Ste Inviato 7 Marzo 2003 Segnala Condividi Inviato 7 Marzo 2003 Il problema per Andrea credo invece sia proprio quello di carattere "burocratico",non tanto quello di trovare il maschio della giusta specie. E' di questo,credo,che Andrea si preoccupava maggiormente,ed io stesso non me la sentivo di dargli un consiglio piuttosto che un altro,data la situazione creatasi. E' noto che attualmente chi vuole riprodurre animali in CITES deve informare la forestale,la quale provvederà tra l'altro al conteggio dei cuccioli nati,a numerarli e solo dopo 6 mesi,se non sbaglio,potranno essere ceduti,badate bene,ceduti,non venduti,dichiarando altresì il nuovo possessore dell'animale. Già trattasi di un bel casino,se poi contiamo che il ragno in questione era Aphonopelma,poi Brachypelma,poi si è scoperto che è una Brachypelma sp. mi chiedo come si dovrà comportare la persona che voglia riprodurla e come,di riflesso,si comporterà la forestale dinanzi a una tale richiesta... Siccome questo è un sito pubblico credo che Aracnofilia non possa consigliare ad una persona di riprodurre una specie in CITES senza aver prima adempiuto ai dovuti obblighi di legge,per quanto insulsa o ingiusta o semplicemente lacunosa la legge sia al momento. Come ho scritto in altre occasioni,trattasi di opinione personale che potrebbe non rispecchiare l'idea di Aracnofilia intesa come associazione(in nascita). Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Diego Inviato 7 Marzo 2003 Segnala Condividi Inviato 7 Marzo 2003 Salve a tutti. Si, si Stefano ha sicuramente ragione. Infatti è sempre meglio informarsi a dovere. In più, noto con piacere, come anche stavolta il sito "Aracnofilia.org", abbia onorato i propri princìpi, dal momento che nessuno ha consigliato di riprodurre una specie in allegato II senza le dovute autorizzazioni. Se poi tale accoppiamento dovesse mai verificarsi e se dovesse dar luogo a degli "spiderlings", ritengo che essi dovrebbero essere ceduti come "Brachypelma sp."; informando poi, magari, le persone cui vengono ceduti del fatto che si tratta di una specie nota nel "pet-trade" come "Brachypelma pallidum", ma NON come "Aphonopelma pallidum". Regards. Diego Nannuzzi. Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Andrea Inviato 7 Marzo 2003 Autore Segnala Condividi Inviato 7 Marzo 2003 Concordo con entrambi e personalmente non intendo assolutamente sobbarcarmi di una "cucciolata" così imponente, senza che ogni cosa sia fatta a regola d'arte. Pertanto mi rivolgerò senz'altro ai competenti uffici e in base a quel che mi si dirà agirò di conseguenza. Non ho comunque MAI pensato di "cedere" una specie per un'altra; intendevo solamente dire che se comunemente la specie di cui in discorso viene chiamata Aphonopelma pallidum, forse sarebbe risultata tale anche per la guardia forestale e gli organi cites. Mi pare alquanto difficile pensare che delle disquisizioni così finemente tassonomiche siano oggetto di adeguamenti normativi in tempo reale. Tutto qui. Ora la palla passa alla burocrazia, vi dirò non appena saprò qualcosa. Grazie Diego e grazie Stefano. Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
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