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Aracnidaza

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  1. Ciao, Ho provato a fare una foto ai cheliceri ma con scarso successo... in ogni caso sono riuscito a vederli chiaramente in uno dei rari momenti in cui era appoggiata ad uno dei lati del contenitore e sinceramente mi sembrano a posto. Poi come dici tu mangia senza problemi anche se con meno voracità del passato e solo prede di dimensioni più piccole di quanto mi aspetterei. Poi non mi sembra per nulla deperità ed è anche molto reattiva (allego una foto). Continuerò a dare lateralis, tanto avendo già 3 anni non è che deve sempre abbuffarrsi e io in effetti tendo a non dare mai troppo cibo. Mi sa che la mia era un'ansia superflua. Grazie delle rassicurazioni.
  2. Ciao a tutti, mi trovo in una situazione anomala che sinceramente non mi sono mai trovato ad affrontare e volevo chiedere un consiglio. La mia Lasiodora parahybana (femmina di 3 anni) da quando ha fatto l'ultima muta non vuole più saperne di mangiare Dubia (che prima della muta mangiava senza problemi) ma solo Lateralis di medie dimensioni. Non che io la forzi in nessun modo, semplicemente in passato si spazzolava in pochi secondi qualsiasi cosa venisse introdotta nella teca mentre adesso ignora completamente le Dubia (anzi, si allontana velocemente) e, dopo un bel pò di tempo, cattura l'eventuale Lateralis. Ovviamente se non predate io tolgo tutto dopo massimo otto ore. Quello che mi preoccupa è che dopo circa due settimane dalla muta volevo riprendere a dare cibo e ho quindi introdotto la solita Dubia che lei ha immediatamente predato ma lasciandola subito e distanziandosi dalla preda. Non vorrei che per qualche motivo si sia fatta male ai cheliceri o qualcosa di simile anche se è vero che comunque, anche se non con molto entusiasmo, le Lateralis continua a predarle. E' anche vero che non è d’aspetto deperita, l'opistosoma è turgido quindi direi non denutrita anche se alla fine in un mese ha mangiato solo 3 lateralis. Non vi sono stati cambi alle condizioni di stabulazione quindi direi che non è un problema ambientale anche se ovviamente adesso fa più caldo (mai più di 27°) e forse vi è un pò di umidità in più del solito (misurata ieri circa 80%) anche se ha un'ampia zona del terrario tenuta asciutta. Magari è un falso problema, per qualche motivo non gradisce più le Dubia e posso semplicemente continuare a nutrirla in questo modo, solo che mi sembrava un comportamento decisamente strano. Inoltre sono sempre 15 cm di legspan circa, ne deve mangiare di lateralis per tornare ad avere un'apporto delle 4 dubia al mese che gli davo prima. Non so se a qualcuno è già successo in passato o se sto sbagliando qualcosa... Grazie
  3. Ah, bene allora. Grazie. E' che io disturbo molto poco le mie migali e quindi non si "spelacchiano" praticamente mai. E nei rari casi sempre nella parte piu prossima alle filiere. Quindi mi ero un pò insospettito visto la posizione ma in effetti a vista mi sembra che stia benissimo e che sia qualcosa di superficiale. In ogni caso ho cambiato il vaso e messo uno molto più "levigato" così dormo sonni tranquilli fino a che non mi arriva il nuovo sughero. E scusa per il nome, ero convinto di averlo messo in corsivo ma il copia-incolla mi ha tradito...
