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Emanuele

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Tutti i contenuti di Emanuele

  1. Vi posto qui un link molto utile sulla sistematica del complesso Euscorpius carpathicus in Europa. Per chi avesse una connessione lenta consiglio pazienza, è un file .pdf abbastanza corposo (circa 53 pagine con tavole e disegni). http://www.science.marshall.edu/fet/euscor...us/p2002_03.pdf Ciao Emanuele La natura è troppo immensa per farla stare tutta in una foto.
  2. La mia risposta: non ne ho la più pallida idea[]! Mi spiace! Ema La natura è troppo immensa per farla stare tutta in una foto.
  3. Mah... difficile dire se si tratti (guardando la foto) di un Aelurillus v-insignitus... Mi servirebbe un'immagine dell'alto per poterlo dire con più "certezza". Comunque sembra una femmina di Aelurillus o al limite di Sitticus. La seconda foto spacca di brutto!! Tecnicamente: hai usato SB29 + SB28 schiarente sullo sfondo giusto? Ciao Ema La natura è troppo immensa per farla stare tutta in una foto.
  4. Emanuele

    aggressivatà del salticide

    No, mi permetto (con rispetto e necessaria stima) a dissentire dal discorso di Ilic. Non so che Salticidae sia, ma la maggior parte ha bisogno di una teca arieggiata, piuttosto secca e molto calda (sennò non riescono a cacciare, sono delle specie di termofili ambulanti). Magari ogni tanto spruzza qualche goccia d'acqua... Ciao Ema La natura è troppo immensa per farla stare tutta in una foto.
  5. Emanuele

    Libro da avere

    Ciao ragazzi! Questo post solo per dirve che ieri la mia ragazza mi ha regalato (mesiversario...) una cosa fantastica. Un'edizione antica del mitico "Le monde merveilleux des Insectes" di Jean Henri Fabre. Mi deve aver letto nel pensiero, perché pochissimo tempo prima ho letto di questo splendido libro negli scritti appassionati e divertenti di G. Durrel (che lo ebbe in regalo dal fratello quando era un ragazzino). L'edizione che ho io è antica e abbastanza costosa, ma se riuscite a trovarne un'edizione più "abbordabile" vi consiglio di comprarlo (magari in italiano per i meno "poliglotti"[]). Pensate che tra gli altri parla anche della Lycosa tarentula e dell'Argiope bruennichi (con tavole in bianco e nero e a colori fantastiche). Ok, non sono insetti, ma si parla di fine '800- inizi '900! Tutto da gustare.... Ciao Emanuele La natura è troppo immensa per farla stare tutta in una foto.
  6. Emanuele

    Diana invecchia?

    Auguri! o Diana, dea della caccia e della selvaggina, delle foreste e dei nidi d'uccello. Conserva negli anni la tua virtù e celebra ogni nostro collecting con la danza del retino da sfalcio! Auguri! Ema La natura è troppo immensa per farla stare tutta in una foto.
  7. Che sia Alopecosa sp. non c'è praticamente dubbio(forse proprio A. pulverulenta) , anche se lascio aperto un possibile Pardosa... Non so, dovrei guardare epigini vari per averne certezza, le colorazioni dorsali non mi bastano con questi piccoli Lycosidae. L'altro ragno (quello di Perugia) è davvero molto particolare, non l'avevo mai visto, ma in tutta sincerità non penso proprio possa essere un Salticidae, gli occhi sono troppo piccoli e le zampe troppo lunghe per assomigliare ad un mirmecomorfo... Non saprei... Mi verrebbe da dire, guardando la disposizione oculare (per quello che si vede...) e la forma generale che potrebbe forse trattarsi di uno Zodariidae (Zodarion sp.) Come si muoveva? Però il cefalotorace non mi convince affatto, troppo largo... Ce la fai ad ingrandire la foto degli occhi? O a farne un'altra solo degli occhi... Ciao Ema La natura è troppo immensa per farla stare tutta in una foto.
  8. Emanuele

