Danilo Inviato 1 Luglio 2003 Segnala Condividi Inviato 1 Luglio 2003 Ho appena visto un servizio su Superquark. Alcuni scienziati hanno prelevato il gene responsabile della produzione nella tela dei ragni e lo hanno inserito nel DNA di una capra. Dal latte dell'animale così ottenuto sarà possibile estrarre la proteina con cui "creare" una fibra con delle caratteristiche di resistenza eccezionali unite ad un'estrema leggerezza. Tra i possibili utilizzi, si è parlato dei giubbotti antiproiettile, che passerebbero dagli attuali 12 Kg di peso a 5 Kg, con una maggiore capacità protettiva. Da una parte questo tipo di sperimentazione mi affascina, dall'altra mi fa pensare e quasi mi impaurisce... saremo capaci di fermarci al momento giusto? Ciao Danilo Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
migdan Inviato 1 Luglio 2003 Segnala Condividi Inviato 1 Luglio 2003 Bella domanda. Da un lato l'ingegneria genetica mi affascina molto, e se governata con criterio potrebbe portare a migliorie straordinarie della nostra qualità di vita. Dal mio punto di vista già me ne giovo: sono diabetico, e l'insulina che mi inietto quattro volte al giorno è il clone del relativo gene umano espresso da batteri appositamente manipolati. La cosa mi permette di evitare i problemi di rigetto che frequentemente pativano in passato i pazienti trattati con insulina suina o bovina. D'altro canto però i rischi sono imprevedibili: prendi per esempio l'annosa discussione circa l'opportunità di coltivare prodotti transgenici, è vero che inserendo geni opportuni si potrebbero dotare le piante di fattori di resistenza capaci di soppiantare i pesticidi, ma siamo sicuri che ingerire DNA manipolato non porti a conseguenze nocive? In teoria questo non dovrebbe accadere, secondo i principi base della genetica molecolare. Ma i principi medesimi non prevedevano l'esistenza dei prioni, fattori proteici quindi teoricamente del tutto abiotici ma capaci di alterare il codice genetico esattamente come fa un virus (vedasi caso "mucca pazza"). Senza parlare delle possibili applicazioni sul DNA umano, anche qui in parte percorribili e auspicabili, in parte terrificanti. In conclusione sono dell'idea che Madre Natura non vada stuzzicata con troppa superficialità, e se vuoi una mia risposta alla tua domanda temo proprio di no, non ci fermeremo al momento giusto, quando il business prenderà corpo vedremo una bella quantità di schifezze a tutti i livelli. Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
i-lang Inviato 1 Luglio 2003 Segnala Condividi Inviato 1 Luglio 2003 Il mio parere è che la medicina si avvarrà senz'altro di manipolazioni genetiche anche in futuro, più di ciò che sta già succedendo. Migdan ne porta un esempio utile e ormai consolidato. Manipolare e basta però nasconde il pericolo di sfidare la natura in settori ancora oscuri col rischio di passare oltre e creare solo mostri a nostro uso e consumo. No credo non ci fermeremo, non l'abbiamo mai fatto, il progresso è frutto della nostra capacità di non fermarsi, ma anche la morte imminente del mostro pianeta è frutto della nostra dabbenaggine. Esagereremo...e pagheremo il fio....come l'ha pagato E.Bequerel per aver maneggiato a mani nude l'uranio, come l'ha pagato M.Curie per aver maneggiato il radium, come l'anno pagato migliaia di innocenti irradiati alle tonsille negli anni 50....Un ragno capra per fare corpetti antiproiettile...o una capra ragno....ma dove arriverà la voglia di arricchirsi... Ciao Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
nausea Inviato 2 Luglio 2003 Segnala Condividi Inviato 2 Luglio 2003 mi trovate daccordo. non condanno certamente la manipolazione genetica: è anzi vero il contrario: i benefici possibili sono grandi e vanno sondati e fruiti. ma la società umana è organizzata in maniera bizzarra e cieca; lungimiranza zero, tanto basta dare la colpa a qualcun altro. sì sono contusioni da pugno. e sì la cosa mi va benissimo. sono illuminato. Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
krystal Inviato 2 Luglio 2003 Segnala Condividi Inviato 2 Luglio 2003 Mi esalto a leggere questi post, credetemi il livello di preparazione e cultura che si riscontra è davvero appagante. Io purtroppo sono decisamente indietro rispetto alle vostre conoscenze in materia e spero nella vostra indulgenza circa una domanda che potrebbe risultare piuttosto sciocca: ma se lo scopo di questa sperimentazione sulle proprietà della tela del ragno è quello di ottenere filati più leggeri e più resistenti, ma senza addentrarci troppo, diciamo filati... non era più semplice utilizzare una pecora anzichè una capra? Cioè, la pecora viene utilizzata principalmente per la lana (anche per il brodo, ma ormai magro lo sanno fare in pochi[V]), non era più veloce ottenere un vello geneticamente migliorato che non andare a prendere il latte, estrarre i particolari principi necessari alla produzione dei filati, approntare macchinari per magari costosi processi di produzione e poi ottenere da 50lt di latte un giubbino che a dir tanto lo può idossare grande puffo? Magari non è così e magari mi potete anche spiegare meglio i dettagli[] Dany Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Ospite Shelob Inviato 2 Luglio 2003 Segnala Condividi Inviato 2 Luglio 2003 io non sono un biologo nè un genetista...per cui quando qualcun'altro ti risponderà magari diversamente da come crcherò di rispondere io ascolta lui e non me cara Daniela. da quanto ho studiato fin ora posso dirti che ogni gene, che quindi diverrà presumibilmente una proteina, ha una propria specificità di espressione quindi non è detto che la proteina della tela vada ad interagire con quelle che fanno la lana nelle pecore...con l'effetto di rafforzarla.. è possibilissimo che in quell'ambiente cellulare il gene non venga espresso ed invece lo sia nelle cellule adibite al latte...ora non ho visto quark e non conosco la questione abbastanza per addentrarmi...ma è la prima cosa che mi viene in mente...spero non ci sia all'ascolto nessun mio prof perchè mi annullerebbe all'istante l'esame di genetica e di biologia... concludo dicendo che sono favorevole senza se e senza ma al progresso della ricerca in ogni possbile direzione...senza alcun limite di qualsivoglia natura...ma qui degeneriamo nuovamente nel topic sulla superiorità umana... Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
