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All evamento B. auratum


Ospite Cesce

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Ciao ciao...

Mi permetto di esporre la mia opinione...

E' vero senz'altro che la longevita' di alcune specie puo' dipendere dai rallentementi metabolici delle stagioni fredde, e forse e' anche giusto riprodurre un alternanza di dtagioni. Pero' penso anche che non valga la pena di esagerare. Variare semplicemente una stagione fredda ad una calda puo' bastare. Gli animali sentono a prescindere dai valori che gli imponiamo nel terrario cio' che accade fuori. Non a caso ci sono delle stagioni migliori di altre per le riproduzioni. Per esempio, inizio primavera, con deposizione del cocoon a maggio/giugno e schiusa in estate, e' quasi da copione.

Io ho sempre mantenuto gli stessi valori nei terrari, con una escursione termica giorno notte ed una leggera variazione tra inverno ed estate. E non ho mai avuto problemi, anzi. Se poi consideramo che tutti noi possediamo (spero) esemplari nati in cattivita', tutto cio' diventa anche piu' logico, poiche' i nostri ragnetti crescono dalla nascita' in condizioni artificiali cmq diverse dal loro habitat naturale.

Ovviamente, se si vuole tentare una riproduzione "totale" del clima di provenienza ben venga. E chiunque lo faccia a tutta la mia stima[:)]. Allora pero' si dovrebbe allestire il terrario con la stessa terra del paese di origine, usare prede endemiche del paese di origine, e poi le turbolenze atmosferche,le piogge........[:)][:)]

Insomma, concludo dicendo che secondo me oltre un certo limite e' forse inutile andare, poiche' la vita dei nostri ospiti e' cmq falsata in partenza, e la loro soglia di benessere e' fortunatamente abbastanza bassa. Raggiunta quella, il resto e' superfluo, ed a giudicare dalle riproduzioni in cattivita' cui ho assistito (direttamente e non), va anche molto bene..

Grazie per il vs tempo,

saluti a tutti,

Haplo

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Salve a tutti.

Non credevo che le mie parole suscitassero tanto "clamore" (ovviamente in senso positivo!); ma ne sono lieto.

Sono daccordo con quanto detto da "Riccardo".

In realtà io ho cercato (soprattutto in passato...) di simulare le stagioni (per rispondere a "Matteus") in maniera più possibile "armonica", con quanto succede nei paesi di origine dei miei "ospiti".

Naturalmente, non è affatto facile.

Un tempo mi arrivavano a casa dei "tabulati", con le condizioni meteo (temperatura diurna, temperatura notturna, umidità diurna, umidità notturna, dati sull'illuminazione) rilevate nel sud del Messico.

Ciò accadeva fino ad un paio di anni fa.

All'"epoca", svolgevo tale esperimento con un maschio di "Brachypelma emilia".

Cercavo di riprodurre in "cattività", le stesse condizioni rilevate in "natura".

L'esperimento si è protratto per tre anni.

Purtroppo è sempre stato un po troppo falsato dal fatto che comunque, in inverno, la temperatura che avevo in casa era spesso molto superiore a quella che avrei dovuto "proporre" a quel ragno in quel dato momento; soprattutto la sera.

La conclusione cui sono faticosamente e molto "empiricamente" arrivato è principalmente una.

Chi, asserisce che un rallentamento metabolico durante i mesi invernali giovi al ragno in termini di salute (leggi; aspettativa di vita...), dice una SACROSANTA verità.

Almeno per quanto mi riguarda.

Infatti quel maschio, nei periodi più freddi (le rare volte che sono riuscito a simularli veramente...), tendeva ad entrare in uno stato di "semi letargo".

Alla fine di tale periodo, di contro, tendeva a diventare frenetico!

Talvolta, addirittura aggressivo!

Altre note salienti su quell'esperienza, sono che tale maschio si è accoppiato 6 volte!

Di cui 6 con successo.

Non so se tale dato sia "significativo", però, personalmente, non sono mai riuscito a "sfruttare" un qualsiasi altro maschio, per più di due volte.

Però, onestamente, penso che questo sia un mio limite!

Altro dato che dovrebbe far riflettere è che quel maschio, nel momento in cui ho smesso di "seguirlo", aveva più di sei anni.

Che non è una età "malvagia" per un maschio (seppure di "Brachypelma").

In seguito l'ho "perso di vista" e non so che fine abbia fatto.

Non era di mia proprietà.

Se qualcuno di voi volesse "avventurarsi" in una esperienza come la mia, penso che sia liberissimo di farlo; traendone pure qualche soddisfazione.

Ovviamente il lavoro da fare è ampio, meticoloso e soprattutto molto lungo.

Io l'ho fatto una volta e non credo che lo rifarò mai con quel "puntiglio".

Ad oggi mi accontento, umilmente, di osservare con cura il "gap" termico ed igrometrico giorno/notte (senza ulteriori variazioni durante l'arco della giornata e delle settimane!).

Ma, comunque, ho ancora cura di simulare un (più semplice) cambio di stagione tra una "ipotetica" stagione fredda "X" ed una stagione calda "Y". Tutto qui.

Ci sarebbe anche da fare un discorso sull'influnza svolta dall'irradiamento solare!

Secondo me, questo, sarebbe un discorso veramente da non sottovalutare!

Per quanto mi riguarda, tengo i terrari in una zona della casa ben protetta dalla luce diretta.

Per cui, i miei animali vivono in un continuo stato di penombra/buio totale.

Ad oggi, tornando al discorso del "cambio di stagione", all'insorgere dei primi freddi (veri), mi limito ad abbassare la temperatura media diurna di 3°C, mentre la notte predispongo il termostato semplicemente in modo che la temperatura si attesti sempre (molto ipoteticamente) intorno ai 20°C.