    Maschio addio

    Dal caos al caos, così forse si concluderà il cammino dell'uomo... Oppure dal caos ad un mondo di sole donne (perfetto eccetto cinque giorni al mese, 24 ore su 24[)]). Non so... proprio non so dove possa portare una strada così, certo è che se da una parte reputo l'uomo una specie di piaga, siamo troppi, dall'altra penso che se avessi un figlio e avesse un problema grave che solo un suo "clone ricambio" riuscirebbe a risolvere, beh, proprio non so come agirei. Non penso che in quel momento riuscirei a dire "ma sì, uno schifoso umano in meno". Davanti a queste cose mi divido e penso mi dividerò sempre. Ciao Ema La natura è troppo immensa per farla stare tutta in una foto.
  9. Sì, la cosa migliore che puoi fare con quei maschi è lascire che vadano a cercare un'latra femmina disponibile. L'eventualità che fosse già fecondata è del tutto possibile, visto anche l'enorme addome che ha (ho visto le foto nell'altro post, dove ci sono anche i maschi sub-adulti). Il fatto che si sia chiusa nella tela protetta deporrebbe definitivamente per questa tesi. Se nei prossimi giorni restasse chiusa lì anche nelle ore di attività allora ne avresti praticamente la conferma. La deposizione nei ragni nostrani avviene a circa (ma molto circa) attorno al mese dopo la fecondazione. la schiusa si ha nei Salticidae anche dopo soli 15-20 giorni (parlo soprattutto per i Philaeus chrysops che ho allevato e riprodotto personalmente) se il caldo è intenso, sennò si può arrivare anche al mese abbondante. In media ci aggiriamo attorno al mese di incubazione. I piccoli possono agevolmente venire nutriti con Drosophila melanogaster prima e D. hydei o piccoli grilli dopo. Viene raggiunta l'età di sub-adulto entro l'autunno seguente, per arrivare allo stadio adulto l'anno successivo. Alcune specie diventano adulte prima dell'inverno. Altre invece nascono a ridosso dell'autunno, svernano in fase giovanile e completano lo sviluppo l'anno successivo. Purtroppo non so essere esaustivo sulla specie Saitis barbipes, ma considerato che di solito vive al caldo, propenderei per la prima delle tre modalità succitate. Ciao Emanuele La natura è troppo immensa per farla stare tutta in una foto.
  10. Emanuele

    Vacanze in Croazia

    Chi ha dei contatti per case/appartamenti in Croazia, potrebbe mandarmeli gentilmente in privato? Potrebbero servirmi molto... Grazie di cuore Ema La natura è troppo immensa per farla stare tutta in una foto.
  11. Anch'io dovrei comprare in futuro il soffietto... E' troppo utile in questi casi... Io uso corredo Nikon comunque. I Salticidae mi piacciono da sempre e penso che anche solo per loro spenderei volentieri tutti i soldi che ho per comprare soffietto e slitta micrometrica. Bravo ancora! Emanuele La natura è troppo immensa per farla stare tutta in una foto.
  12. Cavoli, bravo Hyles! Vorrei sapere solo due cose: 1) cos'hai usato come macchina fotografica? Ti sei avvicinato parecchio... 2) come hai "addormentato" il ragno? Freddo? Pura curiosità... Ciao e complimenti per le foto, i Salticidi però sono belli anche a dieci chilometri, vero? Ema La natura è troppo immensa per farla stare tutta in una foto.
  13. Emanuele

    Blink 182

    Sì, direi Lycosa rabida... Ciao Ema La natura è troppo immensa per farla stare tutta in una foto.
  14. Emanuele

