ghigo
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mi verrebbero da dire tante cose...ma sarebbero da chiudere il post... mi viene da vomitare a vedere ste cose schifose, io avevo sentito la notizia al telegiornale.... è un sistema schifoso...in cui si condannano rinoceronti e coccodrili...ma anche le balene la cui caccia e tutt'altro che vietata, solo nascosta dietro "fini scientifici"...vorrei sapere da quando il sushi è un complesso esperimento scientifico.... che schifo di mondo in cui viviamo...
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complimentoni Alvise!!!!! io invece sto per iniziare veterinaria...finalmente mi hanno immatricolato
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AUGURI RIKY!!!!!!! i migliori auguri di un felice e sereno compleanno e 1000000 di questi giorni
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5° Mini "Anphibia e Reptilia Day"
una discussione ha risposto a ghigo in MONDO ARACNOFILO - "Noi"...attività, annunci, fiere, mostre, eventi
ragazzi purtroppo le percentuali della mia presenza calano vistosamente..ho fatto i conti con la triste realtà monetaria mi spiace, chiedo scusa a tutti -
speriamo che le foto incitino altri a unirsi a noi cosi da allargare in gruppo ben affiatato di amici, per Lidia, eraamo a Gragnano a degustare specialità tipiche (pizza, panuozzo e vino), sarebbe bellissimo avere anche voi a qualche riunione del genere, magari chissà, in futuro.... P.S. a parte le bottiglie di vino mie e di simone, le altre che fine avevano fatto? :rolleyes: :rolleyes: :rolleyes:
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mitica pizzata..il III incontro è stato bellissimo, già si pensa ai prossimi e si pensa a spostarci vorrei ringraziare questi Amici che ho conosciuto cosi per gioco grazie a questo portale e che si stanno rivelando grandi persone con cui condividere questa passione splendida... Comunque la mia faccia allucinata e pessima nn è per colpa della compagnia, ma perchè ero già mezzo ubriaco....Vino di Gragnano rulezzzzzzzzzzzzz
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ma è troppo belloooooo!!!! e soprattutto la cosa bellissima è la storia...anche i miei 3 mici erano randagi...li adoro... a proposito ma lo hai iscritto a scuola guida? se lo beccano senza patente so cavoli...
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5° Mini "Anphibia e Reptilia Day"
una discussione ha risposto a ghigo in MONDO ARACNOFILO - "Noi"...attività, annunci, fiere, mostre, eventi
ebbene si..anche io rispondo presente P.S. benvenuta arianna, per quanto riguarda la chat spero che Eco_Del_Vento ti sia stato d'aiuto -
Entomodena
ghigo ha risposto a Sparkino80 nella discussione MONDO ARACNOFILO - "Noi"...attività, annunci, fiere, mostre, eventi
purtroppo, mi spiace, ma credo che alla fine anche stavolta non potrò esserci , purtroppo ho avuto un po di cose girate male, mi spiace soprattutto perchè non mi potrò conoscere...uffi ci tenevo...mi spiace veramente tanto... -
Ciao Lidia, oggi ho giracchiato in rete per cercare qualcosa, inutile dire che la mia ignoranza in inglese non mi ha permesso di trovare molto, mi spiace, ma ho trovato un sito molto ben fatto www.clinicaveterinaria.org , magari potrebbe esserti d'aiuto....
