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  1. ops, scusate, il ragno a cui intendevo riferirmi non è una tarantola, ma una vedova nera, come si vede dal link che vi mando: http://theendofbeing.com/2010/03/17/tomas-saraceno-art-and-science-build-a-web-of-14-billion/ qui fa vedere le foto del lavoro di Tomas Saraceno
  2. ok grazie, è questo che mi interessava sapere, fino a che punto la metafora rispecchiava ciò che esiste in natura. allora due quesiti: 1) perchè il web è più simile a una rete da pesca? 2) dove posso vedere foto di una ragnatela di tarantola (un artista dichiara di averla riprodotta)? magari è qui sul sito, ma non so dove cercare, grazie.
  3. Prima di tutto vi volevo ringraziare sia per il tempismo delle risposte, che per il livello di grande qualità delle vostre osservazioni e riferimenti bibliografici. Credo a questo punto valga la pena di arrischiarmi a condividere in parte la mia ricerca con voi, se avete tempo e voglia di partecipare. Cerco di chiarirmi ... Qualchepremessa: se io coinvolgo in ragionamenti che possono sembrarestrampalati degli esperti sui ragni è perchè ritengo che al di làdel significato per me, mi sembra che possa essere anche per voiutile sapere che il ragno e la ragnatela sono al centro della culturacontemporanea, cioè di quello che si vive adesso a livello mondialee a dirlo non sono io, ma le ultime frontiere di tutte le discipline,certo magari solo come metafora in senso lato, però questa non èproprio una cosuccia. Naturalmente per me non è facile riassumeretutto questo su un forum, ma ci provo a dare l'idea, perchè mi rendoconto che dette così le mie ipotesi lasciano parecchie perplessità.Cercherò di essere chiara e sintetica. Allora,più che partire dal ragno io parto dalla ragnatela come concetto (eda questa arrivo al ragno), come chiave di lettura del contemporaneoperchè è una metafora: Letteraria (es. si veda il mito di Aracne, in generale in letteratura è usata da Baudelaire, Virginia Woolf, Italo Calvino, Eugenio Montale, Emily Dickson, Edgar Allan Poe, Fabrizio De Andrè, Dante Alighieri, Jorge Luis Borges ecc. ogni volta con un'accezione diversa, ad es. come metafora del pensiero, dell'universo, del labirinto, delle connessioni fatte da un'intelligenza olistica, dell'architettura di una città, del sogno). Artistica (es. oltre ai quadri figurativi che rappresentano il mito di Aracne, il ragno è legato all'immaginario gotico e poi surrealista che si traduce anche nelle opere di arte contemporanea di Louise Burgeois che fa proprio sculture di ragni giganti, in modo ironico con Pino Pascali che fa un ragno blu in tessuto sintetico. L'idea della ragnatela si collega poi all'arte relazionale legata ai tessuti, cioè la trama, la tela, il filo, a in generale a reticoli costruiti seguendo un principio di espansione verso l'esterno e qui ci sarebbero molti esempi, come Marisa Merz. Poi ci sono le ragnatele di Tomas Saraceno fatte per essere attraversate dagli spettatori del museo e chiamate proprio Web, gli esempi di artisti potrebbero riempire circa 50 fogli A4, quindi mi fermo) . Filosofica (il primo a trovare una correlazione tra rete informatica e ragnatela è Tomas Maldonado in "Reale e Virtuale", dove viene associata al modello del rizoma (cioè la radice rizomatica dei tuberi, modello di pensiero filosofico orizzontale, aperto a tutte le discipline) teorizzato nel 1980 in "Mille Piani" dai filosofi Deleuze e Guattari. Ripreso e rielaborato a sua volta dal modello del radicante (cioè le piante come l'edera, capaci di ripiantare radici ovunque) proposto adesso da Bourriaud, teorico dell'estetica relazionale, ne "Il radicante" in pubblicazione in italiano ad aprile, e per quanto riguarda i filosofi della scienza la rielaborazione della teoria della complessità associata nel 2001 al modello rete da Mark C. Taylor in "Il momento della complessità, l'emergere di una cultura a rete"). Culturale in senso lato (es. nel campo del design interattivo, dell'architettura utopica o dei padiglioni effimeri, della moda che realizza vestiti con seta prodotta da ragni, in alcune opere teatrali, nell'immaginario della cultura pop vedi l'uomo-ragno - su cui sono anche state scritte canzoni pop da De