Vai al contenuto

Eucratoscelus pachypus


Diego

Messaggi raccomandati

"Eucratoscelus pachypus" (Schmidt - von Wirth, 1990)



Sottofamiglia: "Harpactirinae"

Nome scientifico: "Eucratoscelus pachypus"

Nomi comuni: "Tanzanian Stoutlegged Baboon spider"

Specie correlate: Ad oggi le due uniche specie facenti parte di questo,
enigmatico genere sono: "Eucratoscelus pachypus" (Schmidt und von Wirth,1990)
ed "Eucratoscelus constrictus" (Gerstacker, 1873). Quest'ultimo è il terafoside
noto un tempo come "Harpactira constricta". L'origine di quest'ultima specie;
come appartenente al genere "Eucratoscelus", è materia dell'anno che si
sta concludendo! Infatti, "Richard Gallon", ha scoperto come, in realtà,
"Eucratoscelus longiceps" e "Pterinochilus spinifer", siano esattamente
la stessa specie. Ma non solo! Questi due (anche se sarebbe bene parlare
al singolare), non sono altri che il ragno noto un tempo come "Harpactira
constricta". Per cui, "Eucratoscelus constrictus", non è altri se non "Eucratoscelus
longiceps" e "Pterinochilus spinifer". Per sintetizzare, sotto il nome "Eucratoscelus
constrictus", sono stati accorpati: "Eucratoscelus longiceps", "Pterinochilus
spinifer" ed "Harpactira constricta"! In più consultando il sito di "Rick
C. West", mi sono imbattuto in tale "Pterinochilus constrictus". Si potrebbe
pensare che tale "dicitura", sia un "junior synonimus" di "Harpactira constricta"
("Eucratoscelus constrictum"); il realtà la dicitura "Pterinochilus constrictum", fu una fase "intermedia" tra "Harpactira constricta" ed "Eucratoscelus constrictus". Tempo fa, mi arrivò, per giunta, all'orecchio,
una voce che parlava di tale "Eucratoscelus tenuitibialis". In realtà, tale
specie, ha fatto parte del genere "Eucratoscelus", per un breve periodo;
dopodiché ci si è resi conto che non era altri se non "Pterinochilus lugardi".
Per cui la specie ha assunto il nome con cui è stata classificata per prima;
"Pterinochilus lugardi"; appunto! In realtà, alla base di questi "sconvolgimenti",
c'è il lavoro di "Richard Gallon", il quale, si è reso conto della vera
caratteristica che diversifica indissolubilmente il genere "Eucratoscelus"
dal genere "Pterinochilus". Ovverosia, la presenza nei maschi, di una "protuberanza"
alla base dei "metatarsi" del primo paio di zampe. Tale caratteristica è
presente anche nel genere "Harpactira", ma MAI nel genere "Pterinochilus".
Per cui, un appartenente al genere "Eucratoscelus", non potrà mai far parte
del genere "Pterinochilus", né viceversa, ovviamente. Più semplice che possano
verificarsi delle "confusioni" tra il genere "Eucratoscelus" ed il genere
"Harpactira"; come, in realtà, è gia successo.

Diffusione: L'areale di distribuzione di questa specie prevede le savane
al confine tra Kenya e Tanzania.
Sembra che la specie "pachypus", sia localizzata, principalmente, nella
zona compresa tra le città di "Arusha" e "Moshi" in Tanzania e di "Magadi" in
Kenya.

Habitat: Questa specie è localizzabile, soprattutto nelle radure erbose
che punteggiano la savana. In particolar modo alla base di "Acacie" e "Baobab".
I motivi per i quali, numerose specie africane dalle abitudini prettamente
fossorie, tendano a cercare rifugio in tali "locations", sono molteplici:

1) Per trovare riparo dai "grandi erbivori" e dai predatori che popolano
la savana.
2) Per trovare riparo dal sole cocente e, quindi, anche da temperature "mortali".
3) Per trovare in profondità e alla base degli alberi una fonte di UMIDITA'
che in superficie sarebbe irreperibile!

