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Ontologia e scienza


Danilo

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e per gli altri

 

le vostre osservazioni mi sono state molto utili

Grazie (davvero)

 

Sulla scorta di quanto avete detto, mi sono reso conto che l'educazione scolastica è lontana dal far conoscere le ricerche più avanzate e quelle olistiche.

Ho quindi riassunto i LINKS più importanti in poche pagine.

Domanda:

Perché la Biologia rifiuta di considerare le PRESSIONI come l'origine di ogni dinamica e di ogni fenomeno?.

 

vedi le pressioni intese dalla Scienza

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Miglior contributo in questa discussione

Miglior contributo in questa discussione

Caro Umberto,

era stato chiesto di non parlare più di questo argomento perché il modo di discutere aveva fatto aumentare la tensione e ti aveva fatto innervosire (almeno, così ho capito io). Però, se tu sei il primo a rilnaciare, ora mi sembra in modo pacato e aperto al confronto con la domanda

Perché la Biologia rifiuta di considerare le PRESSIONI come l'origine di ogni dinamica e di ogni fenomeno?
allora io, che sono biologo, provo a risponderti.

Con una risposta articolata.

Comincio con il dirti che non ho ben chiaro il tuo concetto di "pressioni". Perché la sola pressione a cui io faccio riferimento, scientificamente parlando, è quella che risponde all'equazione p=nRT/V (sei preparato, assumo che tu sappia che è l'equazione di stato dei gas perfetti e non mi dilungo in ulteriori spiegazioni).

Ma dai tuoi discorsi che scavalcano i binari classici si potrebbe intendere che una pressione psicologica (intesa, ad esempio, come quella che esercita il capo-ufficio nei confronti di un dipendente da cui vuole un lavoro consegnato in tempi brevi). Questo genera secondo me una grandissima confusione in chi legge le tue idee. Ti consiglierei di fare un po' di chiarezza e di definire in modo comprensibile a chi ragiona in modo "classico" come me cosa intendi per "pressioni".

Detto questo, penso (da biologo) che non tutti i fenomeni osservabili siano regolati dalla pressione p di cui parlo io. Ad esempio, la vista non è regolata da pressioni. In un tuo precedente intervento dicevi che tutti i sensi sono risultati di pressioni. Per il tatto e per l'udito sono d'accordo. La vista ed il gusto si basano invece su affinità elettrochimiche. Una molecola arriva al recettore (del tatto o del gusto) e viene riconosciuta chimicamente. Due molecole diverse, che esercitino la stessa pressione sul recettore, scatenano due risposte diverse. Normalmente le molecole odorose esercitano tutte le stessa pressione sui recettori, perché sono tutte trasportate dalla stessa atmosfera (approssimiamo che la pressione sia di 1 atm). Tutte le molecole che giungono al mio naso esercitano sui miei recettori la stessa pressione, però producono effetti ben diversi.

La vista invece si basa su eccitazioni elettriche di fotorecettori che si trovano in cellule particolari (i coni e i bastoncelli) che stanno in fondo all'occhio umano. Interessante notare come le molecole dei fotorecettori siano estremamente conservate nella scala evolutiva ed il recettore per la luce blu del lievito è uguale a quello umano. Quello che determina la recezione in questo caso è la lunghezza d'onda della luce percepita. Lunghezza d'onda che non dipende dalla pressione, ma dalla frequenza secondo l'equazione λ=C/ν

I messaggi raccolti dai recettori degli organi di senso sono poi inviati al cervello, sotto forma di impulsi elettrici dovuti alla continua alternanza di polarizzazioni e depolarizazioni della superficie delle cellule nervose note come neuroni, dovute a flussi ionici. Si parla in questo caso di fenomeni regolati dalle leggi dell'elettromagnetismo, non dalla pressione.

