tongi Inviato 13 Luglio 2004 Segnala Condividi Inviato 13 Luglio 2004 In relazione al Lycosidae raccolto e fotografato da Emanuele escluderei senz'altro un'attribuzione al genere Hygrolycosa (H. rubrofasciata) perché la sua presenza in Italia è tutta da dimostrare (i dati di letteratura sono poco attendibili o errati). Escluderei anche il genere Acantholycosa perché si trova solo a notevole altitudine (al livello dei ghiacciai) e perché è facilmente riconoscibile per le numerose (6-8 paia) e lunghe spine che ricoprono la faccia ventrale della tibia del I e II paio di zampe. Da quanto è possibile giudicare dalla foto, un'attribuzione a Tricca lamperti (ma il nome della specie è stato cambiato alcuni anni orsono) è plausibile (si confronti ad esempio con la foto del Bellmann a pg. 162 dello Atlas Spinnentiere Europas). Io ricordo di aver raccolto (1968) A. lamperti in Val d'Aosta ) a La Thuile in un bosco di larici e abeti e in Val di Susa a 2500 m. E' comunque una specie piuttosto rara. Mi piacerebbe avere più informazioni su l'ambiente dove Emanuele ha trovato i suoi esemplari e se possibile vedere uno schizzo dell'epigino. L'identificazione è comunque tutta da confermare ... ovviamente! tongi Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Emanuele Inviato 15 Luglio 2004 Autore Segnala Condividi Inviato 15 Luglio 2004 Provvederò a "epiginare"! Grazie prof., come sempre si dimostra gentile e disponibile (fin dalle mie telefonate per Vesubia! ). Come già ho detto comunque si tratta di zone umide legate ad ambienti una volta montani, ora collinari. Mi farebbe molto piacere riuscire a capire di che specie si tratta ed eventualmente segnalarne ufficialmente la presenza in Liguria nel caso si tratti di una scoperta utile ed interessante. Con questo... le/vi faccio sapere! Ema Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Emanuele Inviato 19 Luglio 2004 Autore Segnala Condividi Inviato 19 Luglio 2004 Ho trovato oggi la femmina morta, tra l'altro in maniera strana, nel senso che solo due sere fa mangiava normalmente... Comunque l'ho levata dalle grinfie degli acari saprofiti e necrofagi e messa in alcool (diluito 2/3 alcool, 1/3 acqua per evitare disidratazione). Oggi pomeriggio passo in lab così se riesco faccio anche una foto dell'epigino, sperando che si veda anche senza doverlo esportare (sennò mi tocca aspettare ancora due giorni, perché ora ho poco tempo). Ciao Ema Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Emanuele Inviato 20 Luglio 2004 Autore Segnala Condividi Inviato 20 Luglio 2004 Aggiornamento: ho ottenuto e per ora solo guardato (non fotografato) l'epigino. Oggi, senza epigino alla mano ho dato un'occhiata alle pubblicazioni in mio possesso (di un certo Tongiorgi, non vi ricorda nessuno...? ) e sembra assomigliare a Tricca lamperti ma molto anche a quello di Tricca lutetiana. Per ora mi fermo qui e tornerò in laboratorio con epigino, macchina fotografica e soprattutto tavole "tongiorgesche" in modo da non fare troppo affidamento sulla mia memoria. In ogni caso l'epigino ha una struttura ventrale piuttosto semplice, del tutto simile alla figura III (4) p. 142 di "Su alcune specie dei generi Arctosa C.L. Koch e Tricca SIMON (Araneae- Lycosidae)" di Lugetti & Tongiorgi. Ho controllato anche sulla revisione italiana dei generi Arctosa e Tricca (Lugetti-Tongiorgi, 1965) e direi che c'è sempre questa somiglianza. Per un attimo avevo pensato anche ad Arctosa renidens, ma per il momento escludo questa eventualità. Beh, vi faccio sapere... eventualmente spedirei l'epigino (e quello che rimane del ragno) al prof. per un'identificazione coadiuvata anche dall'esperienza. Ciao Emanuele Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
i-lang Inviato 20 Luglio 2004 Segnala Condividi Inviato 20 Luglio 2004 Bello.....aspetto...ciao Ema! Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
tongi Inviato 22 Luglio 2004 Segnala Condividi Inviato 22 Luglio 2004 Grazie Emanuele, ma le indicazioni ecologiche che avevi dato, oltre alle foto, sono state di grande aiuto per arrivare all'identificazione Per quanto concerne Arctosa renidens per me è una specie non valida, l'olotipo è certamente una Alopecosa e non una Tricca o Arctosa. tongi Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
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