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bruno

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  1. Ciao Davide, sono stato un po' lontano dal forum ma vedo che trovi sempre della roba interessante. Per valutare meglio ci vorrebbe una foto che consenta di distinguere la fovea, ad occhio parrebbe anche a me una Nemesia.... E' un gruppo su cui sto lavorando un po'. Ero ad Or per l'Uni lunedì, non so quando torno. Ma sono interessato alle informazioni che hai sui trapdoor locali. Fammi sapere Ciao Bruno
  2. Ciao Maurizio. Suppongo abbia trovato l'esemplare nel Sud della Sardegna, vicino a Cagliari. Posto le foto di due esemplari simili fotografati quest'estate nell'isola di Carloforte. Sempre Sardegna del sud, non lontano da casa tua. Verosimilmente dovrebbe essere Lycosa oculata. Presente anche nel Nord Sardegna. Immagini della specie sono presenti qui: http://www.naturalvisions.co.uk/search.aspx?search=39157 ma il problema è discusso anche in altri forum: http://www.naturamediterraneo.com/forum/to...?TOPIC_ID=17374 Ciao Bruno
  3. Effettivamente sarebbe il caso di non insistere. Gli studi su Cteniza mostrano che è un ragno virtualmente invisibile: 1) Per alimentarsi non tiene MAI aperto il coperchio: questo viene sollevato di forse un millimetro, una misura praticamente impercettibile. 2)Cattura solo prede molto piccole, al passaggio e con movimento talmente veloce da risultare impercettibile all'occhio umano. L'attività è stata registrata solo attraverso strumenti di misura. 3)L'apertura dall'esterno del coperchio provoca nelle femmine fecondate uno shock che determina la mancata produzione del cocoon. 4)I maschi abbandonano la tana (per non rientrarvi MAI più) nel periodo riproduttivo. Periodo in cui possono accoppiarsi più volte e con femmine diverse. Come ho riferito in un precedente post su Cteniza, la femmina non lascia la tana nemmeno per accoppiarsi. Direi un ragno di modesta compagnia e decisamente asociale... Trovi alcuni riferimenti bibliografici in un mio intervento in un precedente post su Cteniza ( http://forum.aracnofilia.org/index.php?showtopic=9517 ) Ciao Bruno
  4. Salve, sull'etologia e ecologia di Cteniza ci sono alcuni interessanti lavori dello scomparso H Buchli, cito tra questi H.H.R. Buchli Hunting behavior in the Ctenizidae Amer. Zool., 9:175-193 (1969) H.H.R. Buchli Notes sur la mygale terricole Cteniza moggridgei (Pick.-Cambr., 1874) Revue Ecol. Biol. Sol, 5:1-40 [27 figs.] (1968) Dall'osservazione del rituale di accoppiamento non emerge una particolare aggressività della femmina nei confronti del maschio, l'accoppiamento avviene con il maschio all'esterno della tana e, cito Buchli, " pendant l'accouplement les pedipalpes du male, tres longs dans ce genre, se glissent alternativement sous la femelle et les styles sont alors introduits dans la fent genitale de la femelle..." Vale la pena dare uno sguardo ad un documento che riporta un sommario delle osservazioni di Buchli sul comportamento di caccia nella famiglia: http://www.atshq.org/articles/ctenizidsRhys.pdf Ciao Bruno
  5. [benvenuto nel nostro forum Bruno, in particolare sugli Ortognati l'aiuto di un esperto per noi sarebbe importantissimo! eh, esperto è una parola grossa... Ciao ad entrambi. Migdan, credo che tu sia in contatto con Marco Colombo con cui stiamo sudando sulle Cteniza sarde per Davide, ti mando una mail o un messaggio privato il giorno prima di passare da Oristano. Per restare in tema vi posto l'immagine di una sauvagesi con i pulli, scattata in tana con un obiettivo per endoscopio. Ne aprofitto anche per farmi un po' di pubblicità: l'immagine sta in Mediterranea, un mio volume fotografico in libreria da pochi giorni. Lo presento a breve a Sassari (vedete www.antasfoto.net). Nel libro non ci sono solo ragni ma qualche scatto ce l'ho infilato. Ciao e a presto
  6. Ciao Davide, le Cteniza sarde dovrebbero essere 2: C. sauvagesi e C. brevidens, secondo la gran parte delle fonti. Altre specie appartengono alla famiglia Nemesiidae, facilmente distinguibile. Il gruppo è pochissimo studiato e la letteratura è scarna. Di brevidens mi è nota solo una segnalazione: la seguente B. Monterossa Commentari faunistici Sardi. Cattura di un maschio di " Aepycephalus brevidens" Dol Rend. Semin. Fac. Sci. Univ. Cagliari, 6:67-76 [1 pl.] (1936) Onestamente, se fosse o no una vera brevidens lo sa il cielo. Dovrei ricevere il lavoro tra qualche giorno e si vedrà. La presenza di sauvagesi invece conta numerose segnalazioni. Io passo per Oristano (Insegno all'università la) in genere giovedì e venerdi. Se vuoi ci possiamo vedere e possiamo controllare qualche bestia, sarei interessato ad un esame di esemplari da diverse località della Sardegna Ciao Bruno
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