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morte


klovis
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Stamattina ho trovato morta la mia psalmopoes irminia,7cm legspan..prima volta ke mi muore un ragno,e si ke ne ho avuti molti..

il problema è ke non so cosa l'abbia fatta morire..l'opistosoma era di adeguate dimensioni..la temperatura e umidità erano ok..

ieri sera era un pò rannicchiata in un angolo del terrario,lho fatta camminare e sembrava debole..era anke in fase pre-muta penso xkè non mangiava più da 2 settimane..

mah...[V][?]

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In linea di massima è difficile stabilire con certezza i motivi della morte di un ragno apparantemente sano. Visto che era in probabile pre-muta potrebbe essere stata proprio quest'ultima ad andare male... considera che la muta è regolata da un ormone particolare (detto "ecdisono") che rilasciato nell'emolinfa sconvolge profondamente il sistema biofisico del ragno. Lo stress provato è enorme e può capitare che in concomintanza con la prima fase dell'ecdisi il ragno muoia per collasso.

 

Il fatto che non mangiasse e fosse debole (molle sulle zampe in genere per via della pressione dell'emolinfa che si abbassa di colpo) potrebbe essere anche sintomo di avvelenemento da pesticidi (il decorso è rapido -12-24H di agonia e poi la morte), anche se da quello che ho capito non dovrebbe essere il tuo caso.

 

Mi spiace.

Matteo Grotto

 

****ARACNOFILIA****

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Salve.

"Klovis", quando l'hai spronata a muoversi, dove si trovava, sulla sommità del terrario o sul "substrato"?

A giudicare dalle tue parole "...un angolo del terrario...", si direbbe che fosse al "suolo", cosa strana per una "Psalmopoeus".

Dici che era in periodo di muta.

Cosa usi come "substrato"?

Da quanto l'avevi?

Quante mute ha compiuto da quando l'hai acquistata?

Nata in cattività, o di "cattura"?

Il terrario nel quale viveva, ha un adeguato sistema di areazione?

Spero che tu mi risponda, sicchè io mi possa fare un'idea più precisa.

Mi dispiace per la "Psalmopoeus" e per te.

Diego Nannuzzi.

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>Può essere qualche parassita interno??

 

Lo escluderei per un paio di osservazioni:

 

1)sembra essere un ragno nato in cattività ed è noto che in tali condizioni è estremamente rara una parassitizzazione interna(quelle esterne,più frequenti,sono da imputare agli acari,ma si vedono ad occhio nudo). Tra l'altro questa è una specie non più importata dal Venezuela e frequentemente,facilmente,riprodotta in cattività.

 

2)un ragno parassitizzato internamente ha in genere un'agonia molto lenta e non si presenta con addome ben pieno(i parassiti interni "mangiano" il ragno dall'interno).

Tali parassiti sono difficilissimi da notare almeno fino al momento della loro uscita dalla bocca del ragno(pochissimo tempo prima della sua morte),in genere si presentano come una schiuma biancastra pulsante,al cui interno si agitano centinaia di nematodi.

Non mi risultano rimedi per tale situazione.

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Salve a tutti!

"Klovis", ancora non mi ha risposto, però, personalmente, sarei propenso a credere che quella "Psalmopoeus irminia", sia morta per avvelenamento da "anidride carbonica".

Chiaramente è solo una mia ipotesi.

Lo so che sembra "fantascienza", ma vi assicuro che succede molto spesso.

Regards.

Diego Nannuzzi.

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Non mi addentro sulle cause della infausta morte, su cui non avrei validi argomentazioni, ma vorrei solamente fare una precisazione:

il fatto che la P.irminia si trovasse in un angolo del terrario, quindi a terra anzichè appesa alle pareti, non è indicativo dello stato di salute dell'esemplare. Le irminia non disdegnano infatti la costruzione di tane tubolari sulla base del terrario, recuperando parte del substrato che viene posizionato al di sopra della tela per nascondere il rifugio.

Tutto qui.

Andrea.

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Quando lho spronata era in un angolo in alto del terrario ma era mezza addormentata..come sub uso vermiculite,in un fauna box dove ho chiuso parecchi buchi con il nastro x tenere l'umidità.lho presa l'anno scorso ke era 2 cm legspan,ora è 7,avrà fatto 4 mute penso..

