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steatoda "scippata" da una tegenaria


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Oggi mentre stavo in cantina a sistemare delle assi di legno ho avuto modo di assistere a un fenomeno decisamente singolare, mai visto prima. Una vespa polistes gallicus, almeno credo, stava svolazzando disordinatamente sul bordo di una finestra, quando a un certo punto è andata incappare nella ragnatela di una steatoda triangulosa ( o comunque con un disegno sull' addome molto simile). Il piccolo ragno si è subito avventato sulla preda, grande più del doppio, lanciadole addosso i suoi fili di seta e pungendola ripetutamente sulle zampe e sulle ali( la vespa nel frattempo lottava furiosamente). In pochi minuti il morso ha fatto il suo effetto e l' insetto ha rallentato i suoi dibattimenti. Ha un' estrema efficacia il veleno di questi piccoli ragni, ed è particolarmente micidiale per gli imenotteri. Mentre stavo osservando la scena a un certo punto ho notato che dalla parte destra stava risalendo una tegenaria, attirata dalle vibrazioni trasmesse fino alla sua ragnatela distante una trentina di cm. La tegenaria era lunga circa 13 mm, un esemplare giovane, di taglia comunque ben superiore rispetto alla steatoda. Si è mossa sulle tela estranea in modo abbastanza disinvolto(questo mi ha stupito), e ha cominciato a mordere la vespa assieme alla steatoda. L' altro ragno ha percepito la presenza di questo intruso e si è un poco allontanato, continuando però a "punzecchiare" la vespa. Quando tentava di avvicinarsi in modo più deciso la tegenaria reagiva con un rapido scossone dato con le zampe, allontanando bruscamente la steatoda. Poi per buoni 5 minuti si è impegnata a estrarre la vespa agonizzante dalla ragnatela della steatoda, tagliando i fili con i cheliceri e sistemando l' equilibrio della preda. Una volta fatto questo l' ha trascinata lungo il muro fino alla sua tela! la steatoda durante la procedura di estrazione è rimasta in un angolo a vibrare leggermente. E'la prima volta che vedo uno scippo fra aracnidi!! :lol:

Che ne pensate?

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Ho assistito diverse volte a cene simili. E mi sono fatto l'idea che le tegenarie lo facciano abbastanza spesso, visto che sempre si trattava di esemplari giovani di Tegenaria spp....

Devo ammettere che in campagna, da ragazzo avevo la mia finestra dei ragni in legnaia. Ci passavo pomeriggi e facevo esperimenti (termine capisco eccessivo...) nutrendo 1 esemplare e non gli altri eccetera. le formiche erano il mio pasto ragnesco.

Diverse volte ho assistito a furti ai danni di piccoli araneidi e theriididi. Ed erano spesso Tegenarie giovani. Anche Pholcus ho visto furteggiare piccoli araneidi.

Gli araneomorfi sono molto meno primitivi di ciò che normalmente gli è concesso, anche dal punto di vista interattivo.

Ciao.

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La tegenaria era lunga circa 13 mm, un esemplare giovane, di taglia comunque ben superiore rispetto alla steatoda.

credo che questo sia il motivo principale che ha permesso che il furto avvenisse quasi indisturbato ... infatti se le dimensioni dei due ragni fossero state un pò più simili ... sono sicuro che la Tegenaria non avrebbe mai osato tanto ... una Steatoda triangulosa ... se sta bene ... ha pochi rivali con ragni di altri generi ma dello stesso 'peso' (tra le specie nostrane teme solo il confronto con nobilis e paykulliana) ... sopratutto se poi gioca in casa :lol: ...CIAO

Edited by roccolucio
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Beh, una cosa che sicuramente avvantaggiava la tegenaria rispetto alla steatoda era l' enorme differenza di lengspan. Ogni scossone dato dalla tegenaria scatenava un autentico terremoto sulla tela della steatoda, costringendola bruscamente alla ritirata. Comunque la cosa che più mi ha stupito è stata l' estrema naturalezza di movimento del ragno invasore sulla tela dell' altro. Ma la seta di ragno è sempre uguale in tutte le specie ?? Come faceva a spostarsi così bene su una tela di un altro genere? :lol:

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I ragni tessitori detti non cribellati, come la tegenaria e la steatoda, producono delle tele appiccicose. Per non rimanere invischiati nelle proprie tele si "ungono" le zampe con una sostanza grassa oleosa che producono.