Chiaramente da questo genere di osservazioni, devono derivare numerose "indicazioni",
sulla loro detenzione in cattività


Abitudini: Per quanto concerne questa voce; i più sanno che "Eucratoscelus
pachypus", al pari di tutti i terafosidi costituenti la sottofamiglia delle
"Harpactirinae" ("Pterinochilus", "Ceratogyrus", "Harpactira"...) è noto
per essere
un animale dalle eccellenti doti ed abitudini "fossorie".
Questa specie, in natura, ama scavare nella soffice terra rossa del suo
ambiente di origine. Sembra che possa scavare fino a profondità che possono
superare ampiamente il metro! A contrario di altri "scavatori" africani;
come il "Pelinobius muticus", questa specie sembra che tenda, però,
a prediligere la costruzione di un unico cunicolo, sfociante in un "camera";
anziché di intricati intrecci di corridoi.
A contrario di quello che viene riportato da qualche voce poco informata,
se non addirittura criminosamente faziosa, non si tratta affatto di una
specie lenta e facilmente gestibile.
Al contrario! Un esemplare adulto, quando in buona salute, ovviamente, tende
ad essere molto attivo.
Spessissimo è possibile vederlo fuori dalla propria tana anche in orario
diurno.
Sono animali piuttosto veloci, reattivi e discretamente aggressivi!
Ciò che mi stupisce maggiormente, in questo periodo, è notare una certa
aggressività anche negli "spiderlings", come anche livelli di attività veramente
sorprendenti in questi ultimi.

Rapidità di crescita ed aspettativa di vita: La "rapidità di crescita" di
questi animali, già nella fase di "spiderling", risulta essere molto bassa.
Sto allevando uno "spiderling" di 1 cm di "leg-span" di questa specie; per
cui, spero di poter fornire informazioni più dettagliate tra circa un anno.
Detto ciò, è ovvio che anche il "grow rate" negli esemplari già adulti,
sia molto basso. A fronte di ciò, si presume che il "life-span" di un esemplare
femmina possa raggiungere anche i 15 anni di vita. Come è logico, il maschio
è molto, molto meno longevo, ritengo che il suo "life-span", si aggiri intorno
ai due anni di vita. Ma non ne sono affatto sicuro.
Secondo Mr "Richard Gallon", i maschi sembrano "maturare" nel periodo tra
Maggio e Giugno.
Le femmine invece, tendono a costruire l'"egg sac" all'inizio della primavera,
quindi a temperature non eccessivamente elevate.

Descrizione: Sicuramente l'aspetto che caratterizza maggiormente questa
specie è l'ultimo paio di zampe posteriori. Queste sono ricoperte da un
fitto strato di peli lunghi. Questa caratteristica conferisce a questi ragni
l'aspetto "fuzzy" che li caratterizza; usando un termine letto su un vecchio
libro.
Tale caratteristica è presente anche in "Eucratoscelus constrictus".
In realtà tale "pittoresca" peculiarità, non è mai stata utilizzata come
"strumento" per inserire un qualche terafoside, all'interno del genere "Eucratoscelus".
Si è parlato infatti di tale "Pterinochilus lugardi", noto per un periodo
come "Eucratoscelus tenuitibialis".
Tale specie non presenta la caratteristica dei peli chitinosi più lunghi,
ad "ornare" il quarto paio di zampe.
Ritengo infatti, che la "dicitura" "tenuitibialis", derivi proprio da ciò.
Osservando un esemplare adulto, si può rilevare, come il suo aspetto ricordi
moltissimo quello dei più famosi "cugini" del genere "Pterinochilus" o "Harpactira".
Infatti, questo è evidente, principalmente, dalla tipica forma del cefalotorace;
ornato dall'altrettanto "tipico" "pattern" a sottili righe partenti dalla
"fovea"; il cosiddetto "starburst".
Altra nota comune con le altre specie della sottofamiglia delle "Harpctirinae";
è l'eccezionale lunghezza dei "fangs", in proporzione al "cefalotorace".
In realtà, questa, è una caratteristica piuttosto diffusa tra numerosissime
specie terricole africane ed asiatiche. Altra nota interessante è la colorazione
chiara della sottile zona di "confine" tra regione oculare e base dei "fangs".
Come anche piuttosto chiari tendono ad essere i "trocanteri" e l' "anello"
tra "femore" e "patella". Per quanto concerne gli "spiderlings", tendono
ad essere molto scuri, con riflessi blu. Sicuramente, quando piccoli, non
sono evidenti le lunghe "setae" lungo le zampe posteriori, per cui è facilissimo
scambiarli con numerosi altri "spiderling" della sottofamiglia delle "Harpactirinae".
"Eucratoscelus pachypus", è una specie relativamente "minuta", dal momento
che la femmina, non supera i 14 cm di "leg-span" e i 5 cm di lunghezza totale
del "corpo" (dalla curvatura dei "fangs" alla punta delle filiere principali).
Discorso totalmente differente, invece, nel caso dei maschi.
Questi infatti si diversificano moltissimo, nell'aspetto, dalle femmine.
La prima cosa che si nota, osservandone uno, è l'ultimo paio di zampe. Queste
infatti, a contrario di quelle delle femmine, sono estremamente sottili
e prive delle tipiche, lunghe, "setae". Per di più, il maschio, è più piccolo
della femmina e ornato da colori più tenui. Purtroppo questi sono i motivi,
per i quali esemplari maschi di questa specie, vengono così raramente importati.
Non è assolutamente un ragno vistoso; ciò fa di lui una "merce", "remunerativamente
poco proficua", per gli importatori, nonchè "poco interessante" agli occhi
degli "appassionati". Non voglio divagare però. Il punto essenziale nell'individuazione
del maschio di questa specie; oltre alla, ormai ovvia, presenza di quei
rigonfiamenti alla base dei "metatarsi", è la spessa linea di peli scuri,
che ne percorre longitudinalmente, per intero, l' "opistosoma".