Dal punto di vista biologico le cose funzionano così. Ci sono esperimenti che lo dimostrano e che sono ripetibili. Per questo io credo nei risultati di questi esperimenti. E benché io non abbia visto oggettivamente il flusso di ioni sodio e potassio che entrano ed escono dai canali ionici degli assoni neurali, il modello che la scienza ufficiale mi propone risponde a tutte le prove sperimentali.

La psicologia poi analizza un'altro aspetto del funzionamento delle cellule grige. Ammetto in tale campo la mia ignoranza. Ovviamente ci sono delle connessioni tra i due studi. Sono due aspetti di uno stesso processo.

Tanti anni fa uno studioso di nome Gregor Mendel gettò le basi della moderna genetica. Le gettò studiando la rugosità della superficie dei semi di pisello. Si accorse come prima cosa che se studiava insieme il colore dei semi, la rugisità del loro tegumento, l'altezza delle pinete e il colore dei fiori non riusciva ad ottenere nulla. Invece, studiando ciascuno di questi fenotipi indipendentemente, come se gli altri non esistessero, riuscì a trovare la risposta ai suoi quesiti.

Alle volte, per studiare le cose e capirle meglio, è necessario astrarle dal contesto. Altre volte invece bisogna capire il quadro completo.

Ultimamente vanno molto di moda le ricerche "interdisciplinari" e le facoltà scientifiche finanziano più volentieri le ricerche che toccano vari campi. Non mi piacciono le mode. Credo che ci vorrebbe una giusta mira, non tutto globalmente, non tutto specificatamente. Bisognerebbe studiare tutto così come è più utile studiarlo per capirlo. Nelle ricerche che faccio io consideriamo il DNA, l'RNA, gli anticorpi, le citochine, le chemochine, le proteine... Potremmo dire che sia una ricerca che va in molte direzioni. Ma alla fine, quello che studiamo sono sempre molecole! Non studiamo gli aspetti psicologici della ricerca. Non sono una nostra esigenza per arrivare a chiarire i nostri quesiti.

Boh,spero di non averti annoiato troppo, ne' gli altri che hanno avuto la pazienza di arrivare fin qui.

In grande amicizia.

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Dunque dunque...

 

Notando il logo del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) sulla Home page di http://www.torya.net/ ho fatto delle piccole ricerche segnalando il sito al CNR

 

E ho scoperto che il CNR non ha IN NESSUN MODO autorizzato quel sito ad esporre il logo, e anzi sta procedendo legalmente contro il sito stesso...

 

Umberto... sei anche poco furbo...

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Ospite jena assente

Il libro citato di Evangelisti e':

Nicholas Eymerich, inquisitore, ma bellissimo, sempre sul rapporto tra psiche e realta', anche "Il mistero dell'inquisitore Eymerich", dedicato alla figura di Wilhelm Reich.

 

(Sono un superfan di Evangelisti, che tra l'altro conosco e devo dire che e' una persona notevole)

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Ospite jena assente

Vi e' comunque uno strumento di analisi della realta', noto come matematica, che ci permette di determinare in modo indipendente dai nostri sensi limitati la realta' che ci circonda, e restituirne poi una proiezione il cui adattamento all'esperienza diretta ci permette di ammettere o confutare una analisi.

Nel mondo definito dalla matematica, e la cui proiezione risulta coincidente con la realta', una pressione non e' altro che una forza per unita' di superficie. Una forza non e' altro che la derivata temporale della quantita' di moto, o la derivata spaziale dell'energia (da cui la famosa pressione di radiazione).

Non tutti i fenomeni sono legati a forze, in quanto non tutti i fenomeni ammettono derivate spaziali dell'energia, alla quale tutti i fenomeni sono comunque legati. Un esempio di errata attribuzione di un fenomeno comunissimo ad una forza, ad esempio, e' il comune urto. Non ha senso parlare di forza dell'urto, ma solo della sua energia. Dove non vi e' forza, non si puo' parlare di pressione.

 

Per quanto riguarda la psiche, l'analisi delle reti neuronali sta rivelando la matematica di una grande quantita' di fenomeni.

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