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Aggiornamento sul D.L.


Guest Francesco

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Guest Francesco

Consultando il sito del Senato della Repubblica, ho trovato gli aggiornamenti riguardo al D.L. 159, questi sono:

Il Senato ha approvato in data 23 luglio, modificandolo solo marginalmente il D.L. sulla detenzione e commercio di aracnidi pericolosi che ora passa alla Camera dei Deputati per l'approvazione.

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vi allego di seguito, (scusami MATTEO lo so che è lunghisssssimo) il testo della discussione in aula del decreto legge:

 

 

Discussione del disegno di legge:

 

(2384) Conversione in legge del decreto-legge 3 luglio 2003, n. 159, recante divieto di commercio e detenzione di aracnidi altamente pericolosi per l’uomo (Relazione orale)

 

 

Approvazione, con modificazioni, con il seguente titolo: Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 3 luglio 2003, n. 159, recante divieto di commercio e detenzione di aracnidi altamente pericolosi per l’uomo

 

 

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 2384, che dovrebbe concludersi entro un’ora, incluse le dichiarazioni di voto.

 

Sono previsti 5 minuti per il relatore, 5 minuti per il Governo, 6 minuti per Alleanza Nazionale, 4 minuti per l’UDC, 7 minuti per i Democratici di Sinistra, 8 minuti per Forza Italia, 4 minuti per la Lega Nord, 5 per la Margherita, 5 minuti per il Gruppo Misto, 4 minuti per le Autonomie, 4 minuti per i Verdi e 3 minuti per i dissenzienti, quasi ridotti al silenzio.

 

Il relatore, senatore Tatò, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta.

 

Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore.

 

 

TATO', relatore. Signor Presidente, signori rappresentanti del Governo, colleghi e colleghe, il tempo così ristretto mi impone di fare una sintesi molto veloce del mio scritto, con il proposito di consegnarlo affinché rimanga agli atti.

 

Il disegno di legge n. 2384 ora in discussione è volto alla conversione in legge del decreto-legge 3 luglio del 2003, n. 159, recante "Divieto di commercio e detenzione di aracnidi altamente pericolosi per l’uomo".

 

Il decreto-legge, all’articolo 1, comma 1, considera "potenzialmente pericolosi per l’incolumità e la salute pubblica tutti gli esemplari vivi di aracnidi selvatici, ovvero provenienti da riproduzioni in cattività, che possono arrecare, con la loro azione diretta, effetti mortali o invalidanti per l’uomo o che comunque possono costituire pericolo per l’incolumità pubblica". È noto, infatti, che le punture di aracnide possono determinare nell’uomo reazioni anche gravi.

 

Non mi soffermo a descrivere le caratteristiche anatomiche, fisiologiche e funzionali di questi esseri, ma voglio soltanto dire che gli aracnidi complessivamente appartengono ad una classe ed hanno in comune una caratteristica, la produzione di sostanze velenifere.

 

Agli aracnidi appartiene l'ordine dei ragni, tra i quali voglio ricordare il ragno comune, la tarantola, la vedova nera, il ragno dei cunicoli ed altre specie di ragni che lo stesso nome determina, come i ragni-granchi, i ragni-lupo, i ragni-saltatori e via discorrendo.

 

Abbiamo l'ordine degli opilionidi e l'ordine degli scorpioni che è il più pericoloso. Tra le varie specie vi è l'Androctonus e la Centruroides: quest'ultima, ad esempio, ha una capacità velenifera altissima, tanto che la dose di circa 0,3 milligrammi di veleno per un topolino è letale. Infine, alla stessa classe appartiene l'ordine degli acari, più comunemente chiamati zecche, il ragnetto rosso e il ragnetto giallo.

 

In conclusione, da questo excursus si può capire come la commercializzazione e la detenzione di questi animali che costituisce un pericolo per la salute, necessita di una prevenzione in quanto implica anche un aspetto economico per le spese sostenute dalla società. Infatti, oltre al trattamento ambulatoriale nei casi più lievi, si deve giungere, in presenza di shock anafilattico ad una rapida ospedalizzazione con l'impegno di personale ed anche con la perdita di giornate lavorative.