Chiaramente il riscaldamento domestico, non mi rende la vita facile.

Però, francamente, non credo di avere il diritto di far congelare mia madre e mia sorella, disattivando il riscaldamento domestico, per i mie "esperimenti".

Marco, si dimostra molto "pragmatico", notando come gli animali maggiormente diffusi, siano animali nati in cattività.

I nostri sono "approcci" all' "hobby", decisamente diversi, ma ritengo entrambi onesti, forieri di soddisfazioni e, alla fin fine, convergenti.

Qui però, entra in ballo il SIGNIFICATO di "hobby".

Personalmente, soprattutto in passato, il mio interesse verso questi animali, non è nato con l'intento di allevare. All' "epoca", non la ritenevo una cosa possibile, ma neanche "contemplabile".

Io mi sono sempre interessato agli aspetti più "naturalistici" (parola che racchiude in se numerosi aspetti e discipline)della vita dei terafosidi.

Per me, ad un certo punto, allevare un esemplare, è stato solo e solamente un modo per osservare a casa mia, ciò che avevo letto sui libri.

Naturalmente è ovvio, come per fare ciò, sia necessario "ricreare", seppur artificialmente, delle condizioni simili a quelle che l'animale, seppur nato in cattività, troverebbe in natura.

Ma questo è il "mio modo".

Sicuramente è una via enormemente più "tortuosa", ma comunque è tendenzialmente scevra di eccessive "facilonerie" pericolose.

Anche se alla fine, ad oggi, il mio modo di allevare e quello di allevare di Marco (Haplo), in termini "pratici", sono molto simili.

Per cui, per concludere, senza eccessivi "sbattimenti" ne sacrifici, penso che quello delineato possa essere un modo di allevare piuttosto fattibile con discrete possibilità di successo e soddisfazione da tutti; novizi ed "avviati".

Se vi interessano suggerimenti più "pratici" e "mirati", specie per specie, non dovete far altro che scrivere un post.

Spero di non avervi annoiato e spero soprattuto di non aver eccessivamente divagato.

Vista l'ora, tuttavia, spero che mi perdonerete qualche eccessiva "licenza".

Buona giornata.

Diego Nannuzzi.

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Ospite volothar

E' vero hai scritto molto ma permettimi di complimentarmi con te. Fin quando risposte o esposizioni di esperienze personali sono fatte in maniera cosi accurata ben vengano pagine e pagine di lettura (almeno per quanto mi riguarda). Questo è un dividere le proprie esperienze, trarne conclusioni e procedere ognuno con il suo progetto d'allevamento attingendo alle conoscienze di tutti (sia che si tratti di un solo ragno, che di progetti che includono riproduzioni o altro), in fondo credo sia poi questo uno degli scopi di un forum sull'allevamento.

 

Ancora i miei complimenti

 

*Enrico*

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Postilla... ;-))

 

Il discorso fatto da me nel post precedente, non voleva condannare nel modo piu' assoluto i tentativi di simulazione dell'habitat. ANZI!

Non sono un fautore del pragmatismo, ne' tantomeno un allevatore puro. Ho avuto anch'io un'approccio naturalistico all'hobby mosso da una grande passione della natura, e chi ha avuto modo di conoscermi prob. lo sa bene. Il mio intervento voleva solo porre l'attenzione sull'impossibilita' reale di una tale simulazione (cosa che ho tentato a lungo di fare). Purtroppo in natura c'e' il sole, determinati agenti atmosferici, certe prede endemiche di certi luoghi, certi substrati che noi non possiamo riprodurre ma che svolgono un ruolo fondamentale nell'economia della vita di un animale. Tutto qui...

Un grande saluto a tutti,

Haplo

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Salve a tutti.

Per prima cosa vorrei ringraziare "Enrico" e "Riccardo", per le loro belle parole e i loro ringraziamenti.

In realtà penso che sia più giusto, per me, ringraziare voi...almeno per la pazienza...

Detto ciò, vorrei rassicurare il sempre stimato Marco, sul fatto che, per quanto MI riguarda, non credo di aver "indovinato" nelle sue parole qualche cenno, anche vago, di dissenso verso l'approccio "naturalistico"!

Assolutamente.

Certamente non ci conosciamo "live", però, onestamente (non mi nascondo dietro un dito) ribadisco che fino ad ora, solo in base a quanto dedotto dal tuo post (of course!), non ho potuto fare a meno di considerarti un "pragmatico".

Ovviamente, la tua "postilla", mi ha fatto rendere conto della mia errata valutazione.

Mettiamola così; adesso tutti ti conosciamo un po meglio.

In più i concetti da te espressi, non credo proprio che possano essere ragionevolmente messi in dubbio da qualcuno.

Soprattutto da me.

Ma questo già l'ho scritto in precedenza.

Buona giornata e buon lavoro.

Diego Nannuzzi.

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Ciao Diego.

Volevo dirti che stimo molto il tuo approccio e la tua dedizione allo studio dei theraphosidi. Spero anche che certe puntualizzazioni on line, come molti altri argomenti che ci hanno visto partecipi, possano servire alla crescita del movimento (nonche' nostra[:D]).

Spero di incontrarti presto di persona.

Io saro' a Milano sab pomeriggio e dom mattina.

Ciao ciao,

Marco

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Salve.

Ciao Marco.

Ho perfettamente capito i tuoi intenti e mi trovi, ovviamente, totalmente daccordo.

Anche per me sarà motivo di grande piacere ed interesse, conoscerti di persona.

SICURAMENTE, non sarò a Milano, per il "week end".

Penso, quindi, che sia molto più facile incontrarci a Roma.

Ti ringrazio e ti saluto.

Diego Nannuzzi.

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