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Articolo da inserto TUTTO SCIENZE da LA STAMPA


EegaBeeva
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Breve premessa:

 

qualche tempo fa aprii un paio di topic, nei quali mi e vi domandavo a cosa servissero in un ragno ben quattro paia di zampe e la bellezza di otto occhi, interrogandomi sul fatto che madre natura nulla sciupa e che invece sembrava essere stata particolarmente generosa con queste creature.

 

Leggendo ieri l'inserto settimanale di scienza del quotidiano LA STAMPA mi è capitato sotto gli occhi un interessante articolo, che vi copio-incollo. L'articolo non parla di ragni, ma di cormorani, così ho messo in grassetto i punti più salienti (sono 2 ampi passaggi) per quanti non hanno tempo e voglia di leggere tutto (sebbene ne valga la pena) che mi hanno fatto molto e giustamente riflettere e che mi piacerebbe condividere con voi.

 

Il motivo. Ricordo bene le vostre risposte alle mie domande dell'epoca, risposte che ho trovato in qualche modo rispecchiate in questo articolo, nel senso che mi dicevate "di non ricercare una VERA funzione" (non rammento le parole esatte, ma la sensazione era questa).

Leggete qui sotto.

Avevate ragione, e forse non immaginate quanta.

 

Un saluto.

Lidia

 

<<ETOLOGIA LE SINGOLARI RICERCHE DI

ADRIAAN KORTLANDT

 

Titolo: Yellow-Yellow, biografia e amori d’un cormorano

 

Occhiello: OGNI INDIVIDUO POSSIEDE UNA PROPRIA IMPRONTA COMPORTAMENTALE. UN UCCELLO PUO’ ANCHE CAMBIARE TIMBRO DELLA VOCE A SECONDA DEL TIPO DI AFFIATAMENTO CON IL PARTNER. LE VARIAZIONI NEI LIVELLI DI AGGRESSIVITA’

 

7/1/2004

 

ADRIAAN Kortlandt è un grande vecchio dell’etologia. Eppure, passati gli ottant’anni, si diverte ancora a uscire di casa con il binocolo, come se fosse la prima volta. E' della generazione di Konrad Lorenz e Niko Tinbergen. Con Tinbergen descrisse le «attività dislocate», cioè quei comportamenti che appaiono in situazioni di conflitto o stress e non sembrano avere alcuna funzione utile all'animale (per esempio, i gabbiani strappano fili d'erba senza motivo apparente quando si sentono minacciati da un rivale).

 

Negli Anni 40 il giovane Kortlandt si divertiva a osservare il comportamento riproduttivo dei cormorani, chiuso in una torretta girevole costruita nel bel mezzo di una colonia. Era particolarmente affascinato dalla complessità del processo di formazione delle coppie, e ha continuato le sue ricerche fino ad oggi nello zoo di Amsterdam. Qui i cormorani portano anelli colorati alle zampe, il che ci permette di riconoscerli individualmente e ricostruirne la storia. Per esempio, possiamo conoscere i partner che un individuo ha avuto nella sua vita, in quale anno ha divorziato dal partner e così via.

 

Kortlandt ha raccolto una quantità enorme di dati su quelle che egli chiama le «espressioni sottili» nei cormorani. Certe caratteristiche, come il timbro della voce, non sono costanti. Un maschio può avere una voce più o meno bassa, o mascolina, mentre una femmina può avere una voce più o meno alta, o femminile. Simili variazioni si osservano nelle posture, nel livello di aggressività e nel grado di spavalderia. Sono, questi, tratti difficilissimi da tradurre in numeri che possano essere mostrati in una rivista scientifica (e questa è la ragione principale per cui il lavoro di Kortlandt è quasi ignorato dalla scienza ufficiale).

 

A quanto pare, le espressioni sottili hanno una certa importanza nell'esito del processo di formazione della coppia. In genere, un maschio mascolino può formare una coppia affiatata con una femmina femminile, mentre non tollera una femmina che mostri segni di mascolinità. Tuttavia, quest'ultima può fare coppia con maschi un po' effeminati (per esempio con il timbro di voce alto).

 

L'analisi al computer ha rivelato che esistono due livelli di variazione delle espressioni sottili. Il primo è quello individuale: ogni individuo possiede una propria «impronta digitale» della personalità che può essere osservata in qualsiasi momento della sua vita. Il secondo livello è intra-individuale: lo stesso individuo cambia personalità in relazione alle condizioni in cui si trova. Prenderò l'esempio di Yellow-Yellow, un cormorano femmina così chiamato per i suoi due anelli gialli. Nella sua lunga vita (22 anni: è il cormorano piu' vecchio dello zoo di Amsterdam), Yellow-Yellow ha avuto diversi amori, tuttavia ha mostrato segni di mascolinità soltanto negli anni in cui era appaiata al maschio Red-Blue.