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Entomodena
ghigo ha risposto a Sparkino80 nella discussione MONDO ARACNOFILO - "Noi"...attività, annunci, fiere, mostre, eventi
che dire ce la metterò tutta, speriamo che università e cose varie non si mettano di mezzo.... Domani passo in stazione per vedere gli orari... A proposito..ehm...Marenko..Phaet...dove state? farmi compagnia no? -
Entomodena
ghigo ha risposto a Sparkino80 nella discussione MONDO ARACNOFILO - "Noi"...attività, annunci, fiere, mostre, eventi
uhm..come al solito nessun napoletano? io se riesco a organizzarmi ci vengo..speriamo bene... uff però sempre solo..manco fossi una particella di sodio -
dolce amico, tu che tanto mi dai, tu che col tuo musetto scaldi un cuore, la pace sia con te, l'immortalità del tuo ricordo nel cuore di chi tanto ti ha amato, tu hai veramente vissuto e vivrai in eterno nel ricordo dei tuoi cari di color che ti hanno amato e coccolato e a cui tu donavi a modo tuo e spassionato il tuo calore, il tuo affetto... ancora ne avrai di momenti felici, non te ne saranno negati... sii sereno... Lidia non sono molto bravo a dar forza alle persone, di solito sono io che me ne faccio dare, lo sai se ti serve chiacchierare sto in chat, quello che sono riuscito ho scritto, ma so che dolore sia, ho passato un cosa dimile qualche mese fa...mi spiace veramente di cuore, ma sono sicuro che il tuo mivio è felice, ha tanto puro affetto, non si può chiedere di meglio... Ciao Luigi
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ciao tutti, credo sia necessaria un po' di chiarezza, Simonetta non è una sconosciuta anzi, è lei che mi ha segnalato la cosa, purtroppo anche a me come a lei è dispiaciuto tantissimo sapere che è circolata la smentita a ciò che abbiamo sparso per tutti i siti che potevamo... Quindi Matteo ecco spiegato l'intervento di Simonetta che io conosco come amica e ti assicuro essere un'amante degli animali nonchè una persona correttissima... Spero adesso sia tutto un po' più chiaro. Ciao, Luigi
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grazie infinite Matteo, come ho appreso la notizia ho cercato di fare il possibile per spargere la voce, nel concreto purtroppo posso far ben poco, comunque nel mio piccolo tutto ciò che posso lo farò, sensibilizzare l'opinione pubblica è la cosa più importante, ma non serve molto. basta vedere gli sguardi di quelle splendide bestiole vittime dell'inciviltà dell'uomo e della sua crudeltà...
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L'Associazione Volontari Canile di Porta Portese rivolge questo appello affinché i cittadini si adoperino per salvare da un triste destino i cani ancora ospitati nel canile Casa Luca. Il canile fu sequestrato al proprietario per malversazione e maltrattamento nel gennaio 2002, da allora i volontari dell'Associazione, cui il Comune di Roma in quanto custode giudiziario, affidò la cura degli oltre 1000 cani che vi erano reclusi, si presero cura di questi sfortunati ospiti, riuscendo a farne adottare oltre la metà e garantendo comunque migliori condizioni di vita a tutti. Tuttavia ora il rischio che i 500 cani rimasti vengano riaffidati al vecchio proprietario allo scadere del sequestro si fa sempre più vicino data la lentezza della giustizia italiana e data la considerazione che purtroppo viene prestata al reato di maltrattamento. Sia l'Associazione Volontari Canile di Porta Portese che il Comune di Roma si stanno impegnando per scongiurare questo rischio che non solo manderebbe in fumo i risultati sinora raggiunti, ma relegherebbe nuovamente i cani in una realtà di emarginazione e sofferenza! È per questo che ci appelliamo a tutti voi, chiedendovi di aiutarci a svuotare il canile Casa Luca prima che avvenga il dissequestro. Venite a visitarci per adottare un cane, e spargete la voce, perché siamo sicuri che la sua riconoscenza sarà enorme soprattutto perché lo avrete salvato da un nuovo destino di abbandono che vorrebbe tanto dimenticare! Il canile Casa Luca è aperto dal lunedì al sabato dalle 9 alle 15, si trova a Roma in Via Monte del Finocchio, tel: 340 5400353. Per saperne di più http://www.corrieredelcanile.org/
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hehe, vabbe per me è solo carina, sono cintura nera di minchiate & affini
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uffa e mi hai scoperto... non è giusto ecco... comunque dai è bellina...
