bacchisio Inviato 23 Maggio 2007 Segnala Condividi Inviato 23 Maggio 2007 Eheh...oggi mio figlio arriva bello contento con qualcosa in mano e mi dice : - Guarda che ragno strano ho trovato in bagno... cos'è?- Maschio di Loxosceles rufescens.... ... prontamente e delicatamente defenestrato... <{POST_SNAPBACK}> cavoli....non dico che ha rischiato però....mamma mia,....è meglio farci attenzione... Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
EffeCi Inviato 23 Maggio 2007 Segnala Condividi Inviato 23 Maggio 2007 Per fortuna ha dimestichezza con gli artropodi... non l'aveva afferrato o chiuso nel palmo, ma se lo stava facendo camminare sul dorso.... :rolleyes: Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
bacchisio Inviato 23 Maggio 2007 Segnala Condividi Inviato 23 Maggio 2007 Per fortuna ha dimestichezza con gli artropodi... non l'aveva afferrato o chiuso nel palmo, ma se lo stava facendo camminare sul dorso.... :rolleyes: <{POST_SNAPBACK}> meno male....bè con un papà cosi.....non vi erano dubbi:D Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Gianfranco45 Inviato 3 Giugno 2007 Segnala Condividi Inviato 3 Giugno 2007 Stamattina leggendo uno dei quotidiani regionali noto questo articolo, posto il link http://www.unionesarda.it/DettaglioSardegna/?contentId=7899 Ciao a tutti, mi chiamo Gianfranco ed il 2 Novembre 2006 mi sono iscritto al vostro sito, in quanto il 24 Ottobre 2006 sono stato morso da quello che, da mie ricerche su Internet, mi aveva portato ad ipotizzare trattarsi di un ragno del genere Loxosceles. Premetto che, tranne qualcosa sui Loxosceles, che ho studiato per 6 mesi, sono assolutamente ignorante nel vostro campo, oltre a non aver mai partecipato ai forum. Avevo bisogno di una vostra conferma o informazioni, in quanto non avevo né sentito il morso, né tanto meno visto il ragno. Fortuna ha voluto, che trovassi un vostro iscritto, Maiella, morso nel luglio del 2004, che aveva trovato e fotografato i Loxosceles in casa. Mi sono messo immediatamente in contatto con lui, che ha quindi confermato il mio sospetto. Vi ringrazio quindi dell’esistenza del sito. Ho messo dal 28/5/2007 la mia storia sul sito americano( http:// www.highway60.com) dove trattano di persone morse dal “ Brown Recluse spider” Se vi interessa, cliccate su “photos” e tra le dieci più recenti troverete “ Verona”. dove abito. Non l’ho messa sul vostro sito per diversi motivi: 1^) mi sembrava scortese angosciarvi, visto che è il vostro hobby 2^ ) la storia è un po’ lunga e la sequenza delle foto( 12) avrebbero potuto “appesantire” il sito, o darvi fastidio. Mi rendo conto nello stesso tempo, per quanto sia raro essere morsi, che possa essere pericoloso sottovalutare il morso del Loxosceles. Comunque, se chi gestisce il sito pensa che il racconto possa essere interessante per voi, sarò lieto di mettere il tutto a vostra disposizione. Ancora grazie ed un saluto a tutti voi. Gianfranco Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Sig Inviato 4 Giugno 2007 Segnala Condividi Inviato 4 Giugno 2007 Caro Gianfranco, sono sicuro che tu abbia fatto una delle esperienze più fastidiose che una persona possa fare.. E' vero che il Loxoscelismo è raramente pericoloso se non nella forma viscerale..Come ha detto il nostro grande Ilic.. Ma è estremamente noioso curare, trattare e seguire una ferita necrotizzante.. E se pensate che siamo davvero a rischio in quanto il rufescens è piuttosto diffuso nel nostro paese, verrebbe davvero da chiederci perchè c'è tanta disinformazione su questo tipo di morso.. In bocca al lupo per tutto!! Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Emanuele Inviato 5 Giugno 2007 Segnala Condividi Inviato 5 Giugno 2007 Caro Gianfranco, posta pure anche qui la tua esperienza, questo forum non è frequentato solo da chi ha un hobby per i ragni, ma anche da professionisti del settore, medici e gente che potrebbe essere molto interessata ad avere un report più o meno dettagliato della cosa. Per Sig: semplice, perchè i casi di morsi di Loxosceles in Italia sono talmente pochi che è molto più semplice avere problemi per un infezione tetanica dovuta ad una puntura di un carciofo in cucina!! E' bene non sottovalutare il morso di questa specie, ma non si deve secondo me creare un caso per qualche sporadico morso della nostra specie. Occorre però che gli ospedali siano comunque informati della cosa in modo da poter intervenire per prevenire complicanze di qualsiasi tipo. Ciao Emanuele Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Sig Inviato 5 Giugno 2007 Segnala Condividi Inviato 5 Giugno 2007 Caro Ema.. Hai perfettamente ragione.. Lavorando nell'ambiente Sanitario credo di aver assistito 1 volta a casi di loxescelismo.. Certo è, che visto dal punto di vista del paziente, è una delle più fastidiose esperienze.. E sicuramente anche l'impatto emotivo non è dei più facili.. :rolleyes: Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Gianfranco45 Inviato 5 Giugno 2007 Segnala Condividi Inviato 5 Giugno 2007 Stamattina leggendo uno dei quotidiani regionali noto questo articolo, posto il link http://www.unionesarda.it/DettaglioSardegna/?contentId=7899 Ciao a tutti. Sino al 24 Ottobre 2006 non avevo mai avuto problemi di salute. Ma quel giorno, nei calzoni della tuta, appesi all’attaccapanni dello spogliatoio della pista, è probabilmente entrato un ragno. Non ho sentito il morso, né l’ho visto. Nelle prime 7-8 ore i sintomi, a partire dalla 1^ - 2^ ora, sono stati: gonfiore al polpaccio, calore, rossore, formazione di una bolla con all'interno del siero, conati di vomito, febbre 37.4 gradi C. Dalle 24 alle 30 ore febbre a 38 gradi C, altre bolle, colore porpora della ferita, gonfiore notevole dal piede al ginocchio; incapacità a dormire, non potendo poggiare, per il dolore, la gamba. Non riuscivo a rimanere in piedi, non reggendomi più sulla gamba dx, molto gonfia ( 24 ore prima facevo velocità su pista). Mi sono comunque accorto che, spingendo con forza in terra il piede della gamba ferita, dopo 2-3 passi, estremamente dolorosi, potevo camminare “ abbastanza” bene. Ho disinfettato al primo sintomo la ferita con succo di limone e ne ho bevuto il succo puro( senza acqua), a stomaco vuoto, ogni 2 ore, per un totale di 2 limoni. Stessa cosa nei altri 3 giorni, in cui ho creduto che la ferita fosse dovuta ad un tafano, avendone visti diversi e ricordando che, da 5-6 anni, mi trovavo sui polpacci dei pomfi dovuti ad insetti mai visti, né sentiti. Visto però che la situazione peggiorava e non riuscendo a capire cosa fosse, il 4^ giorno sono andato da un dermatologo, a cui dissi che probabilmente ero stato punto da un tafano, che però non avevo visto. Testuale diagnosi del dottore: " puntura d'insetto(tafano?) con flogosi locale, eritema e vescicolazione. Medicinali prescritti:: Augmentin (antibiotico), Dermomycin (crema antibiotica), Xyzal (antistaminico) e Nimesulide EG ( antidolorifico) . Un mio amico sentendo i sintomi mi dice che non può trattarsi di un tafano, in quanto la puntura è dolorosa. A questo