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Jahve

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Tutti i contenuti di Jahve

  1. Mi sembra un articolo interessante perché contiene le chiavi dicotomiche dei generi di ragni italiani. La lista delle specie è più aggiornata rispetto alla checklist. Le "Memorie della Società Entomologica Italiana" è una pubblicazione inviata solo ai soci, se siete interessati a questo articolone potete contattare direttamente l'autore per farvi mandare l'estratto. Hyles ti mando un messaggio privato con l'e-mail di Alessio Trotta così potete sentire se ha a disposizione degli estratti, spero di sì anche perché è stato pubblicato nel marzo 2005. Ciao, Marco
  2. Jahve

    Un grande momento

    Complimenti! X migdan: è un piacere rivedere il Prof. Cristaldi... lo ricordavo un po meno barbuto! Ciao, Marco
  3. Da qualche giorno ho ricevuto il nuovo volume delle Memorie della Società Entomologica Italiana che contiene un lavoro di Alessio Trotta dal titolo “Introduzione ai Ragni italiani”. Il lavoro comprende una parte introduttiva generale, che tratta della morfologia esterna, della biologia e dell’ecologia dei ragni, a cui seguono cenni sulla raccolta, la conservazione, lo studio degli stessi e un glossario dei termini scientifici (italiani e inglesi) impiegati. La seconda parte è costituita dalle chiavi dicotomiche – in versione italiana e inglese – relative alle 49 famiglie e a 249 generi di ragni italiani ( i 126generi di Linyphiidae sono esclusi dalla chiave). Seguono una lista dei 375 generi e delle 1534 specie di ragni sinora noti per l’Italia - aggiornamento al 30 dicembre 2004 – l’indice analitico e 352 titoli bibliografici utilizzati, per la massima parte, per la compilazione delle chiavi. La riproduzione di 505 figure costituisce il compendio iconografico indispensabile per la utilizzazione delle chiavi dicotomiche proposte. 175 pagine. Saluti, Marco
  4. Jahve

    Sungaya inespectata

    Ciao, non ho mai allevato questa specie, però credo che potresti provare a trattarla come l' Eurycantha, nel senso che richiede un ambiente umido. Bye Marco
  5. Puoi anche conservarlo a secco, per esempio lo puoi far seccare rapidamente anche sopra un termosifone!
  6. Penso che tu non abbia fatto niente di sbagliato, è la natura che fa il suo corso! Lo tieni l'esemplare morto? Saluti, Marco Gottardo
  7. Eh, non saprei dire, forse però anche i segmenti distali di certe zampe sono disegnati...mah!
  8. Jahve

    Pyrrhocoris apterus

    Io li trovo spesso vicino a certe piante di Hybiscus syriacus, soprattutto li ho osservati sui frutti e nutrirsi anche sui semi. Bye, Marco
  9. Jahve

    Il popolo migratore

    L'ho visto per la prima volta stasera, bello davvero!
  10. Jahve

    AUGURIIIII!!

    Auguri auguri!
  11. Io proverei a cambiare il substrato... adesso su che tipo di superficie sono appoggiate?
  12. Ho letto che F. auricularia costruisce una tana a forma di Y rovesciata con due camere terminali a diversa profondità: le uova possono essere trasportate da un livello all'altro a seconda delle condizioni ambientali. Sarebbe interessante preparare per esempio un vaso con terriccio umido, mettere sulla superficie il pezzettino di banana con le uova e la mamma e osservare come procede la faccenda. Bye, Marco
  13. Scolopendro io ti consiglio di tenere le uova in condizioni simili a quelle che incontrerebbero in natura. Puoi metterle in una scatolina chiusa con una rete sottile. Questo contenitore lo porti in una camera non riscaldata e ogni tanto (al massimo una volta alla settimana) ricordati di spruzzare un po' di acqua. Direi che verso marzo potresti riportare le uova in un ambiente riscaldato. Se per caso il tuo stecco fa altre uova e ti va' di scambiarne un po' con uova di altre specie fammi sapere. Stò cercando materiale sugli insetti stecco nostrani per nuovi studi su questa fauna, chi può contribuire con esemplari vivi o morti sarà di grande aiuto. Saluti, Marco Gottardo
  14. Jahve

    AUGURI PROSSIME FESTE

    Auguri di Santo Natale a tutti voi. Marco
  15. Jahve

    Uova di phyllium

    Probabilmente è una questione ancora da chiarire l'identità di questo Phyllium delle Filippine. Secondo Detlef Größer (uno specialista di Phyllium) si tratta di P. siccifolium. Sicuramente fa parte di un gruppo di specie che sono affini al Phyllium siccifolium, l'insetto foglia descritto da Linneo nel 1758. La tassonomia dei Fasmatodei è ancora oggi in una condizione di confusione e c'è molto su cui lavorare, anche se si tratta di un gruppo relativamente piccolo di Insetti. Serve pazienza! Saluti, Marco
  16. Jahve

    Uova di phyllium

    Ah, se si tratta di P. celebicum allora è una specie completamente diversa, comunque le uova si possono tenere in incubazione nel medesimo modo. Qualche immagine di uova di Phyllium si può vedere qui: http://www.phyllium.de/html/eier.html Saluti, Marco
  17. Jahve

