo che ha utilizzato un filo fluttuante ascensionale (di poco conto, di "servizio"), vi ha camminato sopra, eludendo il muretto insidioso, e ha tessuto quindi il filo di sostegno dall'alto in basso, sfruttando il suo peso e ottenendo una verticale perfettamente in tensione...

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Il ragionamento della zia mi ha convinto. Secondo me ha ragione.

Dovrebbe essere andata così: ha camminato per 120 cm (linea nera della foto) durante la notte sul muretto (sappiamo che è dovuto salire quindi dal basso verso l'alto perché era stato liberato sulla siepe di pitosforo); poi ha lasciato fluttuare nell'aria un filo abbastanza corto visto che la distanza è di circa 30 cm. Questo filo di "servizio" è arrivato alla punta del cespuglio; la C.citricola quindi camminando su questo filo è giunta sulla punta del cespuglio. A questi punti sfruttando la forza di gravità si è calata sul pitosforo sottostante tendendo il tirante (nella foto linea verticale rosa). C'è da ammettere che sicuramente è stata ingegnosa e anche un po' fortunata, sia nell'aver evitato sgraditi incontri con Chilopodi durante la passeggiata sul muretto sia nell'aver "centrato" la punta del cespuglio: audere, audere semper!

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probabilmente le cose sono andate più o meno così a volte conviene mescolare più pareri per tentare di avvicinarsi ad una soluzione. Quello che questa storia mi ha insegnato e che dovrò fare anch delle lunghe, pazienti e insonni osservazioni notturne se voglio saperne di più sulla C.citricola ...CIAO

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