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Lo scartamento standard negli Usa (distanza tra le due rotaie) è di 4 piedi e 8,5 pollici. È una misura stranissima. Perché è stata scelta? Perché era utilizzata in Inghilterra, e le ferrovie americane sono state costruite da progettisti inglesi. Ma perché gli inglesi la usavano? Perché, prima dell’avvento delle strade ferrate, le linee tranviarie avevano esattamente lo stesso scartamento. Ma perché nelle linee tranviarie si usava proprio questo scartamento? Perché le carrozze dei tram erano costruite a imitazione delle carrozze a cavalli, e gli assi avevano la stessa larghezza e scartamento. Bene! Ma allora perché le carrozze utilizzavano questa curiosa misura per la larghezza dell’asse? Perché, se ne avessero usata un’altra, le ruote delle carrozze si sarebbero rovinate percorrendo alcune vecchie strade inglesi, in quanto questa era la misura dei solchi scavati dalle ruote sul fondo stradale. Ma che cosa aveva scavato quei solchi? Le prime strade di collegamento costruite in Europa (e in Inghilterra) furono costruite dall’Impero Romano per le proprie legioni. E i solchi sulle strade? Furono scavati dai carri da guerra romani. In seguito tutti gi altri veicoli dovettero adeguarsi. In conclusione: lo scartamento standard di 4 piedi e 8,5 pollici deriva dalle specifiche originarie dei carri da guerra dell’Impero Romano. Quindi, la prossima volta che ti capitano in mano delle specifiche e ti stupisci per il fatto che le misure sembrano stabilite per il ###### di un cavallo, magari poi ti accorgerai di aver fatto la giusta congettura. Visto che i carri da guerra erano costruiti proprio con le misure necessarie a contenere i sederi di due cavalli da guerra. E non è tutto… Quando si vede uno space shuttle nella sua rampa di lancio, si notano i due booster attaccati al serbatoio principale. Questi due propulsori sono due razzi a combustibile solido o Srb. Gli Srb sono stati costruiti dalla Thiokol nei propri stabilimenti situati nello Utah. Gli ingegneri avrebbero voluti farli un po’ più grossi, ma gli Srb dovevano essere trasportati in treno dalla fabbrica alla rampa di lancio; visto che la linea ferroviaria che collega lo Utah alla base di lancio attraversa alcune gallerie, i razzi dovevano essere costruiti in modo da passarci. I tunnel sono poco più larghi di una carrozza ferroviaria e, come abbiamo scoperto, le carrozze ferroviarie sono poco più larghe di una coppia di cavalli. Ne consegue che le misure del più avanzato mezzo di trasporto mai progettato sono state determinate oltre due millenni or sono dalla larghezza di due **** di cavallo!
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Ci lasciammo alle spalle le porte di Aracnofilia e ci dirigemmo verso sud, il viaggio procedeva tranquillo e niente sembrava dovesse impedirci di proseguire in pace.passarono le ore e il sole inizio a calare offrendoci lo spettacolo di un meraviglioso tramonto incorniciato dai monti, in cuor mio sentivo una profonda eccitazione per il viaggio e nella mia mente di fanciullo fantasticavo su cosa sarebe mai potuto succedere durante il nostro viaggio, invece Neo non mostrava emozione alcune e mentre io di tanto in tanto mi lasciavo scappare qualche commento lui, invece, rimaneva silenzioso, tanto da farmi pensare che il silenzio fosse il nostro più fidato compagno di viaggio, all’improvviso però Neo rallento ulteriormente il passo e mi disse: “Si è fatta notte ormai, sarà meglio fermarci e rifocillarci cosi domattina saremo pronti per ripartire domattina”, davanti a noi su ergevano le mura di una piccola città Migalia, passano senza problema il picchetto di fronte alle porte della città, la città era praticamente addormentata, solo poche figure si avventuravano per le strade buie della città, ci colpirono le luci e il rumore proveniente da un edificio che capimmo essere una locanda.. Lasciammo i cavalli nella scuderia della locanda e varcammo la soglia e potemmo scorgere il campione di umanità presente in quel luogo, ubriaconi, guardie che come al solito inseguivano le gonne delle cameriere, ma una cosa mi colpì un musico che accompagnava i suoi versi con uno stranissimo strumento a sei corde, rimasi bloccato