 

In conclusione, il decreto legislativo vuole coprire una lacuna contenuta nella legge 7 febbraio 1992, n. 150, ove si parla soltanto di mammiferi e serpenti velenosi e vuole allo stesso tempo prevedere sanzioni per chi detiene questi animali, imponendo l'obbligo alla prefettura territorialmente competente di farne denuncia.

 

Si tratta, quindi, di un provvedimento che ritengo debba essere approvato in tempi rapidi, poiché gli aracnidi costituiscono un grave pericolo non solo per i soggetti in età infantile e giovanile ma anche per tanti adulti inconsapevoli, incoscienti o imprudenti.

 

 

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.

 

È iscritto a parlare il senatore Danzi. Non essendo presente in Aula, si intende vi abbia rinunciato.

 

Dichiaro pertanto chiusa la discussione generale.

 

Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo.

 

 

CURSI, sottosegretario di Stato per la salute. Signor Presidente, quanto detto dal relatore penso sia sufficiente a far capire l'urgenza e l'importanza di questo provvedimento, per cui mi limito soltanto a dare atto al senatore Tatò della proprietà con cui ha affrontato l’argomento e mi rimetto a quanto da lui esposto.

 

 

PRESIDENTE. Passiamo all'ordine del giorno G1, che invito il relatore ad illustrare.

 

 

TATO', relatore. Signor Presidente, quest'ordine del giorno è volto a coprire la lacuna di cui ho parlato prima e quindi ad inserire altre specie pericolose negli elenchi esistenti. Esso impegna il Governo ad abolire la deroga al divieto di detenzione ai soli fini ludici di queste specie, mentre la detenzione viene consentita agli enti a scopo di ricerca e studi scientifici.

 

 

PRESIDENTE. Invito il rappresentante del Governo a pronunciarsi sull'ordine del giorno in esame.

 

 

CURSI, sottosegretario di Stato per la salute. Accolgo l'ordine del giorno.

 

 

PRESIDENTE. Essendo stato accolto dal Governo, l’ordine del giorno G1 non sarà posto ai voti.

 

Do lettura del parere espresso dalla 1a Commissione permanente sugli emendamenti al disegno di legge in esame: "La Commissione, esaminati gli emendamenti riferiti al disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo".

 

Passiamo all'esame dell'articolo 1 del disegno di legge.

 

Avverto che gli emendamenti si intendono riferiti al testo del decreto-legge da convertire.

 

Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 1 del decreto-legge, che invito i presentatori ad illustrare.

 

 

TURRONI (Verdi-U). Signor Presidente, il provvedimento riguarda, come è noto, l'integrazione delle specie animali considerate pericolose.

 

Poco fa abbiamo sentito il relatore indicare talune specie di aracnidi che possono pregiudicare la salute dei cittadini. La Commissione ha presentato un ordine del giorno che va nella direzione dell'emendamento 1.101 da me presentato. Il testo indica, infatti, specie di aracnidi selvatici che vivono sotto i sassi e nei deserti, in luoghi assai meno ameni dei boschi.

 

Piuttosto che limitarsi ad accogliere l'ordine del giorno, sarebbe opportuno che il relatore e il Governo valutassero la proposta di introdurre nel testo l'obbligo per il Ministro dell'ambiente, incaricato del rispetto della Convenzione internazionale, di concerto con i Ministri dell'interno, della salute e delle politiche agricole, di provvedere all’elencazione degli esemplari e delle specie pericolose, ad alcune delle quali ha fatto riferimento il relatore nella sua relazione.