Gregori e dagli 883 - o i ragni di gomma per Halloween, o un famoso musical attualmente in cima agli incassi di Broadway). Matematica (Barabasi nel suo "Link, la scienza delle reti" non la approfondisce ma usa più volte il termine ragnatela come metafora della rete). I matematici attualmente non parlano di rete limitandosi a internet, ma hanno scoperto che dei particolari tipi di reti complesse che hanno caratteristiche strutturali comuni stanno dietro la struttura di tutto ciò che ci circonda e che è dentro di noi. Si va dalle strade, ai geni e ai virus (biologia post-genomica), ai neuroni, internet, la teoria dei 6 gradi di separazione, le reti sociali, le reti finanziarie. Riguardo a internet Barabasi ha esplorato la struttura di una parte del Web attuale grazie a un crawler che ha scoperto che anche se di base la rete è come ha ideato Baran, in realtà ci sono delle differenze per come si è evoluta, che dipendono dall'uso fatto in tempo reale della rete. Dalle sue scoperte e da quelle della comunità scientifica che scrive sulla rivista "Science" si desumono le seguenti cose: Ormai internet è diventato così decentralizzato, distribuito e localmente protetto, che una sua mappatura – che pure era stata tentata – è impossibile: la rete è cresciuta a dismisura, 'da sola', ed ora gode di vita propria. la distribuzione dei link sul web segue una precisa legge, detta 'legge di potenza' o 'legge di scala', in cui i molti piccoli eventi coesistono con pochi grandi eventi, disegnando una curva decrescente con continuità. In tutte le reti a invarianza di scala non c'è un centro, un capo, un progetto: manca il ragno.le reti: esse si sviluppano a) crescendo con un nodo per volta e ogni nuovo nodo tende a collegarsi con quelli (hub) con maggiori link, secondo un fenomeno del tipo 'rich get richer', quindi Il Web non è affatto il regno dell'uguaglianza come si favoleggia: vieni visto soltanto se hai molti altri link che rimandano a te, cioè che ti rendono visibile. Così troneggiano pochi supernodi (es.Yahoo! Amazon...) cui si riconnette la stragrande maggioranza degli altri siti. nelle reti a invarianza di scala, possiamo eliminare una gran quantità di nodi senza frantumare la rete, che si dimostra grandemente resiliente o robusta (così è il Web nel suo insieme), anche perché ad essere colpiti, e colpibili, sono i nodi minori, e non i grandi hub. Se dovessere essere colpiti i grandi hub si avrebbero ripercussioni su tutti gli altri secondo un meccanismo a cascata. in alcuni casi l'abilità competitiva di alcuni nodi non incide sulla distribuzione della rete, che rimane legata all'invarianza di scala (è la situazione in cui rientra la rete degli attori di Hollywood, o il Web, ove Google che, per quanto 'potente', non è tale da azzerare tutti gli altri nodi), in altri casi il nodo vincitore ottiene tutti i link e diviene un hub centrale, attorno cui si sviluppa una topologia a stella: è il caso di Microsoft. Dal punto di vista topologico il web è una rete diretta, cioè i vari nodi possono essere attraversati in una sola direzione: per andare da A a D devo passare prima da B e poi da C, e non posso fare il tragitto inverso D-C-B-A. Il fatto che i link siano tra loro diretti incide sulla configurazione spaziale del Web, nel senso che è diviso in quattro grandi continenti, il primo dei quali (il 'corpo centrale') ospita tutti i siti maggiori, da Yahoo! A CNN.com, e nel quale è sempre possibile passare da un nodo all'altro, anche se non necessariamente con un unico link. Il secondo ('IN') e il terzo ('OUT') continente sono meno facili da navigare: da IN raggiungo il corpo centrale ma non posso poi tornare indietro, viceversa accade in OUT, raggiungibile dal primo continente ma senza la possibilità di tornare indietro. Il quarto è composto da 'isole' e 'tentacoli' separati, gruppi di nodi tra loro connessi ma irraggiungibili dal corpo centrale. Questa quadripartizione limita di molto, per quanto possa parerci strano, la nostra navigabilità e la nostra stessa conoscibilità del Web, limitata circa ad una sua metà coll'esclusione tanto delle isole che di IN. Tale frammentazione dipende dal fatto che la rete è diretta. Mi rendo conto di quanto questa sia molta carne