migdan Inviato 2 Luglio 2003 Segnala Condividi Inviato 2 Luglio 2003 Non sei biologo ma persona decisamente intelligente: senza addentrarmi in tecnicismi inutili posso semplicemente dire che la tua risposta alle perplessità (assolutamente logiche anche quelle) di krystal è esatta. Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
krystal Inviato 2 Luglio 2003 Segnala Condividi Inviato 2 Luglio 2003 In effetti mi pare giusto, il ragionamento non fa una grinza... però peccato, si sarebbe risparmiato un sacco di tempo[] Dany Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Ospite Shelob Inviato 2 Luglio 2003 Segnala Condividi Inviato 2 Luglio 2003 grazie migdan, è la prima volta che ti sento, ma già mi sei simpatico... Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
i-lang Inviato 2 Luglio 2003 Segnala Condividi Inviato 2 Luglio 2003 Il pericolo della "genetica impazzita" sta proprio nella domanda di Krystal. Noi oggi non sappiamo affatto manipolare secondo logica e ciò che vogliamo. Sappiamo solo manipolare "le compatibilità" genetiche, per cui per ottenere un filato più resistente, passiamo dal latte, non dalla lana. Ciò significa che noi NON padroneggiamo i geni ma li modifichiamo con un atteggiamento molto simile a quello del prestigiatore.. Trucchi molto abili, ma trucchi, con l'aggravante che non conosciamo affatto il risultato finale. Ad esempio se modifichiamo un gene "compatibile", ma fileticamente lontano, cosa modificheremo nei rapporti FRA geni. In teoria è possibile che la capra X produca un latte "bionico" adatto, ma che divenga ad es. portatrice di Ebola o di un qualunque altro virus letale ed oggi silente. Questo è il rischio vero insito nell'ingegneria genetica.... Toccare ciò che non si padroneggia e che contiene le chiavi (complesse ed integrate) della vita. Poi datemi pure del pessimista....Ma che dire...un mondo in cui 1,5 miliardi di persone soffre la sete e la fame, "pastrocchia" il DNA di una capra per ottenere un latte capace, NON di togliere fame e sete, ma di produrre GIUBBOTTI ANTIPROIETTILE più efficienti e leggeri di quelli esistenti. Honde està l'etica? Come essere ottimisti? Scusate e ciao. Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Matteus Inviato 2 Luglio 2003 Segnala Condividi Inviato 2 Luglio 2003 Shelob, io dico: si alla scienza senza se e senza ma, ma occhio alla tecnica... Mi sta bene che gli scienziati provino su ogni animale (o anche essere umano) per poter comprendere meglio il funzionamento della vita in tutti i suoi aspetti. Il discorso è diverso: è la tecnica (troppo spesso associata agli interessi economici) che deve darsi una regolata. Alle capre, invece di far produrre tessuto per fare giubbotti antiproiettile, non è molto meglio far produrre sostanze utili, come dice ilic "a togliere la fame e la sete"? Io sono pessimista, abbiamo gia avuto conferma di come l'uomo non sia capace di regolarsi, mi viene in mente il nucleare: potrebbe essere la risposta ai problemi energetici dell'intero pianeta, e invece siamo riuscitai a trasformarlo in una minaccia gravissima. O anche la ricerca spaziale: andare nello spazio potrebbe essere in futuro la risposta alla sovrappopolazione, ma intanto abbiamo sprecato tantissimi soldi in satelliti-spia... La manipolazione genetica è e sarà sicuramente utilissima, e potra risolvere anche "la sete e la fame", ma non fin quando la useremo per produrre giubbotti antiproiettile... E poi: se la tecnica non avesse inventato pistole e fucili per ammazzare persone, non ci sarebbe stato bisogno di tali giubbotti... Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Ospite grillo Inviato 2 Luglio 2003 Segnala Condividi Inviato 2 Luglio 2003 E' gia,fino a quando comandera il business in questo mondo non c'è da aspettarsi niente di buono [xx(] Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
nausea Inviato 2 Luglio 2003 Segnala Condividi Inviato 2 Luglio 2003 già... interessante: possibilità infinite e noi che cosa vogliamo fare col latte di capra e la tela di ragno? giubbotti antiproiettile... rimando con un risolino amaro alla sorgente della frase che sta nella mia firma. sì sono contusioni da pugno. e sì la cosa mi va benissimo. sono illuminato. Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Ospite NECRON Inviato 2 Luglio 2003 Segnala Condividi Inviato 2 Luglio 2003 Senza business (inteso come scambio di beni/cultura/conoscenza tra individui e civiltà) a quest'ora ci vestiremmo ancora con pelli d'orso,abiteremmo nelle caverne e moriremmo per un raffreddore. L'importante è non lasciarci sopraffare dalla tecnologia che noi stessi abbiamo creato, partendo dal principio fondamentale del benessere dell'uomo e della natura. Ciao Alessandro Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Ospite grillo Inviato 2 Luglio 2003 Segnala Condividi Inviato 2 Luglio 2003 GLi affari (business) servono solo per guadagnare denaro e quasi sempre a discapito altrui........ Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
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