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La pazienza è la virtù dei forti


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Per tutto il tempo trascorso nella mia casa delle vacanze, ho osservato le abitudini e il comportamento predatorio di una bella Agelena labyrinthica, che si era costruita una tela su un cespuglio basso, a circa 120 cm dal suolo.

 

La tela: vasta, con molti fili ascendenti, ricca di numerose "appendici" ai confini (diresti che la tela è finita, invece - se la si segue con lo sguardo - si nota che continua in numerosi anfratti, collegati alla tela principale da stretti sentieri serici). Resistentissima, robusta, impermeabile. Il ragno se ne stava per la maggior parte del tempo all'ingresso del suo ricovero tubolare, ma al tramonto diventava particolarmente attivo. Quando le prede sono diventate numerose, ha costruito una sorta di seconda camera tubolare, accanto all'ingresso, che ha adibito a dispensa.

 

Una mattina, abbiamo sentito un ronzio fortissimo provenire dalla zona nella quale l'Agelena aveva il suo appartamento. Un grosso tafano era rimasto impigliato nella tela e dava formidabili strattoni per liberarsi. Il ragno, appena fuori del suo ingresso, era in attesa. Non lo ha attaccato subito. Ha aspettato la bellezza di quattro ore a distanza di sicurezza. Quando credevo che il tafano fosse morto (era immobile), l'Agelena gli si è avvicinata fulminea e lo ha morso una o più volte, per finirlo, poiché - a dispetto di quanto credevo - il tafano non era ancora defunto. Era grande almeno il doppio del ragno e molto più forte. Ma la tela gli è stata fatale e il ragno ha saputo attendere. Poi, è cominciato il lungo lavoro di dissezione e di impacchettamento.

 

Domanda: perché una attesa così protratta? Nel caso il ragno si fosse avvicinato prima, che danni poteva provocare un tafano al ragno? O, forse, il ragno temeva che una aggressione precoce avrebbe stimolato la sua preda a trovare le forze per fuggire, perdendo così un lauto pasto?

 

In un'altra occasione, invece, una locusta di 5 cm si è infilata nella parte posteriore del fogliame e della tela e fra tela e foglie era in evidente difficoltà. I suoi timidi tentativi di fuga sono stati invece immediatamente fermati dal ragno, che in quel caso si è avventato subito su di lei, mordendola alla testa. Ma non è riuscito a predarla, perché la locusta è scivolata giù, in un punto dove la tela era scarsa e il fogliame più fitto.

 

Domanda: non ha atteso, perché la posizione della locusta era poco favorevole al ragno e lui voleva avere la certezza di accaparrarsela subito?

 

Inoltre, l'Agelena che ho osservato sceglieva le sue prede: se erano piccole e se restavano impigliate nella parte più lontana della tela, faceva due-tre passi fuori del suo ingresso, si fermava per poi rientrare, come se non fosse interessata. Ma il giorno dopo, la sua tela era pulita e non vi era più traccia degli sparuti insettucci della sera avanti.

 

A un certo punto, l'Agelena osservata aveva un addome gonfio da scoppiare. Così, come a un certo punto, mi è parso di vedere due Agelena nel tubo serico. Tre giorni prima del mio rientro, della abile e paziente cacciatrice non ho avuto più tracce. Non la si vedeva più né di giorno, né al tramonto (che era la sua ora preferita). E' possibile che abbia fatto un cocoon e che si sia appartata nella parte più fitta del cespuglio, lontano dalla sua tela o costruendone una nuova altrove?

 

Grazie.

Lidia

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Un Tafano e una Locusta sono prede ben diverse, che producono vibrazioni distinte. Quelle originate dallo sbatter d'ali di un Insetto alato così grosso e potente sono molto più allarmanti per un Agelenidae, ragno per niente specializzato nella predazione di Imenotteri (teme moltissimo le Vespe, al punto che non attacca i Sirfidi, Ditteri come il Tafano, dotati di livrea a strisce gialle e nere), e distinguere un Tafano in piena frenesia da un Calabrone non è così semplice per un Ragno.

Un Tafano morente, o comunque molto provato, è viceversa una preda più fruibile... come dire: "sei sulla mia tela, ti devo comunque togliere dalle scatole, tanto vale darti un'assaggiata!".

La breve presenza di due esemplari di Agelena sulla stessa tela, con conseguente sparizione di entrambi, farebbe proprio pensare ad accoppiamento e deposizione del cocoon. Che fine ha fatto il maschio? Beh, in questo genere non è raro che cadano sul campo...

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Se erano 2, c'era un maschio...fra i due sessi non c'è la situazione ..delicata che si presenta con altri generi...maschio e femmina possono convivere nella stessa tela per alcune settimane, col maschio perfettamente in grado di "contenere" gli ardori cannibaleschi delle gentildame...zampe lunghe, abilmente utilizzate per tenere a giustanza i cheliceri delle signore...poi tutto si calma convivono sino al nuovo tentativo di assaggio..li ho visti anche nutrirsi amichevolmente della stessa preda , poi il ciclo vitale del maschio scema...si intorpidisce e finisce spesso (dopo una turbolenta convivenza...intercalata da momenti idilliaci..) nella pancia della signora, che nulla vada sprecato.... :rolleyes:

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Sì, in effetti sono due prede diverse...E' comunque difficile tentare di dare una risposta ad alcune domande che dipendono da sentimenti ed umori del ragno, probabilmente non riconducibili ad uno schema "logico". Per il tafano sposo la tesi di migdan. Inoltre se il ragno non era a stecchetto, non aveva nessuna fretta di mangiare, quindi meglio aspettare 4 ore che ferirsi per niente. Penso anche questo: un tafano per quanto possa essere grosso ed agitato è comunque più svantaggiato di una pesante locusta nel liberarsi dalla ragnatela. Forse il ragno con la filosofia del carpe diem si è deciso a colpire subito la locusta per evitare una fuga dalla tela. Ma sono solo supposizioni verosimili. Una risposta scentificamente esatta è impossibilie da dare.

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