  4. Ciao A tutti, ho recentemente notato che la mia amata Xenesthis immanis (femmina di 3 anni) presenta un'escoraizone sulla parte centrale dell'opistosoma. Credo che sia colpa mia in quanto avendo notato che il sughero aveva un pò di muffa su un lato e non avendone altro in casa lo sostituito momentaneamente con un mezzo vaso in plastica. Purtroppo non mi sono accorto che aveva in lato un pò irregolare e credo che essendo il ragno molto timoroso abbia magari fatto un scatto e passando vicino al punto in questione, magari un pò troppo vicino al bordo del contenitore, si sia sfregata troppo con forza. Ho ovviamente sostituito il mezzo vaso e devo dire che la migale mangia e si comporta come il solito quindi penso che non sia comunque un grosso problema e che alla prima muta si sistemi tuttavia volevo chiedere se secondo voi dovevo fare qualcosa o se bastava solo aspettare. Allego una foto. Mi scuso se di scarsa qualità ma devo farla attraverso il contenitore perchè se apro scappa subito in tana la fifona... Grazie e buona giornata
  5. Ciao, oggi sono tornato a casa da una settimana di trasferta di lavoro e ad un primo controllo non vedo presenza di nuova muffa. Io solitamente se ne vedo poca la rimuovo superficialmente e sostituisco la parte con torba (passata al forno) totalmente asciutta nella speranza di contenere e solitamente questo sortisce un buon effetto visto che in quel punto del terrario difficilmente si ripresenta. E soprattutto non stresso la migale con spostamenti e rehouse continui (e apparentemente poco utili...). Comunque "l'infestazione" per adesso è contenuta e la migale sta benissimo, fortunatamente. Ho il sospetto che la muffa dia più fastidio a me che non a lei 🙂 In ogni caso se si presenterà nuovamente in modo incontenibile procedere come suggerisci, tenendola momentaneamente in isolamento per qualche giorno. Grazie e a presto
  6. Ciao a tutti, riprendo questo thread che avevo aperto in passato per un aggiornamento. La migale sta benissimo e non mi posso lamentare ma il problema della muffa continua sempre a ripresentarsi dopo un pò di settimane. Quello che maggiormente mi lascia perplesso è che io la tengo esattamente come tutte le mie altre migali (hanno tutte esigenze molto simili) ma solo nel suo terrario appare muffa in quantità. Persino in quello della Theraphosa blondi che tengo molto umido (90%) non ho mai avuto muffa... A questo punto ho il dubbio che sia lei stessa a portarsele dietro (spore?) in quanto ogni volta cambio e pulisco arredo e contenitore scrupolosamente. Secondo voi è possibile? E nel caso come potrei porvi soluzione? Non so quanto danno possa arrecargli ma non credo che gli faccia bene... Grazie e a presto
  7. Ciao e grazie della risposta… e della rassicurazione… Si, concordo che è bene interagire il meno possibile con loro ma essendo ben più di 8 mesi che non toccavo substrato e terrario… diciamo che comunque non avrei fatto nulla se non notavo muffa o simile. La immanis ad esempio non la cambio da un anno è sta che è una meraviglia. Tornando al Nhandu comunque In questi giorni mi è capitato più volte di vederla “a livello del suolo” e questo mi conforta. Inoltre ha già mangiato 3 volte, una dubia adulta e 2 lateralis nelle ultime 2 settimane (tranne la dubia tutte predate e mangiate mentre comunque restava appesa). Penso che in effetti con il tempo torni alle sue consuete abitudini. Grazie e a presto
