Teoricamente la presenza della componente tossinica del veleno e il rilascio di batteri anaerobi durante il morso producono gli stessi effetti anche in animali domestici. Bisogna tener conto che animali come cani e gatti sono comunque più protetti dal pelo rispetto l’ uomo, e va considerata sempre la quantità di veleno iniettata. Solo nel 40% dei casi di morsi il veleno è rilasciato, e non tutti i soggetti punti reagiscono allo stesso modo. Gli unici due recenti casi di decessi sono avvenuti per complicazioni di stati patologici precedenti. Probabilmente in passato casi di avvelenanento di loxosceles rufescens ci sono sempre stati, ma da un anno ormai assistiamo ad un exploit di fatti riportati dai media di comunicazione. Il che può essere anche un bene se aumenta la percezione del pericolo verso questa specie, ma senza creare inutili allarmismi. Almeno che qualcuno non dimostri un aumento della popolazione di questo ragno in Italia e una sua maggiore aggressività (secondo alcuni dovuti a cambiamenti climatici). Non saprei. Servirebbe uno studio mirato.