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All evamento B. auratum


Guest Cesce
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Ciao a tutti[:)], mi servirebbe un consiglio,l allevamento della Brachypelma auratum é uguale a quello della B.smithi o della B.emilia[?]?

Ciao e grazie[:D][:D]

Cesce

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Guest volothar

Direi che puoi "tranquillamente" tenerla in condizioni simili a quelle di una smithi.

riassumendo 27-28 gradi diurni - un paio in meno la notte e umidità del 60-70%

 

 

*Enrico*

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Salve.

Ti consiglio di allevare "Brachypelma auratum" a una temperatura leggermente inferiore (2/3°)rispetto a quella "consigliata" per le altre "Brachypelma"; dal momento che la "auratum", in natura, è localizzata a quote più elevate, ed in territori ben più ricchi di vegetazione rispetto ai "siti", ad esempio, in cui viene comunemente reperita "Brachypelma smithi".

Per le "Brachypelma auratum" mi sono sempre comportato così; e i risultati sono sempre stati in linea con le mie aspettative.

Buon lavoro.

Diego Nannuzzi.

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Guest volothar

Quali erano le tue aspettative? riproduzioni?

Trovo la tua informazione molto interessante.

Personalmente non ho delle auratum (per ora anche se contavo di prenderne una), ma su tutti i libri e le informazioni in internet ho sempre letto di allevarle come delle smithi. Hai indicazioni diverse anche per umidità o altro?

 

*Enrico*

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Salve.

Nel corso del tempo ho avuto modo di allevare tre esemplari di "Brachypelma auratum".

Tutti maschi "ceduti" per effetture dei "loan breeding".

Riproduzioni avvenute in Olanda e di cui non sono assolutamente "responsabile".

Però tutti e tre si sono riprodotti senza problemi!

Attualmente sto allevando, sempre seguendo i "vecchi" parametri, un quarto maschio di "auratum", che mi sta soddisfacendo (mangia e muta con regolarità "millimetrica"!).

Le informazioni da me indicate e sulle quali baso il mio allevamento, non derivano dai libri "votati" all'allevamento "puro", ma bensi sono frutto del mio "studio" di testi entomologici, ma soprattutto geografici.

La "Brachypelma auratum" viene localizzata in zone ad elevata vegetazione (boschi) e a quote più elevate.

Ciò comporta che necessitino di temperature leggermente più basse (come indicate nel precedente "post"…), ma di un "gradiente termico" giorno/notte minimo.

L'umidità, di contro, si attesta sull'80/85 %.

La "Brachypelma smithi" vive in zone più pianeggianti e "costiere". Ciò significa che le sue necessità, relativamente all'umidità, saranno piuttosto elevata durante tutto l'arco della giornata (70/75 %). La temperatura, invece, è tendenzialmente alta durante il giorno (28/29 °C), per poi diminuire al calare delle tenebre (23/24°C).

La "Brachypelma bohemei" popola i "tipici" "scrublands" messicani; per cui le condizioni "generali" non sono eccessivamente dissimili da quelle indicate per "Brachypelma smithi", ma soggette a sbalzi di umidità giorno/notte più consistenti.

Se hai/avete altre domande e/o rimostranze fatele senza remora alcuna!

Regards.

Diego Nannuzzi.

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Salve.

Per quanto concerne la "Brachypelma vagans",; il discorso è piuttosto differente rispetto a quello precedentemente fatto per le "Brachypelma" prettamente messicane.

Infatti, la caratteristica più sorprendente di questa specie, è la sua incredibile adattabilità.

Adattabilità che si manifesta come:

1) Il vasto areale di distribuzione. Areale che include i territori che vanno dal sud del Messico, fino all'intero Honduras (isole escluse).Praticamente tutto il centro-America, escluso Panama.

2) La straordinaria adattabilità ad ambienti spesso molto diversi tra loro. Infatti è ugualmente possibile rintracciare "Brachypelma vagans" negli "scrublands" messicani (territori semidesertici) come nelle foreste del Nicaragua.

Da queste motivazioni, deriva il fatto che il definire degli "standards" per l'allevamento di detta specie, non sia cosa possibile (almeno non per me…)

Questa adattabilità è evidenziata, inoltre, dal fatto che molti studiosi hanno identificato diversi "color morph" di "Brachypelma vagans", in base all'area di provenienza.