Allevamento: come già scritto lungamente in precedenza, purtroppo questa
specie si contraddistingue per essere piuttosto difficoltosa da allevare
a lungo in terrario. Questo problema è causato da molteplici fattori.
Principalmente il problema va ricercato nel fatto che nessuno, sembra, che
sia riuscito ancora ad ottenerne la riproduzione in cattività di tale specie.
Il punto è che difficilmente vengono importati i maschi. Questi infatti
tendono ad essere piuttosto piccoli e ben poco vistosi. Per questo motivo,
non sono molto ricercati dai più e , non essendo considerati dalla maggior
parte degli importatori come "remunerativamente interessanti", difficilmente
se
ne vedono in giro. A questo discorso, se ne ricollega, ovviamente, un altro.
Quello sulla depauperazione dell'ambiente naturale. Infatti è presumibile
pensare che gli esemplari noti in cattività siano per lo più esemplari "wild
caught". Ne consegue l'arrivo sui mercati (europei ed americani; in primis),
di animali indeboliti dalle varie fasi della cattura e del trasporto ed
irrimediabilmente compromessi da numerose parassitosi interne ed esterne.
Fortunatamente, in qualche rara occasione, è possibile reperire degli "spiderlings",
originati da femmine "w.c." già gravide. Ritengo che il "rilancio" di tale
specie sia indissolubilmente legato a tali animali, visto che con gli esemplari
"wild caught" già grandi, tale "rilancio" sembra aver inesorabilmente fallito.

