Matteus Inviato 7 Maggio 2008 Segnala Condividi Inviato 7 Maggio 2008 Si tratta di uno dei concetti base che ti danno all'inizio dei corsi di ecologia: il principio di esclusione di Gause, ovvero quello sopra esposto. Purtroppo è vero, è un concetto molto semplificato, è solo una "linea di massima", anche solo per la definizione complessa di "nicchia ecologica" che tira in ballo, che crea problemi... Però è vero che in situazioni di ambiente stabile, alla lunga esistono specie che si affermano e altre che scompaiono, anche per questo motivo. Comunque non si può dire che Filistata e Segestria occupano la stessa nicchia ecologica solo perchè occupano gli stessi buchi nei muri: anche solo il fatto di avere due cicli vitali differenti nei tempi e nei numeri li pone in ambiti ecologici diversi... Filistata e Segestria di sicuro occupano due nicchie ecologiche diverse, e finchè il fattore "buchi nei muri" (che di fatto è l'unica cosa che le accomuna) non diventa limitante (ed allora si avrebbe competizione diretta fra le due specie), non mi sorprende che possano "convivere". Diventa più "curioso" il fatto di trovare insieme due specie dello stesso genere molto simili tra loro, che effettivamente POTREBBERO condividere la stessa nicchia ecologica (non è detto, in realtà...) Se dici che esisteva un qualche tipo di logica nella loro distribuzione, allora si può ipotizzare due nicchie ecologiche diverse. Certo, niente è impossibile in una scienza non esatta come può essere lo studio dell'ecologia, e credimi, mi fido del fatto che trovavi due specie di Segestria su uno stesso muro... Però è una situazione ecologicamente "insolita", che mi suscita qualche domanda sul perchè e percome... Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
elleelle Inviato 8 Maggio 2008 Segnala Condividi Inviato 8 Maggio 2008 Forse le mie osservazioni erano sbagliate. L'unico errore possibile, a quresto punto, è che non ci fosse nessuna S. senoculata e che fossero tutti S. florentina in vari stadi di maturazione. Il contrario sarebbe impossibile perché non si spiegherebbero gli esemplari grossi e neri. Ma allora, chiedo io, dov'è che ci dovremmo aspettare di trovare la S. senoculata? E' una specie meno comune? vive in aree geografiche diverse? Ha un habitat leggermente diverso? Oppure, casualmente, una casa è colonizzata da una specie e la casa vicina da un'altra? E, in questo caso, non mi spiego perché nei muri di una casa abitata da S. senoculata non potrebbe infiltrarsi la S. florentina che è più forte. Forse, semplicemente, se, come dici tu, i buchi non diventano una risorsa scarsa e le prede ci sono, possono convivere anche specie molto simili. Mi viene spontaneo il paragone con la savana africana, dove i leoni si sovrappongono ai leopardi e alle iene. I leopardi si salvano dai leoni salendo sugli alberi; le iene, in teoria, non hanno modo di salvarsi, ma vivono in branchi numerosi che possono incutere timore ai leoni. La tela cribellata di Filistata e Amarobius sono l'equivalente degli alberi, perché le segestrie non ci si possono avventurare senza restare impigliate, e questo spiega la sopravvivenza di queste due specie più piccole. Però, anche le segestrie tra loro hanno sistemi di difesa: a differenza delle altre due specie, che costruiscono imbuti ampi, le segestrie li fanno strettissimi, a propria misura, e un esemplare grosso ha difficoltà ad infilarsi nella tana di uno più piccolo e, comunque, una volta dentro la galleria, testa contro testa, non gli sarebbe facile sopraffare l'altro ; quindi, lo potrebbe predare facilmente solo all'aperto. Un'altra spiegazione potrebbe essere che questi equilibri tra specie siano dinamici, e che la sovrapposizione che si osserva quest'anno, non esista più tra qualche anno. Un po' come lo spostamento delle aree di influenza dei formicai contigui. La porto un po' per le lunghe, non per polemizzare, ma perché questi temi allargati mi interessano parecchio. Se vado troppo off topic, ditemelo. Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Matteus Inviato 8 Maggio 2008 Segnala Condividi Inviato 8 Maggio 2008 Nessuna polemica... COme vedi anche a me piacciono moltissimo queste discussioni... Vedo che di fatto siamo d'accordo... L'unica mia precisazione era sull'uso del termine "nicchia", che in ambito ecologico ha un significato preciso e molto complesso, "da ragionarci su"... E ricordiamo che l'ecologia è una scienza, e come tale ha delle regole e delle convenzioni che permettono di "codificarla" (e non ha niente a che fare con l'ecologismo... purtroppo il termine "ecologia" è usato dai mass-media in maniera un po' troppo libera... Vallo a spiegare alla gente che il mio sogno non è quello di andare con il gommone a salvare le balene quando dico che mi piace l'ecologia...) Il tuo ultimo post spiega esattamente quello che intendevo dire... Il fatto che coesistano due specie simili può avere mille spiegazioni valide... E il discorso due specie di Segestria, per tornare al tuo esempio della savana, suona un po' come dire che ci siano due razze diverse di leoni nella stessa zona... Chiaro che non è impossibile, però è una cosa che stimola a cercare un "perchè" li si e in altre zone magari no... Le cause potrebbero essere casuali e contingenti, o magari geografiche, etologiche, autoecologiche, ambientali in senso lato, e via discorrendo... Francamente non conosco abbastanza le due specie in questione per poter pensare a spiegazioni che vadano al di là della mera speculazione... Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
PiErGy Inviato 9 Maggio 2008 Segnala Condividi Inviato 9 Maggio 2008 Non conosco benissimo il genere Segestria ma qualche ipotesi mi viene: Segestria florentina da adulta è molto più grande e può catturare prede di dimensioni maggiori (da ciò si deduce anche che ha una nicchia trofica leggermente diversa da quella di S. senoculata, sebbene le nicchie trofiche si sovrappongano - almeno credo - nel caso degli esemplari giovani). E' inoltre termofila e non mi è mai capitato di trovarla in montagna ma al limite in alta collina. Tesse di più, sfrutta meglio buchi e cavità più grandi e, almeno gli adulti, possono tranquillamente divorare la congenerica più piccola. Già mi vedo il maschio di S. senoculata che in cerca di una femmina finisce nella tela sbagliata... (ok, troppa fantasia ). Segestria senoculata, almeno dalle mie parti, si trova in gran numero nelle zone montane, nelle cavità di muri ricoperti da muschio più o meno secco. E' decisamente poco termofila ed anche a 1350 metri è comunissima. Secondo me Segestria senoculata è molto competitiva dal punto di vista della resistenza. Ha un minor bisogno di prede e può usufruire meglio dei piccoli artropodi rispetto alle prede più grandi e numerose di cui necessiterebbe un adulto di Segestria florentina; può occupare anche le più piccole fessure dei muri e resiste meglio alle basse temperature. La stessa cosa l'ho notata nel genere Steatoda. Steatoda bipunctata, meno competitiva nei "faccia a faccia" con Steatoda triangulosa e Steatoda grossa e con un minore potenziale biotico, è comunissima nelle zone montane dove queste due specie sono fortemente limitate dalla temperatura più bassa. Solo ipotesi e voglia di ragionarci su, ovviamente. Ditemi che ne pensate. Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
elleelle Inviato 11 Maggio 2008 Segnala Condividi Inviato 11 Maggio 2008 Probabilmente, il ragionamento è valido e queste sfumature contano. Io credo però che le possibilità di convivenza tra ragni siano molto ampie, perché sono animali che richiedono uno spazio molto piccolo per vivere, perché sono molto prolifici e perché si aggrediscono sono se si incontrano occasionalmente, a differenza di certi animali superiori tra cui avviene una vera e propria persecuzione deliberata della specie più debole. Ogni pezzetto di terreno è abitato da tanti ragni diversi che sembrano convivere senza rischi di estinzione, anche se si predano regolarmente tra di loro: la specie più forte preda qualla più debole, ma anche gli adulti della specie più debole predano i giovani di quella più forte, senza contare gli assi nella manica costituiti dal tipo di ragnatela, che riesce a rovesciare qualunque rapporto di forze. E poi, specie dello stesso genere, a volte, hanno abitudini abbastanza diverse e c'è invece convergenza evolutiva tra specie di generi e addirittura di famiglie diverse (come Araneidae e Tetragnathidae, per esempio); quindi, non mi sembra che si debba dare troppo peso alla classificazione, che è basata più sull'anatomia che sull'etologia. Comunque, i miei sono ragionamenti a ruota libera; ci vorrebbe un osservazione quantitativa nel tempo per capire se una specia cala per effetto dell'altra, e anche in questo caso, si potrebbe trattare di oscillazioni casuali. Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
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