Diego Inviato 26 Novembre 2002 Segnala Condividi Inviato 26 Novembre 2002 "Eucratoscelus pachypus" (Schmidt - von Wirth, 1990) Sottofamiglia: "Harpactirinae"Nome scientifico: "Eucratoscelus pachypus"Nomi comuni: "Tanzanian Stoutlegged Baboon spider"Specie correlate: Ad oggi le due uniche specie facenti parte di questo,enigmatico genere sono: "Eucratoscelus pachypus" (Schmidt und von Wirth,1990)ed "Eucratoscelus constrictus" (Gerstacker, 1873). Quest'ultimo è il terafosidenoto un tempo come "Harpactira constricta". L'origine di quest'ultima specie;come appartenente al genere "Eucratoscelus", è materia dell'anno che sista concludendo! Infatti, "Richard Gallon", ha scoperto come, in realtà,"Eucratoscelus longiceps" e "Pterinochilus spinifer", siano esattamentela stessa specie. Ma non solo! Questi due (anche se sarebbe bene parlareal singolare), non sono altri che il ragno noto un tempo come "Harpactiraconstricta". Per cui, "Eucratoscelus constrictus", non è altri se non "Eucratosceluslongiceps" e "Pterinochilus spinifer". Per sintetizzare, sotto il nome "Eucratoscelusconstrictus", sono stati accorpati: "Eucratoscelus longiceps", "Pterinochilusspinifer" ed "Harpactira constricta"! In più consultando il sito di "RickC. West", mi sono imbattuto in tale "Pterinochilus constrictus". Si potrebbepensare che tale "dicitura", sia un "junior synonimus" di "Harpactira constricta"("Eucratoscelus constrictum"); il realtà la dicitura "Pterinochilus constrictum", fu una fase "intermedia" tra "Harpactira constricta" ed "Eucratoscelus constrictus". Tempo fa, mi arrivò, per giunta, all'orecchio,una voce che parlava di tale "Eucratoscelus tenuitibialis". In realtà, talespecie, ha fatto parte del genere "Eucratoscelus", per un breve periodo;dopodiché ci si è resi conto che non era altri se non "Pterinochilus lugardi".Per cui la specie ha assunto il nome con cui è stata classificata per prima;"Pterinochilus lugardi"; appunto! In realtà, alla base di questi "sconvolgimenti",c'è il lavoro di "Richard Gallon", il quale, si è reso conto della veracaratteristica che diversifica indissolubilmente il genere "Eucratoscelus"dal genere "Pterinochilus". Ovverosia, la presenza nei maschi, di una "protuberanza"alla base dei "metatarsi" del primo paio di zampe. Tale caratteristica èpresente anche nel genere "Harpactira", ma MAI nel genere "Pterinochilus".Per cui, un appartenente al genere "Eucratoscelus", non potrà mai far partedel genere "Pterinochilus", né viceversa, ovviamente. Più semplice che possanoverificarsi delle "confusioni" tra il genere "Eucratoscelus" ed il genere"Harpactira"; come, in realtà, è gia successo.Diffusione: L'areale di distribuzione di questa specie prevede le savaneal confine tra Kenya e Tanzania.Sembra che la specie "pachypus", sia localizzata, principalmente, nellazona compresa tra le città di "Arusha" e "Moshi" in Tanzania e di "Magadi" inKenya.Habitat: Questa specie è localizzabile, soprattutto nelle radure erboseche punteggiano la savana. In particolar modo alla base di "Acacie" e "Baobab".I motivi per i quali, numerose specie africane dalle abitudini prettamentefossorie, tendano a cercare rifugio in tali "locations", sono molteplici:1) Per trovare riparo dai "grandi erbivori" e dai predatori che popolanola savana.2) Per trovare riparo dal sole cocente e, quindi, anche da temperature "mortali".3) Per trovare in profondità e alla base degli alberi una fonte di UMIDITA'che in superficie sarebbe irreperibile!Chiaramente da questo genere di osservazioni, devono derivare numerose "indicazioni",sulla loro detenzione in cattivitàAbitudini: Per quanto concerne questa voce; i più sanno che "Eucratosceluspachypus", al pari di tutti i terafosidi costituenti la sottofamiglia delle"Harpactirinae" ("Pterinochilus", "Ceratogyrus", "Harpactira"...) è notoper essereun animale dalle eccellenti doti ed abitudini "fossorie".Questa specie, in natura, ama scavare nella soffice terra rossa del suoambiente di origine. Sembra che possa scavare fino a profondità che possonosuperare ampiamente il metro! A contrario di altri "scavatori" africani;come il "Pelinobius muticus", questa specie sembra che tenda, però,a prediligere la costruzione di un unico cunicolo, sfociante in un "camera";anziché di intricati intrecci di corridoi.A contrario di quello che viene riportato da qualche voce poco informata,se non addirittura criminosamente faziosa, non si tratta affatto di unaspecie lenta e facilmente gestibile.Al contrario! Un esemplare adulto, quando in buona salute, ovviamente, tendead essere molto attivo.Spessissimo è possibile vederlo fuori dalla propria tana anche in orariodiurno.Sono animali piuttosto veloci, reattivi e discretamente aggressivi!Ciò che mi stupisce maggiormente, in questo periodo, è notare una certaaggressività anche negli "spiderlings", come anche livelli di attività veramentesorprendenti in questi ultimi.Rapidità di crescita ed aspettativa di vita: La "rapidità di crescita" diquesti animali, già nella fase di "spiderling", risulta essere molto bassa.Sto allevando uno "spiderling" di 1 cm di "leg-span" di questa specie; percui, spero di poter fornire informazioni più dettagliate tra circa un anno.Detto ciò, è ovvio che anche il "grow rate" negli esemplari già adulti,sia molto basso. A fronte di ciò, si presume che il "life-span" di un esemplarefemmina possa raggiungere anche i 15 anni di vita. Come è logico, il maschioè molto, molto meno longevo, ritengo che il suo "life-span", si aggiri intornoai due anni di vita. Ma non ne sono affatto sicuro.Secondo Mr "Richard Gallon", i maschi sembrano "maturare" nel periodo traMaggio e Giugno.Le femmine invece, tendono a costruire l'"egg sac" all'inizio della primavera,quindi a temperature non eccessivamente elevate.Descrizione: Sicuramente l'aspetto che caratterizza maggiormente questaspecie è l'ultimo paio di zampe posteriori. Queste sono ricoperte da unfitto strato di peli lunghi. Questa caratteristica conferisce a questi ragnil'aspetto "fuzzy" che li caratterizza; usando un termine letto su un vecchiolibro.Tale caratteristica è presente anche in "Eucratoscelus constrictus".In realtà tale "pittoresca" peculiarità, non è mai stata utilizzata come"strumento" per inserire un qualche terafoside, all'interno del genere "Eucratoscelus".Si è parlato infatti di tale "Pterinochilus lugardi", noto per un periodocome "Eucratoscelus tenuitibialis".Tale specie non presenta la caratteristica dei peli chitinosi più lunghi,ad "ornare" il quarto paio di zampe.Ritengo infatti, che la "dicitura" "tenuitibialis", derivi proprio da ciò.Osservando un esemplare adulto, si può rilevare, come il suo aspetto ricordimoltissimo quello dei più famosi "cugini" del genere "Pterinochilus" o "Harpactira".Infatti, questo è evidente, principalmente, dalla tipica forma del cefalotorace;ornato dall'altrettanto "tipico" "pattern" a sottili righe partenti dalla"fovea"; il cosiddetto "starburst".Altra nota comune con le altre specie della sottofamiglia delle "Harpctirinae";è l'eccezionale lunghezza dei "fangs", in proporzione al "cefalotorace".In realtà, questa, è una caratteristica piuttosto diffusa tra numerosissimespecie terricole africane ed asiatiche. Altra nota interessante è la colorazionechiara della sottile zona di "confine" tra regione oculare e base dei "fangs".Come anche piuttosto chiari tendono ad essere i "trocanteri" e l' "anello"tra "femore" e "patella". Per quanto concerne gli "spiderlings", tendonoad essere molto scuri, con riflessi blu. Sicuramente, quando piccoli, nonsono evidenti le lunghe "setae" lungo le zampe posteriori, per cui è facilissimoscambiarli con numerosi altri "spiderling" della sottofamiglia delle "Harpactirinae"."Eucratoscelus pachypus", è una specie