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era un giorno ke la vedevo strana..prima era normale..penso ankio sia stata avvelenata da anidride carbonica,ma erano 2 mesi ke era in quel fauna box.xkè non si è intossicata prima?e poi ogni 2 g aprivo il box e lo tenevo aperto x mezzoretta e la guardavo senza il coperchio,xkè era pieno di tela così anke si arieggiava..

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Diego,

 

se ne sei a conoscenza,e credo di sì perché hai fatto la tua ipotesi,come si sviluppa una intossicazione da anidride carbonica?

 

Questo è un campo a me,lo ammetto,piuttosto sconosciuto[:I]

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Vi espongo i miei dubbi....

 

Un terriccio normale (tipo quelli che si trovano in commercio) è fondamentalmente formato da composti del silicio con aggiunta di parecchio ossigeno. Questi elementi fondamentali si dispongono a formare un tetraedro (al centro l’ossigeno, sui vertici il silicio) ovvero la particella base del “terreno”. In aggiunta a ciò ci possono essere, anzi ci sono, composti di vario tipo legati soprattutto a carbonio, ferro, zolfo (più molti altri) che costituiscono la base di vita fondamentale per vita. La qual cosa non è verissima. Infatti anche terreni perfettamente omogenei (sabbia purissima) possono vede nascere licheni (che sfruttano l’anidride carbonica dell’aria e l’energia solare per vivere, e di solito sono le avanguardie autotrofe della futura stirpe di microrganismi). Ma andiamo avanti… facendo conto che il nostro terriccio è già pieno di composti organici e di esserini che scorazzano garruli. Dal punto di vista edifico ci saranno quindi parecchi batteri (che usano carbonio organico) funghi, attinomiceti, protozoi e lieviti che sono alla base del complicato processo di fermentazione che porta alla formazione di humus e anidride carbonica. Eccoci al punto.

 

Se è vero che un terreno (con i suoi abitanti) può produrre una certa quantità di anidride carbonica, tenendo presente che in atmosfera siamo intorno allo 0,05-0,1% (a seconda di dove viviamo), non so fino a che punto un piccolo strato di terriccio, per lo più molto meno “popolato” di quello naturale (supposto che non ci siano piante, che seppur sia vero che lo usano, lo producono anche in quantità) possa portare alla formazione di tanto CO2 da accoppare un ragno. Se questo può essere vero per un rettile o un piccolo mammifero (che producono una marea di anidride tramite i processi respiratori "forzati") in terrari chiusi e ristretti, i ragni, che non hanno tale respirazione forzata, non sono grossi produttori di CO2. Ed essendo l’anidride non velenosa (ovvero non si lega al sangue o emolinfa che sia, come per esempio il monossido di carbonio), la sua pericolosità sta unicamente nel peso molecolare che lo porta a terra e spinge via l’ossigeno, addormentando gli esemplari e uccidendoli per soffocamento. In genere però le lucertole che si sentono soffocare per questi motivi si allontanano da suolo (eh, l’istinto…) e danno segni premonitori, ovvero cercano freneticamente una zona del terrario in cui l’ossigeno sia più abbondante. I ragni dovrebbero tentare la medesima cosa… (mai successo, fortunatamente).

Il discorso è questo… per soffocare un ragno, la percentuale di CO2 deve sostituire completamente l’O, almeno per 3-4 cm di altezza dal suolo (sempre che il ragno non se la fili in alto… ammesso che possa!). Vorrei capire – se qualcuno lo sa – se, e come, uno strato di tot cm di terriccio (no animali con respirazione forzata, no piante, no roba marcia – foglie, animali morti, etc.) sia sufficiente a produrre tutto sto’ CO2… forse in funzione del tempo? Però quando per un primo millimetro di altezza l’ossigeno finisce, i microrganismi cessano il loro lavoro e non producono più nulla! Mah…??

 

Se c’è qualche biologo (ci sono degli studenti no??) mi’illumini, perché la questione m’interessa non poco!

 

Matteo Grotto

 

 

****ARACNOFILIA****

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