punto mi ricordo che negli spogliatoi della pista avevo visto un ragno. Spinto da amici, dalla moglie, che si sentiva quasi vedova e da me stesso, che si era visto gareggiare su di una sedia a rotelle, la sera, sempre del 4^ giorno, sono andato al pronto soccorso. Faccio presente, a chi mi visita, che probabilmente sono stato morso da un ragno, ma la diagnosi è stata: “ lesione cutanea arto inferiore destro con segni di infezione ascendente”. Ho chiesto al medico se fosse tromboflebite, come era stato ipotizzato da amici medici, mi è stato risposto trattarsi di “linfangite”. Mi viene consigliato di andare da un dermatologo. Non vado, essendo già andato la mattina. Medicinali prescritti: Augmentin per 7 giorni Il 6^ giorno dal morso vengo visitato da un altro medico, specializzato in malattie infettive, che mi consiglia di ricoverarmi per fare degli antibiotici in vena, in quanto quelli per bocca erano insufficienti e poi avrei dovuto farmi togliere l’escara in ospedale. Io ho rifiutato entrambe le cose. Vado su internet e trovo che la mia ferita potrebbe essere dovuta al ragno Loxosceles, che dà gravi necrosi. Mi iscrivo al vostro sito, per avere informazioni e qui conosco Maiella, (nel luglio 2004 supponeva di essere stato morso da un Loxosceles e successivamente ne ha trovati molti in casa) che conferma la mia ipotesi, dopo aver visto le mie foto e sentito i sintomi. Ho telefonato anche al Centro antiveleni di Milano, dove mi dissero che non esisteva un antidoto contro il veleno del ragno Loxosceles, e mi venne “regalata” la diagnosi di “linfangite”. Dal 31 ottobre fino al 1^ dicembre ho avuto “strani” mal di testa ( sensazione di svenire) e prurito ( non mi sono mai grattato). Per 2 settimane ho zoppicato; dal 21^ giorno in poi ho ripreso a fare velocità(100-200-400 m) in pista Il muscolo non era stato compromesso. Non conoscevo la profondità della ferita. Dopo 2 mesi( 20 dicembre), ho fatto il 1^ taglio di 1-2 mm del bordo dell’escara, poiché il tessuto attorno non riusciva a crescere. Altri tagli sempre di 1-2 mm il 12-16-28 Gennaio ed il 10-17 febbraio 2007. Il 17 Novembre, la pelle attorno la ferita presentava numerosi taglietti, di cui non ne conoscevo la causa; forse altre lesioni dermonecrotiche del veleno o il succo di limone. Il 31 /12/2006 ho scorto sotto l’escara un liquido spesso e giallo. L’escara è caduta spontaneamente il 3 Marzo 2007, dopo 4 mesi e 10 giorni. La ferita si è chiusa il 4 Aprile 2007, dopo 5 mesi e 11 giorni. Adesso la ferita si sta “rimodellando” Cura: dal 24/10/2006 sino al 27/10 succo di limone sulla ferita e bevuto, come riportato sopra; dal 29/10 al 4/11/2006 ho preso 20 pastiglie di Augmentin(antibiotico) e 4 dell’antistaminico ( che ho utilizzato come sonnifero, dato che ero stressato per il dolore e l’insonnia). Poi dal 5/11/06 sino al 2/4/2007 (circa 5 mesi)ho messo tamponi imbevuti con succo di limone, coperti da altra garza, 3 volte al giorno per 2 mesi e poi 2 volte per gli altri 3 mesi. Ho mangiato 4 arance al giorno e bevuto il succo formato da 2 limoni+1arancia, insieme, 2 volte al giorno, il pomeriggio e la sera, prima di andare a letto, a stomaco vuoto. Totale: 6 arance e 4 limoni al giorno. Inoltre quando andavo a correre, 3 volte la settimana, bevevo dopo la corsa, il succo di 2 limoni ed 1 arancia, insieme, che quindi, si aggiungevano alla dose giornaliera citata sopra. Uso il limone da qualche decennio, ma è stata la prima volta che ho impiegato il “tampone al limone” per quasi 6 mesi. Avevo fatto un