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Mi faccio un gatto nuovo di pacca!


MatteoG
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https://www.savingsandclone.com/vet/pb_express.pdf

 

Non è per fare demagogia, ma talvolta arrivo a pensare che abbia ragione il mio vicino di casa: "ci vorrebbe una bella guerra". Poi mi sveglio e penso: "meno male, era solo un incubo". 50.000 dollari per clonare il gatto. Mamma mia... :D Poi mi sveglio di nuovo... cielo. Non riesco a fermarmi! Dov'è la realtà, dov'è l'incubo?

 

Io ho sempre avuto gatti (tanti) e MAI MAI MAI mi sognerei dopo la morte di uno di essi (piccoli grandi a-mici di cui serbo ricordi meravigliosi!) di proporre al mondo una loro brutta (sebbene incolpevole) copia... Uno ce n'è stato di Kettor, di Dream, di Mina, di Muci... uno ce n'è e ce ne sarà nel mio cuore. Che pensiero obbrobrioso pensare che replicarne la carne significhi replicarne l'essenza. Che lugubre tentativo di levarci l'unica cosa che davvero -almeno fino a prova contraria- ci permette di vincere la morte: "i bei ricordi". Che piccolo monumento di stracci alla grande superbia dell'uomo...

 

Cloniamo i gatti, che siam tutti più furbi... in fondo "c'è chi c'ha" cantava Renzo Arbore... in fondo qualcuno dirà che anche questo serve alla scienza... in fondo qualcuno dirà che non è diverso che comprarsi la Porschettina... in fondo qualcuno dirà: "io che ci posso fare? Il mondo gira così"...

 

http://www.wfp.org/appeals/africahungerale...alian/index.pdf

 

:D

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conoscevo questa possibilità.

c'è tanta arroganza e ingoranza nell'investire un patrimonio per clonare un gatto morto pretendendo di farlo rivivere. soprattutto considerando le miriadi di micini che schiattano di stenti.

passano i secoli ma proprio la nera signora non la vogliamo accettare; e invece di affrontare l'argomento in maniera matura, magari cercando di tirare fuori dal cappello qualche maniera di vivere davvero più lungo e più serenamente lasciando da parte falsi moralismi e basandosi sui fatti (qui tecniche di clonazione potrebbero forse essere davvero utili), sperperiamo tempo e denaro in giochetti illusori. giochetti che tra l'altro buttano al mondo un essere vivente che è per sua natura unico (non penso che la clonazione riproduca anche l'individualità che, sono fermamente convinto, si forma solo con l'esperienza), ma che viene acquistato come un succedaneo qualsiasi.

non penso che il vicino di teo abbia trovato la soluzione a cotanta tristezza (di guerre ne abbiamo già fin troppe :D :D ), ma cavoli, un minimo di rispetto per la memoria di un amic(i)o fedele che se ne è andato (e per un sacco di esseri viventi che ancora stanno al mondo) sarebbe auspicabile...

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Il primo, primissimo pensiero che mi è balzato in mente, sentendo questa notizia, è stato che con tutti quei soldi poteva far felice un intero gattile per non so quanti anni. Però, questo è ciò che avrei fatto io, che sono persona diversa dalla signora americana che ha speso quella cifra per avere clonato il suo gatto, morto alla veneranda età di 17 anni (come il mio Diki). Ho detto diversa, non migliore.

 

Sono comunque dispiaciuta per la scelta che la signora ha fatto. In questo modo, il suo spirito non si arricchisce (mentre si sono arricchite le tasche dei clonatori, che già promettono cloni di cani entro il 2005): invece di partire per una nuova avventura con un compagno peloso nuovo, che avrà un'altra personalità, altre esigenze e magari un nome nuovo, resta impigliata al già sperimentato. Questo mi dà prova della profonda insicurezza della signora e del suo superlativo egoismo. Ma è stata una sua scelta che - purtroppo - verrà copiata, come una moda (avere giocattoli nuovi "vivi", in tutto e per tutto esternamente uguali a quelli che si sono rotti, sarà forse la nuova frontiera).

 

Perché dico "giocattoli", sebbene la signora afferma di avere fatto questo gesto perché "le era insopportabile l'idea che il suo amatissimo gatto non ci fosse più"? Perché ha detto bene Teo: ogni creatura è unica e specialissima, i giocattoli sono molti e possono essere replicati. Anzi, più sono replicati e più i clonatori guadagnano. Che spreco totale di tempo e di energie. Con tanti originali che ci sono in giro, accontentarsi di una copia. Si dirà "non è lo stesso". Non è lo stesso in ogni caso, poiché è una copia. Che responsabilità ha, sulle spalle, quel gatto!

 

Privarsi della gioia del nuovo, della soddisfazione di sapersi adeguare a un nuovo animale, della fatica di cominciare una nuova vita comune, di costruire nuovi ricordi insieme che sopravvivranno al cedimento della carne è davvero un peccato. Invece di essere continuamente pionieri nella nostra vita, incontrando novità, ci si accartoccia sul già conosciuto, "pelo per pelo", "emozione per emozione". E quale vita completa e intensa potrà mai essere, se si sa che tanto si può avere un'altra copia, appena questa si deteriora? Povera signora, che non sa il significato della parola speranza.

 

Buona vigilia di Natale!

Lidia

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