 

Perché queste variazioni? Da dove vengono, e soprattutto, a che servono? Se ci chiediamo quale sia l'utilità di una forma o un comportamento, commettiamo un errore già in partenza, perché rivela la nostra tendenza - tipica del funzionalismo darwinista e, dopotutto, della nostra cultura occidentale - a ritenere che ogni cosa osservabile nel mondo naturale abbia una funzione, e che tale funzione sia la vera causa per cui essa si è originata. In altre parole, partiamo dalla supposta funzione adattativa di una forma, o un comportamento, e su di essa costruiamo l'intera struttura di idee (per esempio, i meccanismi con cui essa si sviluppa e si mantiene).

Questo approccio non è imparziale, in quanto per ogni cosa che osserviamo potremmo trovare prima o poi una ipotetica funzione, con l'unico limite rappresentato dalla nostra stessa capacità di immaginazione. Per fare un esempio, consideriamo il cannibalismo nella civiltà Azteca. Si è ipotizzato che l'uso dei sacrifici umani tra gli Aztechi si sviluppò in risposta alla cronica carenza di carne. Questo modo di pensare parte dalla funzione ipotizzata (la necessità di una dieta più ricca di proteine) e considera un elaborato sistema sociale fatto di rituali, miti e simboli come qualcosa di secondario atto a giustificare il bisogno primario: il bisogno di proteine. Perché non fare il percorso inverso, cioè partire dall'intero sistema senza alcun pregiudizio sulla funzione di una sua parte? Dopo tutto i sacrifici umani erano soltanto una parte di una elaborata costruzione culturale che, quella sì, aveva una chiara funzione di mantenimento delle gerarchie sociali e di un sistema di convivenza tra le città. Da non dimenticare, poi, che il cannibalismo era praticato soprattutto dai ricchi, i quali avevano una dieta molto migliore della media dei cittadini: dunque il cannibalismo sembra tutto fuorché qualcosa originatosi per rispondere ad una necessità generale. E' molto più probabile che consumare la carne umana costituisca l'utilizzo produttivo di risorse disponibili derivanti da una cultura che ha tutt'altre origini, piuttosto che la causa dell'intero sistema.

 

Tornando ai nostri cormorani, non intendo dire che la personalità di un individuo non abbia una funzione. Potrebbe, certamente. Nei cormorani, le diverse personalità fanno emergere i contrasti tra i partner se questi non sono ben assortiti e non potrebbero comunque compiere insieme le attività legate al ciclo riproduttivo che presuppongono una notevole collaborazione tra i due. In questo modo, le personalità promuovono la formazione di coppie affiatate con un notevole risparmio di tempo ed energia. Il punto è che anche se la personalità fosse utile all'individuo, non è detto che esista per quella ragione. Può darsi che le differenze in personalità si siano evolute per tutt'altre ragioni, o siano qualcosa di inevitabile data la storia interna della specie, dove le pressioni selettive non hanno giocato alcun ruolo. Per la stessa ragione, se il colore rosso del sangue ci aiuta a comunicare con gli altri tramite il fenomeno dell’arrossire, questo non significa che il sangue sia rosso per quella ragione - semplicemente, rosso è il colore della sostanza che funziona come migliore trasportatore di ossigeno nei vertebrati.

 

La natura ricicla le cose dando loro nuove funzioni. Per fare un altro esempio, questa volta dalla morfologia: nei mammiferi (inclusi noi umani) il cranio tarda a ossificarsi, e alla nascita possiede fessure che lo rendono molto elastico, una caratteristica che sembra fatta apposta per facilitare l'uscita del feto dalla cervice materna. C'è un dettaglio, però, che spesso si dimentica: queste fessure del cranio sono presenti anche negli embrioni di rettili e uccelli - cioè in animali che nascono da uova e che non hanno bisogno di un cranio flessibile. Morale della favola: mai confondere il fatto che una struttura, o un comportamento, è utilizzata in qualche modo, con la ragione primaria per la sua evoluzione, e il suo stesso essere

 

(*)Netherlands Institute of Ecology

Fabrizio Grieco (*)>>

 

 

 

 

 

EegaBeeva

 

“La verità sulla natura è molto più bella di quella narrata dai poeti e gli animali sono la vera magia dell’esistenza” (Konrad Lorenz)

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