    Vacanze in Croazia

    Dovrò limitarmi comunque un po' sulla natura (ma Fabio ha ragione come è vero che l'acqua bagna), per il resto direi che la Croazia fa decisamente per me/noi. Sui parchi cercherò di calcare la mano, ma ho poche speranze, con me c'è gente che vuole il panino in spiaggia e l'abbronzatura fatta per bene (non è il caso mio nè di Fabio, i più bei lumaconi bianchi della storia delle spiagge!). Ah, la spiaggia di Bol è di ciottoli!! Lo dicevo io! Piccola diatriba oggi in università davanti a cataloghi vari... Bene bene... Per me è deciso che si vada in Croazia. Grazie di cuore per i consigli! Ema La natura è troppo immensa per farla stare tutta in una foto.
  15. A parte che devo imparare ad usare la tastiera del computer ed evitare errori così grossolani (belle correzioni, me le merito). Direi che propendo sempre e comunque per Thanatus sp. Qui in Liguria i Thanatus sono abbastanza frequenti e li conosco bene, anche la postura e la leggera "scia" di tela che si intravede nella foto (caratteristica anche dei Salticidae) mi incoraggiano verso questa tesi. Spero di non sbagliare ovviamente, ma ne sono piuttosto convinto. Il mio dubbio era prevalentemente sulla specie. Ho aggiunto Philodromus perchè alcuni giovani Philodromus assomigliano a Thanatus, con zampe più corte e robuste rispetto all'adulto (mi sto basando per ovvie ragioni sulla morfologia). Ciao Ema La natura è troppo immensa per farla stare tutta in una foto.
  16. No, il secondo non è un Lycosidae. Direi che si tratta del Genus Thatatus o anche un giovane Phylodromus, ma non azzardo la specie. Il primo confermo che potrebbe proprio trattarsi di un Oonops sp. e comunque ne ha tutto l'aspetto (e la disposizione oculare sembrarebbe quella...) Ciao Ema La natura è troppo immensa per farla stare tutta in una foto.
  17. Emanuele

    Vacanze in Croazia

    Ciao a tutti, volevo solo sapere se qualcuno di voi fosse mai stato in vacanza al mare in Croazia e cosa ne pensasse... Vorrei andarci quest'estate ma non so proprio dove andare. Sono andato sul sito del turismo croato ma tutti i nomi di località mi sembrano uguali. So che è un bel paese, ma non so se va bene ovunque. secondo voi? Cercherò di evitare i posti più nerd perché la mia ragazza non apprezza troppo che scorrazzi in cerca di bestie... Ciao e grazie Ema La natura è troppo immensa per farla stare tutta in una foto.
  18. No, di sera questi ragni non sono quasi attivi e per solito si ritirano nella loro tana di seta sotto le rocce. Ti consiglio pertanto di provare tutte queste cose di giorno, in modo più naturale. Anche il cibo va somministrato di giorno, sennò non lo vedono neanche (o comunque non se ne interessano più di tanto). Ciao Ema La natura è troppo immensa per farla stare tutta in una foto.
  19. Emanuele