  8. Ciao A tutti, vi chiedo un consiglio (e una rassicurazione…) in quanto il mio Nhandu chromatus si sta comportando un modo anomalo da qualche settimana. Premetto che si tratta di una femmina che è con me da quasi due anni e che non ha mai dato problemi. Visto che erano 8 mesi che non cambiavo il substrato e visto che avevo notato che si stava formando della brutta muffa nella tana (dove non riuscivo a pulire bene) ho deciso di cogliere l'occasione per spostarla in un nuovo contenitore in plastica 45x30 al posto del vecchio terrario in vetro che mi risultava molto scomodo da tener pulito. Ho allestito tutto come da guida sul sito e temperatura e umidità sono nei classici range per la specie in questione (24° di temperatura e 75-85 % di umidità, sarà più caldo appena le temperature si alzano ma massimo attorno ai 28). Io solitamente tengo abbastanza umida la torba verso un angolo fino ad 1/3 del contenitore, lontano dal sughero che funge da tana, e asciutta nei restanti 2/3 del contenitore. Aggiungo anche una ciotolina con acqua visto che sembra gradire anche se potrebbe non essere così utile. Per un mio errore ho però fatto un passaggio intermedio in quanto avevo veramente reso troppo umida la torba e me ne sono accorto troppo tardi. Ho quindi ricambiato nuovamente il tutto rendendo il setup definitivo come descritto precedentemente. Quello che mi lascia perplesso e che adesso lei resta sempre attaccata alle pareti e non cambia mai posizione, comportamento che ha da più di un'intera settimana e soprattutto che non ha mai avuto nei due anni passati. Sono quindi un po’ preoccupato ed ho anche notato che altre mie tarantole stanno avendo un comportamento simile in questi ultimi giorni. Ad esempio l’Acanthoscurria geniculata che però credo sia in pre muta. Ultima cosa da dire è che io non scaldo i terrari\contenitori ma scaldo l'intera stanza in modo da rendere il tutto più uniforme (e semplice da gestire). Mi sto preoccupando inutilmente secondo voi? Può essere solo che debba adattarsi dopo un "doppio" spostamento in due settimane? Grazie
  9. Aggiungo un particolare: le temperature eccezionalmente alte di questo periodo mi avevano fatto prevedere che nella stanza dove stavano le migali il caldo sarebbe stato eccessivo (ed infatti solo ieri dava 31°) quindi le avevo spostate tutte in una stanza al piano terra che, complici muri molto spessi, non supera mai i 28° anche con un clima ultra torrido. La stanza risulta sempre essere in penombra ma non credo che questo sia un problema per le migali.
  10. Grazie per le condoglianze, ci sono rimasto veramente male.... non mi aspettavo questo decesso anche se avevo capito che qualcosa non andava da tempo… La tenevo in un contenitore in plastica 20*30, con aereazione su due livelli in modo da permettere un buon ricambio d'aria. Substrato con torba (passata sempre prima in forno) di circa 5 cm, un frammento di corteccia (anche lui passato in forno) e un po’ di sfagno disidratato. Bagnavo direttamene il substrato in un angolo in modo da permettere il contrasto tra zona umida e zona più asciutta e, anche se forse superfluo, mettevo una piccola ciotolina con sempre acqua pulita. Umidita sempre attorno all'80% e temperatura tra i 25 e i 28 a seconda del periodo. Solitamente io tengo le migali in questo modo finché la dimensione non risulta eccessiva, in qual caso sposto in un terrario in vetro 40*40 (come fatto il mese scorso con il Nandhu e presto dovrò fare con la Lasiodora che sta crescendo in modo impressionante). Come nutrimento sono passato alle B. lateralis in quanto non ne potevo più dei grilli… inoltre il fatto che non sono pericolose per le migali anche se in ecdisi e che non si interrano me le fanno preferire ad altro cibo. Oltretutto avendo una piccola colonia ho sempre a disposizione dimensioni diverse, cosa non da poco.
