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Variazioni annuali delle popolazioni.


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Non so a voi, ma a me è capitato di osservare in certe aree delle popolazioni particolarmente numerose di una certa specie di ragno. Tra i casi che mi ricordo, Argiope bruennichi, Argiope lobata, Latrodectus tredecimguttatus, Aculepeira armida, Runcinia grammica .....

Tornando nello stesso posto l'anno dopo, quasi mai ho trovato una popolazione altrettanto rilevante. Anzi, in molti casi la popolazione si era quasi azzerata.

Ora, sembrerebbe logico che un maggior numero di femmine facesse nascere un maggior numero di figli e che questi raggiungessero la maturità, ma, se riflettiamo bene, questa situazione è impossibile, perché quella specie diverrebbe invasiva crescendo sempre più di anno in anno.

Quindi, deve per forza intervenire qualche meccanismo che blocca la crescita o addirittura che avvia un processo di ridimensionamento.

Quali meccanismi sono ipotizzabili?  Ne butto giù qualcuno per rompere il ghiaccio.

  • Mentre una popolazione normale passa inosservata, una popolazione molto numerosa attira un gran numero di predatori, che decimano la popolazione stessa.
  • Le condizioni ambientali che hanno favorito la crescita di quella popolazione non si ripetono l'anno dopo, o, nello stesso anno, non è detto che siano altrettanto favorevoli per la deposizione efficace delle uova (ma questa ipotesi mi pare troppo casuale e non garantisce la non invasività).
  • Ammettendo che siano deposta molte uova e che nascano molti ragni, la disponibilità di prede non permette a tutti di crescere (ma questo spiegherebbe la stabilizzazione, non la diminuzione).
  • ........

 

 

 

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12 ore fa, elleelle ha scritto:

Ammettendo che siano deposta molte uova e che nascano molti ragni, la disponibilità di prede non permette a tutti di crescere (ma questo spiegherebbe la stabilizzazione, non la diminuzione).

In realtà potrebbe portare alla diminuzione. Poniamo che la specie S necessiti di N prede al mese per poter raggiungere la maturità. Se la popolazione di S è bilanciata, ogni individuo riceverà sufficiente cibo e la popolazione continuerà a riprodursi e a mantenere più o meno inalterato il numero di individui. Se però vi fosse un caso di sovrappopolamento ogni individuo di S riceverà meno di N prede al mese, non permettendo di giungere a maturità e quindi non riuscendo a popolare l'area, in poche parole crolla l'equilibrio.

Questo da un punto di vista prettamente logico, non ho idea se abbia però attinenza con quanto succede veramente.

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