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Interrogativi su temperature nei terrari dei Theraphosidae.


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Apro questo thread dopo circa un annetto di "esperimenti" sul campo (leggasi, camera mia).

La questione è: quanta importanza dare ai valori di temperatura nei terrari delle migali che alleviamo.

 

Ho sempre utilizzato negli anni scorsi pannelli riscaldanti, per esemplari di qualsiasi età, mantenendo come indicato da più fonti temperature diurne sostanzialmente oltre i 25°, per poi garantire un'escursione termica durante la notte fino ad un minimo di 20-21° (la temperatura della mia stanza, per intenderci).

Da settembre-ottobre scorso, al posto di riattivare i pannelli per tutti gli animali, ho deciso di farlo solo per blatte e Scorpioni, e di lasciare pressoché a temperatura "ambiente" tutte le migali. C'è da dire che nei terrari, per motivi a me non proprio chiari, la temperatura saliva comunque di un paio di gradi rispetto all'esterno, attestandosi intorno ai 22°.

 

Da settembre fino ad aprile non ho visto sostanziali differenze né nel metabolismo/predazione, né nelle fasi di crescita. Vi era qualche ritardo sicuramente per alcuni esemplari giovani, ma ad esempio un adulto rispettava bene o male i tempi intercorsi fra una muta e l'altra negli anni precedenti. Oltretutto questo modus operandi mi garantiva anche una migliore gestione dell'umidità nei terrari, con pochi problemi di evaporazione, condensa eccessiva e quant'altro.

 

Ora, tenendo a mente questi dati, vorrei trarre qualche conclusione di "gruppo". Si è di fronte ad estrema adattabilità degli animali, o magari per alcuni di essi vale il discorso che in realtà le temperature nelle tane sono ben al di sotto dei 25 e più gradi ai quali sono solitamente sottoposti in cattività?

In caso contrario, può subentrare un aspetto "etico" che vede da una parte di sicuro una maggiore gestibilità dei terrari (niente rischi di disidratazione e, se vogliamo, un bel risparmio energetico :D ) mentre dall'altra dei parametri di stabulazione inesatti che non mettono del tutto a proprio agio uno o più animali?

 

Perdonate il papiello inumano :)

 

P.S.: ho inserito il thread qui ma tecnicamente il discorso vale anche per Araneomorfi/Migalomorfi esotici e compagnia bella. ;)

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Anche un uomo a 10 gradi sopravvive senza grossi problemi, ma non bene, ma dipende come vuoi far vivere i tuoi animali.

Il fatto che un animale sia adattabile non significa che dobbiamo per forza portarlo a vivere con parametri che decidiamo noi o che a noi sono piu comodi...

Io credo che se un animale in natura ha 28 gradi, io se decido di tenerlo ho il dovere di dargli 28 gradi e minimizzare la differenza col suo ambiente d'origine...

 

Alvise

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o magari per alcuni di essi vale il discorso che in realtà le temperature nelle tane sono ben al di sotto dei 25 e più gradi ai quali sono solitamente sottoposti in cattività?

Alvise il tuo discorso è giusto, ma la domanda fondamentale di Pierpaolo a ma sembra questa, e lui sta sperimentando se i valori scritti nei libri o riportati dal web non siano più alti di quelli che effettivamente basterebbero a far prosperare le migali e cioè qualche grado in meno... che per noi allevatori si tradurebbe in un bel risparmio energetico. Se ben ricordo aspettavamo delle risposte da Lorenzo Micheli (Spider BG) che avrebbe utilizzato un sondino termico nelle tane dei suoi amati Pamphobeteus sp. nelle sue ultime escursioni.

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Anche io come Pierpaolo ho tenuto alcune migali a temperatura ambiente/camera invernale...

ed altre riscaldate ad hoc...

a parte qualche ritardo di muta, e leggero calo metabolico... non ho riscontrato variazioni di rilievo...

 

E mi appoggio anche ad Alvise quando dice

^^^Io credo che se un animale in natura ha 28 gradi, io se decido di tenerlo ho il dovere di dargli 28 gradi e minimizzare la differenza col suo ambiente d'origine^^^

Sia perchè l'animale si trova in natura in quel determinato set termico... sia perchè si comporterà "normalmente" a quei determinati valori di stabulazione.

spero non sia troppo contorto.... (vengo da 8 ore di lavoro... :wacko:)

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interessante... io sto notanto comportamenti anomali per eccessivo caldo e umido invece. Considerate che in camera ho oltre alle teche anche piante tropicali e che io sono via da lunedì a venerdì e quando arrivo trovo in camera anche 80% di umidità con un caldo bestiale nonostante le tende e la serranda mezza chiusa per abbassare l'effetto serra. . Nei periodi peggiori di gran caldo ho visto comportamenti da stress.

 

è un discorso piuttosto complesso. Sarebbe prima da definire quali sono questi comportamenti da stress.