ad ascoltarlo quasi imbambolato, tanto che Neo dovette scuotermi un po’ per destarmi, aveva già preso da mangiare e bere e lo aveva sistemato su un tavolo. Continuavo ad osservare quello strano personaggio mentre Neo mi parlava degli accordi presi con l’oste per i nostri alloggi, ad un tratto con tono un po’ scocciato il mio compagno mi disse: “Non ti facevo così interessato alla musica”, gli sorrisi e gli dissi: “Ascolta le sue parole”, in effetti ciò che mi aveva colpito del musico erano proprio le parole dei suoi versi, parlava di un luogo nel deserto in cui vive il detentore del sapere colui che tutti invocano con nomi diversi e capii che quello era il posto che cercavamo, Neo se ne rese conto e mi sorrise: “Beh’ una chiacchierata abbiamo tempo di farla”. Aspettammo che il musico finisse di suonare e lo invitai al nostro tavolo per una birra, si accosto al nostro tavolo e con tono cortese si presentò: il mio nome è Piergy, sono un musico di vocazione”, anche io e Neo ci presentammo dopodiché iniziammo a chiacchierare, la persona che avevo davanti era un ragazzo di giovane età e molto istruito, le sue vesti erano composte ma nonostante tutto eleganti, segno di una nobile origine, la sua presenza mi incuriosiva poiché era in netto contrasto con i poveri popolani presenti nella sala, gli chiesi: “Sei bravo, come mai ti abbassi a suonare in questa bettola? In qualche corte ti offrirebbero volentieri ospitalità”, Piergy con molta calma poggiò il boccale di birra che stava sorseggiando sorrise per un attimo e poi disse:”Beh’ sei troppo buono, la mia musica non è altro che ciò che gli Dei sussurrano al mio cuore attraverso il vento o gli altri loro segni, loro guidano la mia ricerca e mi hanno condotto fin qui”, tali parole mi colpirono, anche lui cercava qualcosa? E poi cosa cercava? Neo come al solito rimaneva silenzioso a scrutare la sala e posando di tanto in tanto gli occhi sul musico, rimasi per un attimo a riflettere in silenzio, ma Piergy quasi come se leggesse i miei pensieri mi disse:”Ognuno di noi cerca qualcosa, la mia ricerca è quella di un antica e nobile casta di templari del dio Dolometes, per questo ho lasciato la mia casa e seguendo i miei sogni sono giunto fin qui…”, vedendolo cosi aperto al dialogo mi feci più audace e gli chiesi: “Anche tu conosci la leggenda del Saggio del deserto?”, stavolta la mia domanda non fu gradita, infatti il musico si alzò e si congedò dicendo:”Grazie per la birra, per me si è fatto tardi, meglio che vada” detto questo inizio ad allontanarsi, io avrei voluto fermarlo per avere l mia risposta ma Neo mi prese per un polso e mi disse: “Lascialo andare”, non riuscii a oppormi e mi rimisi seduto col capo chino e silenzioso, Neo ancora una volta mi parlò usando un tono scherzoso:”Dai non fare cosi, dormiamoci su, domani avrai tutto più chiaro nella mente, poi hai bisogno di riposare per il viaggio di domani”, annuii con la testa e seguendo Neo ci dirigemmo al piano superiore per prendere possesso dei nostri letti. Salutai Neo e mi chiusi nella mia camera, preparandomi per la notte, ripensai per un po’ all’incontro di quella sera, chiedendomi se avrei più rivisto quel ragazzo e mi chiedevo perché avesse reagito così male alla mia domanda, quella sera non riuscivo a dormire, la mia mente era affollata da mille pensieri, fissavo il soffitto della camera appena illuminata dal bagliore della luna piena, quando caddi finalmente tra le braccia di Morfeo, ma quella notte fu tutt’altro che tranquilla. Il mio sonno fu turbato da un incubo orribile, una figura vestita di una tunica nera e con gli occhi di brace mi invito a desistere dalla mia ricerca dicendomi: “Solo la morte troverai sul tuo cammino”, io con non poca paura reagii dicendogli: ”Dovesse costarmi la vita io andrò avanti”, l’essere che avevo davanti si adirò e mi afferrò per il collo, sentii il sangue gelare, la mano che mi aveva afferrato era fredda e scheletrica, con voce cupa e demoniaca mi disse: “Stupido scoccio, osi metterti contro di me?”, una cupa risata accompagnò le sue parole riempiendomi di paura, chiusi gli occhi e quando li riaprii dinnanzi a me non avevo altro che il soffitto della mia camera, ormai irradiato dal sole del mattino….