Per quanto riguarda aspetti più tecnici di allevamento.
Ritengo che, per un esemplare adulto, una vasca
cubica di 30cm i lato, sia più che sufficiente; anche per tentare l'accoppiamento.
Tale vasca dovrebbe essere riempita almeno per 20/22 cm con del substrato
nel quale il ragno possa scavare. Per quanto concerne il substrato; per
questa
specie consiglio l'esclusivo utilizzo di "torba neutra".
Sarebbe meglio cercare di "sgranare" la torba il più possibile e magari
passarla al setaccio, per
eliminare le parti più grandi; che, per giunta, sono quelle più soggette
ad "ammuffire". Questo, al fine di rendere la torba ben più simile al "soffice"
"substrato" nel quale questa specie scava in natura. La torba va senz'altro
sterilizzata in forno a "microonde", per almeno due minuti.
Se non avete il forno a microonde, va bene anche quello elettrico, però,
ovviamente, i tempi saranno sensibilmente maggiori.Per intenderci almeno
mezz'ora ad una temperatura di 200°C. Fatto questo si può disporre il substrato
all'interno del terrario. Suggerisco di non fare si che sia "pareggiato"
in superficie. Molto meglio disporlo a "scalare". Ovverosia, riempiendo
la vasca fin quasi all'orlo lungo la parete posteriore, per poi scendere
gradualmente fino alla anteriore. Così facendo, ho potuto rilevare numerosi
vantaggi (con altre specie). Il primo dei quali si ottiene in fase di accoppiamento.
Infatti lungo la parte "alta", si "favorirà" il rifugio della femmina e
nella parte inferiore quello del maschio.
"Si, ma come"? Molti di voi si chiederanno.
In realtà, nel caso di "Eucratoscelus pachypus", si parla di un terafoside
"fossorio", per cui un abile scavatore. Lungi da noi volergli impedire di
scavarsi una tana in maniera autonoma.
Ovviamente però, cercando di favorire l'osservazione dell'animale da parte
dell'allevatore!
Per fare questo il ragno andrà "guidato", se non addirittura "imbrogliato".
"Ma come"?
Lungo la parete posteriore, all'incrocio tra questa e la parete laterale,
andremo ad inserire, all'interno del "substrato", (li dove è più alto),
una corteccia di sughero non eccessivamente grande. Cercando di posizionarla
in maniera più verticale possibile; ovverosia in modo che non tocchi assolutamente
nessuna delle due pareti di vetro. La corteccia fungerà da "corridoio" per
la costruzione, ad opera esclusiva del ragno, della sua tana.
Infatti lo scopo dell'allevatore dovrebbe essere quello di "indirizzare"
l'animale, non fare il lavoro per lui!
A questo punto, la corteccia avrà costituito una sorta di "conca", piena
al proprio interno di substrato.
Ma come fare in modo che il ragno decida di scavare a partire proprio dallo
spazio individuato dall'intercapedine (sepolta sotto il substrato) creatasi
tra corteccia, parete laterale e parete posteriore?
Qui viene fuori l' "inganno tattico" di "machiavelliana memoria" cui facevo
menzione in precedenza.
Con la mano, rimuoveremo da quell' "intercapedine sepolta", del substrato,
"disseppellendola",
per non più di 3/4 cm.
Molti di voi allora si chiederanno: "per quale motivo il ragno, tra tanto
spazio deciderà di inserirsi proprio in quel misero avvallamento preconfigurato"?
In realtà un ragno "fossorio" (come anche un "opportunista" o "occasionale")
tende per istinto a cercare rifugi già esistenti su cui "lavorare" piuttosto
che iniziare da zero!
In realtà il punto è: "perché il ragno decide di salire lungo il pendio
per scavare in alto, invece che rimanere in basso"? La risposta è molto
semplice quanto curiosa;
poiché un ragno, posto alla base di una qualsivoglia superficie inclinata,
istintivamente tenderà sempre a salire.
Questo per giunta è uno dei tanti "trucchetti", adoperati per far "recitare"
i ragni nei films. Questo genere di "espediente", favorisce molto la riproduzione,
soprattutto nel caso in cui il maschio sia un pò "lento". A tal proposito,
lungo la parte bassa del substrato è meglio scavare un rifugio in cui il
maschio possa "riparare" in caso di pericolo.
Tale soluzione, nel disporre il "substrato", favorisce anche l'estetica,
conferendo piena "profondità" al tutto.
Il terrario, va poi completato con un basso recipiente per l'acqua (ad esempio
sono ottime le "capsule di Petri"), con un paio di termometri (uno posto
in alto a sinistra e uno in basso a destra) e un igrometro.
Importanti, in fase di progettazione, i classici fori a livelli sfalsati
lungo due pareti
speculari. Consiglio di effettuarli lungo le laterali, in modo da non rovinare
l'estetica.
Per quanto concerne il riscaldamento, ottime le "piastre riscaldanti" o
i "cavetti", posti sempre esternamente, e, ovviamente, da non dimenticare,
il termostato!
In più, "Eucratoscelus pachypus", tende a preferire una temperatura maggiore
in superficie ed un ambiente più "fresco" ed umido, in profondità. Per ovviare
a ciò, consiglio di disporre la "serpentina" o il "tappetino" lungo la parete
laterale, non interessata alla costruzione del cunicolo (vedi poche righe
su).