relativamente "minuta", dal momentoche la femmina, non supera i 14 cm di "leg-span" e i 5 cm di lunghezza totaledel "corpo" (dalla curvatura dei "fangs" alla punta delle filiere principali).Discorso totalmente differente, invece, nel caso dei maschi.Questi infatti si diversificano moltissimo, nell'aspetto, dalle femmine.La prima cosa che si nota, osservandone uno, è l'ultimo paio di zampe. Questeinfatti, a contrario di quelle delle femmine, sono estremamente sottilie prive delle tipiche, lunghe, "setae". Per di più, il maschio, è più piccolodella femmina e ornato da colori più tenui. Purtroppo questi sono i motivi,per i quali esemplari maschi di questa specie, vengono così raramente importati.Non è assolutamente un ragno vistoso; ciò fa di lui una "merce", "remunerativamentepoco proficua", per gli importatori, nonchè "poco interessante" agli occhidegli "appassionati". Non voglio divagare però. Il punto essenziale nell'individuazionedel maschio di questa specie; oltre alla, ormai ovvia, presenza di queirigonfiamenti alla base dei "metatarsi", è la spessa linea di peli scuri,che ne percorre longitudinalmente, per intero, l' "opistosoma".Allevamento: come già scritto lungamente in precedenza, purtroppo questaspecie si contraddistingue per essere piuttosto difficoltosa da allevarea lungo in terrario. Questo problema è causato da molteplici fattori.Principalmente il problema va ricercato nel fatto che nessuno, sembra, chesia riuscito ancora ad ottenerne la riproduzione in cattività di tale specie.Il punto è che difficilmente vengono importati i maschi. Questi infattitendono ad essere piuttosto piccoli e ben poco vistosi. Per questo motivo,non sono molto ricercati dai più e , non essendo considerati dalla maggiorparte degli importatori come "remunerativamente interessanti", difficilmentesene vedono in giro. A questo discorso, se ne ricollega, ovviamente, un altro.Quello sulla depauperazione dell'ambiente naturale. Infatti è presumibilepensare che gli esemplari noti in cattività siano per lo più esemplari "wildcaught". Ne consegue l'arrivo sui mercati (europei ed americani; in primis),di animali indeboliti dalle varie fasi della cattura e del trasporto edirrimediabilmente compromessi da numerose parassitosi interne ed esterne.Fortunatamente, in qualche rara occasione, è possibile reperire degli "spiderlings",originati da femmine "w.c." già gravide. Ritengo che il "rilancio" di talespecie sia indissolubilmente legato a tali animali, visto che con gli esemplari"wild caught" già grandi, tale "rilancio" sembra aver inesorabilmente fallito.Per quanto riguarda aspetti più tecnici di allevamento.Ritengo che, per un esemplare adulto, una vascacubica di 30cm i lato, sia più che sufficiente; anche per tentare l'accoppiamento.Tale vasca dovrebbe essere riempita almeno per 20/22 cm con del substratonel quale il ragno possa scavare. Per quanto concerne il substrato; perquestaspecie consiglio l'esclusivo utilizzo di "torba neutra".Sarebbe meglio cercare di "sgranare" la torba il più possibile e magaripassarla al setaccio, pereliminare le parti più grandi; che, per giunta, sono quelle più soggettead "ammuffire". Questo, al fine di rendere la torba ben più simile al "soffice""substrato" nel quale questa specie scava in natura. La torba va senz'altrosterilizzata in forno a "microonde", per almeno due minuti.Se non avete il forno a microonde, va bene anche quello elettrico, però,ovviamente, i tempi saranno sensibilmente maggiori.Per intenderci almenomezz'ora ad una temperatura di 200°C. Fatto questo si può disporre il substratoall'interno del terrario. Suggerisco di non fare si che sia "pareggiato"in superficie. Molto meglio disporlo a "scalare". Ovverosia, riempiendola vasca fin quasi all'orlo lungo la parete posteriore, per poi scenderegradualmente fino alla anteriore. Così facendo, ho potuto rilevare numerosivantaggi (con altre specie). Il primo dei quali si ottiene in fase di accoppiamento.Infatti lungo la parte "alta", si "favorirà" il rifugio della femmina enella parte inferiore quello del maschio."Si, ma come"? Molti di voi si chiederanno.In realtà, nel caso di "Eucratoscelus pachypus", si parla di un terafoside"fossorio", per cui un abile scavatore. Lungi da noi volergli impedire discavarsi una tana in maniera autonoma.Ovviamente però, cercando di favorire l'osservazione dell'animale da partedell'allevatore!Per fare questo il ragno andrà "guidato", se non addirittura "imbrogliato"."Ma come"?Lungo la parete posteriore, all'incrocio tra questa e la parete laterale,andremo ad inserire, all'interno del "substrato", (li dove è più alto),una corteccia di sughero non eccessivamente grande. Cercando di posizionarlain maniera più verticale possibile; ovverosia in modo che non tocchi assolutamentenessuna delle due pareti di vetro. La corteccia fungerà da "corridoio" perla costruzione, ad opera esclusiva del ragno, della sua tana.Infatti lo scopo dell'allevatore dovrebbe essere quello di "indirizzare"l'animale, non fare il lavoro per lui!A questo punto, la corteccia avrà costituito una sorta di "conca", pienaal proprio interno di substrato.Ma come fare in modo che il ragno decida di scavare a partire proprio dallospazio individuato dall'intercapedine (sepolta sotto il substrato) creatasitra corteccia, parete laterale e parete posteriore?Qui viene fuori l' "inganno tattico" di "machiavelliana memoria" cui facevomenzione in precedenza.Con la mano, rimuoveremo da quell' "intercapedine sepolta", del substrato,"disseppellendola",per non più di 3/4 cm.Molti di voi allora si chiederanno: "per quale motivo il ragno, tra tantospazio deciderà di inserirsi proprio in quel misero avvallamento preconfigurato"?In realtà un ragno "fossorio" (come anche un "opportunista" o "occasionale")tende per istinto a cercare rifugi già esistenti su cui "lavorare" piuttostoche iniziare da zero!In realtà il punto è: "perché il ragno decide di salire lungo il pendioper scavare in alto, invece che rimanere in basso"? La risposta è moltosemplice quanto curiosa;poiché un ragno, posto alla base di una qualsivoglia superficie inclinata,istintivamente tenderà sempre a salire.Questo per giunta è uno dei tanti "trucchetti", adoperati per far "recitare"i ragni nei films. Questo genere di "espediente", favorisce molto la riproduzione,soprattutto nel caso in cui il maschio sia un pò "lento". A tal proposito,lungo la parte bassa del substrato è meglio scavare un rifugio in cui ilmaschio possa "riparare" in caso di pericolo.Tale soluzione, nel disporre il "substrato", favorisce anche l'estetica,conferendo piena "profondità" al tutto.Il terrario, va poi completato con un basso recipiente per l'acqua (ad esempiosono ottime le "capsule di Petri"), con un paio di termometri (uno postoin alto a sinistra e uno in basso a destra) e un igrometro.Importanti, in fase di progettazione, i classici fori a livelli sfalsatilungo due paretispeculari. Consiglio di effettuarli lungo le laterali, in modo da non rovinarel'estetica.Per quanto concerne il riscaldamento, ottime le "piastre riscaldanti" oi "cavetti", posti sempre esternamente, e, ovviamente, da non dimenticare,il termostato!In più, "Eucratoscelus pachypus", tende a preferire una temperatura maggiorein superficie ed un ambiente più "fresco" ed umido, in profondità. Per ovviarea ciò, consiglio di disporre la "serpentina" o il "tappetino" lungo la paretelaterale, non interessata alla costruzione del cunicolo (vedi poche righesu).Per quanto riguarda aspetti più tecnici:UMIDITA':70% diurna, 80% notturna.TEMPERATURE ESTIVE:27/28°c diurna, 29/30°c tra mezzodì e le 14:00, 26°c durante l'arcodel pomeriggio, 23/24°c notturna.TEMPERATURE INVERNALI:25°c diurna, 27°c nel primo pomeriggio, 23/24°c nel tardo pomeriggio,20°c