aria Inviato 3 Luglio 2006 Segnala Condividi Inviato 3 Luglio 2006 Del raigno Lo ragnio per la sua sagacitade tende li lacci sotili e asai: se va la mosca per quelle contrade, se ci se pone, no’nde scappa mai. Ello poi esce, con gran nequitade dàlli la morte, lo sangue se trai. Così fa lo Nemico en veritade a li omini ke non se pento mai. Per adinpir la lor desideranza non guardano peccato né merce[d]e, potendo avere lor delectamento, né reità né alcuna mesleanza. Però fa ben ki einanze se proveide la fine de l[o] suo cominciamento. Dal Il Bestiario Moralizzato di Gubbio, testo di un autore anonimo, scritto alla fine del XIII secolo o nei primi anni del XIV. Il Bestiario è costituito da 64 sonetti, che descrivono le proprietà di alcuni animali (veri e fantistici) e i significati morali a questi attribuiti. Se vi capita fra le mani, ve lo consiglio: è delizioso Ciao Arianna Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
00xyz00 Inviato 3 Luglio 2006 Segnala Condividi Inviato 3 Luglio 2006 Sento odore di casa!!!!! peccato non lo conoscessi gia!!! Per chi fosse interessato a questo riassunto sulle "bestie" Umbre.......e non.... http://www.classicitaliani.it/index127.htm 4 pdf scaricabili!!!! Grazie aria, molto carino!!!! A presto Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
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