Per quanto riguarda aspetti più tecnici:
UMIDITA':
70% diurna, 80% notturna.

TEMPERATURE ESTIVE:
27/28°c diurna, 29/30°c tra mezzodì e le 14:00, 26°c durante l'arco
del pomeriggio, 23/24°c notturna.

TEMPERATURE INVERNALI:
25°c diurna, 27°c nel primo pomeriggio, 23/24°c nel tardo pomeriggio,
20°c notturna.

Per quanto concerne la nebulizzazione, consiglio di effettuarla solo la
sera.
La mattina, secondo me, sarebbe meglio lasciar "colare" un pò d'acqua verso
gli strati più bassi del substrato, ovviamente senza allagare niente ne,
soprattutto, la tana dell'animale. Si può fare ciò utilizzando una siringa
con collegato, in punta, una porzione di tubo per acquari (quello trasparente
da 5 mm di diametro), da inserire all'interno del substrato.

Riproduzione: Purtroppo, non credo che siano molte le persone in grado di
dire qualcosa che vada oltre le solite "dottrine bibliografiche". Personalmente,
per il momento, decisamente non faccio parte di quelle poche persone. E'
prevedibile pensare che la dinamica dell'accoppiamento, non sia dissimile
da quella degli altri appartenenti alla sottofamiglia.
Però, questa è solo una mera supposizione, che personalmente non posso confermare
in nessunissima maniera con dei dati reali.

Conclusioni: La specie "Eucratoscelus pachypus", sicuramente rappresenta
una grande "incognita" per numerosi allevatori e una grande "sfida" per
altri. Sicuramente sono animali dall'indubbio fascino. La speranza, a questo
punto, è che qualcuno riesca a fare qualcosa di "concreto" anche per la
salvaguardia della specie! Infatti l'impossibilità, ad oggi, di provvedere
alla sua riproduzione in cattività, ne sta "selvaggiamente" minando la sopravvivenza
in natura. Per questo rinnovo la mia speranza; che, chi voglia comperare
"Eucratoscelus pachypus", preferisca spendere un pò di soldi in più e comprare
un raro "spiderling", piuttosto che acquistare un esemplare già adulto;
anche se a buon mercato. Anche perché i "conti" si faranno tutti alla fine.

Ringraziamenti: Vorrei ringraziare di cuore Mr "Richard C. Gallon" e Mr "Rick
C. West", per le impagabili informazioni fornitemi e, soprattutto, per la
loro enorme competenza eppure la loro altrettanto enorme educazione, pazienza
e soprattutto umiltà. Caratteristiche queste proprie solo dei grandi uomini.
Esattamente quali loro sono.
Un ringraziamento speciale a "Richard C. Gallon", per la "Pterinochilus paper" celermente inviatami!

2016_02_19-17_22_37_c27b8.jpg

 

2016_02_19-17_22_37_c2dd1.jpg

 

Fotografie di Richard C. Gallon

Link al commento
Condividi su altri siti

Salve a tutti.

Spero che vi sia utile, quantomeno per conoscere un po di più una specie veramente poco nota.

Scusatemi se talvolta vi saranno degli "Edited by", ma di tanto in tanto trovo degli errori da correggere.

Se avete dei suggerimenti e/o delle domande, vi risponderò sia in pubblico che in privato.

In più, molto presto arriveranno le foto.

Grazie per la vostra attenzione.

Diego Nannuzzi.

Link al commento
Condividi su altri siti

  • 7 mesi dopo...

Buone novelle!

ieri a longarone sono riuscito a trovare di W.C. una femmina fresca e un maschio attivo!

tra circa 2 settimane provo l'accoppiamento.

 

Vi faccio sapere al più presto novità nella sezione riproduzioni....

 

Alvise

 

P.S.incrociate le dita e sperate....

Link al commento
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per lasciare un commento

Devi essere un membro per lasciare un commento

Crea un account

Iscriviti per un nuovo account nella nostra community. È facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Sei già registrato? Accedi qui.

Accedi Ora
  • Chi sta navigando   0 utenti

    • Nessun utente registrato visualizza questa pagina.
×
×
  • Crea Nuovo...

Informazioni importanti

By using this site, you agree to our Terms of Use and Privacy Policy..