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Mancanza di insetti...


Gidol
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Ho notato la scorsa estate (e verificherò questa), che il numero di insetti particolari, tipo mantidi religiose, o specifiche specie di ragni (hogna radiata per esempio) nella mia zona negli ultimi anni sono diventati quasi totalmente introvabili... qualche anno fa (non ero ancora iscritto a qusto forum), ad ogni passo che facevo vedevo qualche bestiolina scappar via; insetti di moltissimi tipi "Popolavano" l'orto di casa mia (trovavo pure parecchi grilli talpa, e mi è capitato di vedere parecchie mantidi).

la scorsa estate invece, nonostnte la mia ricerca, si vedevano in giro unicamente formiche (di quelle se riempito ovunque...) e piccoli ragnetti totalmente neri (non ne conosco il nome scusate :rolleyes: ), l'unica eccezione è state per l'hogna radiata con piccoli a seguito che ho trovato e poi liberato dopo circa 2 giorni.

L' unica mantide che ho trovato era morta attaccata ad un albero <_< , sono sparite addirittura le libellule (e non intendo le piccoline che si poggiano sul rosmarino, ma quello formato titanic che per prenderle devi sperargli con la doppietta e sperare che non si rigirino....) che fino a 2-3 anni fa Infestavano letterelmente i campi dietro casa mia... c'erano ancora abbastanza salticidi, ma temo per quest'estate...

 

in compenso però c'è stato un disumano aumento di:

Zanzare, di varie misure e immuni praticamente a tutto, perfino ai jeans :boxed: ;

Api/vespe/calabroni: le prima non mi danno problemi, le seconde le odio, i terzi peggio di tutti...

Formiche (come detto gia prima)

Mosche: queste quasi peggio delle zanzare... sono praticamente dappertutto...

 

 

voi che mi dite? da voi qual'è la situazione?

 

PS: evito che fare la classica domanda "A cosa è dovuto secondo voi??" perchè il motivo lo so benissimo, diserbanti, inquinamento vario ecc...

(io sto in piemonte, in un paesino in provincia di torino)

 

 

PPS: pensate che sarebbe possibile tentare un "Ripopolamento delle specie che dovrebbero esserci ma nn ci sono più o quasi?"

 

 

PPPS: spero di aver postato nella sezione giusta

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Premesso che, a differenza di tanti assidui frequentatori del forum, io non ho alcuna competenza scientifica...son più un "romantico osservatore"...

Comunque, io penso che più dell'inquinamento e dei diserbanti (fattori comunque rilevanti nella situazione che hai descritto...) il danno lo abbiam fatto sottraendo alla natura i suoi spazi; per esempio molte persone qui da me van dicendo che la natura stia meglio solo perchè magari hanno notato scoiattoli nei loro giardini, hanno visto volpi attraversar la strada o cinghiali e caprioli attorno a casa...nulla di più falso! Quelle povere bestiole non hanno più i loro spazi e se li possiamo osservare è solo perchè noi siamo barbaramente entrati in quella che è la loro "intimità"...Dico questo con una certa sicurezza perchè dove io vivo è un'isola molto ampia completamente dedita all'agricoltura biologica fin dai primi anni '70 e pesticidi ed inquinanti poco concorrono nella situazione che mi circonda...eppure non posso far altro che confermare quel che è stato detto nel messaggio iniziale...

Sicuramente alcuni animali riescono (anche se mal volentieri) ad adattarsi (vedi le volpi che mangian dai bidoni dell'immondizia...) ma, magari altri muoiono per via della mancanza dei LORO spazi...

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Guest Phasma

Tutti noi sappiamo che diversi Artropodi terrestri sono molto sensibili alle modificazioni del loro ecosistema e proprio per questo si prestano bene, soprattutto gli Insetti, ad essere usati come "indicatori biologici".

Comunque il fatto che tu abbia riscontrato una scarsezza di reperi la scorsa estate può essere causato da tanti fattori oltre all'inquinamento, per esempio uno dei più caratteristici quando si parla di Artropodi terrestri è dato dalle fluttuazioni numeriche naturali delle popolazioni. Io la scorsa estate ho osservato molte specie. A Rovigo e a Ferrara per esempio ho osservato molte volte in città la farfalla Iphiclides podalirius, era tanto che non la vedevo nell'ambiente urbano! Speriamo che la prossima estate la situazione migliori dalle tue parti.

Saluti,

Marco

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Guest Phasma

Ciro, hai centrato un'argomento importantissimo della biologia della conservazione (Conservation Biology): la perdita e la frammentazione degli ecositstemi è oggigiorno una delle cause principali di estinzione delle specie.

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Sicuramente alcuni animali riescono (anche se mal volentieri) ad adattarsi (vedi le volpi che mangian dai bidoni dell'immondizia...) ma, magari altri muoiono per via della mancanza dei LORO spazi...

 

Non sai quanto sia centrata questa frase...

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Secondo me l'aumento abnorme degli insetti fastidiosi tipo zanzare, mosche, formiche, è dovuto proprio alla scomparsa degli altri insetti, molti dei quali predatori, ragni, mantidi, libellule (che se non sbaglio quelle giganti sono carnivore, ma nn sono sicuro), non avendo piu molti predatori naturali attivi, ovviemente si moltiplicano...