    La passione di Cristo

    Premetto che non sono credente e anzi, soffro di una grave forma di insofferenza verso ogni tipo di religione che rasenta la pena per chi crede (ma cerco di mantenere il rispetto per la persona). In ogni caso non ho ancora visto il film, penso lo vedrò in dvd o in tv, non spendo soldi per quel genere di film, se si trattasse della storia di un altro "uomo santo" sarebbe uguale. Una piccola correzione: Gesù non portò la croce intera, ma solo il patibulum, una parte di essa. Lo ha asserito in tv uno studioso dei vangeli. La ricostruzione in tal senso è del tutto sbagliata. Una cosa è certa; mi ha dato molto fastidio come la chiesa italiana si sia schierata a favore di un tale film (in tv, nei giornali). Il mio pensiero è che NON DOVESSE schierarsi affatto, ma rimanere al di sopra degli eventi. Mel Gibson non è un santo, è molto lucido in quello che propone. Da quando ho visto "Signs" ho capito che a lui piace molto giocare con le fedi altrui... L'uscita di questo film mi sembra seconda solo a Titanic in quanto a "parole di troppo". Tutto ciò è un mio personalissimo parere ovviamente. Concordo comunque con quanto asserito da Ilic. Ciao Ema La natura è troppo immensa per farla stare tutta in una foto.
  20. Ciao! Lo scurimento della femmina farebbe pensare ad una situazione di pre-muta, quindi forse si tratta semplicemente di una giovane femmina non ancora matura, e questo spiegherebbe le fughe. In questa stagione direi che è abbastanza probabile trovare femmine sub-adulte. Dai da mangiare ai maschi ed alla femmina in quantità, anche prede grosse come o più di loro verranno accettate senza troppi complimenti. Più la femmina è sazia più è propensa ad accoppiarsi. Se vuoi osservare i due maschi direi che i pericoli sono limitati, la parata infatti serve proprio ad evitare uno scontro diretto tra i contendenti e di solito la scaramuccia si risolve con la fuga di uno dei due. Mettili in condizione di poer scappare nel caso intendessero farlo. Aspettiamo le foto... Ciao Ema La natura è troppo immensa per farla stare tutta in una foto.
  21. A me sembra più una Cteniza... Ma quelle robe si assomigliano un po' tutte... sembra anche un po' un Atypus... Ciao Ema La natura è troppo immensa per farla stare tutta in una foto.
  22. Complimenti Teo, mi piace lo zoom negativo della sequenza, dal piccolo ragno all'ambiente che lo ospita. Questi ragni sono tutti Lycosidae igrofili(forse Pardosa o Pirata, ma non azzardo), sono piccoli e si nutrono di piccole prede che catturano sui bordi dello stagno o direttamente sul pelo d'acqua. Ciao Emanuele La natura è troppo immensa per farla stare tutta in una foto.
  23. Sono stato semplicemente molto influenzato, niente di grave comunque. Riguardo all'isola è giusto, infatti G. Durrel ha vissuto buona parte della sua infanzia a Corfù, ma il libro è un altro. Il titolo originale dell'opera è: "Birds, Beasts and relatives" e si pone posteriormente a quello da voi citato, che ho ugualmente letto. In questo libro oltre alla tarantola parla anche di Argyroneta, quindi penso sia interessante per un aracnofilo/logo. Chi fosse interessato ad altri libri di Gerald Durrel si legga soprattutto (mio personalissimo parere): "La foresta ubriaca" (titolo originale: "the drunken forest") e il bellissimo libro "Io e i Lemuri". Sono contento che vi sia piaciuto il passaggio, io sono cresciuto leggendo questi libri e ogni tanto mi capita di trovare qualche titolo che mi era scappato. Ciao Emanuele La natura è troppo immensa per farla stare tutta in una foto.
  24. "[...]Qua e là tra le rocce, nel duro terreno c'erano dei buchi, ognuno grande come una mezza corona o anche di più. Erano foderati di un materiale simile alla seta e sull'imboccatura avevano una ragnatela circolare di sette, otto centimetri di larghezza. Questi buchi erano le tane delle tarantole, dei grossi ragni color cioccolato con disegni color fulvo chiaro e cannella. Le tarantole, a zampe aperte, occupavano una superficie pari a circa quella di un piattino, e il loro corpo era grande più o meno come una mezza noce. Erano ragni straordinariamente forti, veloci, crudeli nella caccia, e dimostravano un'intelligenza particolarmente aggressiva. In genere cacciavano la notte, ma ogni tanto mi capitava di vederne qualcuna anche di giorno camminare di buon passo fra i cardi sulle sue lunghe zampe, in cerca di prede. Di solito appena ti vedevano scappavano, dileguandosi fra i cespugli di mirto, ma un giorno ne vidi una così concentrata nelle sue occupazioni che riuscii ad andarle vicinissimo senza che corresse via. La tarantola si trovava ad un paio di metri dalla sua tana e staba arrampicata su un cardo blu facendo ondeggiare le zampe anteriori e scrutava tutt'attorno, così che non potei fare a meno di vederla un po' come il cacciatore che si arrampica su un albero per scoprire se c'è selvaggina attorno. Conntinuò a stare di vedetta per circa cinque minuti mentre