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Muta problematica in G. pulchra


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Loris,

 

concordo con Andrea e con coloro che non hanno visto colpe particolari in te.

Semplicemente quel cucciolo era destinato naturalmente a soccombere,magari se avesse superato questa muta sarebbe poi morto per altre cause.

In natura sopravvivono i più forti,in un terrario si può riuscire ad alzare la percentuale di sopravvivenza,ma mai al 100%.

 

Ho avuto,ad esempio,un cucciolo di Lampropelma che quasi definirei "albino",mentre i fratelli erano neri,lui era di color grigio pallido. Non c'era solo il colore a distinguerlo dai fratelli,fin dalla nascita aveva dimensioni minori,scarso appetito e poca propensione a scavare.

Sono riuscito a fatica a tirarlo fino alla terza muta e le dimensioni raggiunte erano meno della metà dei fratelli,poi è morto.

Tenevo molto a quell'esemplare e ho fatto di tutto per mantenerlo,ma purtroppo qualcosa nel suo patrimonio genetico non gli ha permesso la sopravvivenza.

 

Alcuni difetti genetici possono essere superati,tuttavia.

Ad esempio,per chi ha il libro di Verdez,l'autore ha allevato dalla nascita fino alla maturità un esemplare di Acanthoscurria(non ricordo la specie)che aveva due addomi!!!

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