I ragni detti cribellati, invece, "cotonano" la tela per renderla appiccicosa; lo fanno solo in punti prestabiliti.

 

La tegenaria si è avventurata nella tela della steatoda proprio perchè è un tipo di tela che conosce; non l'avrebbe fatto se si fosse trattato dell'abitazione di un cribellato.

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L'ho notato anch'io questo comportamento;diciamo che rispecchia sempre la legge dove il più grosso ha la meglio sul più piccolo ;)

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I ragni tessitori detti non cribellati, come la tegenaria e la steatoda, producono delle tele appiccicose. Per non rimanere invischiati nelle proprie tele si "ungono" le zampe con una sostanza grassa oleosa che producono.

I ragni detti cribellati, invece, "cotonano" la tela per renderla appiccicosa; lo fanno solo  in punti prestabiliti.

 

La tegenaria si è avventurata nella tela della steatoda proprio perchè è un tipo di tela che conosce; non l'avrebbe fatto se si fosse trattato dell'abitazione di un cribellato. 

Dunque se per assurdo si fosse arrampicata sulla tela di un epeira sarebbe rimasta invischiata?

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certo, a meno che non sia così intelligente da conoscere i punti in cui l'epeira non cotona la tela, in futuro potrebbe anche capitare ;)

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1- Il genere Epeira non è più valido. La dizione Epeira diademata, relativa alla specie cui vi riferite, è in sinonimia con Araneus diadematus.

2- Gli Araneidae non hanno il cribello! Gli unici tessitori orbicolari cribellati sono gli Uloboridae.

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Anche Argiopidae è in sinonimia con Araneidae! ;)

Il cribellum è una sorta di lamina formata dalla congiunzione della prima coppia di filiere in senso anterioro-posteriore, ed è un carattere ancestralmente presente già nei progenitori degli araneomorfi (Hypochilomorpha). In alcune delle famiglie attualmente viventi è stato mantenuto, mentre nella maggior parte si è ridotto fino ad assumere la forma di un abbozzo privo di qualsiasi funzione (colulus).

Per molti anni la perdita del cribellum è stata considerata, da parte degli aracnologi, l'evento spartiacque della filogenesi dei ragni, viceversa in tempi più recenti la sua importanza è stata fortemente ridimensionata. Secondo le teorie più accreditate, la condivisione della presenza del cribellum, carattere ancestrale (o "plesiomorfico"), è un "simplesiomorfismo" (definizione piuttosto originale, che traggo dall'ultimo lavoro di Brignoli, "Ragni, specie e filosofia", gentilmente regalatomi dal prof. Tongiorgi, che ne ha curato la pubblicazione postuma), ma la condivisione della sua perdita non è un sinapomorfismo, ovvero la manifestazione di questo carattere innovativo (o apomorfico), è verosimilmente avvenuta più volte durante l'evoluzione dei ragni. Così si spiega la classificazione di generi privi di cribello (Uroctea, Coelotes) all'interno di famiglie cribellate (Oecobiidae, Amaurobiidae).

La tela dei ragni cribellati in genere ha una struttura piuttosto semplice, eccezion fatta per gli Uloboridae, che però fanno davvero storia a sé. La verità, dura da digerire per noi morfologi, è che il piano strutturale degli araneomorfi è straordinariamente plastico, la sua struttura semplice ma funzionale è stata in grado di sviluppare adattamenti morfologicamente molto simili o addirittura omologhi all'interno di famiglie anche distanti. Nella ricostruzione dei percorsi alla base della radiazione adattativa dei ragni la possibilità di ricorrere a tecniche moderne come l'analisi filogenetica basata sul sequenziamento del DNA consentirà senz'altro di stravolgere la classificazione attuale, famiglie per famiglia, genere per genere.

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