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Aiutatemi! Allevamento Phyllium tobeloense "Galela"


verdevolpe
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Ciao, necessito di aiuto nell'allevamento di Phyllium tobeloense "Galela". Ho comprato delle "uova" su ebay. Da queste sono nati più di 20 esemplari, attualmente se non ricordo male sono 22. Fondamentalmente vorrei sapere se sto sbagliando qualcosa, immagino di si, e soprattutto se sono errori tanto gravi da compromettere l'intero allevamento.

L'allestimento è posto in una teca di vetro, con una griglia superiore che serve per areare, ma che io tengo chiusa per aumentare il livello i umidità e non disperdere il calore, almeno fin tanto che non lascerò lascerò le "foglie" libere di scorrazzare.

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Il calore e l'umidità sono prodotti a un riscaldatore per acquari posto in un vaso di vetro insieme ad un aeratore che smuovendo l'acqua ne favorisce il ricircolo, omogeneizzando la temperatura del liquido, e ne aumenta l'evaporazione. Il riscaldatore è impostato su un valore di trenta gradi, in modo da poter erogare il maggior calore possibile sapendo che la sua efficacia utilizzandolo in questo modo è minore.

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Ogni neanide, penso si chiamino cosi i nuovi nati, la pongo un un micro ambiente in un bicchiere di plastica composta da uno strato di carta cucina imbibita di acqua che sorregge una foglia di rovo dal gambo, in modo da alimentarla e al tempo stesso mantenere umido l'ambiente. Come avete già visto dalla foto il tutto è tenuto chiuso dalla pellicola da cucina.

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Il problema che sto avendo è che alcuni esemplari raggiunta una certa età muoiono, ed ad occhio sempre intorno lo stesso stadio di crescita. Alcuni mi sembravano soffrire la troppa umidità, come se rimanessero incollati sulle superfici. Ho risotto l'eccessiva umidità ma questo non è bastato. Pensavo allora che succedesse che non si alimentassero visto che il fondo non aveva alcuna deiezione. Ho provveduto a tagliare il bordo di ogni foglia pensando fosse a causa di questo che non riuscissero. Ma temo che comunque una sola foglia non sia sufficiente. Ma ieri ho trovato morto un esemplare che aveva espulso qualche escremento sul fondo, quindi presumo che si alimenti. E come vedete dall'ultima foto robabilmente è morente anche questo altro esemplare, perchè iniziano la loro discesa verso la morte proprio rimanendo sul fondo. La mia domanda è cosa sto sbagliando? Mi rendo conto che il mio approccio è approssimativo per i vostri standard, ma c'è cmq qualcosa di macroscopico che mi sfugge? E ancora, è normale qualche morte? Magari mi sto fasciando la testa ma è normalissimo che pur condividendo tutti lo stesso patrimonio genetico abbiano tuttavia delle differenze che portino alcuni a non farcela.

 

Spero davvero che voi sappiate individuare il motivo per poter fermare questo spreco di vite. Grazie
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  • 1 year later...

Arrivo in ritardo, sperando che qualche Phyllium sia sopravvissuto!

Il problema della mortalità é dovuto alla muta, che i fasmidi fanno a testa in giù; purtroppo il tuo setup non era adatto ad ospitare le neanidi di questi insetti, molto delicati, nonostante tutti gli accorgimenti che hai usato! Ti spiego meglio per il futuro.

Questi insetti necessitano di una buona ventilazione e di un elevato tasso di umidità con temperature comprese fra i 24 e i 26 gradi. Mentre gli esemplari adulti possono essere tranquillamente nebulizzati ogni due giorni con acqua decalcificata (io preferisco mettere sul fondo della teca un vasetto di perle d'acqua che rilascia umidità costante, protetto da una retina per zanzariere in modo che nessun insetto o feci ci vada dentro), le neanidi, soprattutto lo stadio L2 ed L3 temono particolarmente l'irrorazione diretta perché rischiano di annegare nel film d'acqua che si viene a creare, specie in teche con pareti lisce! 

Le teche per le neanidi io le costruisco così: uso dei bicchierini di plastica che bucherello su tutta la superficie con uno spillo per l'areazione, tappezzo la superficie interna con una rete per zanzariere in plastica fissata con poche gocce di colla a caldo e come "tetto" uso la stessa rete bloccata da un elastico. Questo mi consente di creare un ambiente ben areato e una griglia di appoggio per la muta lateralmente e sul coperchio. Per mantenere l'umidità costante ritaglio un disco del diametro del fondo del mio bicchiere da un blocchetto di spugna in schiuma per composizioni floreali che ho preventivamente tenuto a bagno x 6 ore (minimo). La spugna così imbevuta rilascia umidità per 4 - 6 giorni a seconda della temperatura esterna, non si corre il rischio di far morire le neanidi incollate al bordo della superficie e soprattutto é un ottimo substrato per mantenere verdi e appetibili i rametti di rovo. Unico avvertimento: quando la spugna in schiuma si è quasi del tutto seccata NON RIUSARLA, ma sostituiscila con una nuova, altrimenti corri il rischio di creare un ottimo terreno di cultura per muffe, funghi e batteri.

In questo modo riesco a portare con l'80% di vitalità allo stadio L5,  quando il Phillyum ormai di 3/3,5 cm può essere spostato nella teca per adulti.

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