 

Raccomando l'introduzione di questa precisazione nel testo legislativo. Come sappiamo, ad occuparsi della questione saranno il Corpo forestale, i Carabinieri, la Polizia di frontiera. Sarebbe meglio chiamare questi animali con il loro nome e cognome; molto spesso è in latino ed è ancora più difficile identificarli. (Applausi dal Gruppo Verdi-U e del senatore Pedrazzini).

 

 

TATO', relatore. Signor Presidente, l'emendamento 1.3 è puramente tecnico e di coordinamento, limitandosi ad aggiungere le parole "successive modificazioni".

 

L'emendamento 1.4 è volto a chiarire la data di decorrenza del termine dei novanta giorni, previsto per la denuncia alla prefettura territorialmente competente. Si specifica che si tratta della data di entrata in vigore del presente decreto-legge, cioè il 5 luglio del corrente anno. Si precisano inoltre, in conformità con la disciplina in vigore per i mammiferi e i rettili pericolosi, di cui alla legge 7 febbraio 1992, n. 150, gli obblighi di denuncia e le esenzioni. Sono due emendamenti tecnici, esplicativi e non aggiuntivi di alcunché.

 

 

PRESIDENTE. Invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame.

 

 

TATO', relatore. Il concetto espresso dall'emendamento 1.101 è implicito nell'ordine del giorno che, nella parte dispositiva, impegna il Ministro della salute ad adottare, d'intesa con i Ministri dell'interno, delle politiche agricole e dell'ambiente, un decreto che provveda all'individuazione e all'elencazione di tutte le specie animali ritenute pericolose per l'incolumità pubblica.

 

L’elenco attuale risale al 19 aprile 1966; in esso sono indicate tutte le specie di mammiferi e di rettili pericolosi. Sarà premura del Ministro dell’ambiente, di concerto con gli altri Ministri indicati, redigere un nuovo elenco.

 

 

CURSI, sottosegretario di Stato per la salute. Signor Presidente, probabilmente il senatore Turroni fa un errore di valutazione. Il decreto-legge è a firma del Presidente Consiglio dei ministri e del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio, con il Ministro dell’interno e con il Ministro delle politiche agricole e forestali.

 

Le considerazioni del relatore sono corrette; infatti, nell’ordine del giorno presentato dalla Commissione, e approvato in quella sede, è il Ministero della salute che adotta il decreto, d’intesa con i Ministeri dell’interno, delle politiche agricole e dell’ambiente. L’ordine del giorno quindi è in linea con il decreto; invece, secondo l'emendamento del senatore Turroni, spetterebbe al Ministro dell’ambiente predisporre tale decreto, di concerto con gli altri Ministri indicati.

 

Avendo già accertato che l’indicazione della Commissione è corretta, perché in linea con il decreto-legge, invito il presentatore a ritirare l’emendamento 1.101, altrimenti il parere sarà contrario. Il senatore Turroni deve stare tranquillo: il Governo, avendo accolto l’ordine del giorno G1, sia in Aula sia in Commissione, farà ciò a cui si è impegnato.

 

Sui restanti emendamenti, il parere è conforme a quello espresso dal relatore.

 

 

TURRONI (Verdi-U). Domando di parlare.

 

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

 

TURRONI (Verdi-U). Signor Presidente vorrei dire, al sottosegretario Cursi che l’ordine del giorno G1 è coerente con il decreto, ma questa competenza - ahimè - era attribuita al Ministero dell’ambiente; per questo ho formulato l’emendamento 1.101 in quel modo.

 

Vorrei però aggiungere che, purtroppo, l’articolo 1 fa riferimento a: "tutti gli esemplari vivi", per cui qualsiasi decreto emani il Ministero sulla base di quell’ordine del giorno, non si potrà comunque superare un testo di legge che contiene una simile previsione. L’elenco, fatto sulla base di quell’ordine del giorno, sarà arbitrario, perché non ci sarà una norma di legge che attribuisca a qualcuno la decisione sulla pericolosità o meno di un esemplare. L’emendamento era stato presentato proprio perché tale decisione potesse essere affidata alla potestà regolamentare del Governo.