    Uova di phyllium

    Ah ok, è molto probabile che sia il Phyllium sp. originario delle Filippine. Questo insetto appartiene al gruppo di specie siccifolium. Secondo alcuni autori appartiene alla specie Phyllium siccifolium, comunque per quanto riguarda l'allevamento io tengo le sue uova in un modo molto semplice: - 1 vaschetta di plastica - fondo di carta assorbente - disporre le uova possibilmente in modo ordinato e un po' distanziate tra loro - chiudere con una rete a maglie fini - spruzzare delicatamente un po' di acqua 2 volte alla settimana un'altra buona variante (da utilizzare per molte altre specie) consiste nel mettere uno strato di argilla espansa al posto della carta assorbente. Le neanidi di questa specie nascono di mattina verso le ore 11:00! Saluti, Marco Gottardo
  18. Jahve

    Uova di phyllium

    Ciao ragazzi, forse il Phyllium in questione è quello originario delle Filippine, con uova pinnate?
  19. E' un'argomento difficile, Franco hai ragione, mi ero espresso male. Possiamo intendere la "depressione da inbreeding" come un restringersi della base genetica per esempio degli individui di una popolazione, la diversità genetica diminuisce e la progenie potrebbe essere depressa. Sulla partenogenesi volevo riferirmi a quelle specie di insetti stecco che si riproducono regolarmente per via anfigonica (uovo+spermatozoo) e occasionalmente per partenogenesi (uovo non fecondato). In questi casi la sola riproduzione per partenogenesi può avere delle implicazioni. Per esempio il Phyllium giganteum della Malaysia. In natura i maschi sono molto rari, le femmine sono comuni. Le uova prodotte dalle femmine raccolte direttamente in natura hanno un'elevata percentuale di nascite (80%), mentre le uova prodotte dalle femmine allevate da lungo tempo in cattività che si riproducono per partenogenesi hanno una bassa percentuale di nascite (30%). Non penso che questa sia una dimostrazione certa che la partenogenesi causa depressine in questa specie, però è interessante prendere nota delle osservazioni.
  20. Jahve

    Umidità

    Bravo Alessio! Vorrei dare un consiglio su questo tema. Quando allevate una specie cercate di risalire al paese e all'ambiente in cui vive (spesso però queste informazioni non sono facili da ottenere). Quando sapete l'ambiente frequentato da un genere o meglio da una specie potete cercare di adeguare le condizioni di allevamento. Per esempio chi vuole allevare i Bacillus della nostra regione mediterranea deve tenere in mente che vivono in ambienti soggetti a lunghi periodi di aridità, e per loro può essere molto nocivo vivere in un terrario chiuso e troppo umido, preferiscono un ambiente "secco", ventilato. Al contrario, per esempio una minuta specie che stò allevando adesso che si chiama Hoploclonia cuspidata si trova nelle foreste pluviali del Borneo e vive nelle vegetazione bassa, che cresce al livello del suolo, in un ambiente molto umido dove non si muove una foglia. Questa specie la tengo in una scatola di plastica trasparente che comunica con l'esterno solo attraverso qualche piccolo foro. Dentro si forma un ambiente praticamente saturo di umidità. Altri Fasmatodei delle foreste tropicali vivono invece nella volta della foresta, sugli alberi, come per esempio i Phyllium e molte altre specie alate, in ambienti luminosi e ben ventilati. Chi alleva i Phyllium avrà notato come oscillano ad ogni minimo movimento d'aria e iniziano a nutrirsi, senza questo stimolo si nutrono meno frequentemente e fanno più fatica a crescere. Saluti, Marco
  21. Jahve

    incubatrice uova

    Di che specie si tratta?
  22. Ciao spidermorfeo, mi dispiace molto per i tuoi giovani Extatosoma tiaratum. Possiamo fare delle ipotesi: - forse hanno mangiato delle foglie inquinate. Consiglio di raccogliere le piante nutrici in ambienti naturali, se no in luoghi non esposti all'inquinamento; - forse si tratta di depressione da inbreeding. E' vero che molte specie si riproducono per partenogenesi in cattività, però anche dopo poche generazioni gli individui possono diventare sempre più deboli. Questo accade anche negli allevamenti bisessuali a causa dell'accoppiamento tra consanguinei; - forse dipende dalle condizioni di allevamento. Nella mia esperienza quando allevo l'Extatosoma tiaratum raramente spruzzo acqua. Un'atmosfera umida serve quando l'insetto deve fare la muta, altrimenti poca acqua. Se offri loro del rovo fresco dovrebbe essere sufficiente alla loro idratazione. Tuttavia so di persone che lo allevano bene anche in condizioni di umidità. Penso anche che sia molto importante evitare che si formi aria viziata nella gabbia e quindi fornire un'adeguata ventilazione; - è possibile che i tuoi esemplari siano stati colpiti da un agente patogeno, consiglio di fare attenzione alla pulizia del terrario. Proprio in questi giorni è capitato anche a me di perdere diverse ninfe di una specie neotropicale e ancora non ho capito bene cosa può aver causato la loro morte. Saluti, Marco Gottardo
  23. Kaiser: mi correggo, il 4° contando da destra!! Attenzione alla foto che ha effetti disorientanti
  24. grazie, ci tengo a dire che il sito è del GRIO. Nella foto di gruppo 29/03/03 io sono il 4° da sinistra... però non si vede quasi niente, è una foto un po' allucinante!
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