 

voi che ne dite, sarebbe possibile effettuare un "ripopolamento"? magari tenendo e facendo crescere dei "cuccioli" per ogni specie di insetto...

Tornarea vedere le libellule giganti (me dite il nome cosi nn le chiamo piu cosi? <_< , erano lunghe dai 5 ai 10 cm, ero piccolo e nn ricordo bene :baby: , ed erano per la maggior parte di colore rosso) che svolazzano dietro casa mia mi farebbe molto piacere...

cosi come poter finalmente rivedere qualche mantide religiosa,possibilmente viva in giro...

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Qualcuno potrebbe spiegarmi quella cosa citata da Phasma della "fluttuazione numerica naturale della popolazione"...?

E' un fenomeno che mi interessa perchè se è quel che penso d'aver inteso spiegherebbe delle "particolari" cose che da me avvengono ogni tot anni...tipo:

anno scorso verso settembre c'è stata una vera e propria infestazione tipo piaga biblica da parte di mantidi religiose e qualche anno fa la stessa cosa è avvenuta da parte delle coccinelle (le si potevan spazzar via da terra con una scopa!)...Son cose queste riconducibili al fenomeno della "fluttuazione numerica naturale della popolazione"?

anticipatamente ringrazio coloro che mi risponderanno...

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Dalle mie parti la scorsa estate sono ricomparse le lucciole che purtroppo non si vedevano da almeno 7/8 anni. Il mio giardino confina con l'unico grosso parco della città, una collina boscosa. E' dal 1989 che abito qua e ho molti ricordi d'infanzia di grossi Lucanus cervus, Orystes nasicornis e Dorcus parallelipipedus che i miei genitori mi facevano notare quando si posavano sui tronchi degli alberi del giardino o svolazzavano intorno ai lampioni al crepuscolo. Da metà anni novanta ho riscontrato che il loro numero è calato drasticamente e durante un'intera stagione estiva è già tanto riuscire a vederne due o tre. Anni fa invece gli incontri erano praticamente quotidiani. Inoltre ho notato che per quanto riguarda Lucanus cervus sono calate le dimensioni medie dei maschi avvistati.

Anche le chiocciole hanno subito una drastica diminuzione.

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Quella della assenza di lucciole è una questione che a suo tempo fece notar pure Pasolini...il problema è da un po' che c'è a quanto pare...

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Qualcuno potrebbe spiegarmi quella cosa citata da Phasma della "fluttuazione numerica naturale della popolazione"...?

Penso che sia una cosa spiegabile con il fatto che gli artropodi in generale hanno cicli biologici molto legati alla temperatura e alle condizioni esterne come la disponibilità di cibo, le condizioni metereologiche, l'umidità, la presenza di un particolare tipo di vegetazione, predatori, ecc.

Quindi la variazione delle condizioni del tempo e della temperatura, con tutte le conseguenze che comportano, possono influire enormemente sulle varie popolazioni... Basta per esempio un ritardo nell'arrivo della primavera, o un periodo particolarmente piovoso o secco per dare avvio ad una sequenza di eventi che porteranno a favorire questa o quella specie, sfavorendone temporaneamente altre che sopravvivono in un numero minore di esemplari fino ad una situazione migliore. Come sappiamo molto spesso gli insetti possono essere assai prolifici e rapidi nello sviluppo, così che in condizioni favorevoli possono dare luogo ad esplosioni demografiche improvvise, come anche a rapidi cali numerici in situazioni avverse.

 

Un ecosistema è un sistema estremamente complesso, dove le sue componenti più variabili (come ad esempio il numero di esemplari di una determinata specie di insetto) sono intimamente legate alle restanti parti.

E' un po' come la teoria del caos: un battito d'ali di una farfalla in Brasile può provocare un uragano in Florida...

E noi umani spessissimo interveniamo nell'ecosistema direttamente con gli uragani, creando danni gravissimi e spesso irreparabili... <_<

 

E' per questo che credo che re-introdurre dove una specie è andata in declino serva a poco, se non si ripristina prima un ambiente adatto...

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A tal proposito volevo riportare il caso di una cicala degli Sati Uniti che trascorre un periodo di 17 anni allo stadio larvale. Quando gli adulti escono dal terreno, c'è una vera e propria invasione. Grazie a questo metodo le cicale adulte che si stanno accoppiando non vengono predate perché i predatori non le hanno mai viste o al limite anche nel caso di predatori molto longevi le hanno viste una sola volta nella loro vita. Vidi recentemente un servizio a riguardo.

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Va beh, quello che citi è un caso eccezionale a parte, che poco c'entra con le fluttuazioni ambientali... <_<

che tra l'altro io sapevo che più che per i predatori (che in genere non vanno molto per il sottile, tutto ciò che è insetto, anche se non è mai stato visto, è una potenziale preda... tanto più che esteticamente le cicale di cui parli sono simili a tutte le altre) era una difesa contro i parassiti... c'è un'altra specie di cicala con un ciclo di 13 anni... 17 e 13 anni sono entrambi numeri primi, quindi non divisibili per nessun altro numero, e quindi un eventuale parassita dovrebbe avere un ciclo vitale esattamente coincidente con quello della cicala per poter esistere, cosa assai improbabile dati i lunghi intervalli di tempo di cui stiamo parlando...

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