notturna.Per quanto concerne la nebulizzazione, consiglio di effettuarla solo lasera.La mattina, secondo me, sarebbe meglio lasciar "colare" un pò d'acqua versogli strati più bassi del substrato, ovviamente senza allagare niente ne,soprattutto, la tana dell'animale. Si può fare ciò utilizzando una siringacon collegato, in punta, una porzione di tubo per acquari (quello trasparenteda 5 mm di diametro), da inserire all'interno del substrato.Riproduzione: Purtroppo, non credo che siano molte le persone in grado didire qualcosa che vada oltre le solite "dottrine bibliografiche". Personalmente,per il momento, decisamente non faccio parte di quelle poche persone. E'prevedibile pensare che la dinamica dell'accoppiamento, non sia dissimileda quella degli altri appartenenti alla sottofamiglia.Però, questa è solo una mera supposizione, che personalmente non posso confermarein nessunissima maniera con dei dati reali.Conclusioni: La specie "Eucratoscelus pachypus", sicuramente rappresentauna grande "incognita" per numerosi allevatori e una grande "sfida" peraltri. Sicuramente sono animali dall'indubbio fascino. La speranza, a questopunto, è che qualcuno riesca a fare qualcosa di "concreto" anche per lasalvaguardia della specie! Infatti l'impossibilità, ad oggi, di provvederealla sua riproduzione in cattività, ne sta "selvaggiamente" minando la sopravvivenzain natura. Per questo rinnovo la mia speranza; che, chi voglia comperare"Eucratoscelus pachypus", preferisca spendere un pò di soldi in più e comprareun raro "spiderling", piuttosto che acquistare un esemplare già adulto;anche se a buon mercato. Anche perché i "conti" si faranno tutti alla fine.Ringraziamenti: Vorrei ringraziare di cuore Mr "Richard C. Gallon" e Mr "RickC. West", per le impagabili informazioni fornitemi e, soprattutto, per laloro enorme competenza eppure la loro altrettanto enorme educazione, pazienzae soprattutto umiltà. Caratteristiche queste proprie solo dei grandi uomini.Esattamente quali loro sono.Un ringraziamento speciale a "Richard C. Gallon", per la "Pterinochilus paper" celermente inviatami! Fotografie di Richard C. Gallon Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
RiKy Inviato 26 Novembre 2002 Segnala Condividi Inviato 26 Novembre 2002 grande diego rieccola !! RiKy :-P Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Diego Inviato 26 Novembre 2002 Autore Segnala Condividi Inviato 26 Novembre 2002 Salve a tutti. Spero che vi sia utile, quantomeno per conoscere un po di più una specie veramente poco nota. Scusatemi se talvolta vi saranno degli "Edited by", ma di tanto in tanto trovo degli errori da correggere. Se avete dei suggerimenti e/o delle domande, vi risponderò sia in pubblico che in privato. In più, molto presto arriveranno le foto. Grazie per la vostra attenzione. Diego Nannuzzi. Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
MatteoG Inviato 29 Novembre 2002 Segnala Condividi Inviato 29 Novembre 2002 Ti ringrazio per aver "ripostato" la scheda... Mi sarebbe davvero spiaciuto averla persa! Matteo G ****ARACNOFILIA**** Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
H.Lividum Inviato 29 Giugno 2003 Segnala Condividi Inviato 29 Giugno 2003 Buone novelle! ieri a longarone sono riuscito a trovare di W.C. una femmina fresca e un maschio attivo! tra circa 2 settimane provo l'accoppiamento. Vi faccio sapere al più presto novità nella sezione riproduzioni.... Alvise P.S.incrociate le dita e sperate.... Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Andrea Inviato 30 Giugno 2003 Segnala Condividi Inviato 30 Giugno 2003 Avrei voluto anch'io tentarne l'accoppiamento, ma il ragazzo che doveva vendermi le coppie si è improvvisamente dileguato...spero davvero che ti vada bene. In bocca al lupo. Andrea Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
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