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Ero ormai da mesi un assiduo frequentatore della locanda del “ragno nero” una delle più frequentate della cittadina di Aracnofilia, nota al mondo per la passione e il culto che gli abitanti hanno per le divinità a otto zampe, vi ero giunto durante il mio viaggio alla ricerca di me stesso, alla fine era rimasto li per nove lunghi mesi, quasi dimenticando lo scopo del mio viaggio. Avevo acquisito una buona notorietà in locanda, chi entrava sapeva che molto probabilmente li avrebbe un uomo seduto ad un tavolo a sorseggiare sidro e a parlare di strani animali a sei zampe che chiama Insetti, beh’ quello sono io, il mio nome è Ghigo, ma molti mi hanno soprannominato “Eco del vento” perché nelle notti di luna calante si poteva sentirmi cantare i miei versi al vento. Avevo molti amici, ma pochi degni della mia stima e del mio affetto tra loro il primo ad avermi accolto quando giunsi l’oste Ongii, che mi insegnò l’arte del rutto e delle esalazioni corporee che erano il segreto dell’antico e rinomato popolo del Sacro Porcaro Impero , un popolo tra i più nobili e temuti del regno e di cui in locanda c’era un altro rappresentante il gran maestro delle divinità locali Migdan, che ricopriva questo ruolo da quando la loro città era stata distrutta dalle forze oscure, si erano infatti ritrovati sia lui sia Ongii a dover lasciare la città che amavano e di cui erano i gran Cerimonieri, erano rimasti i soli del regno ad essere rimasti vivi e nel loro peregrinare, ed erano giunti qui dove li ho trovati. Su tutti però svettava il mio amico fraterno, Crash Override, per gli amici Neo, che mi aveva insegnato le usanze del posto e mi aveva tirato spesso fuori dai guai, sempre avvolto nel suo lungo mantello nero anche lui era alla ricerca, ma non ne parlava mai ne tanto meno io o nel parlare. Nonostante mi trovassi bene in quel luogo sentivo un profondo disagio, infatti in molti mi guardavano con sospetto per le mie ricerche sugli insetti, inizia a sentirmi a disagio, tanto che pensai che ormai era giunto il tempo per me di andare verso altri luoghi a proseguire la mia ricerca, ma chi poteva mai aiutarmi? Ero solo uno straniero e non avevo la minima idea di chi potesse avere le risposte alle domande che mi avevano spinto al mio viaggio? Caddi in un profondo sconforto, iniziare a bere e a frequentare le setta dell’achatina, una setta malefica e potente che adoravano degli esseri senza zampe ma con un solo piede, i cui componenti saccheggiavano i campi per offrire cibarie e sacrifici vegetali all’altare dell’achatina, la mia mente lentamente si perdeva in un oblio da cui da solo non sarei mai uscito, ma una sera successe qualcosa che mi riportò alla ragione, un evento strano che mi portò sulla strada della mia ricerca… Ero di ritorno alla mia casupola dopo l’ennesima sbronza, il cielo era nero e nonostante non ci fossero nuvole il cielo era nero e non si vedevano stelle ad illuminarlo, nonostante il mio stato riuscivo a percepire qualcosa di strano nell’aria, iniziai ad avere paura, il mio passo era barcollante ma adesso si faceva via via sempre più svelto, ad un certo punto caddi, e quando rialzai gli occhi da terra vidi che avevo qualcuno davanti a me, il sangue mi si gelò per un attimo, cercai di rialzarmi e una mano si allungò come nel gesto di volermi aiutare, mi rialzai da solo, e vidi di fronte a me una figura avvolta in una tunica nera, che mai mi era parso di vedere in vita mia. Eravamo fermi l’uno di fronte all’altro, in silenzio, cercavo di scrutare ci si potesse mai nascondere dietro quelle vesti, la paura mi bloccava le parole in gola, ad un certo punto sentii: “Hai paura di me piccolo Ghigo?” , riconobbi quella voce, una voce femminile, ma non era possibile fosse lei, era forse l’alcool che faceva questi scherzi? Era tutto un sogno? Continuai a rimanere in silenzio, sperando di destarmi presto da questo sogno, ma la donna parlò ancora: “non riconosci colei che per prima ha letto i tuoi versi?” e con un gesto delle mani abbassò il cappuccio della tunica e io potei riconoscerla, era Leti, colei che mi aveva iniziato alla scrittura ed era stata mia guida anni addietro, ora riuscivo anche a scorgere sulla sua tunica le lettere KN da sempre presenti sul suo abbigliamento e a cui mai ero riuscito a dare un senso, tanto che poi fu abitudine comune chiamarla appunto KN, ora era di fronte a me o era solo uno spettro del mio passato? Senza darmi il tempo di proferir parola si rimise il cappuccio e mi fece segno di seguirla, io cosi feci, camminammo circa dieci minuti per strade che mi sembrava di riconoscere e al fine giungemmo a casa mia, a quel punto aprii la porta, lasciando che la donna entrasse, accesi il fuoco e insieme a lei ci sedemmo al modesto tavolo della mia casa, ancora una volta lentamente il cappuccio si abbassò e ora al chiarore del fuoco acceso potei vedere meglio il suo viso. Ella si rivolse a me dicendo: “Non chiederti perché sono qui, sarebbe inutile, piuttosto chiediti tu cosa ci fai qui, non eri partito per la tua ricerca? O hai già rinunciato?”, io abbassai il capo tristemente e sussurrai : “ perdono vi ho deluso” , KN pose una mano sotto il mio mento e dolcemente mi rialzò il volto per incrociare il mio sguardo e mi sorrise: “non è da te abbassare le testa, dov’è il Ghigo cocciuto e testardo che si faceva cacciare sempre dal Sacro Chan per la sua testardaggine e le sue idee?”