primo ed unico esperimento, 9 anni fa, su di un’unghia incarnata, con pus di mia figlia, dopo che il medico l’aveva trattata per 8 mesi con 2 diverse creme antibiotiche. Ricorsi ad un dermatologo, che le aprì l’alluce, per eliminare il pus e le diede altra crema antibiotica. Dopo qualche settimana il pus ritornò ed io “inventai” il “tampone al limone” ed in 2-3 giorni l’infezione passò ed i batteri scomparvero definitivamente. Tornando alla ferita del ragno, il mio esperimento con il limone consisteva nell’eliminare i batteri sia sopra che sotto l’escara e nell' aumentare le difese, bevendolo. Inoltre, la sintesi del collagene, per la ricostituzione del tessuto, richiedeva l’assoluta presenza dell’acido ascorbico( Vitamina C) Vi erano però delle domande che mi ponevo, a cui non ero in grado di rispondere: a) poichè una forte acidità comporta una deproteinizzazione, avrei corso il rischio di una mancata formazione del tessuto?; sarebbe riuscito il limone a bloccare per così tanti mesi i batteri?; c) si potevano formare dei batteri resistenti? Le risposte hanno richiesto 6 mesi di preoccupante attesa. Il lavaggio delle mani e della frutta è stata estremamente scrupolosa. Secondo me rimuovere l’escara e fare il “ debridement”(rimozione chirurgica di tessuto morto o contaminato e materie estranee da una ferita) porta ad un aumento della superficie della ferita e quindi si favorisce l’attacco batterico. Inoltre la possibilità di un trapianto di pelle potrebbe causare un probabile secondo fronte batterico. Credo inoltre che l’antistaminico, il cortisone e gli impacchi di ghiaccio contrastino la difesa dell’organismo. Poi il veleno nefrotossico del Loxosceles potrebbe sommarsi ad un antibiotico o altro farmaco tossico per i reni. Per 6 mesi ho navigato in Internet per trovare tutto quello che fosse possibile sul Loxosceles; ho anche pagato 53 $ per poter stampare una ricerca israeliana. Dopo un mese e mezzo ho trovato un sito americano molto interessante; tratta di persone, che suppongono di essere state morse dal Brown Recluse Spider( Loxosceles). Ho controllato tutti i sintomi delle malattie, che possono essere scambiate per il morso del Loxosceles, come indicato dall’entomologo Dr. Richard S. Vetter, dell’Università della California. Solo Pioderma gangrenosa ha simili necrosi. Il 1^ maggio 2007, mentre mia moglie stava utilizzando l’aspirapolvere, è venuto fuori un ragno, che catturai con un barattolo; ma in un’ora morì( ho immaginato un infarto!) Io ho visto solo una zampa che, rimasta fuori dal barattolo, si ruppe. Aveva 3 paia d’occhi, una forma di violino sul cefalotorace: Loxosceles! Era quasi certamente il ragno che mi aveva morso quando, tornato a casa, mi sono tolto i calzoni della tuta, lui è scivolato fuori e non visto è andato a nascondersi. A proposito, vivo a Verona ed ho 62 anni. Per i primi 2 mesi ho sofferto di una forte "aracnofobia"( spero mi perdonerete)al 6^ mese mi è venuta "un'agrumifobia"! Mai nessuno è stato morso al campo sportivo, dove corro da 23 anni. Da un anno e mezzo per dei lavori, è stata mossa la terra; sono stati tolti dei cespugli e qualche albero,quindi non avendo più casa, lo sfrattato Loxosceles è venuto a prendere dimora nei miei calzoni! Per vedere le foto, andate sul sito "highway60.com"; cliccate su Brown Recluse Spider Site by highway60.com; ed infine su "Photos". Scusatemi se sono stato prolisso. Ciao, Gianfranco Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
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