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Trogulus sp.


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  • 2 mesi dopo...

Ricevo dalla segreteria dell'International Scociety of Arachnology e giro sul forum:

 

Trogulus harvestmen (especially from Britain)

 

Jochen Martens and his student Axel Schönhoffer are currently trying to revise the opilionid genus Trogulus in Europe and will be taking a molecular genetic approach. They need fresh and/or almost 100% alcohol material for this work and would like to ask members if they have any suitable fresh European material, particulary from the British Isles where there are special problems in determining the correct species.

 

If you can help, or need further details, please contact Prof. Martens directly on <martens@uni-mainz.de>.

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Ne ho un esemplare sotto alcool, a breve altri (gli adulti sono quasi tutti agli sgoccioli del ciclo vitale); se vuoi te li mando e tu li rigiri a quel tale. Tanto a breve lo sai che devo spedirti un pacchetto... B)

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Se mi passi l'indirizzo di questi tipi (in privato se non vuoi diffondere) posso tranquillamente fare da me, come sai non ho problemi ad occuparmi "dell'estero".

Trovo diversi Trogulus qui in Liguria, penso ce ne siano di due diverse specie (penso...), magari sono interessati.

Ciao

Ema

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  • 1 mese dopo...

Trogulidae

 

Accenni morfologici. I rappresentanti di questa famiglia hanno un aspetto tanto inconfondibile quanto strano: il corpo è piuttosto allungato, di forma ovale, molto appiattito, spesso percorso da delle carene (Trogulus tricarinatus); la testa è unita al corpo, munita di 2 piccoli occhi sulla parte superiore (più rilevata rispetto al resto del corpo) e di piccoli cheliceri neri nella parte inferiore. Le zampe sono corte se confrontate con quelle degli altri Opilioni e quelle del secondo paio, più sviluppate, hanno una funzione tattile. Il colore di zampe e corpo è a tinta uniforme (il ventre è solo leggermente più chiaro) e a seconda delle specie può essere di varie tonalità del grigio e del marrone; per facilitare la mimetizzazione in molte specie sono presenti sul corpo delle papille ghiandolari alle quali aderiscono polvere, terreno ed altri piccoli detriti.

Il dimorfismo sessuale non è spiccato ma risulta semplice distinguere le femmine dai maschi anche senza ricorrere all'osservazione dei genitali: i maschi sono di dimensioni inferiori, più esili ed hanno appendici locomotorie leggermente più lunghe. Le dimensioni dei Trogulidae oscillano dal centimetro ai due in base al genere, alla specie e al sesso dell'esemplare.

 

Biologia. Non è difficile osservare questi Aracnidi sotto sassi, ceppi marcescenti e altri detriti; sono molto comuni nelle zone con suolo calcareo in cui la presenza di piccoli molluschi gasteropodi è massiccia. La presenza di tali molluschi è fondamentale per lo sviluppo dei Trogulidae in quanto le piccole chiocciole sembrano essere la preda abituale *nonché l'unica secondo le mie osservazioni* e la deposizione delle uova in molte specie avviene proprio all'interno delle conchiglie vuote. Gli esemplari più grandi possono divorare anche 2-3 chioccioline al giorno e se impossibilitati a nutrirsi muoiono in breve tempo.

Sono particolarmente attivi nelle ore notturne o dopo abbondanti piogge ma è sempre molto difficile rinvenirli fuori dai loro rifugi.

L'accoppiamento (di durata variabile, in linea di massima sul quarto d'ora) avviene in maniera singolare: il maschio, dopo essersi avvicinato alla femmina, scivola con il ventre rivolto in alto sotto il corpo di quest'ultima per fecondarla. Ogni femmina depone poche uova (di solito meno di una ventina) singolarmente all'interno di conchiglie vuote o tra i detriti. In poco più di 2 settimane (ma il tempo di schiusa varia in base alla temperatura) emergono i piccoli, bianchi e lunghi circa 3mm; durante lo sviluppo si avrà una variazione cromatica che li porterà progressivamente ad assumere il colore definitivo. Il ciclo vitale dura un anno.

Nei Trogulidae il fenomeno della tanatosi è particolarmente accentuato, specialmente negli esemplari adulti. Un Trogulus che si sente minacciato può rimanere irrigidito e del tutto immobile anche per diverse ore.

 

Allevamento. Allevarli è molto semplice, basta un fauna-box (la grandezza va scelta in base al numero di esemplari che si intende allevare, per 3-4 esemplari va bene anche un grande barattolo). E' importante stendere uno spesso strato di terriccio del luogo di cattura (almeno 6-7cm) e porre qualche sasso o corteccia per riparo. Altrettanto fondamentale è tenere umido il terreno senza esagerare, un'umidità del 65-70% va più che bene, altrimenti si rischia che degli esemplari muoiano per malattie dovute ad un'umidità eccessiva.

Senza dubbio la cosa a cui bisogna prestare più attenzione è la scelta delle prede: i Trogulidae si nutrono esclusivamente di piccole chiocciole, gli esemplari adulti riescono difficilmente a divorare molluschi più grandi di 7-8mm (misura riferita al diametro della conchiglia). Un esemplare giovane necessita di prede ulteriormente più piccole, sebbene sia in grado di nutrirsi anche dei resti delle prede catturate dagli adulti. Le chiocciole devono essere tenute all'interno del fauna-box in buon numero (ad esempio se si allevano 10 Trogulidae devono esserci almeno una ventina di chioccioline). E' meglio tenere il terrario in una zona fresca e poco illuminata, garantendo comunque un buon ricambio d'aria: gli Opilioni di questa famiglia sono soggetti a delle micosi che possono ucciderli in breve tempo.

La riproduzione è semplice (vedi sopra) ma non si devono eliminare i gusci dei molluschi divorati perchè è lì che vengono deposte le uova. I giovani possono essere tenuti assieme agli adulti, non ci sono problemi di cannibalismo; in cattività raggiungono l'età adulta dopo qualche mese.

 

 

Consigli, note, approfondimenti o correzioni sono come sempre graditissimi! :P ;)

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