  11. Ciao a tutti, ieri mattina, con mio sommo dispiacere, ho trovato la mia amata Acanthoscurria geniculata deceduta. Ho provato per scaramanzia ad aspettato un intero giorno ma ahimè la conferma della morte è giunta inesorabile… Era in premuta oramai da quasi quaranta giorni (deduco in premuta in quanto non mangiava più ed era meno reattiva del solito...). Era con me da quasi un anno ma aveva sempre mostrato comportamenti "anomali" (periodi di digiuno che non mi aspetto da una Acanthoscurria, bassa reattività e voracità ridotta.). Aveva fatto solo 2 mute in un anno ma questo immagino che non sia un grosso problema ma in tutte e due le mute qualcosa sembrava essere andato non per il meglio, con sempre parti della muta rimaste attaccate al corpo (che poi lei staccava) oppure ecdisi particolarmente lunga e all’apparenza difficoltosa. Dico difficoltosa confrontandola con quella delle altre mie tarantole. Quello che vorrei cercare di capire e se si sia trattato di un mio errore o di un problema che, ahimè, lei si portava dietro dalla nascita. Oltre tutto la tenevo esattamente come le mie altre tarantole (Lasiodora e Nandhu) che non hanno mai dimostrato alcune problema anche se il Nandhu, essendo oramai adulta, l'ho spostata in un terrario in vetro 30*30 mentre la Lasiodora è ancora in un contenitore di plastica ma con tutti i parametri di umidità e temperatura sotto controllo. Alcuni miei conoscenti hanno ipotizzato, vedendo l'immagine che allego, che possa trattarsi di un problema genetico già all'origine in quanto non mostra particolari problemi o di una costipazione (questo me l'ha suggerito un americano ma ho qualche dubbio). L'unica cosa che noto e che i polmoni non mi sembrano in un o stato normale, ma potrei sbagliare. So che è pressoché impossibile comprendere cosa possa essere andato storto ma vorrei fare il possibile per capire in quanto sicuramente in futuro prenderò un'altra Acanthoscurria visto che è sempre stata una delle mie preferite. Grazie
  12. Ciao a tutti, per il momento, non volendo cambiare substrato o aumentare l'areazione visto che due migali sono in pre muta, ho risolto il problema alla radice… Ho recuperato una stufetta elettrica che avevo in soffitta così da scaldare un po' la stanzetta dove tengo i contenitori. Così di giorno ho sempre 26/27° e la notte 22/23° in attesa che il riscaldamento casalingo mi dia conferme o smentite sulle temperature interne in inverno. Per il momento mi sembra un buon compromesso.
  13. Quindi dici che è meglio spegnere il tutto, aprire e asciugare le pareti (magari con semplice carta da cucina)? Le migali sono dal lato opposto alla condensa quindi non dovrebbe essere un problema. Adesso comunque ho spento, è salita a 90% di umidità, veramente troppo. Preferisco che al momento restino a 23° che con una situazione del genere. Mi sa proprio questa mia stabulazione non sia per nulla valida... credo che almeno il substrato sia da cambiare quanto prima...
  14. Ciao a tutti, volevo chiedervi un consiglio relativamente alla stabulazione delle mie 3 migali (Lasiodora parahybana (juvanile), Acanthoscurria geniculata (juvanile) e Nhandu chromatus (sub adulto)). Al momento le tengo in 3 contenitori di plastica in cui ho praticato una serie di fori "sfasati" per permettere aereazione e riciclo dell'aria. Il substrato, che intendo cambiare più avanti utilizzando torba come consigliato nel vostro articolo, è composto per due di loro da fibra di cocco e vermiculite (circa 20 % e 80 %). Ho fatto un foro supplementare nella parte alta di ogni contenitore per inserire, a circa metà altezza, il sensore di un igrometro\termometro esterno in modo da avere un riscontro chiaro sulle condizioni all'interno. Questo perché posizionando un termoigrometro all’interno non riuscivo ad ottenere dei valori attendibili. Ho quindi tarato e testato gli strumenti e la temperatura\umidità rilevata sono piuttosto attendibile (non esatta ma lo scarto e molto basso e basta tenerne conto). Infine ho fatto passare un cavetto (20w) su una piccola grata più volte facendo come una “serpentina” in modo da poter appoggiare i contenitori lateralmente (lato più corto della scatola) a questa struttura in modo