 

due anni fa ho avuto esperienze con il "freddo": cambio casa e riscaldamento difettoso, il calo di attività non mi è piaciuto e l'ho considerato una anomalia da evitare più che un adattamento.

 

ps. mi sono accorto ora che mi avete cambiato il nome!!!! Carloooo!!! :D

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io faccio rientrare in questa categoria continui tentativi di fuga, continue posture troppo aderenti al terreno o troppo distaccate, indolenza ingiustificata, presenza di parassiti. e in generale tutto quello che mi sembra discostarsi dalla quotidianità e a cui non trovo una spiegazione semplice. A volte c'è di messo un po' di sesto senso di ragno senza niente di concreto. :ph34r:

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Beh, la questione è piuttosto delicata. Ossia, molti ragni che vivono in zone dal clima caldo o che, intuitivamente, verrebbe da considerare tale, poi nella pratica prediligono microhabitat in cui la temperatura è decisamente più fresca. Tane profonde nel sottosuolo, rifugi nel sottobosco con molta vegetazione e in prossimità di rivoli o ruscelli... Dopo la morte di un paio di Cyriocosmus elegans nel mese di agosto e senza motivo apparente, con temperatura in casa di 32-33°, m'è venuto anche il sospetto che molte specie (quelle di foresta in particolare) possano soffrire temperature troppo elevate... Ho notato anch'io che molte specie sono estremamente duttili a livello di parametri ma sono tendenzialmente d'accordo con Alvise; come temperatura di riferimento non prenderei però quella della location di rinvenimento quanto proprio quella del microhabitat preciso (temperatura della tana del ragno in natura, magari conoscendo anche l'eventuale differenza stagionale, per capirci).

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Riguardo i microclima è una cosa che avevo notato anche io tempo addietro, pero il riprodurre il microclima della tana ad esempio crea un problema di fondo, ovvero il fatto che i "microclimi" interni al nostro terrario rischiano di risultare sfasati.

Se ad esempio riproduciamo un ambiente con umidità generale sul 70% e un umidità in profondità del substrato del 90% e un GAP temperaturale di 5/8 gradi (faccio un esempio su un terrario da 30 cm di profondita per fossori) il ragno potrebbe comportarsi come in natura e scegliere come strutturare la tana in maniera tale da gestire autonomamente le temperature e umidità come succede in natura.

Se invece andassimo a riprodurre il microclima presunto della tana in tutto il terrario il povero animale durante la costruzione della tana si troverà ad affrontare dei parametri completamente sfalsati.

Guardando i libri di smith mi sto convincendo che la soluzione migliore sia di riprodurre la varietà naturale in maniera che l'animale possa conformare la tana al meglio e farci capire cosa eventualmente sbagliamo e cosa invece ci porterà a successi allevativi.

Sentiamo che dicono anche Piergy e Carlo che so hanno avuto modo di analizzare gli ottimi (se pur datati) testi di cui parlo

Alvise

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Sì, sono d'accordo sul fatto che la chiave sia sempre osservare e comprendere il comportamento del ragno. Voglio dire, con un po' d'esperienza si potrà capire quali sono i parametri che il ragno predilige e adeguarsi di conseguenza nel gestire il terrario. Difficilmente si può sbagliare se si "ascoltano" e si soddisfano le esigenze e preferenze di un animale in terrario.

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Quoto in pieno quanto detto da Piergy...

In generale anche io ho notato che tenendo i terrari ad una temperatura un po' inferiore a quanto specificato per singola specie, gli animali sembravano addirittura giovarne. Con alcune specie quali L. klugi, ho avuto addirittura il problema di un'evidente sofferenza alle alte temperature estive.

C'è da dire anche che si riportano sempre le temperature medie dell'areale di provenienza di una specie, ma in generale nel momento più caldo il ragno quasi sempre se ne starà al fresco nella sua tana uscendo solo di notte, motivo per cui a volte, in un terrario un po' più fresco, ho visto un ragno più attivo.

Ovviamente, essendo per lo più animali tropicali, ritengo sia assolutamente errato tenerli a temperature più basse solo perchè si adattano. Sono stato da poco in Messico ed avendo potuto vivere sulla mia pelle che cosa significa umido e foresta, ritengo sia molto difficile anche solo tentare di riprodurre l'enorme varietà di microclimi che si possono trovare in una foresta tropicale anche spostandosi di poco.

Alla fin fine, il ragno saprà sempre indicarci da che lato del terrario sta meglio, se preferisce stare nella tana o fuori, se è attivo o rinco... come detto, sta a noi riuscire a capire e dare le migliori condizioni possibili affinchè l'animale viva bene.

In generale, però, con i miei esemplari ho potuto sperimentare che 1 o 2 gradi in meno rispetto a quanto riportato sulle famose schede di allevamento, sono per lo più graditi e i ragni sono più attivi.

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