. Fu allora che il mio cuore riprese forza quella presenza e quelle parole avevano portato una flebile luce nel buio del mio oblio, mi rivolse a lei con aria ancora triste: “non so dove cercare la strada, ho vagato tanto, ma non ho trovato quel che cerco”, lei sommessamente e con aria seria mi disse: “Dovrai recarti sulle rive del Nilo, nella terra che è stata dei faraoni e cercare colui che è chiamato con tanti nomi ma di cui pochi conoscono quello vero, lui ti dirà la strada” , pensavo a chi mai fosse costui e a cosa potesse servirmi andare in quei luoghi, non ebbi tempo di fare domande che la figura di KN scomparve, per un attimo rimasi perplesso, non sapevo se quello che avevo vissuto fosse un segno del destino o semplicemente un delirio dovuto all’alcool. Il mattino seguente mi risvegliai con nuova voglia di vivere, mi recai in locanda e annunciai la mia partenza per altri luoghi, al mio tavolo si sedettero i miei fidati amici Ongii, Migdan e Neo, in mano avevo il mio solito sidro, tra un sorso e l’altro raccontavo l’avventura della sera precedente i primi due cercarono di farmi desistere dicendo che era pericoloso il viaggio e forse non ne sarebbe valsa la pena, invce Neo rimase in silenzio per tutto il tempo, ero più che mai deciso a partire, mi alzai e uscii dalla locanda diretto verso casa mia per raccogliere le mie poche cose e partire, d’improvviso mentre camminavo un mano si posò sulla mia spalla, era il mio amico fraterno Neo, con aria seria ma accennando un sorriso disse: “E credi che io ti lascio andare via da solo?”, io gli feci un sorriso e aggiunse: “Vengo con te, almeno in due ci faremo compagnia, poi un po’ di moto mi farà bene”. Preparate le borse da viaggio e sellati due cavalli ci lanciammo perso l’avventura che forse avrebbe segnato per sempre il nostro destino….
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vorrei sapere cosa fai, sapere cosa senti quando siamo lontani.. vorrei leggere i tuoi pensieri mentre non ti tengo per mano... tu non sai cosa sto passando e non lo saprai mai... e se qualche volta mi vedrai triste ti dirò che è l'inverno, anche se il sole d'estate picchia. Quando ti sento lontano il mio cielo diventa più nero che mai dimmi che quello che sento è solo nebbia che il tuo Amore è forte più che mai, sto male, ma è difficile confessarlo... so solo che mi manchi, mi manche come l'aria, mi manchi come il sole di primavera manca al girasole.. dimmi solo che mi ami e io sarò vivo.
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grazie a tutti per i complimenti, anche se i complimenti non mi andrebbero fatti... cmnq piergy non sono affatto un poeta, è un appellativo che con me non c'azzecca proprio, semplicemente sono uno che scrive, tutto qui...
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non spegnerti, non spegnerti mai stella d'estate, resta qui a illuminarmi e a donarmi il sorriso, quel dolce sorriso che solo tu sei stata capace di darmi. Sei vita nuova e sei dolce speranza sei la pace che da tregua, la stella sul tetto, il mio respiro... Tu che mi dai vita non spegnerti... rifugiati nel mio cielo, nel mio cuore, e io ti scalderò col mio Amore. Non smettere di lottare tu che sei la mia forza, la mia voglia di vivere, tieniti su con le altre stelle io ti innalzerò lanciando all'infinito il mio cuore colma d'Amor per te, per te anima mia... per te che al mio cuore hai dato il calore di un battito colmo del tuo Amore...
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cielo livido e scuro folata di gelido vento, inverno dei sensi, vita senza di te senza il sole del mattino, alba d'inverno, tu non ci sei, il tuo sguardo non m'illumina, dove sei primavera? dove sei stagion dell'amore? ti ho persa nel vento, t'ho cercato tra le stelle che si specchiano nel mare azzurro, ma eri già lontana, il tuo ricordo è la tua assenza, che mi da dolore eppur al tempo stesso speranza, la speranza di ritrovare il tuo sguardo, la speranza del tuo Amore, che al sol pensiero mi porta pace e riposo dal mondo e dalle brutture di questa inutile serata d'inverno.
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