io, accoccolato lì vicino non la perdevo d'occhio. Ad un tratto scese cautamente dal cardo e si mise in moto con molta determinazione. Era quasi come se dalla sua postazione avesse notato qualcosa, ma nenachè aguzzassi la vista non notai alcun segno di vita, e non credevo che la cista della tarantola fosse molto migliore della mia. Il ragno però continuò a marciare speditamente, finchè non arrivò a un gran ciuffo di lacrime di Giobbe, un'erba sottile e flessuosa che ha capolini di semi simili a piccole trecce di pane bianco. Appena mi avvicinai compresi a cosa mirasse la tarantola, perchè ai piedi di questa delicata pianta biancac'era il nido di un'allodola con dentro quattro uova. Una si era appena dischiusa, ed il piccolo dell'allodola, una creaturina minuscola, rosea e lanuginosa, ancora combatteva fievolmente con i resti del guscio. Prima che potessi fare nulla per salvare la piccola allodola, la tarantola si era avvicinata al bordo del nido. Per un istante restò lì, incombendo mostruosa e terrificante, poi con un movimento rapidissimo attirò a sé il piccolo tremante e gli affondò nel dorso le lunghe mandibole ricurve. Il piccolo emise due flebili, quasi inudibili, squittii e spalancò la bocca, contorcendosi per qualche istante nell'abbraccio villoso del ragno. Poi il veleno fece il suo effetto; l'uccellino si irrigidì per un breve attimo e si abbandonò, inerte. Il ragno attese immobile finchè non fu sicuro che il veleno avesse agito, poi si girò e si allontanò con la piccola preda implume che gli penzolava senza vita dalle mandibole. La tarantola sembrava uno strano, gambuto cane da riporto, che stringeva in bocca il primo urogallo della stagione. Senza mai fermarsi, corse fio alla tana e vi scomparì dentro, portandosi appresso il corpicino inerte e patetico della piccola allodola. Questo incontro mi meravigliò per due ragioni: innanzitutto perchè mai avrei immaginato che la tarantola osasse attaccare una preda delle dimensioni di un uccellino, per quanto implume, e in secondo luogo perchè non riuscivo a capire come facesse a sapere dov'era il nido dell'allodola, ed era evidente che lo sapeva, perchè vi si era diretta senza alcuna esitazione. Fra il nido ed il cardo c'erano almeno una decina di metri, come scoprii misurando a passi la distanza, ed ero più che sicuro che nessun ragno possedesse una vista tanto acuta da individuare un nido ben mimetizzato e il minuscolo essere implume così da lontano. Quindi,restava solo l'olfatto. Ma anche qui, benché sapessi che gli animali possono avvertire lievi odori che le nostre narici ottuse non riescono a cogliere, mi sembrava che in una giornata senza un alito di vento per localizzare la piccola allodola distante più di dieci metri ci sarebbe voluto un apparato olfattivo davvero straordinario. Giunsi dunque alla conclusione che il ragno aveva scoperto il nido durante i suoi giri d'ispezione, e da allora si era messo a controllarlo periodicamente, per vedere quando si schiudevano le uova. Ma anche questa spiegazione era insoddisfacente, perchè attribuiva a un insetto un processo mentale che evidentemente non possedeva. [...] Tutto quello che si poteva dire con certezza era che quell'anno quell particolare coppia di allodole non riuscì ad allevare nessuno dei suoi piccoli. [...] tratto da: Gerald Durrel - L'isola degli animali - le Fenici Tascabili edizioni Stamattina, ancora in convalescenza, stavo leggendo questo passaggio di questo stupendo libro (come lo sono tutti gli scritti di Durrel), così ho pensato che si confaceva particolarmente a questo forum e ve l'ho riportato! I ragni lupo sono e saranno sempre, insieme ai Salticidi, i miei ragni preferiti, non c'è santo che tenga... Ciao Emanuele La natura è troppo immensa per farla stare tutta in una foto.
  25. Bene, allora se l'hai proposto tu saprai anche dove andare... [] Mi risulta che l'unico ad essere andato da quelle parti sia io e mi risulta anche che con Francesco si parlasse di andarci da diverso tempo (agonismo primadonnesco). Io comunque non penso che potrò esserci, devo andare qualche giorno in Toscana con Francesca e non penso di avere altri soldi per la Francia. Io a Daniele non volevo proporre di venire lì da te (ma si può fare anche quello volendo), bensì in un altro sito... Sono d'accordo sul discorso ibridi fertili negli Anuri, ma è un discorso un po' spinoso, in quanto il klepton Rana esculenta ha una variabilità genetica talmente elevata e simile comunque alle altre specie che ci capiscono poco anche i genetisti. Secondo me invece, parlando di D. plantarius e D. fimbriatus il divario è piuttosto netto e preciso, quindi difficilmente le due specie si incrociano in natura (vuoi per incompatibilità genetica vuoi per incompatibilità fisico/sessuale). Comunque sono tutti dati da definire ovviamente, non ho letto nessun studio a riguardo. Ciao! Ema La natura è troppo immensa per farla stare tutta in una foto.
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