 

L’amico Cursi, che è parlamentare da molto tempo, così come tanti altri in quest’Aula, sa bene che un conto sono gli ordini del giorno e un conto sono le norme di legge. Anche se approvassimo, pur con l’accoglimento di quell’ordine del giorno, il testo così com’è alla seconda riga dell’articolo 1: "Sono da considerare potenzialmente pericolosi (…) tutti gli esemplari (…)", poco si potrebbe fare. Per questo ho presentato l’emendamento 1.101. Poi, se vogliamo riformularlo secondo le indicazioni del Governo e secondo le giuste competenze, non ho nulla da obiettare; però, mi pare che il testo sia molto chiaro.

 

 

TATO', relatore. Domando di parlare.

 

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

 

TATO', relatore. Collega Turroni, i periodi si leggono per intero e non in parte. Si dice: "Sono da considerare potenzialmente pericolosi (…) tutti gli esemplari (…) che possono arrecare (…)"; quindi, l’elenco prevede soltanto gli esemplari che possono causare effetti mortali o invalidanti, non tutti gli esemplari in genere.

 

 

PRESIDENTE. Ricordo che l’emendamento 1.100 è stato ritirato.

 

Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.101.

 

 

 

TIRELLI (LP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

 

TIRELLI (LP). Signor Presidente, al di là delle considerazioni tecniche sull'emendamento 1.101, su cui sarei favorevole, anche se non cambierebbe il mondo se non venisse approvato, vorrei sottolineare che vi è un po’ di schizofrenia non tanto in quest'Aula, quanto, in questo caso, in questa istituzione che è il Senato. Infatti, è stata da poco approvata la famosa - per qualcuno famigerata - legge sulla protezione degli animali.

 

Mi chiedo dunque come questi animali, pericolosi per l'uomo, vengano considerati da quella legge appena approvata; non sappiamo infatti se il sopprimerli risponda o meno ad uno stato di necessità, per cui non si ricadrebbe nelle fattispecie previste da quella stessa legge, oppure se si tratta di qualcosa di diverso.

 

È una domanda che lascio in sospeso; spero che la Camera, nel valutare la legge sulla protezione degli animali, dia una risposta.

 

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 1.101, presentato dal senatore Turroni.

 

Non è approvato.

 

 

Metto ai voti l'emendamento 1.3, presentato dalla Commissione.

 

È approvato.

 

 

Metto ai voti l'emendamento 1.4, presentato dalla Commissione.

 

È approvato.

 

 

Passiamo alla votazione finale.

 

 

CARELLA (Verdi-U). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

 

CARELLA (Verdi-U). Signor Presidente, avremmo votato a favore del provvedimento se fosse stato accolto un emendamento ispirato al buon senso, ma visto che così non è stato, ci asterremo. (Applausi dai Gruppi Verdi-U e Mar-DL-U).

 

 

BAIO DOSSI (Mar-DL-U). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

 

BAIO DOSSI (Mar-DL-U). Signor Presidente, dichiaro il nostro voto favorevole alla conversione di questo decreto, sottolineando, però, un aspetto politico.

 

Apprezziamo la solerzia con cui il Governo si è fatto carico di affrontare il tema dei ragni e degli scorpioni: nessuno di noi vuole certo convivere con queste "bestiacce". (Ilarità). Vorremmo, tuttavia, che il Ministero della salute esercitasse ed esprimesse la stessa solerzia su tante questioni irrisolte oggi sul tappeto.

 

Ne cito solo due: la non autosufficienza e la disabilità psichica. Sono temi, purtroppo, disattesi dal Governo. Vorremmo che la stessa solerzia fosse stata adoperata dal Ministro della salute nel momento in cui veniva redatto, ad esempio, il Documento di programmazione economica e finanziaria, che non riserva nulla al tema della sanità. (Applausi dai Gruppi Mar-DL-U e DS-U).