al fuoco, ma di tutto ciò che ho menzionato si trovano informazioni e foto anche solo su internet. I punti per me sono due: 1) capire come mai se la ragnatela è semplicemente ciò che un ragno produce per sfamarsi suscita così tanti spunti in chi di ragni non ne sa nulla? La mia risposta è che in qualche modo ha una bellezza estetica, un che di suggestivo perchè ci ricorda qualcosa: la creatività umana, che in qualche modo imita la natura (senza saperlo anche la sua stessa struttura interna a rete complessa, perchè l'uomo fa parte della natura rif. Barabasi) per plasmarla secondo le sue necessità o che svincolandosi dalle necessità materiali diventa arte. La creatività del ragno è legata a uno scopo preciso di sussistenza certo, quella dell'uomo invece diventa arte quando va oltre le necessità di sopravvivenza. Per questo mi interessava sapere che cosa faceva il ragno quando il suo creare la ragnatela era svincolato dal suo scopo primario, perchè il ragno perde lucidità sotto effetto di droghe e quindi forse anche parte del suo scopo, ma conserva invece l'istinto che lo porta a creare una tela "imperfetta". L'arte tutta può essere vista come una creazione imperfetta, in quanto non funzionale. 2) capire se esistono dei tipi di ragnatela irregolari (certo non si può parlare della ragnatela come un tipo unico, perchè esiste grande varietà che dipende ovviamente dal tipo di ragno, dal luogo ecc.) che potrebbero avvicinarsi particolarmente, ma in modo analogico e non perfettamente corrispondente alle reti complesse di cui parla Barabasi, visto che le reti complesse sono enormi e riguardano la struttura cellulare stessa, mentre le ragnatele sono qualcosa di piccolo e contingente, però rendono bene l'idea come metafora perchè sono qualcosa di osservabile in natura ad occhio nudo. Un aspetto interessante che vorrei approfondire è anche l'analogia tra il movimento del ragno mentre tesse e quello dei link che derivano da azioni umane (Barabasi dice che non si può accedere a certe zone se non si passa ad altre, perchè il movimento possibile è solo in una direzione) e anche tra la resilienza della ragnatela e quella del Web (la ragnatela può essere resistentissima ma se togli il filo portante crolla, Internet non crolla perchè è enorme, però gli hub fanno da struttura portante e sono comunque tanti, però se fossero colpiti tutti crollerebbe tutto).
  4. Grazie mille, diciamo che sto appunto avvicinandomi ora all'argomento ma con un approccio da filosofia contemporanea, cosa che immagino non sia oggetto di questo forum. L'articolo è molto interessante in sè e mi interesserebbe approfondire la struttura delle ragnatele irregolari dei Pholcidae e dei Theridiidae, dove posso trovare informazioni e foto dettagliate? Grazie ancora. ps: Tiziano, grazie lo stesso per il contributo, sono argomentacci un po' strani questi ;-)
  5. Ciao a tutti, mi sono appena iscritta al forum mossa dalla necessità di rispondere a un quesito specifico che mi serve per la mia tesi, ma non sono una studiosa del settore. Non so se qui qualcuno può aiutarmi, penso che il mio quesito sia un po' insolito, perchè parto dalla necessità di avere una spiegazione scientifica per andare oltre e arrivare fino all'arte e alla cultura contemporanea basandomi sul collegamento tra ragnatela e struttura del web (tradotto: rete-ragnatela, cioè Internet). La domanda è questa: qual è esattamente la struttura delle ragnatele costruite da ragni sotto effetto di droghe? Volevo capire se la sua struttura è associabile a quella che è nota come "rete distribuita" teorizzata da Paul Baran, inventore di Internet, perchè in alcune foto viste sul web sembrano esserci delle analogie (mentre quando il ragno è sobrio produce strutture a "rete centralizzata" funzionali ha catturare prede. So che esistono anche altre ragnatele più irregolari, ma dove posso vedere bene la struttura di queste?), nel caso avrei anche bisogno di materiale sia fotografico che accademico. Aspetto con ansia risposte o suggerimenti! Grazie mille, è URGENTE! ps: nel parlare della struttura a rete faccio riferimento a "Link, la scienza delle reti" di Albert-Laszlo Barabasi, Einaudi, 2002
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