che scaldasse lasciando un passaggio graduale di calore da una zona più calda ad una più fredda così che gli animali potessero scegliere dove stare. Se non accendo il cavetto la temperatura resta sempre sotto i 23° con un'umidità di circa 82% mentre se accendo porta ad una temperatura di circa 25° con un picco di 28 se misurata sul lato a contatto con la serpentina. Il che penso che andrebbe teoricamente bene, accendo di giorno e spengo di notte così do anche una buona escursione termica. Oltretutto le migali hanno esigenze molto simili quindi potrei “accontentarle” tutte in un colpo solo. Però da acceso l'umidità sale a 88% e si forma una condensa su tutta la parte del contenitore opposta a quella a contatto con la serpentina nonostante abbia fatto due file di fori per l’areazione. Le migali, tranne l’Acanthoscurria che però credo sia in pre muta è ha un substrato differente (torba 80% vermiculite 20%), si sono spostate verso la parte più calda ma arrampicandosi sulle pareti del contenitore e temo che questo sia proprio dovuto all'umidità troppo elevata e alla condensa generata. Sono anche più attive a vederle ma penso che questo sia una risposta all'aumento di temperatura e al fatto che non avevo ancora il cavetto nei giorni passati. Prima in casa mia vi erano più di 27° quindi non serviva scaldare anche se avevo già fatto una serie di prove per non essere impreparato al momento in cui la temperatura sarebbe scesa (e soprattutto non fosse ancora partito il riscaldamento di casa…). In realtà ho già dei terrari (30x30) che potrei usare al posto di questi contenitori ma credo che siano veramente ancora troppo grandi per le mie migali. Forse giusto per il Nhandu che comunque ha già 6 cm di corpo… Secondo voi è colpa del substrato che mi converrebbe cambiare al più presto? Fino a quando non riesco a fare questo eventuale cambio (sabato o domenica) è meglio tenere spento tutto? Non è che la mia soluzione per tenerle fino a quando potrò spostarle nei terrari non è delle migliori (o addirittura pessima…)? Se serve stasera quando arrivo a casa posso anche aggiungere qualche foto, magari non è troppo chiaro dalla mia descrizione… Scusate se sono stato un po' prolisso e grazie.
  15. sì, ho ampiamente letto la vostra guida. Molto interessante e completa, mi ha anche illuminato su alcuni aspetti che forse avevo dato per scontati (forse grazie anche a nuove conoscenze e studi). Ad esempio essendo da un decina di anni che non mi accostavo più all’allevamento davo per scontato di usare solo vermiculite per il substrato (ai tempi andavo ogni anno a Stoccarda e gli allevatori stranieri così mi dicevano…) mentre quello che ho letto sia qua che su altre fonti mi fa capire che in fin dei conti non è il substrato migliore. Opterò quindi per cambiare alla prima occasione, magari con una miscela con soprattutto torba (naturale) e una percentuale di vermiculite\fibra di cocco più bassa. Per adesso ho da un po' di mesi 3 esemplari (Lasiodora parahybana (juvanile), Acanthoscurria geniculata (juvanile) e Nhandu chromatus (sub adulto)) che cerco di tenere al meglio possibile e che mi sembrano in ottima salute. Al momento tenuti in contenitori di plastica con tutti i parametri sotto controllo ma sono già pronti i terrari per quando cresceranno.
  16. Ciao a tutti, innanzitutto i doverosi complimenti per il sito e per il forum, sono molti anni che vi seguo e anche se non ho mai partecipato attivamente vi ho sempre trovato cortesia e competenza, cosa non sempre così scontata su un forum. Ho sempre avuto una passione per gli aracnidi e in particolare per le migali che mi hanno affascinato fin da quando ero bambino, Non sono un completo neofita ma sono molti anni che non potevo più, per motivi essenzialmente lavorativi, seguire questo mio interesse. Finalmente lato lavorativo si è tutto sistemato e quindi, con le dovute attenzioni e consapevolezze di cosa ciò comporti, volevo pian piano riavvicinarmi a questa passione anche ma con un "piglio" decisamente più scientifico del passato (sono un informatico che ha studiato da biologo…). Ho comunque ancora molto da imparare... Un saluto a tutti Enrico
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