tarantonio Inviato 10 Maggio 2009 Segnala Condividi Inviato 10 Maggio 2009 Salve al reptilia day di Cesena 2007 feci uno scambio con un espositore prendendomi una femmina della specie in oggetto;tornato a casa stabulai l'esemplare e notai subito che aveva difficilotà nel predare, così mi decisi a visionarlo attentamente, visto che alle fiere giustamente si vieta di maneggiare gli animali se non per motivazioni importanti, e ho scoperto questo: queste sono le foto della muta effettuata proprio poche ore fà.Non so se dalle foto si nota bene ma l'esemplare, che ora sta bene recuperando perfettamente i cheliceri, aveva uno di questi completamente spezzato e l'altro completamente bianco come nell'esuvia in foto(non so di cosa si possa trattare per questo chelicero bianco e rugoso) è stata dura recuperarla; i pasti erano pinky decongelati e qualche blatta fresca di muta.Pareri sul problema (chelicero bianco-rugoso) manifestatosi alla muta precedente? Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
00xyz00 Inviato 10 Maggio 2009 Segnala Condividi Inviato 10 Maggio 2009 Mai avuto un problema del genere, se non una Brachypelma boehmei consegnatami con entrambi i cheliceri spezzati alla base. Sul web però (arachnoboards?), tempo fa, avevo letto una discussione in merito ad una Grammostola rosea con i cheliceri piegati e gialli... le motivazioni però credo non siano rintracciabili se non come problema di muta. In piu ti segnalo delle foto http://www.bighairyspiders.com/pic_blondi.shtml che evidenziano una situazione simile. Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
aracnojak Inviato 10 Maggio 2009 Segnala Condividi Inviato 10 Maggio 2009 Credo che menomazioni ai cheliceri possano essere una delle tante conseguenze(spiacevoli) di un processo di muta effettuato con un tasso di umidità inadeguato per ragni che lo richiederebbero elevato. Ciao anto Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
tarantonio Inviato 10 Maggio 2009 Autore Segnala Condividi Inviato 10 Maggio 2009 grazie per il link postato; il problema sembra molto simile, solo che nell'altro chelicero la rottura non è alla base, quindi credo che quest'ultima sia successa per qualche attacco della migale ad un oggetto solido (pinzette?) Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
00xyz00 Inviato 10 Maggio 2009 Segnala Condividi Inviato 10 Maggio 2009 Una delle cause note di rottura dei cheliceri sono le griglie metalliche. Nel tentare di "aprirle" i cheliceri prima si intaccano poi cedono rompendosi. Non credo che un morso secco come un attacco possa portare ad una rottura, anche perche le pinze rimangono mobili quando le si tengono in mano...poi tutto può essere. Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
RiKy Inviato 11 Maggio 2009 Segnala Condividi Inviato 11 Maggio 2009 Tarantonio perfavore tienici informati sulla vicenda, mi sembra un ragomento molto importante. Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
tarantonio Inviato 11 Maggio 2009 Autore Segnala Condividi Inviato 11 Maggio 2009 credo che sia dovuto a un tentativo di morso delle pinze. Riky la migale ora, dopo i pasti appropriati ha effettuato la muta con successo recuperando entrambi i cheliceri e credo perfettamente funzionali ad una prima occhiata Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
aracnojak Inviato 11 Maggio 2009 Segnala Condividi Inviato 11 Maggio 2009 Potrebbe anche essersi trattato di un tentativo di morso o di attacco,ad un qualcosa di non necessariamente durissimo,però in fase di indurimento dei cheliceri nel periodo post-muta . Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Bomba Inviato 12 Maggio 2009 Segnala Condividi Inviato 12 Maggio 2009 Su un altro forum è stato ipotizzato che forse la causa possa essere la carenza di chitina dovuta o alla dieta (povera di tale sostanza) o alla mancata assimilazione di essa da parte del ragno. Non riuscendo ad imaginare una dieta povera di chitina per un essere che si nutre di altri esseri chitinosi, non mi stupirebbe che possa dipendere dall'animale che non è riuscito ad assimilare tale sostanza nel periodo precedente all'ultima muta. Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
00xyz00 Inviato 12 Maggio 2009 Segnala Condividi Inviato 12 Maggio 2009 Su un altro forum è stato ipotizzato che forse la causa possa essere la carenza di chitina dovuta o alla dieta (povera di tale sostanza) o alla mancata assimilazione di essa da parte del ragno. Momento,facciamo chiarezza. L'esoscheletro degli aracnidi è formato da strati. Questi sono formati a loro volta da fibre di chitina orientate e proteine(collagene, proteine insolubili etc. ) Gli strati sono sovrapposti con orientamento delle fibre di chitina sfalsate il che rende l'insieme molto resistente. Ora, durante la muta una parte di cuticola (l'endocuticola per la precisione), viene disciolta e riassimilata. Nello spazio restante si viene a formare una nuova cuticola grazie ad un processo di divisione e secrezione cellulare. Questa, una volta all'aria e distesa sotto la spinta di pressione dell'emolinfa diventerà il nuovo esoscheletro. Tutto ciò che si rigenera affronta questo processo,anche se con spessori di cuticola diversi, cheliceri e artigli inclusi. Questo per riassumere. La nuova chitina e le proteine