 

 

BOLDI (LP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

 

BOLDI (LP). Signor Presidente, dichiaro il voto favorevole della Lega Nord sul provvedimento, che apparentemente non riveste probabilmente agli occhi di tutti grande importanza. Tuttavia, un argomento del genere non può essere certo paragonato a quelli che ha testé citato la senatrice Baio Dossi, che richiederebbe ben più di quattro o cinque righe scritte su un foglio di carta. (Applausi dai Gruppi LP, FI e AN).

 

 

MASCIONI (DS-U). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

 

MASCIONI (DS-U). Signor Presidente, colleghi, innanzitutto credo che debba essere apprezzata la dotta dissertazione del collega Tatò. Non è una questione di fair play: penso che il lavoro da lui svolto debba essere apprezzato.

 

Quando un provvedimento va nella direzione di garantire un più alto livello di sicurezza per i cittadini deve essere considerato utile e positivo.

 

Va proprio in tale direzione il voler proibire la detenzione, la commercializzazione, l’importazione, l’esportazione o la riesportazione di esemplari vivi di aracnidi che, come recita l’articolo 1, comma 1, "possono arrecare, con la loro azione diretta, effetti mortali o invalidanti per l’uomo o che comunque possono costituire pericolo per l’incolumità pubblica". Non si tratta, collega Tirelli, di uno "scorpionicidio"; non pensiamo di sopprimere: proibiamo di importare.

 

È successo qualche settimana fa alla dogana di Milano che un importatore con tutti i certificati in regola abbia importato un centinaio di scorpioni velenosissimi per poterli commerciare. Orbene, nessuna legge impediva questo tipo di importazione. Credo che il decreto al nostro esame faccia giustizia di questa situazione. Questo divieto, fino all’adozione del decreto-legge, in Italia non c’era.

 

Certo, la sicurezza dei cittadini è minacciata in tanti altri modi. Intanto però prendiamo atto di questo pur piccolo provvedimento, che valutiamo positivamente. Di qui il nostro voto favorevole. (Applausi dai Gruppi DS-U e Mar-DL-U e del senatore Crema).

 

 

TREDESE (FI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

 

TREDESE (FI). Signor Presidente, a nome del Gruppo di Forza Italia, dichiaro il nostro voto favorevole. (Applausi dal Gruppo FI).

 

 

ULIVI (AN). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

 

ULIVI (AN). Signor Presidente, intervengo solo per ringraziare il senatore Tatò dell’ottimo lavoro svolto e per dichiarare il voto favorevole di Alleanza Nazionale a questo provvedimento. (Applausi dal Gruppo AN).

 

 

TIRELLI (LP). Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo.

 

 

PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola.

 

 

TIRELLI (LP). Signor Presidente, intervengo non perché sia in dissenso sul merito del disegno di legge, ma per richiamare l’attenzione sul fatto che non è possibile che noi buttiamo via soldi dei contribuenti e impegniamo le nostre Aule per tanto tempo per provvedimenti di legislazione derivata, cioè di rango molto inferiore nella gerarchia delle fonti.

 

Probabilmente, sarebbe stato sufficiente un regolamento ministeriale per modificare la legge n. 150 del 1992 inserendo queste specie. Se non è possibile, troviamo il modo per farlo. (Applausi dai Gruppi LP, AN, DS-U e Verdi-U).

 

 

PRESIDENTE. Hanno ritenuto di emanare un decreto-legge, senatore Tirelli!

 

Con l'intesa che la Presidenza si intende autorizzata ad effettuare i coordinamenti che si rendessero necessari, metto ai voti il disegno di legge composto del solo articolo 1, nel testo emendato, con il seguente titolo: "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 3 luglio 2003, n. 159, recante divieto di commercio e detenzione di aracnidi altamente pericolosi per l’uomo".

 

È approvato.

 

Alvise

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beh io avrei sperato in un' isolita invasione di L.mactans e Loxosceles durante la discussione in aula del decreto visto il tono ignorante e disprezzante verso i nostri amati ragni

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