Purtroppo non posso aggiungere altro su questo interessante aspetto, dal momento che ancora non ho avuto modo di confrontare due esemplari, dotati di evidenti differenze cromatiche…ed evidenti differenze geografiche…

Per quanto mi riguarda per "Brachypelma vagans"; come per "Brachypelma abopilosum", ho sempre adottato, con soddisfazione, i seguenti parametri; umidità diurna 80%, umidità notturna 85%, temperatura diurna 27/28°C, con un abbassamento notturno nell’ordine di 4/5°C.

Da ciò si può intuire come io abbia sempre considerato "Brachypelma vagans" più come una specie "endemica" di zone boscose, piuttosto che di territori più secchi.

Ossequi.

Diego Nannuzzi.

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Avendo avuto diversi esemplari di brachypelma vagans, mi permetto di aggiungere qualcosa all'esaustivo post di Diego. Anzitutto confermo l'adattabilita' della specie. Da quello che ho avuto modo di notare si tratta di una specie molto resistente, con abitudini diverse in esemplari diversi. Alcuni si sono rivelati infaticabili scavatori, mentre altri hanno evidenziato caratteristiche piu' opportunistiche. A dimostrazione della capacita' di adattamento, ho riscontrato che la tendenza a scavare aumentava col diminuire dell'umidita' del terrario, segno che la vagans sa dove cercare umido[:)].

I colori vanno dal marrone scuro, al nero intenso (ho avuto un maschietto che era nero velluto bellissimo, mentre la femmina che ho attualmente e' di un marrone poco brillante, quasi slavato), sempre con la caratteristica peluria rossiccia. Al contrario di altre brachypelma sp. non cresce lentamente. I 2 maschi che ho avuto hanno maturato in circa 2 anni e mezzo.

Ho allevato e riprodotto con moderato successo la vagans un paio di anni fa, e mi sono trovato bene con temperature analoghe a quelle indicate da Diego ma con umidita' leggermente inferiori.

Al momento ho una femminuccia matura fresca di muta.

Quando vi capitasse un maschietto voglioso, fatevi sentire.

Grazie per l'attenzione,

Un saluto,

Marco "Haplo"

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Grazie mille.

Adesso voglio provare a studiare il comportamento di questa specie al variare delle condizioni ambientali, l'unico problema è che ho un solo esemplare.

Dite che lo maltratterei se variassi ogni qualche mese le condizioni?

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Salve.

Si, credo che non sarebbe un'idea "geniale".

Almeno posta in quest'ottica.

In caso in cui tu cercassi di provvedere a simulare un "cambio di stagione", allora puoi tentare tranquillamente...non in maniera "dissennata" o illogica, naturalmente.

Certe cose vanno prima programmate a "tavolino".

Buona giornata.

Diego Nannuzzi.

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Ciao a tutti.

Molto interessante questo post, volevo però sottopoprvi un'altra questione, specialmente a te Diego, che sei stato il più esaustivo nello spiegare. Anche io adotto sistemi molto simili a quelli da te descritti per l'allevamento delle mie Brachypelma (Smithi, Emilia, Klaasi) tutte giovani nessun adulto ancora, ossia le tengo intorno ai 25-26 gradi il giorno mentre la notte intorno ai 22 gradi. Queste temperature sono da considerarsi "invernali"? Voglio dire sono stato negli stati uniti più di una volta, anche a sud della California e a nord del Messico (Messico appunto patria di diverse Brachypelma) di inverno la temperaura scende al di sotto di questi valori no? Quindi mi viene da pensare che anche in cattività a queste e a tutti gli altri Therafosidi che alleviamo non sarebbe meglio proporre una "stagione" calda e una fredda anche all'interno dei loro terrari? Ovviamente a quelli che abitano zone con variazioni climatiche.

Ho letto nel libro di Simone Caratozzolo "I Ragni Giganti" che le specie più longeve sono proprio quelle che provengono da zone dove si alternano le stagioni, e questo permette, durante l'inverno di abbassare il ritmo metabolico e quello generale della vita del ragno rallentandone l'invecchiamento. Quindi mi viene da supporre che forse con un metodo simile si potrebbe non solo rendere al ragno la vita più confortevole ma anche preservarne la salute. Qualcuno di voi adotta un sistema simile?

Ovviamente sono tutte supposizioni nate leggendo questo bel post, se ho detto pistolate smentitemi pure. Fatemi sapere cosa ne pensate.

Grazie dell'attenzione.

 

Ciao a tutti.

Riccardo.

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Per Diego e per chiunque altro voglia rispondermi: per cambio di stagione cosa intendi? Solo alternanza di stagione calda e fredda oppure variazione graduale dei parametri ambientali?

Il fatto è che io volevo provare un po tutte le condizioni ambientali possibili.

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