che formano la cuticola sono quindi secrezione cellulare, ovvero materiale "nuovo" (la chitina è un polisaccaride nrd). Detto questo, considerando che la chitina non è la stessa assimilata (che in realtà poi verrebbe assimilata disciolta), considerando che il processo di muta non avviene a tempo definito ma solo in presenza di condizioni energetiche idonee, e considerando che il problema si è verificato solo ai cheliceri, non credo assolutamente si possa parlare di "carenza alimentare"! Inoltre sono ancora convinto del problema in muta, ovvero in tutto il processo di generazione del nuovo tegumento, in quanto il colore chiaro è indice che qualcosa non ha funzionato. Credo infatti che i granuli di ommocromo (o metalli come nel telson degli scorpioni) non si siano distribuiti nelle cellule sottostanti la cuticola. Insomma, io credo si possa ipotizzare un problema in muta, magari di formazione della cuticola, anche dovuto ad un trauma precedente... ma la sfera di cristallo ancora non ce l'ho. Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
tarantonio Inviato 12 Maggio 2009 Autore Segnala Condividi Inviato 12 Maggio 2009 si ipotizzano varie cose, nessuno ha la certezza assoluta o ha la palla magica, altrimenti sui forum non si scriverebbe più Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Bomba Inviato 13 Maggio 2009 Segnala Condividi Inviato 13 Maggio 2009 Sulla "carenza alimentare" non ero convinto neanche io tanto più che non sempre si nutrono di artropodi. Scusa Carlo ma non mi è chiaro un passaggio La produzione del nuovo tegumento deve essere generata da qualcosa... e questo qualcosa non è la chitina riassimilata? Se il ragno non riassimila la disciolta endocuticola in maniera corretta, questo non si può ripercuotere sulla formazione della nuova (magari in fase di sclerificazione del chelicero)? Sono due processi completamente indipendenti? Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
00xyz00 Inviato 13 Maggio 2009 Segnala Condividi Inviato 13 Maggio 2009 Scusa tu, non è il mio pane quotidiano e magari mi sono espresso male La chitina non viene assimilata nella sua forma, ma viene disciolta dagli enzimi come tutto il resto delle prede. Vengono assimilati i componenti base che la formano (proteine, monosaccaridi,calcio,etc) e che si disperdono come ovvio nell'emolinfa. Durante il processo di formazione del nuovo strato di cuticola, le cellule specializzate secernono sostanza tale da poter ricreare la struttura che ti ho spiegato nel post precedente, e quindi la nuova chitina. Non è che la chitina come molecola passa direttamente dall'esoscheletro del grillo, a quello del ragno. C'è tutto un processo prima di scissione, e poi di generazione. Ma oltre a questo non è chiaro il meccanismo per il quale un eventuale problema di assimilazione (quindi inerente la funzione intestinale) si debba manifestare solo come malformazione dei cheliceri e non di altre parti ugualmente chitinose dell'esoscheletro del ragno. Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Bomba Inviato 13 Maggio 2009 Segnala Condividi Inviato 13 Maggio 2009 Scusa tu, non è il mio pane quotidiano e magari mi sono espresso male no ti sei espresso benissimo! sono io che forse ho fatto una deduzione sbagliata :rolleyes: La chitina non viene assimilata nella sua forma, ma viene disciolta dagli enzimi come tutto il resto delle prede. Vengono assimilati i componenti base che la formano (proteine, monosaccaridi,calcio,etc) e che si disperdono come ovvio nell'emolinfa. Durante il processo di formazione del nuovo strato di cuticola, le cellule specializzate secernono sostanza tale da poter ricreare la struttura che ti ho spiegato nel post precedente, e quindi la nuova chitina. Non è che la chitina come molecola passa direttamente dall'esoscheletro del grillo, a quello del ragno. C'è tutto un processo prima di scissione, e poi di generazione. Ma oltre a questo non è chiaro il meccanismo per il quale un eventuale problema di assimilazione (quindi inerente la funzione intestinale) si debba manifestare solo come malformazione dei cheliceri e non di altre parti ugualmente chitinose dell'esoscheletro del ragno. Questo dubbio effettivamente ce l'ho anch'io...però spesso le malformazioni non interessano tutto l'organismo ma solo determinate strutture. Comunque la mia idea (sicuramente sbagliata) è che i cheliceri si sono formati entrambi, non si sono sclerificati completamente ed uno è saltato dopo... Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
tarantonio Inviato 16 Novembre 2009 Autore Segnala Condividi Inviato 16 Novembre 2009 aggiorno questo topicl'animale dopo la muta ha mangiato correttamente blatte e qualche pinky decongelato manifestando la consueta indole del genere; da una settimana dall'ultimo pasto l'animale mostra l'ultimo paio di zampe come se fossero atrofizzate, ha una discreta mobilità (non a scatti o tremolante) ma non completa solo parziale.Non presenta morsicature, lesioni o altro; i cheliceri son ricresciuti del tutto di color nero lucido.questo problema mi fà pensare a una sorta di danni a centri nervosi che han portato a ciò.ecco le foto, sperando che in parte mostrano il problema: Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
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